Prepariamoci alla Quaresima con il Santo Volto di Gesù

Prepariamoci alla Quaresima con il Santo Volto di Gesù

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia del 1 febbraio 2016. Mancano nove giorni all’inizio della Quaresima e, all’inizio di questa novena di preparazione, viene proposta la devozione al Volto Santo di Gesù.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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S. Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto e la Consacrazione al Santo Volto

Testo della meditazione

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Prepariamoci alla Quaresima con il Santo Volto di Gesù

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Oggi è il primo di febbraio, esattamente tra nove giorni inizia la Quaresima con il Mercoledì delle Ceneri, il 10 di febbraio, siamo vicinissimi, il tempo di una novena esatta, e siccome il 9 di febbraio, il “martedì grasso” così chiamato, faremo questa Santa Messa così importante, così bella, tutta dedicata al Santo Volto di Gesù e ci saranno tre giorni, un Sacro Triduo di preparazione, per spiegare bene l’importanza di questa devozione, ho pensato quest’oggi, essendo il primo giorno, che la nostra Novena potrebbe proprio essere fatta al Santo Volto di Gesù; una Santa Novena, affidata al Volto Santo di Gesù, per chiedere al Suo Volto la grazia di iniziare bene questa Quaresima, che tra un po’ si aprirà, e che sia una Quaresima di liberazione.

Il Vangelo di oggi ci mostra questo indemoniato, che, poverino, era disperato; lo descrive con questi toni molto forti: «Viveva tra i sepolcri, si percuoteva, spaccava i ceppi, le catene, non riuscivano più a tenerlo fermo», aveva perso tutta la sua dignità, era fuori di testa, nudo, buttato via, un uomo profondamente schiavo di questi duemila demoni, che si portava dentro, che erano tutti demoni dell’impurità.

Tutti sappiamo quanto l’impurità lega, quanto l’impurità diventa difficile da domare, da rimettere a posto, da scacciare, da tirare via, quanto è difficile vivere nella purezza, quanto la lussuria ci pervade da ogni parte, dalla televisione, dal computer, dai discorsi osceni, da quello che vediamo con gli occhi e ascoltiamo con le orecchie.

La Madonna e Gesù, quando apparirono alla Beata Madre Pierina De Micheli (come poi vedremo, colei che riceve questo mandato della Medaglia del Volto Santo), soprattutto la Madonna, spiegò alla Beata Pierina che questa Medaglia viene data in questo tempo (siamo al tempo del Beato Cardinal Schuster) come lotta e liberazione dall’impurità, dalla carnalità, da tutto ciò che è contro la purezza, esattamente  come nel primo Segreto di Fatima, quando la Madonna fa vedere le anime che precipitano nell’Inferno e dice a Suor Lucia che queste anime cadono lì, soprattutto per il peccato dell’impurità.

Allora, quest’oggi, all’introduzione, volevo dire una parola sulla devozione che Santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, carmelitana scalza di Lisieux, Dottore della Chiesa, aveva verso il Volto Santo.

La sorella Celina dice che questa santa devozione fu per Teresa del Bambin Gesù “il coronamento e la completa realizzazione del suo amore per l’umanità di Cristo”.

Santa Teresa di Gesù, Santa Teresa d’Avila, è colei che ha scoperto in modo così bello, così forte, l’umanità di Gesù, e Teresina corona questa devozione all’umanità di Cristo attraverso la devozione al Volto Santo.

Lei, Teresina, il 6 agosto del 1896, Festa della Trasfigurazione, compone un Atto di Consacrazione al Santo Volto di Gesù, che è presente in Internet e che troviamo anche nelle Opere complete di Santa Teresa di Gesù Bambino; fu la prima a comporre questo Atto, fu la prima a portare il nome religioso del Santo Volto, la prima nel Carmelo di Lisieux, ed ebbe per il Volto Santo sempre questa grandissima devozione.

Celina scrive che per Teresina il Santo Volto “era lo specchio sul quale vedeva l’Anima e il Cuore del suo Diletto Amato, dove lo contemplava tutto intero. Così come la fotografia del solo volto di una persona amata basta per rendercela presente”.

Sempre Celina scrive: “Si può dire che la devozione al Santo Volto ha orientato tutta la vita spirituale di Teresina”.

Peccato che queste cose noi non le sappiamo, ci ricordiamo l’infanzia spirituale di Teresina, ma questa infanzia spirituale dove l’ha presa?

L’ha presa dal Santo Volto di Gesù. Ecco perché è importante consacrarsi al Santo Volto di Gesù e portare la Medaglia del Volto di Gesù, che daremo.

Se si vuole conservare la giusta nota delle sue pie inclinazioni”, scrive Celina, “bisogna riconoscere che questa le supera tutte senza alcun dubbio, perché le riassume tutte. È contemplando il volto straziato di Gesù, meditando le sue umiliazioni, che attinse l’umiltà, l’amore per la sofferenza, la generosità nel sacrificio, lo zelo per le anime, il distacco dalle creature e infine tutte le virtù attive, forti, virili, che le abbiamo visto mettere in pratica”.

Tutta la santità di Teresina, scrive Celina, viene dalla devozione al Volto Santo.

