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Conservare la luce della Verità e il fuoco della Carità

Battesimo di Gesu

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia del 10 gennaio 2016, Festa del Battesimo del Signore.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Testo della meditazione

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Conservare la luce della Verità e il fuoco della Carità

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Attraverso il Battesimo, con questo Sacramento inventato da Gesù — come tutti i Sacramenti — voluto da Gesù, noi veniamo incorporati, noi diventiamo Figli di Dio, riceviamo la vita di Dio in noi, diveniamo tempio dello Spirito Santo, della Santissima Trinità; attraverso il Battesimo noi riceviamo lo Spirito Santo e il fuoco, cioè riceviamo la luce della verità e riceviamo il fuoco della carità.

Ricevere qualcosa, però, non vuol dire averla per sempre: io posso ricevere questo orologio che ho in mano, ma lo posso anche perdere, e tanto più è prezioso, tanto più dovrò stare attento a non perderlo; lo posso anche rompere, e allora dovrò fare attenzione perché non cada; lo posso per sbaglio barattare con un orologio di minor valore.

I doni ci vengono fatti per essere custoditi, accresciuti, arricchiti, conservati e protetti, perché li possiamo anche perdere e ci possono anche essere tolti; se uno i doni non li sa usare nel retto modo, li usa male o non si impegna per usarli bene, questi possono essere anche tolti.

Tutto questo è quello che succede quando a noi viene dato lo Spirito Santo e il fuoco della carità.

Siamo battezzati, quasi tutti siamo cresimati, però questo non basta, se poi io non ci metto del mio per custodire e per accrescere lo Spirito Santo che mi è stato dato e il fuoco che mi è stato dato.

Ed è per questo che, per esempio, oggi, alle 15.30, faremo questo Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Io non mi stancherò mai di parlare di questa cosa, perché mi rendo sempre più conto di quanto sia essenziale ed importante quello che scrive il Montfort, ma anche quello che scrivono gli altri Santi, da Santa Teresa di Gesù fino ad arrivare a San Domenico di Guzman, fino a San Domenico Savio, fino a San Francesco di Assisi, Santa Chiara, Santa Gemma Galgani. Non parliamo di San Giovanni Bosco… tutte figure, tutti Santi, che, in molteplici modi, hanno sottolineato l’urgenza, l’importanza di raggiungere Gesù Cristo per la mediazione della Vergine Maria, e allora capiamo perché è importante consacrarci alla Madonna.

Innanzitutto, in questa bellissima formula, la prima cosa che si fa, è la memoria del Battesimo, cioè ridiremo le promesse battesimali, non c’è atto più cristologico, più cristocentrico di questo. Poi, la formula stessa dice che noi ci consacriamo alla Madonna per vivere in pienezza, per vivere meglio il nostro ossequio, la nostra fedeltà a Gesù Cristo, per non tradire le promesse battesimali, che vuol dire non farle al contrario: credere e seguire il demonio e rinunciare a Dio, uno esclude l’altro.

Perché è importante questo?

È importante perché voi capite che conservare la luce dello Spirito Santo e il fuoco della carità è difficilissimo, difficilissimo… se ci mettiamo noi con le nostre forze a fare questa cosa non ci riusciremo mai, è impossibile.

È impossibile perché viviamo in un contesto storico (quello di sempre, da quando c’è l’uomo fino ad oggi è quel contesto lì) segnato profondamente dal peccato originale; anche se siamo battezzati, portiamo sempre in noi la ferita di questo peccato, quindi la concupiscenza, la tensione al male, la propensione all’allontanamento da Dio, il dubbio su Dio, la repulsione per la Legge di Dio, la ribellione verso Dio, queste cose le abbiamo dentro tutti.

Il Montfort dice che non c’è modo migliore per conservare i doni di Dio, la grazia di Dio, per crescere nell’ossequio a Gesù Cristo, che chiedere l’intercessione della Vergine Maria.

Questo è il grande miracolo che fa la Madonna, capite?

Non è semplicemente guarire un arto malato o fare passare il tumore, che, per l’amor del Cielo, è importante, però, prima o poi dovremo morire, no?  Sì, ci passa il tumore e vivremo dieci anni in più, ma alla fine dovremo morire; ci guarirà un arto malato, va bene, staremo meglio per vent’anni, trent’anni, quarant’anni, settant’anni, ma alla fine dovremo morire, non c’è nessun miracolo che ci fa diventare immortali.

