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Tutto faccio per il Vangelo

Vangelo

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di venerdì 11 settembre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Scarica il testo della meditazione 

TUTTO FACCIO PER IL VANGELO

Eccoci giunti a venerdì 11 settembre, abbiamo ascoltato la Prima Lettura della Santa Messa di oggi, tratta dalla Prima Lettera ai Corinzi, di San Paolo Apostolo, cap. IX. Un testo famoso e nello stesso tempo bellissimo, chissà se anche per noi annunciare il Vangelo è una necessità che si impone, chissà se lo zelo per le anime è una necessità, come mangiare, come bere, come dormire, come riposare.

“Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.”

La mia ricompensa è spendere la mia vita per il Vangelo, per la predicazione, dice San Paolo, senza usare il diritto che viene dalla predicazione del Vangelo.

  • Perché?

Se noi abbiamo davanti un San Paolo, San Giovanni Maria Vianney e tutti i meravigliosi Sacerdoti che nella storia della Chiesa ci sono stati, ma possiamo anche pensare a laici meravigliosi che hanno annunciato il Vangelo con la loro vita, di fatto svolgono per noi un ruolo insostituibile, non c’è niente di più importante di questo, dell’annuncio del Vangelo, quando è fatto bene, quando è onesto, quando è coerente, pensate alla Grazia che ha avuto S.Agostino nell’ascoltare la predicazione di Sant’Ambrogio che gli ha fruttato la sua conversione. Agostino si converte ascoltando Ambrogio predicare. Se noi abbiamo accanto un Sacerdote così, una mamma e un papà così, qualcuno che ci annuncia questo Vangelo gratuitamente, noi dobbiamo fare di tutto per andare incontro, per provvedere a queste persone, perché non c’è niente di più importante di questo. E dare la vita per questo vuol dire dare la vita per noi. Colui che annuncia il Vangelo e lo annuncia bene, come dice San Paolo, lo annuncia dandoci la vita, è il dono più prezioso che possiamo ricevere perché ci consente, se lo vogliamo, di raggiungere la vita Eterna, il Paradiso. Invece noi abbiamo un pò l’abitudine del prendere, ascoltare quello che viene predicato, poi prendiamo e andiamo, magari neanche ringraziamo.

Mi ricordo quando da pochissimo ero stato ordinato Sacerdote, una mattina andai a celebrare Messa a predicare e subito dopo il giovane Sacerdote, un pò più avanti di me negli anni, ma comunque giovane, mi disse:

“Vieni Padre Giorgio che ti faccio vedere la parrocchia, l’oratorio, la casa”

Quando entrai in casa sua, lui con molta semplicità mi fece vedere il suo appartamento e io rimasi colpito dal disordine, dal letto sfatto, dai piatti ancora da lavare dalla sera prima, lasciati lì dentro nel lavello, delle cose accatastate in qualche modo, e glielo dissi:

“Come mai questo? Hai ancora il letto da sistemare, le cose della sera prima da lavare, perché tutto questo disordine? Come fai a trovarti bene? Non ti dà fastidio? Non è decoroso neanche per te.”

E lui mi disse:

“Padre Giorgio, non ce la faccio, non ho orari, arrivo a casa tardi la sera, mangio in modo non curato, non riesco ad avere cura, quando riesco a farmi una minestra calda è già una grazia perché il tempo è poco. Arrivo la sera magari che sono le 11, tra gli incontri, le commissioni, le persone, i consigli. Alle volte non mangio, e alle volte, così come vedi adesso, lascio lì tutto, poi vado a dormire, e la mattina si ricomincia, siccome sono stanco mi sveglio all’ultimo e non ho il tempo per mettere a posto le cose, e scappo per dire la Messa.”

Mentre raccontava tutto questo, e mentre lo ascoltavo, dicevo tra me e me:

“Ma possibile che non c’è nessuno che lo possa aiutare? Possibile che non c’è nessuno che gli venga il pensiero di dire:

Vado a fare la spesa, la faccio anche per te.”

Il sabato è a confessare, o in oratorio, possibile che non c’è nessuna che dica:

“Padre mi lasci le chiavi, sistemo casa mia poi vengo qui e dò una sistemata a casa sua, una volta alla settimana la pulisco e la metto in ordine.”

Possibile che non c’è nessuno che si assuma il peso reale, vitale della vita di questi predicatori, che si danno tutti per il Vangelo, e dicano:

“Alle cose pratiche ci pensiamo noi, perché mentre lei è giù a confessare tutto il pomeriggio, è un dovere nostro far si che quando lei torni a casa, trovi la casa a posto, perché lei non è stato tutto il pomeriggio in giro a divertirsi, lei ha dedicato tutto il pomeriggio a confessare i nostri figli, per stare con loro, per farli crescere bene, per dargli un’istruzione”

In una vita così dove devi pensare a tutto tu, dov’è il tempo per studiare? Dov’è il tempo per pregare? Dove lo metti il tempo per dire il Vespro e la Compieta?

