La Beata M. Pierina de Micheli e la Medaglia del Santo Volto di Gesù

La Beata M. Pierina de Micheli e la Medaglia del Santo Volto di Gesù

Per conoscere la devozione al Santo Volto, così come l’ha voluta Gesù, riportiamo alcuni passi significativi del libro “Innamorata di Gesù” scritto da Paolo Risso ed edito da San Paolo:

“Nel 1936, Madre Pierina De Micheli è confermata per un altro triennio, superiora della casa di Milano. Accetta per obbedienza, e chi la osserva vede il suo sguardo dolce, sereno, ma addolorato. Sorridente, partecipa alla vita comune, ma invasa da soave mestizia: «Come riuscire a far amare sempre di più il Volto di Gesù?». La comunità di Milano impara ad amare il Volto del suo Sposo, ignara del rapporto che la loro Madre ha con Lui.
Ancora nella lettera a Pio XII, scriverà:
«Nel 1936, Gesù incominciò a mostrarmi il desiderio che il suo Volto fosse più onorato. Nell’adorazione notturna del 1° venerdì di Quaresima, dopo avermi partecipato i dolori della sua agonia nel Getsemani, con il Volto velato da profonda tristezza, mi disse: “Voglio che il mio Volto che riflette le intime pene del mio animo, il dolore e l’amore del mio Cuore, sia più onorato. Chi mi contempla, mi consola“».
Madre Pierina parla alle Figlie del Volto di Gesù, ma non dice nulla dei suoi colloqui con Lui: dona loro delle immagini del Volto Santo: «Contemplatelo con amore – dice – pensando alle sue sofferenze e alla sua bontà sconfinata».
Il martedì di Passione, Gesù le parla ancora: «Ogni volta che si contempla il mio Volto, Io verserò il mio amore nei cuori e per mezzo del mio Santo Volto, si otterrà la salvezza di tante anime».
Madre Pierina vuole concretizzare i desideri di Gesù, e in questo chiede consiglio al gesuita P. Giuseppe Rosi, suo direttore spirituale. Su consiglio e approvazione di questi, compone una serie di preghiere al Volto di Gesù e, tra queste è da ricordare il coroncino. Quest’ultimo, approvato dalla Curia di Milano, tramite il Card. Schuster, sarà recitato con le sue Suore in preghiera.
Il primo martedì del 1937, mentre prega in cappella, Gesù la istruisce sulla devozione al suo Santo Volto, quindi le dice: «Potrebbe essere che alcune anime temano che la devozione e il culto al mio S. Volto, diminuiscano quella al mio Cuore. Di’ loro che, al contrario, sarà completata e aumentata. Contemplando il mio Volto, le anime parteciperanno alle mie pene, sentiranno il bisogno di amare e di riparare. Non è forse questa la vera devozione al mio Cuore?».
Confessa questi desideri di Gesù al suo direttore spirituale, che le fa molte obiezioni per verificare la veridicità. Madre Pierina dirà: «Il Padre voleva confondermi, ma Gesù non lo si può confondere, io sì. La devozione al Santo Volto non diminuisce quella del Sacro Cuore, no, la completa».
«Queste manifestazioni da parte di Gesù – racconterà ancora al Papa Pio XII – si facevano più pressanti. Dicevo tutto al padre gesuita che dirigeva la mia anima, e nell’ubbidienza, nella preghiera, nel sacrificio mi offrii a tutto soffrire per il compimento del Divino Volere».” (pagg. 52-53)

“Sta diventando tutto amore, Madre Pierina, amore purissimo, offerta illibata, con Gesù, al Padre. Il 1° marzo 1938, martedì di Quinquagesima, scendendo in cappella, Madre Pierina ha una graditissima sorpresa: la cappella è diventata un giardino di fiori e di lumi accesi attorno a un bellissimo quadro del Volto Santo di Gesù. Quadro tratto dalla Santa Sindone di Torino dal fotografo Cav. Bruner di Trento. Il Padre Rosi, S.J., benedice il ritratto e tiene un discorso fervido di amore al Volto Santo di Gesù.
Madre Pierina è molto felice, perché finalmente può iniziare a soddisfare i desideri di Gesù e il suo Volto sarà pubblicamente onorato nella cappella dell’Istituto. Confida a una Suora: «Ho preferito questa immagine ad altre perché è la più
 somigliante a Gesù». Si era preparata alla festa di quel martedì singolare, con una novena di rigoroso digiuno e di preghiera, in riparazione dei peccati e per la santificazione dei
 sacerdoti.
In verità, era stato il Cardinal Ildefonso Schuster, Arcivescovo di Milano, già informato delle «richieste» di Gesù, a donare alla comunità delle Suore dell’Immacolata Concezione, quella bellissima immagine.
In seguito dirà loro: «Se non lo onorate, me lo riprendo»
Anche lui, era un innamorato di Gesù e, nel suo luminoso episcopato si presentava come modello di santità per i suoi sacerdoti e per tutti.” (pag. 57)

