Il rispetto per il Tempio di Dio

Cecco del Caravaggio - Cacciata dei mercanti dal Tempio

Omelia sulle letture del giorno

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di lunedì 9 novembre 2015

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Il rispetto per il Tempio di Dio

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Tutte le volte che entriamo in una chiesa, per andare alla Messa soprattutto, ma anche per pregare, dovremmo prima leggere questo capitolo II del Vangelo di San Giovanni, perché, oggi più che mai, quando si partecipa alle nostre celebrazioni, si ha la sensazione netta e oggettiva di essere in un mercato.

Forse anche peggio di un mercato, perché in un mercato si compra e si vende ed è normale farlo, perché in un mercato si chiacchiera ed è normale farlo, mentre in chiesa si fa molto di più. Non dimentichiamo che nel tempio ebraico non c’era presente Dio e, nonostante questo, Gesù reagisce così. Adesso, nelle nostre chiese, Dio è presente nel tabernacolo, veramente, realmente e sostanzialmente. Quindi è più grave quello che accade oggi perché oltre che fare “mercato”, oltre a fare queste cose, che sono contro la casa di Dio, che sono contro il rispetto e la gloria di Dio, il punto è che le nostre celebrazioni non sono rispettose della liturgia.

Nella Ecclesia de Eucharistia il Papa aveva richiamato l’attenzione di tutta la Chiesa sul fatto che la santità, soprattutto in un sacerdote, non si rivela dalla sua estrosità, dalla sua bravura, dalla sua predicazione, dalle sue invenzioni, o da non so che cosa, ma da tanto quanto è fedele alle norme, punto. Basta. Questo è chiesto a noi.

Oggi è veramente scandaloso guardare il modo con il quale noi entriamo nella casa di Dio: di fretta, di corsa, arruffati, buttati lì in qualche modo, senza neanche pensare mentre si entra a chi stiamo andando ad incontrare, a cosa stiamo andando a fare… magari cinque secondi prima abbiamo appena spento la radio, ascoltando non so quale musica o chiacchierato al telefono, senza, come diceva San Carlo, preparare l’anima all’incontro con il Signore.

E poi senza parlare di quando siamo in chiesa…

Trovare oggi un Cristiano Cattolico che, appena entrato in chiesa, si mette in ginocchio ad adorare Gesù nel Sacramento, è un fatto raro tanto quanto trovare una mosca bianca. Incredibile: si entra e ci si siede!

Ma questo non si fa neanche quando si va a trovare l’ultimo uomo della terra nella sua tenda, perché se tu entri nella casa di una persona e la prima cosa che fai è sederti, compi un gesto di una maleducazione incredibile. Non si fa!

Quando si entra nella casa di una persona, cosa si fa? Si entra e si è accolti in anticamera, esiste proprio il luogo, si chiama anticamera; si viene accolti, si parla, e si aspetta che la persona ti dica: «Prego, si accomodi!»

Non ho mai visto nessuno entrare in casa di qualcuno e, appena aperta la porta, senza nemmeno un saluto, andare direttamente a spaparanzarsi sul divano, o sedersi, o mettersi a tavola seduto e dire: «Adesso cosa mangiamo?»

Queste cose non le facciamo tra di noi, però nella Casa di Dio le facciamo.

Quindi, si entra, ci si siede, ci si mette lì, si guarda un po’ in giro, si aspetta, si guarda l’orologio e via… poi si fa la Comunione, ci risiede un’altra volta, poi si prende e si esce… ma questa non è fede!

Se Gesù Cristo fosse presente carnalmente oggi, altro che una frusta di cordicelle farebbe! Chissà cosa farebbe, vedendo la mancanza di fede che vede nel nostro modo di essere!

Poi non diciamo: «Oh che esagerazione! Che severità! Oh, ma il Signore è risorto! Noi siamo tutti nel Signore risorto, nella gioia!»

Andiamolo a dire a Padre Pio da Pietrelcina, andiamolo a dire a Santa Teresa di Gesù, andiamolo a dire a Santa Gemma Galgani! Andiamole a dire ai Santi, queste cose!

Andiamo a leggere cosa scriveva Sant’Ignazio di Antiochia, a proposito dell’Eucarestia, o cosa ha fatto San Tarcisio, martire dell’Eucarestia a dodici anni!

E noi, nella Casa del Signore… evidentemente lo zelo per la Sua Casa non ci divora, perché se questo zelo ci divorasse, noi avremmo tutt’altro comportamento! Avremmo un altro modo di fare!

L’altro giorno celebravo la Santa Messa, alla Comunione, presento l’Ostia al fedele e dico: «Il Corpo di Cristo!», questo mi porta via dalle dita l’Eucarestia, “Amen” e via!  Mi ha rapito l’Eucarestia dalle dita!!

Io credo che nella storia della Chiesa una tale e tanta bestialità non sia esistita, mai, ma neanche al tempo degli ariani, neanche al tempo degli eretici, si toccavano delle vette di tale bestialità!

