Il rinnovo delle promesse battesimali e la Consacrazione a Maria Santissima

Piero della Francesca - Battesimo di Gesu

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia del 9 gennaio 2016, in preparazione alla Consacrazione al Cuore Immacolato che si terrà domenica 10 gennaio nel santuario del Carmelo di Monza.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

Il trattato della vera devozione alla Santa Vergine

di S. Luigi Maria Grignion de Montfort

E’ dunque molto importante conoscere anzitutto le false devozioni alla Vergine Santa per evitarle, e quella vera per abbracciarla. In secondo luogo, tra le tante e diverse pratiche della vera devozione alla Santa Vergine, bisogna conoscere quella che è la più perfetta e gradita alla Santa Vergine, la più gloriosa per Dio e la più santificante per noi, per impegnarci a viverla.”

(S. Luigi Maria Grignion de Montfort)

Testo della meditazione

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Il rinnovo delle promesse battesimali e la Consacrazione a Maria Santissima

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Siamo giunti alla domenica[1] nella quale celebriamo il Battesimo di nostro Signore Gesù Cristo, una domenica in cui siamo chiamati a riflettere sull’importanza, fondamentale, essenziale, insostituibile, imprescindibile, del Battesimo che tutti noi abbiamo ricevuto.

Non è uguale essere battezzati e non essere battezzati.

Il Battesimo non è un accidente, non è una cosa che può esserci o non esserci, il Battesimo è il Sacramento che ci fa diventare Figli di Dio, è il Sacramento che toglie il peccato originale e ci ammette a questa figliolanza divina.

Dal Sacramento del Battesimo arrivano tutti gli altri Sacramenti, perché, una volta che noi siamo battezzati, possiamo ricevere l’Eucarestia, possiamo essere confessati, possiamo ricevere la Cresima, sposarci, ricevere l’Ordine, l’Unzione degli infermi.

Tutti gli altri Sacramenti, gli altri sei, arrivano a seguito del Battesimo.

Siamo innestati nuovamente nella grazia di Dio, ci è tolta la colpa originaria, che lascia in noi una ferita, che è la concupiscenza, che tradotto vuol dire la tensione, la propensione al male, però siamo nuovamente rivitalizzati, rimessi in Dio.

Allora, voi capite che questo è il giorno nel quale fare memoria solenne del nostro Battesimo, che forse un po’ troppo spesso dimentichiamo, con le sei promesse battesimali: tre, nelle quali abbiamo detto “Sì, credo!”; tre, nelle quali abbiamo detto “Rinuncio a satana!”; tre volte abbiamo detto “Rinuncio!”.

Nel Battesimo i nostri genitori lo hanno detto per noi e poi noi siamo chiamati a rinnovare queste promesse battesimali, nelle quali innanzitutto rinunciamo al demonio, come abbiamo sentito nelle Lettera di San Paolo Apostolo a Tito, dove siamo chiamati, a seguito della grazia di Dio, a rinnegare l’empietà, i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, giustizia e pietà.

È questo il Battesimo!

Noi rinneghiamo tutto ciò che è empio.

Cosa è empio?

Voi sapete che già vi dissi che empio non è semplicemente fare una cosa brutta e non dobbiamo pensare all’omicidio, al rubare, al bestemmiare…

Uno dice “empio” e pensa: «Mamma mia, io non sono empio, perché per essere empio devo essere un criminale».

No, no, scomponete la parola: em-pio, em- cioè “non” e pio.

Vuol dire “non pio”, l’empio è il “non devoto”, non bisogna fare tanta fatica per essere empi, sapete? Basta non avere la devozione, non essere persone pie, non avere la pietas cristiana, che è questo culto della gloria di Dio, dello zelo per Dio.

È sufficiente questo per non essere pii e quindi essere empi, non rinnegare i desideri di questo mondo.

