L’Immacolata Concezione

Immacolata Concezione schiere angeliche

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia nella Solennità dell’Immacolata Concezione (S. Messa prefestiva).

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Testo della meditazione

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L’Immacolata Concezione

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Celebriamo quest’oggi, durante il tempo dell’Avvento, in preparazione del Natale, una delle solennità più importanti, anzi, sicuramente la più importante che riguarda la Vergine Maria, quella della Sua Immacolata Concezione, il cui dogma costò non pochi problemi e trovò, fin dai tempi del Beato Duns Scoto, quindi fin dal 1300, delle resistenze molto forti, che sono andate avanti sicuramente fino al momento della proclamazione del dogma da parte del Beato Pio IX, l’8 dicembre del 1854.

Grazie al Cielo, con l’apparizione di Lourdes, quattro anni dopo, il Cielo stesso venne a confermare quanto il Papa aveva sapientemente e santamente intuito, capito, e voluto definire in modo definitivo con il dogma dell’Immacolata Concezione.

Lourdes è esattamente la conferma divina di questo dogma.

La Madonna è stata concepita in modo immacolato, che vuol dire senza nessun peccato originale, in Lei non c’è traccia di peccato originale né di alcun peccato, Lei è la Tutta Pura, la Tutta Santa.

Anche le apparizioni di Rue du Bac, della Medaglia Miracolosa, confermano la stessa cosa; la Madonna viene a dire alla Chiesa: «Sì, Io sono Immacolata, già nel momento del mio concepimento».

Lei fu preservata dal peccato originale, grazie ai meriti di Cristo, che in Lei trovarono una anticipazione perfetta, i meriti della Sua Morte, della Sua Passione, della Sua Resurrezione.

Questa sera vorrei leggere con voi un componimento poetico bellissimo, una poesia di quattordici versi, endecasillabi, a rima obbligata, pronunciati in onore della Vergine Maria nel 1823, trentun anni prima della proclamazione del dogma.

Quando questa bellissima poesia venne fatta leggere al Beato Pio IX, in occasione appunto della proclamazione del dogma, lui si commosse profondamente, perché percepiva che era sulla strada giusta, nonostante in quel tempo di ateismo, di libertinismo, di laicismo, molte correnti andassero contro di lui e contro questa proclamazione. Fu veramente coraggiosissimo questo Papa, andò contro tutto e tutti!

Questo fanno gli uomini veramente di fede, gli uomini che veramente credono in Dio: vanno contro tutto e tutti, pur di difendere la verità!

La verità non la si fa a sconti, a prezzi ribassati!

La verità si dice per quella che è, così com’è, a tutti, altrimenti non si è dei veri pastori, si è dei mercenari, che di fronte ai lupi scappano, come diceva Sant’Alberto Magno.

Questo bellissimo testo, vi stupirà sapere che non fu detto da nessun poeta, ma dal diavolo in persona.

Nel 1823, a due predicatori esorcisti domenicani, Padre Cassiti e Padre Pignataro, venne chiesto di compiere questo esorcismo su un ragazzo di dodici anni analfabeta, che non aveva nessuna istruzione. Ci troviamo ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, e questo ragazzo era posseduto dal demonio.

Allora, siccome si discuteva, da tanti e tanti anni, sul tema della Immacolata Concezione, questi teologi domenicani obbligarono il demonio a pronunciare questa poesia meravigliosa e lui disse questa poesia, che è un sillogismo perfetto, un ragionamento perfetto, un puro sillogismo. Al temine della poesia uno dice: «Sì è proprio così».

Sentite che meraviglia:

Vera Madre son io di un Dio che è Figlio
e son Figlia di Lui benché Sua Madre.
Ab aeterno nacque Egli ed è mio Figlio,
nel tempo io nacqui eppur gli son Madre.

Egli è il mio Creator ed è mio Figlio,
son io sua creatura e gli son Madre.
Fu prodigio divin l’esser mio Figlio
un Dio eterno, e me aver per Madre.

L’esser quasi è comun, tra Madre e Figlio,
perché l’esser dal Figlio ebbe la Madre
e l’esser dalla Madre ebbe anche il Figlio.

Or se l’esser dal Figlio ebbe la Madre,
o s’ha da dir che fu macchiato il Figlio
o senza macchia s’ha da dir la Madre.

Il demonio, che è maestro della menzogna, che è principe della superbia, fu costretto a dire questa meravigliosa verità, ad anticipare i tempi della proclamazione del dogma, a confermare quanto già altri Santi avevano detto, a partire da ciò che aveva detto il Beato Duns Scoto in una disputa teologica avvenuta alla Sorbonne di Parigi.

