“Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità.” (1Gv 2,4)

10 comandamenti

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di martedì 29 dicembre 2015.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Testo della meditazione

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“Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità.” (1Gv 2,4)

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Il Signore Gesù, come ci dice San Luca, è venuto per svelare le intenzioni dei cuori, è venuto per la caduta e la resurrezione di molti, il Signore Gesù è un segno di contraddizione.

Perché?

Non perché Lui è un problema, ma perché il nostro cuore non è così onesto e coerente come dovrebbe essere, non è aderente alla verità, e quindi il Signore Gesù, che è verità, svela tutto ciò che nel nostro cuore c’è di incoerente, di ingiusto, di falso, di ipocrita, di sbagliato.

Il Signore Gesù lo mostra, per questo è difficile seguire il Signore, per questo è difficile essere dei veri Cristiani, perché, se i nostri pensieri non sono onesti, veri, giusti, il Signore li rivela, col Signore non si va d’accordo.

Un cuore doppio, un cuore non coerente, non va d’accordo con Gesù, e Gesù diventa motivo di caduta, di inciampo, di scandalo, di contraddizione appunto, perché contraddice ciò che io in modo egoistico vorrei fare.

Allora, in questa Prima Lettera di San Giovanni Apostolo, l’Apostolo prediletto cosa ci dice?

San Giovanni ci dice che chi non osserva i Comandamenti di Dio e dice: «Io conosco Dio, io conosco Gesù, io ho fede in Gesù», è un bugiardo e la verità non è in lui.

Non possiamo farci la fede in Gesù a nostra somiglianza e misura, Gesù non si adatta ad essere manipolato dal nostro egoismo.

Ci sono Dieci Comandamenti, c’è il Comandamento della carità di Gesù, di amare il prossimo come noi stessi, questa è la nostra Legge, questa è la Magna Charta del Cristiano, noi non possiamo costruirne un’altra e, se non ci piace, vuol dire che non ci piace Gesù, se abbiamo dei problemi, abbiamo dei problemi con Gesù.

Non possiamo fare diversamente, non possiamo costruire un’altra via!

In particolare, San Giovanni si concentra su questa relazione tra me e l’altro:

Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, rimane nelle tenebre”.

Quante volte tra noi Cristiani si respira quest’aria, speriamo non di odio, perché sarebbe veramente grave, ma anche solo di risentimento, così, per niente o per poca roba. Un conto è avere qualche diatriba, qualche discussione, vabbè, quello, siamo in cammino, ci sta; ma un conto è covare nel cuore sentimenti brutti, magari addirittura l’odio, cioè quel sentimento per il quale io voglio il male dell’altro, e se l’altro ha bisogno, non lo aiuto, il mio cuore si chiude all’altro.

Queste cose sono contrarie ai comandamenti di Dio.

Pensate solo all’abuso che noi facciamo del terzo Comandamento…

Quante volte per ragioni veramente banali non andiamo a Messa alla domenica, perché ci viene a trovare il cugino di non so dove, quindi non andiamo a Messa.

Uno dice: «Ma io vado il lunedì…»

No!

«Ma vale lo stesso…»

No! Perché il Comandamento dice che è il giorno della domenica, il giorno sacro al Signore, non è il lunedì!

Noi diciamo di avere fede in Dio e poi non ci confessiamo mai, e poi facciamo la Comunione due volte all’anno.

No! «Chi non mangia la mia Carne e non beve il mio Sangue, non ha in sé la vita», dice Gesù, nel capitolo VI del Vangelo di Giovanni.

Non posso costruirmela come voglio io!

Anche se non mi piace, sta di fatto che è così.

San Giovanni dice: «Devi comportarti come Gesù si è comportato, in tutto».

Noi Cristiani dovremmo risplendere per l’onestà, per la coerenza, per il rigore, come Gesù, invece non lo facciamo, chiudiamo un occhio, due occhi, la bocca, le orecchie, non vediamo, non sentiamo, non parliamo.

Questo perché?

Perché seguire Gesù, alla lettera, vuol dire fare la fine di Gesù, quindi vuol dire morire come Gesù. È una cosa seria, non a caso Gesù è durato tre anni, da quando ha incominciato a parlare, mica tanto eh…

Allora, in questi ultimi giorni dell’anno, potremmo usare questi giorni di chiusura dell’anno per farci un esame di coscienza e chiederci come vogliamo impostare l’anno nuovo, chiederci se vogliamo che sia una fotocopia dell’anno passato, il che sarebbe molto triste, oppure se vogliamo usare queste belle letture per dire: «Io voglio rimanere in Gesù e quindi devo comportarmi come lui si è comportato, come dice San Giovanni. Io devo osservare la parola di Gesù, solo così l’amore di Dio è veramente perfetto in me, sempre come dice San Giovanni. Io che amore voglio avere nel cuore per il Signore?»

Allora capite che diventa improrogabile l’esigenza di una preghiera quotidiana, di una confessione frequente, di rispettare i Dieci Comandamenti, di imparare a non nominare il nome di Dio invano, ad esempio.

