La Devozione Eucaristica

Devozione Eucaristica

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di venerdì 15 aprile 2016.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Io voglio ammonirvi… Sapete, voi che siete soliti occuparvi dei Divini Misteri, in quale modo, quando ricevete il Corpo del Signore, lo dobbiate custodire con ogni riguardo e venerazione, perché da esso nemmeno la più piccola parte cada a terra, perché nulla del Dono  Consacrato  sia disperso”

(Origene – Ench.P. 490)

La Comunione sulla mano

Leggi il nostro speciale sulla pratica della Comunione sulla mano.

Testo della meditazione

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La Devozione Eucaristica

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Oggi è venerdì di questa terza settimana di Pasqua e, come ogni Venerdì, siamo chiamati a fare una memoria particolare della Passione e della Morte del Signore, a fare qualche rinuncia, a fare un po’ di digiuno, a fare qualche penitenza, per dire a noi stessi che non di solo pane vive l’uomo e per dire a noi stessi che tutta la nostra persona deve essere in attesa, deve essere nel rispetto, deve vivere nella memoria del dono grande che ha ricevuto (che è la salvezza), che nel venerdì viene a noi con così tanta forza, perché è proprio il giorno della morte dì Gesù.

Il Vangelo di quest’oggi, il famoso capitolo 6 del Vangelo di San Giovanni, richiama la nostra attenzione sulla centralità della fede cristiana cattolica e cioè sull’Eucarestia.

Provate a parlare dell’Eucarestia (da sempre nella Chiesa, ma soprattutto in questo tempo) e vedrete quanta aspra discussione nasce intorno all’Eucarestia, perché si capisce benissimo che qui si gioca il tutto.

Purtroppo, anche oggi ci sono posizioni profondamente divergenti e alienanti nei confronti di questo Santissimo Sacramento, che è l’Eucarestia, ma se noi stiamo alle Parole di Gesù, se le capiamo e se le accogliamo, dobbiamo comportarci di conseguenza, se siamo logici e onesti.

Se non mangiate la Mia Carne e non bevete il Mio Sangue, non avete in voi la vita”.

Chi non si accosta all’Eucarestia è morto, lo dice Gesù.

Chi sceglie qualsiasi cosa o persona o principio o altro, a dispetto dell’Eucarestia, e per questo non può accostarsi all’Eucarestia, è morto, non ha vita, è senza vita.

Chi mangia la Mia Carne e beve il Mio Sangue ha la vita eterna e Io lo resusciterò nell’ultimo giorno perché la Mia Carne è vero cibo e il Mio Sangue è vera bevanda”.

Noi siamo stati creati da Dio, siamo stati formati da Dio, il nostro corredo genetico lo ha fatto Dio, le nostre cellule le ha pensate e costruite Dio, noi veniamo da Dio, e Dio ci ha progettati, diciamo così, perché tutta la nostra persona, corpo e anima, viva di Lui. Gesù è questa vita!

Nella misura in cui noi stiamo lontani dall’Eucarestia, noi tradiamo il nostro corredo genetico, noi tradiamo le nostre cellule fisiche e tradiamo la mostra anima, che è eterna.

Ricevendo degnamente l’Eucarestia, noi già fin d’ora riceviamo la vita eterna.

Chi mangia la Mia Carne e beve il Mio Sangue rimane in Me e Io in lui. Colui che mangia Me, vivrà per Me”.

Se noi ci accostiamo all’Eucarestia degnamente, noi siamo dei tabernacoli viventi, noi siamo degli ostensori viventi, perché portiamo in noi Gesù, vivo, reale e sostanziale.

Questo è il pane disceso dal Cielo”, questo è il pane che, mangiandolo, ci darà la vita eterna.

Quanta superficialità c’è nell’accostarsi all’Eucarestia!

Troppe volte si vedono persone distratte accostarsi all’Eucarestia, non preparate.

Alla Santa Messa ci si prepara, bisogna prepararsi; dopo la Santa Messa si deve fare il ringraziamento, perché è un dono troppo grande!

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori scrive che il ringraziamento dopo la Santa Messa dovrebbe essere di un’ora. Quando gli dissero: «È troppo…come facciamo?», allora disse: «Tre quarti d’ora», risposero: «Ma è troppo ancora», allora disse: «Mezz’ora», «Ma è troppo ancora»; alla fine, in lacrime, disse: «Almeno un quarto d’ora».