Il corpo, prima o poi, muore, mentre ci sono dei miracoli, che ci permettono di andare in Paradiso, che ci permettono di renderci conto se la nostra vita è sbagliata, se è contro Dio, e di cambiarla, di trovare la forza di cambiarla, di rinnegare il male, di rinnegare il demonio e di dirigerci speditamente verso Dio.

Questo sì, questo c’è, questo la Madonna lo fa, se noi lo chiediamo.

Infatti, uno dei primi miracoli quando noi decidiamo di avvicinarci alla Madonna, di consacrarci alla Madonna, è che sentiamo l’urgenza di confessarci, l’urgenza di essere puliti dentro, perché sentiamo che non possiamo fare un passo importante, se dentro non siamo in grazia di Dio, cioè non si riesce.

Oggi, quando saremo là riuniti nella recita dell’Atto di Consacrazione, al momento della rinnovazione delle promesse battesimali, chi deciderà di consacrarsi, sarà chiamato ad elevare la candela accesa verso l’alto, a memoria del Battesimo, per dire: «Sì, con questo segno, rinnovo coscientemente le mie promesse battesimali, rinuncio a satana, alle sue opere e alle sue seduzioni e mi do interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata (come dice l’Atto di Consacrazione) e lo dico alzando questa candela, a memoria del Battesimo, che ho ricevuto e che adesso voglio io rivivere e applicare nella mia vita». Nel giorno del nostro Battesimo qualcuno, i nostri genitori, hanno acceso per noi il cero pasquale, adesso siamo noi che riprendiamo questa candela e la alziamo al Cielo per dire “Sì”.

Magari non tutti la alzeremo, sapete poi , dentro, non si sa che cosa succede, può darsi che uno arrivi ma poi senta che dentro c’è qualcosa che non gira e che magari non può fare quel passo, che non richiede chissà quale preparazione, ma richiede solo una cosa: che io voglia dire “Sì” alla Vergine Maria, che io voglia darmi a Lei per sempre.

Il Montfort dice che, nel momento in cui un’anima si dà alla Vergine Maria, la Madonna entra ad abitare in quell’anima e comincia a mettere luce, a fare ordine, a spandere la Sua carità, a dare la Sua purezza. Io, non so voi, ma francamente vi dico che non riesco a vedere un Luogo migliore (con la L maiuscola), dove deporre i tesori delle grazie che Dio mi fa che non sia il Cuore della Vergine, perché è vero che Lei li custodisce, li arricchisce, li pulisce dal nostro amor proprio, li preserva e li difende.

San Pio da Pietrelcina diceva che ci sono talmente tanti diavoli sulla terra che, se noi li vedessimo, non vedremmo più il sole, sarebbe oscurato ai nostri occhi dalla loro presenza, talmente tanti sono.

Le tentazioni sono ovunque, e le tentazioni cosa sono?

Sono le occasioni di dire di no a Dio, sono i dubbi su Dio, sono le fughe da Dio. Santa Teresa diceva che sono il riprendere il nostro “Sì” detto a Dio, cioè dico di sì a Dio, ma poi me lo vado a riprendere. Il Padre Nostro, diceva Santa Teresa, è un grande “Sì” detto a Dio: “Sia fatta la Tua Volontà come in Cielo così in terra”.

Che senso ha dire questo “Padre nostro”, se poi dopo noi, durante la giornata, ci riprendiamo a pezzi questo “Fiat”, che diciamo a Dio Padre?

Allora, forse, abbiamo veramente bisogno di questa Madre,  infatti Santa Teresa aveva messo la statua della Vergine Maria in refettorio al posto della Priora (che era lei) perché diceva che doveva essere la Vergine Maria la Priora di quella casa, Colei che la custodisce.

Sono talmente tante le occasioni che abbiamo di perderci… e non pensiamo a chissà quali cose pazzesche, a quali crimini dobbiamo commettere, a quali abomini.

