Il Cuore Eucaristico di Gesù: la storia

Il Cuore Eucaristico di Gesù: la storia

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia di mercoledì 24 giugno 2020.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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IL CUORE EUCARISTICO DI GESÙ: LA STORIA

Quest’oggi celebriamo la solennità della natività di San Giovanni Battista. Il Vangelo che abbiamo appena ascoltato, tratto dal cap. 1° di San Luca, ci mostra come avviene la consegna del nome a San Giovanni, da parte dei suoi genitori, e ci fa vedere come la gente, il popolo, le persone, i conoscenti, gli amici, i parenti, non riescono ad accettare questo nome. Giovanni non c’entra niente con tutta la storia di questa famiglia, non c’entra niente secondo le regole umane, non secondo la regola di Dio.

«Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

E allora?

Ci sono delle regole umane che non c’entrano niente con Dio, noi rischiamo alle volte di sovrastrutturarci, di darci delle norme che a Dio non interessano, e infatti Dio aveva scelto per questo bambino un altro nome, Giovanni. Nessuno si chiamava come Giovanni e nessuno doveva chiamarsi come Giovanni, perché era unico questo bambino, addirittura a partire dal suo nome, non solo dalla sua persona, tanto è vero che il Signore concede un miracolo, un segno miracoloso che fa capire a tutti che quella era la Sua Volontà:

“All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.”

La lingua di Zaccaria si libera e inizia a parlare.

Domani celebreremo la festa del Cuore Eucaristico di Gesù e anche per il Cuore Eucaristico di Gesù ci furono dei problemi, delle sovrastrutture umane, che poi la Provvidenza di Dio ha spazzato via, ma in tutte le cose che scompigliano le nostre abitudini, un pò viziate, non c’è spazio per Dio, e noi dobbiamo fare spazio per Dio.

«Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

E allora?

Da oggi ci sarà.

Qual’è il problema?

Il primo riconoscimento della devozione al Cuore Eucaristico si ebbe nel 1868 , quando Pio IX concesse un’indulgenza all’invocazione: «Lodato, adorato, amato e ringraziato sia ad ogni istante il Cuore Eucaristico di Gesù, in tutti i tabernacoli del mondo, fino alla consumazione dei secoli».

Un decennio dopo papa Leone XIII, con quattro Brevi Apostolici, sostenne e promosse la devozione al Cuore Eucaristico e chiarì che essa intende suscitare la riconoscenza all’Amore di Gesù per il sacrificio attuato sulla Croce e perpetuato in modo incruento nell’Eucaristia.

Ulteriori approvazioni vennero dai Congressi Eucaristici Internazionali di Lille (1881) e di Avignone (1882).

Attorno al 1900 si scatenò contro il culto del Cuore Eucaristico un vento di persecuzione all’interno della stessa Chiesa. Il Santo Uffizio arrivò a ritenerlo superfluo perché identico a quello del Sacro Cuore. L’intervento di eminenti teologi fugò queste obiezioni.

Padre Alberto Lepidi, che fu Teologo e Canonista del Papa per ben ventotto anni, così spiegò la differenza tra le due devozioni: «La devozione al Sacro Cuore onora in modo generale l’amore di Gesù, che porge all’uomo i benefici della Redenzione, dall’Incarnazione alla Passione e Risurrezione.

La devozione al Cuore Eucaristico – invece – onora in maniera particolare e ben precisa l’amore di Gesù che volle e istituì l’Eucaristia per restare sempre con noi, donandosi all’uomo nella realtà del suo Corpo e del suo Sangue».

Il Sacro Cuore di Gesù è l’Amore in generale, il Cuore Eucaristico di Gesù è l’Amore in particolare dell’Eucarestia.