Allora, voi capite che non c’è giorno più indicato per fare domani, esattamente alle 15.30, questa cerimonia solenne nella quale reciteremo insieme l’Atto solenne di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, secondo la formula di San Luigi Maria Grignion de Montfort, il quale nel suo libro, Il Trattato della vera devozione alla Vergine Maria e Il Segreto di Maria, parla per un libro intero di questo Atto di Consacrazione, definendolo come l’atto per eccellenza più grande, con la devozione migliore per stringersi alla Beata Vergine Maria e, attraverso di Lei, arrivare a Gesù.

Arriviamo a Gesù per Maria, e lui cita San Bernardo, cita una marea di Santi, tutti innamorati della Vergine Maria; cita il pio Gersone, il quale, scrive San Luigi, ha lasciato scritto che la Vergine Maria, tutte le volte che faceva la Comunione (perché la Vergine Maria faceva la Comunione), recitava il Magnificat, che è il Suo inno, il Suo cantico, con il quale la Vergine Maria dice “Grazie” e loda Dio Onnipotente per le opere prodigiose, che in Lei sono state compiute.

Quindi, domani, con questo Atto, noi ci consacreremo, chi lo vorrà, al Cuore Immacolato di Maria, diremo il Santo Rosario, canteremo le Litanie e ciascuno porterà un fiore, perché San Luigi scrive che ciascuno deve dare un tributo, un segno per dire “Grazie” alla Vergine Maria e per dire: «Mi sono impegnato in questa cosa».

Poi, alla fine, riceveremo una bella pagellina, nella quale verrà scritto il nostro nome e cognome con la firma del sacerdote che avrà fatto la Consacrazione e riceveremo anche le Medaglie Miracolose, che siamo andati a prendere a Rue du Bac. Ne ho prese 1300, speriamo che bastino!

Daremo questa Medaglia che abbiamo già dato il 27 di novembre perché sarà tutta una giornata profondamente mariana, in quanto noi capiamo che nella vita di Gesù la Vergine Maria ha avuto un ruolo fondamentale: senza la Vergine Maria non ci sarebbe Gesù.

Questa Medaglia (domani spiegheremo ancora bene il significato che ha), la porteremo sul petto con i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, perché il nostro cuore batta all’unisono con i due Sacri Cuori.

Uno potrebbe dire: «Che devozioncelle da femminucce, da donnicciuole». La Santa Madre Teresa diceva: «Veniamo accusate di fare devozioncelle da femminucce…». Ci fossero tante femminucce che fanno queste cose, volesse il Cielo che il mondo fosse pieno di queste persone!

Uno dice: «Sì, vabbè, ma è una devozione mariana, una devozione in più, a cosa serve? Poi alla Madonna… mah… noi siamo solo per Gesù». Ecco, questo lo può dire solo una persona che è profondamente ignorante, ignorante della Scrittura, ignorante dell’agiografia, ignorante di teologia e di mariologia.

L’Atto di Consacrazione, scritto da San Luigi Maria Grignion de Montfort, è un Atto tutto cristocentrico, tutto rivolto a Cristo.

E pensate (domani lo sentirete) che, in quell’Atto di Consacrazione, dopo le prime tre righe, c’è esattamente la rinnovazione delle promesse battesimali: “Rinuncio a satana, alle sue seduzioni e alle sue opere e mi do interamente a Gesù Cristo, la Sapienza incarnata, per portare la mia croce dietro a Lui, tutti i giorni della mia vita” (vi ho citato a memoria un pezzo dell’Atto di Consacrazione).

Capite che è tutto cristocentrico: c’è la rinnovazione delle promesse battesimali, e, in quattro righe, rinnovo il Battesimo, l’Atto di rinuncia e i tre “Credo”, che dico a Gesù.

E, affinché Ti sia più fedele che nel passato, Ti scelgo oggi…”, e va avanti poi a dire che, per essere fedeli a quel Battesimo, scegliamo la Vergine Maria come nostra Signora e Padrona e ci facciamo schiavi della Vergine Maria.