Duns Scoto in università fu chiamato a disquisire sul tema dell’Immacolata Concezione e vinse; venne poi definito “dottor sottile”, nonostante da piccolino non avesse intelligenza particolarmente spiccata. Fu l’amore per la Vergine a meritargli questa intelligenza sottilissima e che gli diede la grazia di poter poi difendere l’Immacolata Concezione della Vergine Maria.

Poiché il Figlio non aveva macchia, di necessità, anche la Madre non poteva avere macchia, perché, questa unità profonda tra Madre e Figlio non poteva in nessun modo essere divisa e sparata da alcunché, soprattutto dal peccato.

Certamente noi dobbiamo imparare ad avere una devozione spiccata per la Vergine Maria.

Voi venite in una chiesa carmelitana e i Carmelitani sono l’unico Ordine nella Chiesa, che si definisce “Fratelli” della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. I Carmelitani nelle loro Costituzioni hanno scritto una parte intera, indicante tutta la devozione e l’amore tenerissimo che siamo chiamati ad avere verso la Vergine Maria e, non a caso, sia a Lourdes che a Fatima, l’ultima apparizione della Vergine è la Vergine del Monte Carmelo, in tutti e due i casi.

La Madonna appare, nell’uno e nell’altro caso, in questa maniera e la stessa cosa accade a Rue du Bac; anche lì, nell’ultima apparizione, la Madonna appare vestita come la Vergine del Carmelo.

Quindi siamo chiamati, come Carmelitani, ad amare e a difendere la Vergine Santa e a propagare la preghiera del Rosario; per questo il 10 gennaio faremo l’Atto di Consacrazione di tutte le famiglie, di tutte le persone, dei bambini, al Cuore Immacolato di Maria.

Abbiamo bisogno di rispondere a questo appello devoto e accorato della Vergine, non possiamo certo celebrare il giorno dell’Immacolata Concezione e non avere una vita mariana.

Com’è triste la nostra vita, quando spesse volte si sente dire che non preghiamo più il Rosario… che tristezza!

A Lourdes la Madonna si definì: «Io sono l’Immacolata Concezione». Alla domanda per tre volte di Bernadette, che chiese alla Signora: «Mi dica il suo nome!», Lei rispose appunto: «Io sono l’Immacolata Concezione», aprendo le mani come a Rue du Bac e lasciando scendere verso il basso la Sua Corona del Rosario fatta di oro purissimo con i grani tutti smaltati, bellissimi.

Noi, invece, quanta poca affezione spesse volte abbiamo per questa preghiera!

Quanta distrazione, quanto poco ci crediamo!

Quanto è brutto e quanto è triste sentire quella frase che diciamo: «Ma tanto non serve dire il Rosario, non siamo mica obbligati a dire il Rosario».

Se la vita di fede è un obbligo, non facciamola!

«Ma il Rosario è una cosa devozionistica, non è necessaria, non è un dovere».

Pensate una Madre, che si sente rispondere così da Suo figlio, cosa prova nel Suo Cuore… Lei che è venuta ad insegnare quella preghiera, Lei che, quando ha parlato dell’Immacolata Concezione, l’ha fatto con la Corona del Rosario in mano.

Noi ci mettiamo a fare i finti teologi, gli pseudo teologi, i poppanti di teologia, che non sanno neanche distinguere la destra dalla sinistra, crediamo di arrivare con la mente chissà dove, mentre siamo dei poveretti, ci mettiamo a disquisire su quanto, invece, la Madonna, Regina del Cielo e Madre di Dio, ci chiede. Incredibile!

Voi non troverete nell’agiografia cristiana un solo Santo, uno, che non sia devotissimo della Vergine Maria. Non esiste, non c’è! Andate a prendere chiunque e troverete che tutti hanno detto, hanno fatto, hanno vissuto, hanno provato delle cose incredibili verso la Madonna, tutti! Non ce n’è uno che non sia profondamente Mariano!

Addirittura, Sant’Alfonso diceva che era segno di chiara predestinazione l’amore alla Vergine, pensate fino a dove si spingono i Santi!

Uno si chiede: «Ma perché è tanto importante?»

Allora mi è piaciuto andare a prendere un testo di Padre Gabriele Amorth, che tutti conosciamo, il più grande esorcista del mondo, il quale a sua volta imparò da Padre Candido Amantini, di cui è in corso la causa di beatificazione, un grande uomo che ha dato tutta la sua vita per liberare le persone dal dominio del demonio.

