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Il SS. Nome di Gesù: parte seconda

Monogramma di Gesù

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di giovedì 7 gennaio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Scarica il testo della meditazione 

IL SS. NOME DI GESÙ – Seconda Parte

Eccoci giunti a giovedì 7 gennaio 2021, siamo al primo Giovedì del mese, al primo Giovedì dell’anno, la lettura che abbiamo ascoltato è tratta dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo cap.III. San Giovanni ancora ci invita ad osservare i Comandamenti di Dio e a fare ciò che gli è gradito, ciò che a Gesù piace. Il Comandamento per eccellenza è credere nel nome di Gesù Cristo e amarsi gli uni, gli altri.

“Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato.”

Noi vogliamo credere e noi crediamo nel Nome del Figlio Suo Gesù Cristo, e proseguiamo la nostra riflessione sul Nome di Gesù. Stiamo leggendo questo testo tratto dai discorsi sul Cantico dei Cantici di San Bernardo da Chiaravalle, siamo al sermone XV, 4.7 e c’eravamo lasciati con questa domanda:

“Qualcuno ha commesso una colpa grave, è in preda alla disperazione e corre verso la morte? Se qualcuno vive in questa condizione cosa può fare? Basterà che invochi il Nome di Gesù e ritroverà il gusto di vivere”

Il male di vivere, il tedio della vita, il non gusto.

Noi possiamo vivere la nostra vita senza il gusto di vivere. Nel Nome di Gesù noi ritroviamo il gusto di vivere, non so se riusciamo a renderci conto di questa cosa, ed è quello di cui oggi c’è più bisogno. Voi oggi vedete tante persone che fanno tante cose, magari anche persone religiose, ma non hanno il gusto della vita, e non trasmettono una vita gustosa.

A voi quando viene voglia di mangiare un cibo anche se avete fame? E tra tanti cibi, quando vi viene la voglia di mangiarlo?

Quando lo vedete gustoso, quando qualcuno vi dice:

“Che buono!”

E noi domandiamo: “Ma che gusto ha?”

“Ah è dolcissimo, saporosissimo, è gustoso”

A noi ci viene già la voglia di mangiarlo. Ma se qualcuno ci dice che una cosa è cattiva, che è disgustosa, noi non la prendiamo, anche se ci nutre, perché una cosa che non è gustosa non ci attrae. La stessa cosa vale per la vita, se noi non trasmettiamo agli altri il gusto di vivere, perché non lo abbiamo, perché abbiamo questo fare deserto, annichilito, annoiato, trascinato, trasmettiamo questo agli altri, e sono tutti sinonimi della medesima della realtà:

Aver perso il gusto di vivere.

Alla domanda:

“Tu perché vivi? Perché ti svegli al mattino?”

“Perché io ho una vita gustosa”

“La tua vita ti piace? E’ gustosa, ti dà gusto?”

Se io non ho voglia di vivere, dormo molto volentieri, mi lascio portare via dal sonno, andando a letto a orari impossibili e alzandomi ovviamente a orari impossibili, perdendo tutta la bellezza e la ricchezza del mattino. I monaci mangiano presto, vanno a riposare presto e si svegliano presto, durante la notte lodano Dio, si alzano a pregare. Una vita regolare è il fondamento di ogni benessere, equilibrata, ordinata, cadenzata. Chi non ha il gusto della vita cerca altrettanti disgustati e fanno la compagnia dei disgustati, che poi diventa la compagnia dei disgustosi, perché chi è disgustato diventa disgustoso alla fine. Se voi guardate i Santi sono belli, anche quelli più macerati dalle sofferenze sono bellissimi.

Da dove viene quella bellezza?

Dall’ordine, il gusto che loro vivevano dentro, il gusto di Dio, della vita, si rifletteva sulla persona gustosa. Queste persone che gustano la vita diventano a loro volta gustose, perché è piacevole avere accanto una persona che gusta la vita. Le persone disgustate che diventano disgustose sono coloro che poi insegnano le cose del mondo.

“Mi ricorderò sempre un santo Vescovo che ho conosciuto, un giorno stavamo cenando insieme con gli altri frati in convento, era venuto a farci visita, io gli diedi un goccino di un liquore, e quando il Vescovo lo assaggiò mi ricordo che gli chiesi:

“Eccellenza è buono? Le piace?”

