Madonna del Carmine – secondo giorno

Madonna del Carmelo

Omelia

Pubblichiamo l’audio del secondo giorno di preparazione alla solennità della Beata Vergine Maria del monte Carmelo.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Lo Scapolare del Carmine

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Testo della meditazione

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Madonna del Carmine – secondo giorno

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Penso non ci possa essere liturgia della Parola più adeguata di quella di oggi, per concludere questi due giorni di preparazione alla Solennità del Carmine.

Sabato mattina, alle 7.30, vedremo di capire bene in concreto questo Scapolare in che cosa consiste, questa Solennità in che cosa consiste, cosa vuol dire portarlo, gli impegni che uno si assume, ma lo vedremo sabato mattina. Quest’oggi, invece, non può esserci liturgia migliore per concludere la preparazione, perché dobbiamo stare attenti, come abbiamo sentito nella prima lettura del Profeta Isaia, a non essere come quella donna che sembrava dovesse partorire, ma in realtà era solo vento.

Che non accada di partorire solo vento, che non accada di non portare salvezza alla terra!

Scrive Isaia: “Non abbiamo portato salvezza”.

Terribile… una vita spesa nel vento, una vita infruttuosa, solo foglie senza frutti, come il fico maledetto da Gesù.

Lo Scapolare ci invita a non essere partorienti di vento, ma a dare vita alla terra, dare la salvezza. Dare vita vuol dire partorire Cristo nell’anima di ciascun uomo, aiutare l’anima di ciascun uomo a concepire il Cristo, a formare il Cristo in lei, se no, cosa siamo qui a fare?

Allora, come dicevo ieri, se il rosario offre la forma ideale di preghiera alla Vergine Maria, lo Scapolare è la forma ideale di Consacrazione alla Vergine Maria.

Nello Scapolare abbiamo la devozione della speranza e dell’umiltà, lo Scapolare diventa veramente un simbolo di Consacrazione, un segno di speranza, perché la nostra speranza abita nella Vergine Maria, che ci conduce a Cristo.

Sempre la Vergine Maria conduce a Cristo.

Allora, a questo punto, ci è caro ricordare alcuni nomi tra i più illustri, che appartennero alla Confraternita dello Scapolare e che portarono lo Scapolare sempre, tutta la vita, alcuni grandi Santi.

Beh… il primo è Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il quale raccomandò molto l’uso dello Scapolare e, nell’opera “Selva di materie predicabili”, raccomandò tale uso, specialmente ai Sacerdoti.

Quanto noi Preti abbiamo bisogno dello Scapolare!

Ricordiamo che, insieme al corpo incorrotto del grande Dottore della Chiesa, si conservò incorrotto anche il sacro Scapolare, che venne posato sul suo cuore il giorno della morte, perché lui lo portò sempre.

Ricordiamo, poi, San Pompilio Pirotti, delle Scuole Pie, che incitava a portare il sacro Scapolare per assicurarsi la protezione della Beata Vergine Maria, in vita e dopo la morte (ricordate il Privilegio Sabatino e la Grande Promessa), definendolo “la livrea benedetta”.

Ecco, magari non riuscirò a fare tutti gli altri Santi, ma qui voglio dirvi un racconto che mi rimase sempre in mente quando ero giovane.

Quando sento “livrea benedetta”, mi viene in mente questo racconto che sentii e che voglio lasciarvi, perché, chi veste lo Scapolare, deve vedersi così.

A noi ragazzi un Sacerdote, per spiegarci il valore dell’innocenza e l’importanza di non macchiarci dopo il Battesimo, ci raccontò questa storia, la storia di un ermellino, questa bestiolina tutta bianca, con una pelliccia bianca bellissima e pregiatissima.

Allora, l’ermellino sta nelle zone dove c’è molta neve, dove ci sono i ghiacciai, e questo ermellino venne avvistato da un cacciatore, quindi iniziò una lotta, diciamo così, una fuga più che una lotta, perché il cacciatore lo rincorreva per sparargli e l’ermellino fuggiva.

Ad un certo punto, l’ermellino arriva ai margini della zona ghiacciata e da lì in poi iniziava la terra, la foresta o la tundra, allora l’ermellino aveva due scelte: o restare fermo sul ghiacciaio e farsi uccidere, o passare sulla terra, salvarsi la vita, ma sporcarsi la preziosa livrea, la sua preziosa pelliccia bianca.

Quel Sacerdote ci disse che questo ermellino scelse di rimanere sul ghiacciaio, quindi arrivò il cacciatore, gli sparò e lui macchiò la sua livrea col suo sangue, ma non con la terra. Quindi lui ci disse: «Anche voi dovete scegliere così, quando sarete grandi: la morte, ma mai il peccato. Non macchiate mai la vostra livrea, se non con il vostro sangue, il sangue del martirio, ma non col peccato».

Allora teniamo questa livrea benedetta della Vergine Maria pura e candida, come l’ermellino.

Un altro Santo fu San Giovanni Bosco, che portò sempre lo Scapolare per tutta la vita. A metà Maggio del 1929 fu fatta la ricognizione della salma del Santo, dove spiccarono nitidi, sulle stoffe consunte e sul corpo soggetto a fossilizzazione, il santo Scapolare e il Crocifisso, coi quali era stato sepolto. Sull’Abitino (si chiama anche così lo Scapolare, vedremo sabato il perché) si vede ancora l’immagine della Madonna.