Se noi riceviamo l’Eucarestia, noi abbiamo tutto Gesù in noi!

Allora dobbiamo accostarci all’Eucarestia in grazia di Dio e non andare a fare la Comunione dicendo: «Io ho chiesto perdono a Gesù dei miei peccati nel mio cuore».

No! Se io sento che la mia anima ha qualcosa di grave, devo chiedere perdono a Dio, nel Sacramento della Riconciliazione.

Devo osservare il digiuno di un’ora, così è prescritto dalla Chiesa, senza mangiare nulla, perché mi sto preparando, perché anche il mio corpo si prepara a questo incontro.

La Chiesa prescrive che nell’accostarsi all’Eucarestia ci sia un gesto di riverenza, prima di ricevere l’Eucarestia, lo dice la Redemptionis Sacramentum, perché io non sto andando a prendere il pane biscottato, non sto andando a prendere pane e prosciutto, non sto andando a prendere un pane benedetto, io sto andando a ricevere il Corpo di Gesù Cristo, vero, reale, sostanziale, quindi tutto di me deve dire questo.

C’è poi Origene, lo trovate nell’Enchiridion Patristicum, al numero 490.

Già Origene avvisava i Cristiani dicendo: «State attenti affinché a causa della vostra noncuranza qualche frammento non cada per terra e venga calpestato», perché lì c’è dentro Gesù.

Anche questa pratica di ricevere la Comunione in mano…

Sì, certo, è permessa, ma chiariamoci davanti a Dio: «Ma perché mai? Perché mai? Qual è la ragione?»

Ogni tanto credo che ci dimentichiamo che un giorno moriremo…

Noi non siamo eterni, noi dovremo morire e ci presenteremo davanti al Giudizio di Dio. Esiste ancora il Giudizio di Dio, i Novissimi non sono stati scardinati; quindi, ci presenteremo davanti al Giudizio di Dio, e cosa diremo a Dio?

Che cosa diremo a Dio?

Che cosa mostreremo al Signore?

Quanto della nostra vita ha detto questa devozione, questo rispetto profondo, questo amore tenerissimo verso l’Eucarestia?

Santa Teresa di Gesù ha vissuto delle esperienze mistiche bellissime, soprattutto nella Domenica delle Palme, proprio sull’Eucarestia, quando ricevette quella domenica la Sacra Ostia e lei disse che la sentì trasformare nel Sangue di Cristo, si sentì riempire tutta la bocca del Sangue di Gesù.

Tutto questo ci dice che è un Sacramento veramente incredibile, che il Signore ci ha dato per dire che vuole stare con noi, e allora facciamo in modo che la nostra vita sia una vita eucaristica.

I santi dicevano che la prima parte della giornata dev’essere dedicata alla preparazione della Messa e, dopo la Santa Messa, la seconda parte della giornata deve essere dedicata al ringraziamento. Vedete, è tutta la vita che gira attorno alla Santa Messa, alla Santa Eucarestia.

Che il Signore ci conceda questa grazia e la Madonna e San Giuseppe ci insegnino ad accostarci all’Eucarestia come Loro si accostavano al Corpo di Gesù, con lo stesso rispetto e la stessa devozione.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

Letture del giorno

Venerdì della III settimana di Pasqua

PRIMA LETTURA (At 9,1-20)

Egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni.

In quei giorni, Sàulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damàsco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via.

E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damàsco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Sàulo, Sàulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare».

Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Sàulo allora si alzò da terra, ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damàsco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.

C’era a Damàsco un discepolo di nome Ananìa. Il Signore in una visione gli disse: «Ananìa!». Rispose: «Eccomi, Signore!». E il Signore a lui: «Su, va’ nella strada chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Sàulo, di Tarso; ecco, sta pregando, e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venire a imporgli le mani perché recuperasse la vista». Rispose Ananìa: «Signore, riguardo a quest’uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme. Inoltre, qui egli ha l’autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome». Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Sàulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.

Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damàsco, e subito nelle sinagoghe annunciava che Gesù è il Figlio di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 116)

Rit: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore,

popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi

e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Canto al Vangelo (Gv 6,56)

Alleluia, alleluia.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue

rimane in me e io in lui, dice il Signore.

Alleluia.

VANGELO (Gv 6,52-59)

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

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