“Il 16 febbraio 1903, papa Leone XIII, con il Breve Adnotae nobis, affidò il culto e l’apostolato del Cuore Eucaristico ai Padri Redentoristi «perché quella [devozione] conveniva ai figli di sant’Alfonso M. de’ Liguori, il grande apostolo della devozione al Sacro Cuore». Nello stesso Breve il Santo Padre emise questa definizione: «Una devozione che onora con particolare culto di riconoscenza e di amore l’Atto di suprema dilezione, col quale il nostro Divin Redentore, prodigando tutte le ricchezze del suo Cuore, istituì l’adorabile Sacramento dell’Eucaristia, per restare con noi fino alla consumazione dei secoli».

Nella solennità del Corpus Domini, Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque chiede che venga istituita la festa del Suo Sacratissimo Cuore nell’ottavario del Corpus Domini, poi chiede che nell’ottavario del Sacro Cuore di Gesù venga messa la festa del Cuore Eucaristico, una trilogia, una in fila all’altra.

“Il 9 novembre 1921 papa Benedetto XV firmò il Decreto col quale concedeva la Messa e l’Ufficio propri del Cuore Eucaristico e istituiva la Festa del Cuore Eucaristico, da celebrarsi il giovedì dell’ottava del Sacro Cuore, con Messa e relativo Ufficio propri, per la Diocesi di Roma e per le diocesi che ne avessero fatto richiesta.”

Vedete nella storia della Chiesa come ha preso corpo.

Ecco la preghiera completa citata nel decreto, approvata ed indulgenziata da Pio VI con rescritto del 7 novembre 1796 e quindi da Pio VII con rescritto del 9 febbraio 1818:

«Ecco fin dove è giunta la carità vostra eccessiva o Gesù, mio amantissimo! Voi delle vostre carni e del preziosissimo vostro Sangue apprestata mi avete una mensa divina per donarmi tutto Voi stesso. Chi mai vi spinse a tali trasporti di amore? Non altri certamente che il vostro amorosissimo Cuore. O Cuore adorabile del mio Gesù, fornace ardentissima del divino amore, ricevete nella vostra piaga sacratissima l’anima mia, affinché in questa scuola di carità io impari a riamare quel Dio che mi die’ prove sì ammirabili dell’amor suo! E così sia».

San Pio X scriveva: «Nulla ci sta più a cuore e ci torna più dolce che propagare ed accrescere nell’universo intero la pietà dei fedeli verso il Cuore Eucaristico di Gesù».

Pio XII con l’enciclica Haurietis Aquas promosse la devozione con queste parole: «Non si potrà facilmente comprendere l’amore che ha spinto il Salvatore a farsi nostro spirituale alimento, se non coltivando una speciale devozione al Cuore Eucaristico di Gesù».

Come si può non comprendere che in tutta la storia della Chiesa con questi grandi Papi, Dio ha voluto che noi amassimo il Cuore Eucaristico di Gesù.

Chiediamo quindi al Signore la Grazia di prepararci bene alla festa che celebreremo domani mattina alle 7.30 con la Santa Messa del Suo Cuore Eucaristico, per portare a coronamento e a compimento in questo giorno così bello del Cuore Eucaristico di Gesù, preceduto dalla natività di San Giovanni Battista, che ce lo indica:

“Ecco l’Agnello di Dio”

Essere anche noi capaci di saperlo riconoscere in quel pezzetto di pane e in quel pò di vino che nella Santa Messa diventano il Suo Corpo dato, il Suo Cuore Eucaristico dato, e il Suo Sangue sparso.

Sia lodato Gesù Cristo.

LETTURE

PRIMA LETTURA (Is 49,1-6)
Ti renderò luce delle nazioni.

Dal libro del profeta Isaìa

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 138)
Rit: Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra.

SECONDA LETTURA (At 13,22-26)
Giovanni aveva preparato la venuta di Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, [nella sinagoga di Antiochia di Pisìdia,] Paolo diceva:
«Dio suscitò per i nostri padri Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”.
Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele.
Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”.
Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la parola di questa salvezza».

Canto al Vangelo (Lc 1,76)
Alleluia, alleluia.
Tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade.
Alleluia.

VANGELO (Lc 1,57-66.80)
Giovanni è il suo nome.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.