Si parla giustamente degli scandali nella Chiesa, ma guardate che non ci sono mica solo quelli, non c’è mica solamente la ruberia, la pedofilia, la ricchezza, i peccati di sessualità; sì, ci sono e sono gravissimi, abominevoli, terribili, disgustosi, condannabili, esecrabili, da denunciare, tutto vero, ma non crediamo che ci sia solo questo, che siano solo questi gli scandali dei Cristiani.

Quando parliamo di Chiesa, continuano a dirci e a ripeterci che non parliamo solo di Papa, Vescovi, preti e suore, questo lo beviamo con il latte materno oramai.  La Chiesa non sono solo il Papa, i Vescovi, i preti e le suore, questo lo sapete tutti, anche i sassi lo sanno.

Quindi, quando parliamo di Chiesa, parliamo sempre, anche nel male, anche nella debolezza, di tutti noi.

Tutti siamo Chiesa, e quanti scandali facciamo noi ogni giorno?

Che cos’è lo scandalo?

Lo scandalo è quando io faccio inciampare qualcuno per terra e lo faccio cadere con la mia contro testimonianza, questo è uno scandalo; scandalo, in greco, vuol dire “inciampo”.

Quante volte io, con la mia contro testimonianza, col mio non andare verso il Battesimo, faccio cadere le persone per terra? Quante volte, con la mia superficialità, con la mia mancanza di devozione e di pietà cristiana, con la mia mancanza di spiritualità, con la mia freddezza, con l’essermi raffreddato nel cammino della mia vocazione, con l’essermi mestierizzato, praticizzato nelle cose che io vivo, con il non avere un rimando a Dio?

Quando qualcuno mi accosta, accosta un’umanità divinizzata o accosta puro mondo, pura carne, senza spirito?

Io rimando a Dio chi mi accosta? Quando mi vede, quando sta con me, avverte la presenza del divino o avverte una pura linea orizzontale, puramente umana, dove non c’è niente di divino, non c’è niente di sacro?

Ci sono persone  stando vicino alle quali  non avverti la sacralità, non senti Dio, non avverti qualcosa di sacro, di soprannaturale, no, avverti una cosa molto umana, una cosa terrena, molto concreta. Non c’è un rimando a Dio, non è che stando con quella persona ti viene voglia di pregare Dio, non ti viene voglia di essere migliore (come diceva Santa Teresa di Calcutta), di essere più spirituale, più vicino al Signore, di aumentare la tua intimità con Gesù, no, non ti viene, e questo è uno scandalo.

Se a chi sta vicino a noi non viene voglia di vivere di più in grazia di Dio, di andare più spesso a confessarsi, qual è la ragione? È semplice: è perché non ci andiamo mai, o ci andiamo troppo poco.

Se noi siamo i primi a confessarci una volta ogni sei mesi, non faremo venire negli altri la voglia di confessarsi più spesso, perché non ci crediamo noi.

Come facciamo ad insegnare una cosa nella quale non crediamo?

Come facciamo a testimoniare con la vita una cosa nella quale non crediamo?

E via di seguito…

Se siamo noi i primi ad essere praticoni, agli altri non verrà la voglia di dire una preghiera prima di fare le cose, perché, vedete, l’uomo di Dio non è uno che sta con la testa per aria, col collo storto a dire “Ave Maria”, non è questo l’uomo di Dio. L’uomo di Dio è un uomo molto pratico.

Qual è la differenza fra un uomo di Dio e un uomo del mondo?

Mentre l’uomo del mondo fa una cosa, l’uomo di Dio ne fa cinque.

Ho usato il termine “fare”, l’uomo di Dio fa cinque cose.

Quando San Carlo Borromeo è morto, quattro vescovi in un giorno non riuscivano a fare la metà del lavoro che riusciva a fare lui da solo, è scritto: quattro vescovi in un giorno non riuscivano a fare la metà di quello che faceva San Carlo Borromeo. L’uomo di Dio fa, da solo, quello che cinque uomini del mondo fanno per tenere insieme quella cosa lì, perché (semplice!) tutto quello che fa, lo fa con il pensiero rivolto a Dio, col cuore rivolto a Dio, chiamando in causa Dio.