Immaginavo che mi rispondesse: “sì è buono, o non è buono”

Lui lo ha assaggiato, lo ha gustato, mi ha guardato e mi ha detto:

“Suaviter”

Chi ci ha mai detto che un cibo, o un alimento è soave?

Che bello avere accanto persone che gustano la vita, innamorate della vita.

“Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.”

Mi viene in mente Padre Pio, quanti lo hanno ascoltato, di fatto hanno ascoltato Dio, come per tanti altri santi.

“Basterà che invochi il Nome di Gesù e ritroverà il gusto di vivere”

Se noi perdiamo il gusto di vivere abbiamo perso tutto.

Quando la vita ha un senso?

La vita ha un senso quando tra me e Dio c’è un grande amore, c’è una grande unione, una grande amicizia, frequentazione, quando Gesù è il termine che pronuncio più di frequente in una giornata, quando Gesù è il Nome che chiamo di più.

“Di fronte a questo nome salvifico, nessuno potrà mantenere la durezza di cuore abituale, la svogliatezza torbida, i rancori amari, il tedio che avvilisce mortalmente. Qualora la fonte delle lacrime si fosse inaridita basterà invocare Gesù perché essa subito riprenda a zampillare abbondante. A chi, palpitante e trepidante nei pericoli, l’invocazione del nome della fortezza non arrecò di colpo la fiducia, scacciando ogni paura?”

Chiama Gesù.

“A chi, dico, fluttuante e agitato da dubbi, invocato questo nome luminoso, improvvisa non rifulse la certezza?”

A noi a volte ci vengono dei dubbi atroci, un po’ su tutto e su tutti, chiamiamo Gesù.

“A chi, ormai sfiduciato e sul punto di venir meno, se gli risuonò all’orecchio il nome del soccorritore, mancò la forza? Tutte queste cose, infatti, sono malattie dell’anima, questa è la medicina. E si può anche provare: Invocami, dice, nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria (Sal 49,15).”

Quanto è bello vivere con Gesù, perché tutto diventa bello, tutto è salvezza.

“Nulla contiene tanto l’impeto dell’ira, nulla seda così il tumulto della superbia, cicatrizza le ferite dell’invidia, arresta l’impeto dell’impurità, spegne la fiamma delle passioni, estingue la sete dell’avarizia, e placa ogni voglia malsana. Quando, infatti, dico Gesù, mi vedo davanti un uomo mite e umile di cuore, pieno di bontà, sobrio, casto, misericordioso, eccelso, di per giustizia e santità, e nel medesimo tempo mi trovo alla Presenza del Dio Onnipotente, il quale mi guarisce con il suo esempio, e mi fortifica con il suo aiuto. Tutte queste cose mi dice il nome di Gesù. Prendo dunque da lui gli esempi in quanto uomo, e come Dio mi sostenta: gli esempi sono come essenze preziose, il soccorso divino ne aumenta il valore, confeziono così un farmaco che nessun medico non potrà mai offrirmi.”

Sono delle riflessioni bellissime.

“Anima mia, possiedi nel flacone di un solo vocabolo la medicina efficacissima per ogni tuo male: Gesù. Conservatelo sempre in seno a portata di mano, in modo che pensieri e atti siano senza sosta rivolti al Signore. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, Egli dice, come sigillo sul tuo braccio (Cant. 8,6) non mi dilungherò oltre, ormai hai il rimedio per sanare il tuo braccio e il tuo cuore. Sì il Nome di Gesù ti è dato per correggere le tue perversioni, perfezionare le tue incompletezze. In questo nome santissimo conserverai integri i sensi e gli affetti, o li sanerai se corrotti.”

Vi auguro davvero di vivere questa bella esperienza, fate questa esperienza nominativa, innamoratevi della vita, abbiate una vita piena di gusto, ogni cosa che fate sia gustosa, affascinante, che faccia venire voglia a tutti di farla. Chi vive una vita gustosa ti fa venire voglia di essere migliore. C’è bisogno di Luce e la Luce viene dal Nome di Gesù che è un Sole. Chiamate Gesù soprattutto nei momenti più difficili.

E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Feria propria del 7 Gennaio

PRIMA LETTURA (1Gv 3,22-4,6)
Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio.

Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.
Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.

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