Poi sarà Gesù che (lo vedremo giovedì e venerdì) spiegherà alla Beata Madre Pierina De Micheli qual è il significato di questa devozione, a completamento della devozione al Suo Sacratissimo Cuore.

Scrive Celina: “Senza conoscerlo, Teresina anticipa quanto scrisse Santa Gertrude in una rivelazione mistica che ebbe da Gesù, nella quale le disse: «l’anima desiderosa di crescere nel bene, deve buttarsi nel mio seno. Ma se le viene voglia di portare il suo volo più lontano e di salire ancora più in alto sulle ali dei suoi desideri, si innalzi con la velocità di un’aquila, voli intorno al mio Volto, sostenuta come un Serafino, sulle ali di una carità generosa». E questo fece suor Teresa del Bambino Gesù; e la conseguenza del suo innalzarsi fu un amore veramente serafico che produsse frutti di generosità eroica. Teresa indicò alle sue novizie il Volto di Gesù come un libro dal quale attingeva la scienza dell’amore e l’arte delle virtù. Infatti, Teresina nel suo mistico blasone, vicino al Santo Volto, trascrisse con cura questo motto: «L’Amore non si paga che con l’amore».

Che bello se questa Quaresima, se tutta la nostra vita, fosse all’insegna di questo motto: “L’Amore non si paga che con l’amore”!

Che bello se il Volto di Gesù, da adesso, diventasse il nostro punto di riferimento!

Il 9 di febbraio daremo, insieme alla Medaglia, anche l’Atto di Consacrazione al Santo Volto, scritto da Teresina.

Abbiamo mantenuto i colori e i caratteri, lei scrive proprio nel suo scritto autografo in rosso alcune parole (e le abbiamo scritte in rosso anche noi) e alcune parole in maiuscolo (e lo abbiamo fatto anche noi), perché questo rivela la devozione grande che aveva Teresina verso il Volto Santo di Gesù.

Sarebbe bello che questo Atto di Consacrazione (che si trova anche in Internet) noi lo facessimo nostro e lo portassimo sempre con noi, insieme alla Medaglia del Volto Santo.

Per chi non lo sa, la Medaglia del Volto Santo porta due immagini, ovviamente, perché è doppia: da una parte, il Volto di Gesù, con una scritta che poi vedremo, e dall’altra, porta l’immagine dell’Eucarestia, bellissima, con tutti raggi che splendono intorno, con un’altra scritta intorno.

Capite che portare la Medaglia del Volto Santo vuol dire portare sul petto il Volto di Gesù e la Santissima Eucarestia, non abbiamo bisogno niente di più di queste due realtà così fondamentali e così essenziali!

Allora, usiamo questi nove giorni per prepararci bene alla Quaresima, consacriamo questa Santa Quaresima al Santo Volto di Gesù e iniziamo a prepararci al Santo Triduo di preparazione (scusate la ripetizione) per la Festa del Volto Santo, che sarà il 9, e chiediamo a Santa Teresa di Gesù Bambino la grazia di istruire, da Dottore della Chiesa, anche le nostre anime, affinché volino, come disse Gesù a Santa Gertrude, più in alto possibile verso il Suo Volto, per avere verso Gesù un amore da Serafini.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

 

Letture del giorno

Lunedì della IV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Prima lettura

2Sam 15,13-14.30; 16,5-13 – Fuggiamo dalle mani di Assalonne. Lasciate che Simei maledica, poiché glielo ha ordinato il Signore.

In quei giorni, arrivò un informatore da Davide e disse: «Il cuore degli Israeliti è con Assalonne». Allora Davide disse a tutti i suoi servi che erano con lui a Gerusalemme: «Alzatevi, fuggiamo; altrimenti nessuno di noi scamperà dalle mani di Assalonne. Partite in fretta, perché non si affretti lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la rovina e passi la città a fil di spada».
Davide saliva l’erta degli Ulivi, saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva.
Quando poi il re Davide fu giunto a Bacurìm, ecco uscire di là un uomo della famiglia della casa di Saul, chiamato Simei, figlio di Ghera. Egli usciva imprecando e gettava sassi contro Davide e contro tutti i servi del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti i prodi stavano alla sua destra e alla sua sinistra. Così diceva Simei, maledicendo Davide: «Vattene, vattene, sanguinario, malvagio! Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha messo il regno nelle mani di Assalonne, tuo figlio, ed eccoti nella tua rovina, perché sei un sanguinario».
Allora Abisài, figlio di Seruià, disse al re: «Perché questo cane morto dovrà maledire il re, mio signore? Lascia che io vada e gli tagli la testa!». Ma il re rispose: «Che ho io in comune con voi, figli di Seruià? Se maledice, è perché il Signore gli ha detto: “Maledici Davide!”. E chi potrà dire: “Perché fai così?”».
Poi Davide disse ad Abisài e a tutti i suoi servi: «Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di togliermi la vita: e allora, questo Beniaminita, lasciatelo maledire, poiché glielo ha ordinato il Signore. Forse il Signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi».
Davide e la sua gente continuarono il cammino.

Salmo responsoriale

Sal 3

Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio!

Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c’è salvezza in Dio!».

Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.

Canto al Vangelo

Lc 7,16

Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

Vangelo

Mc 5,1-20 – Esci, spirito impuro, da quest’uomo.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.