Magari ha ancora l’Ufficio da dire e il Rosario.

Come fa a fare la meditazione che non ha neanche la testa per pensare dov’è talmente è stanco?

Mentre tu ti occupi delle nostre anime, noi ci occupiamo delle tue quattro cose in casa, ti facciamo la spesa, te la sistemiamo, rammendiamo, ti facciamo il bucato.

Quanto tempo porta via tutto questo?

Quello che mi stupisce è che non ci si pensa a queste cose, non le abbiamo dentro. Devo cucinare per la mia famiglia, cosa mi costa a fare qualcosa in più per lui!

Quando c’è stata la neve, il ghiaccio, quest’anno, avevo sotto gli occhi un Sacerdote anziano, ha fatto la strada per la Chiesa, col bastone, da solo, che se fosse scivolato sarebbe morto. Da casa sua alla Chiesa, a nessuno che gli venga il pensiero di dire:

“Padre la vengo a prendere io”

Fatevi avanti, fatevi presenti, aiutate queste persone, quello che fate per loro, lo fate per Gesù. I doni più belli sono quelli che vengono dalla carità ordinaria, fatta giorno per giorno.

“Gliel’ho chiesto ma mi ha detto che non ha bisogno”

Chiediglielo ancora, chiediglielo sempre, lasciagli li la tua disponibilità.

Non avevo in mente di dedicarmi a dirvi tutte queste cose, volevo parlarvi di tutto il resto del Vangelo, ma ormai il tempo è passato, però credo sia importante aver detto queste cose, perchè ci fa capire come dobbiamo imparare a renderci responsabili, a cooperare alla diffusione del Vangelo anche attraverso queste cose, attraverso questi fatti. Ci sono esempi molto belli di persone che non lasciano i Sacerdoti da soli, e fanno veramente di tutto per aiutarli.

Quando abbiamo davanti un bravo Sacerdote, perché non farlo?

Non si misura la carità, la generosità con un uomo che ci annuncia e predica il Vangelo, con un uomo che ci porta Gesù, che ci dà Gesù, questa è la carità più grande.

Noi dovremmo dire:

“Padre lei mi ha dato tutto, lei mi dà la vita, mi dà Dio, mi dà il Paradiso, l’Eucarestia, la Confessione, mi dà l’accesso al Paradiso, ho un debito infinito, le vengo incontro in un modo più piccolo ma pratico e importante, perché lei non è un Angelo, ha bisogno di queste cose. Lei mi porta in Cielo e io le permetto di andare avanti a vivere ancora più serenamente”

Una signora una volta mi disse:

“Padre non sapevo come fare la carità e allora mi sono detta, io accompagno il mio Sacerdote quando ha bisogno di fare delle visite, e se c’è una visita medica da pagare, invece di far pagare lui, pago io. E’ il mio modo di fare la carità. E’ il mio Sacerdote, lo conosco, so il bene che fa a tutti noi.”

E non c’è modo più bello di farla così.

Io mi auguro a me stesso e a voi, quando moriremo di presentarci davanti a Gesù e di dire:

“Grazie per queste persone che hai messo nella mia vita e che hanno annunciato il Vangelo. Grazie per avermi dato la possibilità di servirle, perché è vero che essendo liberi si sono fatti servi di tutti, e questo è il vero predicatore.”

“Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.”

“Non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.”

Facciamo in modo che nessuno venga squalificato. Non va bene che tralasciamo la preghiera, lo studio, la formazione, abbiamo bisogno di questo. Chiediamo di essere aiutati, è umiliante ma è anche un modo di partecipare anche noi alla Croce di Gesù. Anche Lui non ha chiesto aiuto e ha avuto chi gli ha portato la Croce. Dobbiamo salvaguardare i nostri spazi di intimità con Gesù e la preghiera.

Vi auguro di cuore una santa giornata, un santo venerdì e su tutti voi chiedo la benedizione di Dio per intercessione della Vergine Maria

Dio Padre Onnipotente benedica voi, tutte le vostre famiglie e la vostra giornata, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo.

Venerdì della XXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PRIMA LETTURA (1Cor 9,16-19.22-27)
Mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno.

Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.
Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre.
Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio pugilato, ma non come chi batte l’aria; anzi tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non succeda che, dopo avere predicato agli altri, io stesso venga squalificato.

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