In questo testo, Padre Amorth, facendo proprio riferimento a Padre Candido, scrive che questo Padre chiese al demonio, perché lui reagiva di più quando invocava la Madonna e non quando invocava Gesù.

Lui dà alcune risposte e dice: «Primo, perché sono più umiliato ad essere vinto da una semplice creatura».

La Vergine Maria è creata, senza peccato originale, ma è creata, è una creatura come noi… questo è bellissimo!

Il riscatto dell’uomo avviene attraverso una creatura, innanzitutto. Certo, in funzione dei meriti di Cristo, tutto quello che volete, però è bello vedere questa immagine dell’Apocalisse, della lotta tra la donna e il serpente, a cui Lei schiaccia il capo.

E il demonio continua: «Perché è la più umile di tutte le creature, mentre io sono il più superbo; è la più ubbidiente e io sono il più ribelle; è la più pura e io sono il più sozzo».

Ricorriamo alla Vergine Maria come ad uno specchio della perfetta vita cristiana, tutte le virtù risplendono in Lei come in nessun altro. Se abbiamo bisogno di imparare ad essere umili, puri, obbedienti, semplici, veri, belli, tutto questo lo troviamo nella Vergine Maria!

Non si finirebbe mai di parlare, di decantare, di inneggiare alle virtù e alla grandiosità della Vergine Maria!

Persino Lutero (che si sa, con quello che ha combinato e che ha fatto, certo non risplende), persino lui, disse che non c’è titolo più grande, con il quale chiamare la Vergine, di quello di “Madre di Dio”, è quello che maggiormente la risalta.

Il demonio precisa: «È la sola creatura che mi vince sempre, perché non è stata sfiorata dalla più piccola ombra di peccato».

La Vergine Maria, a differenza di Adamo ed Eva, non si è ribellata a Dio, non ha incolpato nessuno.

Quando noi facciamo i peccati la colpa è sempre degli altri, anzi, nella prima lettura abbiamo sentito che, la colpa, Adamo la dà a Dio… pensa te quanto siamo pazzi!

Lui dice: «La donna, che Tu mi hai posto accanto…» Ma come? Se prima era lì che piangeva, perché continuava a dire: «Sono solo, sono solo, sono solo…»

Il Signore gli dà ossa delle sue ossa, carne della sua carne e lui: «La donna, che Tu mi hai messo accanto, mi ha fatto cadere…»

Il peccato lo faccio perché lo voglio io, perché mi piace!

I peccati li facciamo perché ci piacciono! Punto.

La Madonna ha riposto il Suo gusto solo in Dio, non ha trovato gusto in niente altro e in nessun altro. La lotta al peccato si gioca tutta attorno al gusto spirituale.

La Madonna ha orientato e centralizzato il Suo gusto unicamente in Dio, è veramente, perfettamente Dio-centrica, Lei ha messo Dio al centro di tutto, a partire dai Suoi gusti interiori, prima che esteriori.

San Giovanni della Croce su questo… ci sarebbe da stare qui tre mesi a parlare di questa cosa!

Chiediamo quindi alla Vergine la grazia di rendere anche noi innamorati della grandiosità che Lei ha ricevuto e domani cerchiamo di passare un po’ di tempo in compagnia della Madonna, stiamo un po’ davanti alla statua della Vergine, leggiamo qualcosa che ci aiuti ad approfondire almeno un aspetto della Vergine Maria!

AffidiamoLe domani le nostre preoccupazioni più gravi, la fatica che noi facciamo nell’essere Cristiani, i peccati nei quali ricadiamo costantemente, il pochissimo zelo che dimostriamo.

ChiediamoLe la grazia di vivere veramente un anno della Misericordia, che tradotto vuol dire un anno nel quale riconosciamo di essere veramente peccatori almeno una volta nella vita, un anno nel quale diciamo: «Sì, quel peccatore sono io!», e vediamo il più possibile in profondità il nostro peccato, cioè il nostro “No” radicale a Dio!

Che la Vergine ci conceda un giorno la grazia, come disse a Santa Bernadette, di non farci felici sulla terra ma di prometterci di farci felici in cielo!

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Letture del giorno

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Prima lettura

Gen 3,9-15.20 – Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Salmo responsoriale

Sal 97

Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Seconda lettura

Ef 1,3-6.11-12 – In Cristo Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo.

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

Canto al Vangelo

Lc 1,28

Alleluia, alleluia.
Rallègrati, piena di grazia,
il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne.
Alleluia.

Vangelo

Lc 1,26-38 – Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

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