Quante volte usiamo il nome di Dio e della Madonna invano!

Cade il latte, sbattiamo la porta, e subito esclamiamo col nome di Dio o della Madonna, senza bestemmiarlo, ma proprio esclamarlo.

Cosa c’entra il nome della Madonna, se mi cade il latte per terra?

È un nominare il nome di Dio invano!

Così come la poca cura che abbiamo della Messa della domenica: si arriva in ritardo, si salta per ragioni inutili, banali, non veramente gravi.

Pensate solo al tema dell’onestà, del non rubare…

Quante volte siamo noi i primi a fare i furbi, in tante occasioni: se possiamo portare via qualche monetina da qualche parte, lo facciamo; se possiamo fregare la commessa del supermercato, siamo ben contenti se sbaglia a darci il resto; ci appropriamo di cose non nostre, diciamo che ce le hanno regalate e poi non è vero.

Capite che questo non è vivere nel Signore Gesù!

Quanta poco filtro mettiamo quando guardiamo la televisione, guardiamo di tutto di più, dopo sentiamo che dentro qualcosa non va.

Certo, ma non è scritto nel Vangelo che dobbiamo guardare la televisione per forza, possiamo anche non guardarla, possiamo anche usare quel tempo per pregare, per leggere, per meditare, per stare con una persona, per parlare con una persona, per parlare con il Signore, per fare compagnia a chi è solo, o per andare a letto a dormire, banalmente, che forse ci farebbe tanto bene, riposeremmo con sonni più innocenti.

Voi prendete i Dieci Comandamenti…

La menzogna…

Quante volte usiamo la bugia, quante volte usiamo la menzogna per fare quello che vogliamo fare, per ottenere quello che vogliamo!

Onora tuo padre e tua madre…

Anche questo comandamento, come lo viviamo?

Che rispetto portiamo ai genitori?

Che rapporto abbiamo con i nostri genitori?

Sono esseri umani anche loro, hanno sbagliato, sbagliano e sbaglieranno come noi, e noi portiamo questo onore?

Pensate che nella Scrittura il verbo “onorare” è usato solo per Dio e per i genitori, basta; in nessun altro caso è usato questo verbo “onora”, solo per Dio e per i genitori.

Quindi, ovviamente, i Dieci Comandamenti bisogna conoscerli.

Dobbiamo conoscere i Dieci Comandamenti, che non sono superati, sono sempre attuali e dobbiamo studiarli.

Come si fa a studiarli?

Facendo l’esame di coscienza: se noi l’esame di coscienza lo facciamo sui Dieci Comandamenti, capite che dopo cinque giorni li abbiamo imparati a memoria.

Se prima di compiere un’azione, io penso alla Legge di Dio, capite che non posso non ricordarmela e, visto che il Signore l’ha scritta sulla pietra con il Suo dito, vuol dire che è una cosa seria.

Dopo quaranta giorni in cui Mosè ha digiunato dal pane e dall’acqua, senza mangiare e senza bere… quindi vuol dire che era una cosa seria, da tenere in somma considerazione.

Allora, in questa logica, il 10 di gennaio, alle 15,30, faremo questa cerimonia dell’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, delle famiglie, dei bambini, di tutte le persone che desiderano consacrarsi al Cuore Immacolato di Maria.

Perché fare questo Atto?

Su questo Atto è stato scritto un libro da San Luigi Maria Grignion de Montfort, “Il Trattato della vera devozione alla Beata Vergine Maria e il segreto di Maria”, un libro tutto sull’Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Perché?

Perché lui dice che è la devozione perfetta per essere discepoli di Gesù, cioè non c’è una via migliore che quella di consacrarsi al Cuore Immacolato della Vergine Maria, per poter essere graditi a Dio.

Allora, perché non usare questi giorni anche per prepararci magari a questo evento, per arrivare confessati, in grazia di Dio, per arrivare col cuore desideroso di consacrarsi alla Madonna, per chiedere a Lei di custodire la nostra vita, la nostra fedeltà a Dio, di aiutarci ad essere obbedienti alla Legge di Dio.

Che il Signore Gesù ci conceda la grazia, in questi ultimi giorni dell’anno, di saper fare un vero esame di coscienza sugli anni passati e una vera regola di vita per gli anni a venire.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

 

Letture del giorno

29 Dicembre – V giorno fra l’ottava di Natale

Prima lettura

1Gv 2,3-11 – Chi ama suo fratello, rimane nella luce.

Figlioli miei, da questo sappiamo di avere conosciuto Gesù: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato.
Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera.
Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.

Salmo responsoriale

Sal 95

Gloria nei cieli e gioia sulla terra.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Il Signore ha fatto i cieli;
maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.

Canto al Vangelo

Lc 2,32

Alleluia, alleluia.
Luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele.
Alleluia.

Vangelo

Lc 2,22-35 – Luce per rivelarti alle genti.

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

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