San Giovanni Bosco non ha mai avuto problemi di soldi e ha messo in piedi delle opere pazzesche, si spaccava la schiena dalla mattina alla sera, un uomo più pratico di San Giovanni Bosco non c’era. Anche Santa Teresa di Gesù, contemplativa ma…

Ma lui, S. Giovanni Bosco, come ci riusciva? Semplice! Tutto quello che faceva lo chiedeva alla Madonna sempre, aveva una fede incredibile; i conti che doveva pagare li metteva sotto la statua, sotto i piedi della Beata Vergine Maria Ausiliatrice. Lui aveva fede, lui richiamava i ragazzi ad avere fede, a pregare, ad andare dalla Vergine.

Vedete, queste cose non si dicono, ci mettiamo tutti a fare e fare, e poi ci fermiamo un attimo a dire: «Perché lo stiamo facendo? Per chi lo stiamo facendo?» Non si sa, l’importante è fare.

No! Quando noi parliamo di scandali nella Chiesa sarebbe bello che parlassimo anche di santità nella Chiesa, quella vera però.

Quando a Torino scoppiò la peste, non furono i filantropi ad andare a curare gli appestati, no, no, tutti scapparono via. Chi andò a curare gli appestati a Torino, quando scoppiò la peste al tempo di San Giovanni Bosco? Sapete chi? San Giovanni Bosco e i suoi ragazzi, punto. Furono gli unici a stare in mezzo agli appestati e ai moribondi, gli unici loro, perché tutti erano scappati.

Tutti quelli come il caro Camillo Benso, Conte di Cavour, tutti quelli lì, del “qui, là, su e giù”, quelli che: «Dobbiamo aiutare il popolo, dobbiamo guardare il popolo!», poi…

Sì, fino quando fa comodo a te, quando poi cominci a sentire il fuocherello, che brucia sotto al sedere, allora via tutti, anche il caro Camillo, via, lui con tutta la sua compagine.

Invece San Giovanni Bosco è andato là.

Cosa disse ai suoi ragazzi, San Giovanni Bosco?

Quando scoppiò la peste e tutti fuggivano e c’erano le persone che morivano da sole — senza il conforto dei Sacramenti tra l’altro (poi la peste è una malattia terribile) — lui chiamò i ragazzi e disse:  «Io vi faccio una promessa, se volete aiutarmi. Io vi propongo di venire con me ad aiutarmi a curare gli appestati, io vi prometto in nome della Vergine, che, se voi vi conserverete in grazia di Dio e non farete nessun peccato mortale, nessuno di voi prenderà la peste».

Loro dissero di sì e nessuno di loro prese la peste… capito?

Questa è la santità!

Hanno fatto?

Nessuno più di loro!

Hanno curato i poveri?

Nessuno più di loro!

Hanno servito gli ultimi?

Nessuno più di loro!

Si sono persi a guardare il cielo?

Nessuno meno di loro!

Hanno servito le membra sofferenti di Cristo?

Nessuno più di loro, ma con una grande pietà cristiana, ma con un grande rimando a Dio, ma con una vita in grazia di Dio, ma pensando prima al Cielo.

Per questo abbiamo bisogno di consacrarci alla Vergine, perché abbiamo bisogno di essere riparati dalla peste dell’anima, che è il peccato.

Abbiamo bisogno che la Madonna ci aiuti a rimanere fedeli al Battesimo.

Parliamo tanto di santità… e la santità è questa.

Cos’è la santità?

È il rispetto del Santo Battesimo.

Questa è la santità: è non tradire il Battesimo, la prima cosa è questa.

I voti e mica i voti, sì, sì, tutti i voti della terra, ma prima di tutto il Battesimo!

Chiediamo quindi alla Vergine Maria di darci la grazia di saper vivere con onestà, con giustizia, con verità, senza tradire il Santo Battesimo, e, se lo tradiamo, di andare subito, non domani, cras, ma oggi, di andare subito a chiedere perdono a Dio di questa cosa.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

 

Letture del giorno

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)

Prima lettura

Is 40,1-5.9-11 – Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno.

«Consolate, consolate il mio popolo –
dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Salmo responsoriale

Sal 103

Benedici il Signore, anima mia.

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Seconda lettura

Tt 2,11-14;3,4-7 – Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Canto al Vangelo

Lc 3,16

Alleluia, alleluia.
Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni;
egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Alleluia.

Vangelo

Lc 3,15-16.21-22 – Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

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