Il Beato Vincenzo Pallotti indossò sempre lo Scapolare, ne fu propagatore instancabile e divenne anche terziario; poi, tanti altri Santi, come San Roberto Bellarmino, San Carlo Borromeo, San Giuseppe Cottolengo, San Gabriele dell’Addolorata, San Giuseppe Cafasso, San Pio X, San Domenico Savio, che fondò addirittura la Compagnia dell’Immacolata, una bellissima associazione.

Poi, non possiamo dimenticare il 24 agosto del 1884, quando Virginia Graziosi, una santa mamma, conduceva nella Basilica di Santa Maria in Monte Santo, a Roma, i suoi tre bambini, per rivestirli dello Scapolare; questi bambini si chiamavano: Francesco, Eugenio ed Elisabetta Pacelli. Eugenio Pacelli diventerà Papa Pio XII, che fin da piccolo vestì il santo Scapolare.

Infine, non possiamo non ricordare San Giovanni Paolo II, che lo indossò sempre, persino durante le ore di lavoro alla Solvè. “Totus Tuus” fu il suo motto.

L’esempio dei Santi ci deve spingere ad imitarli.

Rechiamoci sabato in una chiesa carmelitana, da un Sacerdote carmelitano, chiediamo la grazia di essere rivestiti dello Scapolare.

Prepariamoci in questi giorni, anche su internet, andando a vedere bene cosa vuol dire vestire lo Scapolare.

Io, in questi giorni ho cercato in modo sintetico di dire qualcosa.

In conclusione, vestire lo Scapolare vuol dire appartenere alla Madonna, consacrarsi alla Madonna.

Che impegno bisogna avere?

Bisogna avere quello di ogni cristiano: amare Dio con tutte le proprie forze, con tutta la propria mente, con tutta la propria anima, con tutto il proprio cuore e il nostro prossimo come noi stessi.

Cosa vuol dire portare lo Scapolare?

Vuol dire questo: “Venite a Me voi tutti che siete stanchi e oppressi e Io vi darò ristoro!”

Portare lo Scapolare vuol dire essere presi dalla Vergine Maria e condotti a Gesù, come quell’ermellino, vuol dire chiedere a Gesù la grazia di mantenere la nostra anima innocente, la nostra anima immacolata, e, se siamo caduti, andarla a lavare nel Sangue di Cristo, recuperare la nostra bellezza, la nostra dignità.

La Madonna ci insegna la nobiltà d’animo, la dignità dell’anima, la dignità del corpo, la sublimità della nostra vocazione alla santità.

Quest’oggi celebriamo la Messa in onore della Santissima Eucarestia, proprio per chiedere alla Vergine Maria la grazia di saper trattare l’Eucarestia, di fare dell’Eucarestia il centro della nostra vita.

Chi veste lo Scapolare fa dell’Eucarestia il centro della sua vita, usa il santo rosario costantemente, si rivolge sempre alla Vergine.

È un segno, è una livrea. Come il cavaliere porta la sua armatura, porta la sua bandiera, porta la sua araldica, così, chi è consacrato alla Vergine Maria, porta lo Scapolare, che non può essere preso e messo addosso da soli; la prima volta deve essere imposto e benedetto da un Sacerdote autorizzato e così si viene iscritti nell’Ordine Carmelitano e si beneficia di tutti i tesori dell’Ordine Carmelitano.

Santa Vergine Maria concedici questa grazia e precedici sempre sulla via!

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

Letture del giorno

PRIMA LETTURA (Is 26,7-9.12.16-19)

Svegliatevi ed esultate voi che giacete nella polvere.

Il sentiero del giusto è diritto,

il cammino del giusto tu rendi piano.

Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,

Signore, noi speriamo in te;

al tuo nome e al tuo ricordo

si volge tutto il nostro desiderio.

Di notte anela a te l’anima mia,

al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca,

perché quando eserciti i tuoi giudizi sulla terra,

imparano la giustizia gli abitanti del mondo.

Signore, ci concederai la pace,

perché tutte le nostre imprese tu compi per noi.

Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;

a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro.

Come una donna incinta che sta per partorire

si contorce e grida nei dolori,

così siamo stati noi di fronte a te, Signore.

Abbiamo concepito,

abbiamo sentito i dolori

quasi dovessimo partorire:

era solo vento;

non abbiamo portato salvezza alla terra

e non sono nati abitanti nel mondo.

Ma di nuovo vivranno i tuoi morti.

I miei cadaveri risorgeranno!

Svegliatevi ed esultate

voi che giacete nella polvere.

Sì, la tua rugiada è rugiada luminosa,

la terra darà alla luce le ombre.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 101)

Rit: Il Signore dal cielo ha guardato la terra.

Tu, Signore, rimani in eterno,

il tuo ricordo di generazione in generazione.

Ti alzerai e avrai compassione di Sion:

è tempo di averne pietà, l’ora è venuta!

Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre

e li muove a pietà la sua polvere.

Le genti temeranno il nome del Signore

e tutti i re della terra la tua gloria,

quando il Signore avrà ricostruito Sion

e sarà apparso in tutto il suo splendore.

Egli si volge alla preghiera dei derelitti,

non disprezza la loro preghiera.

Questo si scriva per la generazione futura

e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:

«Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,

dal cielo ha guardato la terra,

per ascoltare il sospiro del prigioniero,

per liberare i condannati a morte».

Canto al Vangelo (Mt 11,28)

Alleluia, alleluia.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,

e io vi darò ristoro, dice il Signore.

Alleluia.

VANGELO (Mt 11,28-30)

Io sono mite e umile di cuore.

In quel tempo, Gesù disse:

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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