È possibile prendere l’Eucarestia sulle mani, bene, ma guarda in che modo va presa, informati! L’Eucarestia non è mica un tuo diritto! Informati su come si riceve l’Eucarestia sulle mani!

Arrivano con le borse che pendono dalle mani, con le mani sporche, con una mano sì e l’altra no, ma cose incredibili! Come se fosse un nostro diritto il Corpo di Cristo!

Origene (andate a casa a leggere, su internet trovate tutte queste cose) diceva che, se per nostra colpa cade a terra un frammento, anche piccolissimo, del Corpo di Cristo, noi siamo rei della morte di Gesù Cristo.

Andate su internet, c’è un video molto bello che si intitola così: “Gesù sul pavimento”; andate su YouTube e cliccate: “Gesù sul pavimento”, guardate quel video, tutto, dovete vederlo tutto, un video bellissimo, che mostra quante volte Gesù sta sul pavimento per il modo con il quale noi lo andiamo a ricevere, senza nessuna coscienza.

Noi siamo diventati protestanti non più cattolici, noi non crediamo nella vera presenza reale di Gesù nell’Eucarestia, e quindi la Casa del Signore diventa peggio di un mercato, perché la presenza non la si percepisce.

Sabato un nostro padre ha dovuto dire prima della Messa: «Per favore, fate silenzio!»

Ma ci rendiamo conto?

Il Cardinal Scola ha dovuto fare quest’anno in quaresima l’intervento in tutte le chiese dicendo: «Adesso, prima della Messa, raccomandiamo l’attenzione ai fedeli, come gesto quaresimale, di fare silenzio alla Messa».

Uno pensa un secondo e dice: «Ma ti rendi conto, un Cardinale, un Arcivescovo di Milano, deve perdere il suo tempo a scrivere a tutta la Chiesa, per dire di fare silenzio prima e durante la Messa?».

Ma io lo dicevo ai bambini di terza elementare, quando, poverini, entravano in chiesa e non sapevano… ma in terza elementare! Non a persone di quaranta e cinquant’anni! In terza elementare dici ai bambini: «Fate i bravi», ma non a un adulto!

A Padre Pio da Pietralcina un giorno venne detto: «Padre, sa, io chiacchiero qualche volta un po’ in chiesa per parlare di Gesù». Lui rispose: «Ricordati che in chiesa si parla solo con Dio!»

Se tu devi parlare, vai fuori, perché un’altra persona che è in chiesa viene disturbata dalle tue chiacchiere, viene scandalizzata dal fatto che tu parli, non riesce a pregare bene, perché è distratta da tutto il tuo chiacchiericcio e dal tuo pettegolezzo.

Ma vai fuori! C’è un mondo così grande, esci, parla fuori!

Chissà perché bisogna sempre parlare dentro in chiesa e pregare diventa impossibile, uno deve andare a nascondersi sul pinnacolo del tempio per pregare un po’ in santa pace. Questo non è corretto!

Poi senza parlare dei canti, dei balli, delle danze che facciamo… Papa Benedetto XVI una volta scrisse: «Le nostre liturgie sono danze vuote intorno al vitello d’oro, che siamo noi», cito a memoria. Non sono atti di culto a Dio!

Volete un bel libro di meditazione? Andate a prendere il libro di Romano Guardini, “Introduzione allo spirito della liturgia”, andate a leggere questo testo!

Quando avete finito di leggerlo, voi vi fermerete e direte, come mi disse ieri un signore: «Ma la Chiesa di cui parla questo teologo è un’altra Chiesa o è la nostra, Cattolica, Apostolica, Romana?»

Sì, in effetti, leggendo quel libro, e guardando oggi noi come viviamo, sembra che stiamo parlando di due Chiese diverse.

Tanto ci siamo allontanati da quella che è la retta fede, dal retto metodo di stare nella Casa del Signore e di trattare le cose sante, che a leggere questi santi teologi, questi santi padri, uno non capisce più bene dove siamo finiti.

Che il Signore ci conceda la grazia di avere anche noi lo zelo per la Casa del Signore!

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

Letture del giorno

Prima lettura

Ez 47, 1-2.8-9.12 – Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungeva quest’acqua portò salvezza.

In quei giorni, [un uomo, il cui aspetto era come di bronzo,] mi condusse all’ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Àraba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».

Salmo responsoriale

Sal 45

Un fiume rallegra la città di Dio.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo a essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra.

Seconda lettura

1Cor 3,9-11.16-17 – Voi siete il tempio di Dio.

Fratelli, voi siete edificio di Dio.
Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un saggio architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento a come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

Canto al Vangelo

2Cr 7, 16

Alleluia, alleluia.
Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa
perché il mio nome vi resti sempre.
Alleluia.

Vangelo

Gv 2, 13-22 – Parlava del tempio del suo corpo.

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete.
Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

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