“L’ultimo giorno di maggio 1938, Madre Pierina sta pregando ai piedi dell’altare. All’improvviso è circondata da una luce celestiale: le appare la Vergine Immacolata che ha tra le mani uno scapolare, formato da due flanelline bianche unite dai cordoni. Su una c’è l’immagine del Volto Santo, circondata dalle parole «Illumina, Domine, Vultum Tuum super nos» (Fa’ risplendere, Signore, il tuo Volto su di noi), sull’altra c’è un’Ostia raggiante con le parole «Mane nobiscum, Domine» (Resta con noi, Signore). La Madonna le dice: «Ascoltami bene e riferisci tutto esattamente al Padre confessore: questo scapolare è un’arma di difesa, uno scudo di fortezza, un pegno di amore e di misericordia che Gesù vuol dare al mondo, in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e contro la Chiesa. Si tendono reti diaboliche per strappare la fede dai cuori. Il male dilaga. I veri apostoli sono pochi, è necessario un rimedio divino, e questo rimedio è il Santo Volto di Gesù! Tutti quelli che indosseranno uno scapolare come questo, e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS. Sacramento, per riparare agli oltraggi che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù, durante la sua Passione e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico, verranno fortificati nella fede, pronti a difenderla e a superare tutte le difficoltà interne ed esterne; di più faranno una morte serena sotto lo sguardo amabile del mio divin Figlio». Il desiderio della Madonna è così pressante che Madre Pierina non si sente, con la sua anima, pronta a realizzarlo. Al «Padre» per avere con lui un confronto, rivela le richieste fattele e che vuole solo obbedire, come le è stato insegnato dalla Chiesa. Nella lettera del 17 giugno 1938, al Padre Rosi, S J., Madre Pierina racconta: «Nella festa del Cuore di Gesù, vorrei imprimere dal lato del mio cuore il Santo Volto. Farei uso di una croce di metallo che al posto del Crocifisso porti l’immagine del Santo Volto. L’applicherei arroventata». Non che temesse di procurarsi qualche piaga da dover poi curare, ma Gesù le ha detto: «Non temere, io nascondo tutto nel mio cuore. Hai avuto forse motivo di pentirti, quando hai fatto qualche cosa per mio amore?» – «No. Gesù» – ella risponde. «Ebbene – continua Gesù – anche questa volta non ti pentirai». Nella stessa lettera, chiede al Padre il permesso di compiere un gesto così singolare, eroico: «Io non voglio né ingannarmi né ingannare. Padre, il Santo Volto è tutto per me, perché mi porta diritto al suo Cuore, come fosse la porta, e qualche volta, mi ci perdo completamente… Potessi perdermi per sempre in Gesù… invece mi ritrovo con tutte le mie debolezze, con tentazioni più forti. Che io non offenda il Signore, che io cammini nella Verità, per la sua gloria», e poi «sia fatta la sua volontà». Conclude la lettera con una osservazione: «Quando Lei, Padre, confessa le mie suore, io vedo in generale un miglioramento e ne godo molto, Gesù potrà dire lo stesso di me? Preghi, Padre, che sia così, altrimenti quale rendiconto dovrò dare a Dio! Padre, mi ricordi nel Santo Sacrificio della Messa e, se non le chiedo troppo, immerga la mia anima nel Sangue di Gesù, perché la purifichi e mi offra con la Vittima divina». P. Rosi le concede quanto ha chiesto. Il 2 luglio 1938, Madre Pierina, con la croce arroventata, compie sul suo corpo il gesto eroico. Dopo uno spasimo acutissimo, ne prova delizie di Paradiso. Lo comunica al Padre: «Al momento di levare la croce rovente, Gesù era presente e mi disse: “Io stesso voglio imprimere il mio Volto nel tuo cuore “. Si chinò verso di me e appoggiò il suo Viso sul mio cuore. Quando mi ripresi, era mattina. Non potevo rendermi conto di essere ancora sulla terra, perché solo in Paradiso si possono gustare simili delizie. I segni esterni della carne bruciata erano scomparsi quasi completamente, mentre nell’interno un dolce fuoco mi arde anche al presente».” (pagg. 60-62)

“Il 21 novembre 1938, durante l’adorazione notturna, Gesù le si mostra di nuovo grondante di sangue e le spiega: «Vedi come soffro? Eppure da pochissimi sono compreso. Quante ingratitudini anche da parte di quelli che dicono di amarmi! Ho dato il mio Cuore come oggetto sensibile del mio grande amore per gli uomini, e do il mio Volto come oggetto sensibile del mio dolore per i peccati degli uomini e voglio che sia onorato con una festa particolare nel martedì di Quinquasesima (il martedì precedente il mercoledì delle ceneri), festa preceduta da una novena in cui tutti i fedeli riparino con me, unendosi alla partecipazione del mio dolore».” (pag. 64)

La medaglia del Santo Volto fatta coniare da Madre Pierina

La medaglia del Santo Volto fatta coniare da M. Pierina secondo le indicazioni di Gesù e della Madonna. Su una faccia c’è l’immagine del Volto Santo, circondata dalle parole «Illumina, Domine, Vultum Tuum super nos» (Fa’ risplendere, Signore, il tuo Volto su di noi), sull’altra c’è un’Ostia raggiante con le parole «Mane nobiscum, Domine» (Resta con noi, Signore).

L’immagine donata dal Card. Schuster al Convento di M. Pierina. Di questa immagine lei disse: “Ho preferito questa immagine ad altre perché è la più somigliante a Gesù”.

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La Medaglia del Santo Volto

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