Il Montfort dice che è una schiavitù d’amore nella quale l’anima affida: “I miei beni interni ed esterni, e il valore stesso delle mie buone opere, passate, presenti e future, lasciandoti un intero e pieno diritto di disporre di me e di tutto ciò che mi appartiene, alla maggior gloria di Dio, nel tempo e nell’eternità. Amen”.

Lui dice: «Felice quell’anima che morirà in questo stato di schiavitù, per aver affidato tutto a questa Madre celeste».

Non solo, domani, mentre reciteremo questo solenne Atto di Consacrazione, avremo in mano una candela, ciascuno avrà in mano una candela che verra accesa durante le Litanie, e, chi deciderà di consacrarsi, quando inizieremo l’Atto di Consacrazione, al momento del rinnovazione delle promesse battesimali, alzerà in Cielo, come si fa a Lourdes, la sua candela, per dire: «Sì, io rinnovo il mio Battesimo e voglio consacrarmi alla Vergine Maria».

Questa Consacrazione, ovviamente, è a vita, è per sempre.

Il Montfort poi dice che è bello rinnovarla costantemente, soprattutto quando si fa la Comunione, come ringraziamento post Comunione, rinnovarla durante il giorno, rinnovarla quando si è angosciati.

La Madre Agnese di Gesù, scrive il Montfort, ebbe una apparizione di Gesù e, siccome lei era molto turbata e angosciata, Lui le disse: «Consacrati ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, Mio e di Mia Madre, e vedrai che verrai aiutata». Lei scrive che, nel momento in cui si consacrò, venne immediatamente liberata da questi turbamenti interiori.

Può darsi che noi non abbiamo una grazia speciale all’istante, però, consacrarsi al Cuore di Maria vuol dire prendere l’autostrada per il Cielo, vuol dire affidare tutto alle mani immacolate di questa Madre.

Noi, che siamo dei Carmelitani, siamo un Ordine tutto mariano e nelle nostre Costituzioni c’è tutto un capitolo sulla Vergine Maria, noi, che ci chiamiamo “Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, siamo l’unico Ordine della Chiesa che si chiama così, cosa possiamo fare di più carmelitano che condurci tutti a questa Consacrazione?

Tutti abbiamo bisogno di purificarci da questo mondo, cioè di avere il coraggio di testimoniare la nostra fede. Quanta pusillanimità c’è oggi tra di noi Cristiani Cattolici, quanto relativismo, quanto menefreghismo, quanta ignoranza!

Invece abbiamo bisogno, come scrive San Paolo, di vivere con giustizia e con pietà, abbiamo bisogno di mettere le cose al proprio posto, di essere coraggiosi, di essere pieni di zelo per il Signore, di amare Gesù, di essere pronti a morire per testimoniare Gesù, di essere pronti ad essere esiliati e perseguitati per amore di Cristo.

A coloro che si consacreranno, scrive il Montfort, la Madonna darà le grazie necessarie per affrontare questo momento difficile della nostra vita, nella quale, testimoniare il Signore, vuol dire essere martiri, cioè testimoni, vuol dire dover fare delle scelte controcorrente, vuol dire essere esiliati, perseguitati.

Pensate Padre Pio da Pietrelcina cosa ha subito e quanto lui era devoto della Vergine Maria…

Sapete che Padre Pio recitava sessanta Rosari completi al giorno e qualcuno gli chiese: «Ma, Padre, lei che confessa dodici ore al giorno, come fa a recitare sessanta Rosari?»

Lui rispose: «Mi stupisco io, di come fa lei a non dirli».

«Ma allora, Padre, vuol dire che lei prega anche di notte…»

Lui disse: «Si capisce!»

Padre Pio si svegliava alle tre di notte per celebrare la Messa alle cinque del mattino, due ore di preparazione alla Santa Messa, non “frim frum fram”, come facciamo noi.

Due ore di preparazione, e calcolate che confessava quasi dodici, tredici, ore al giorno…. io dopo due ore e mezza comincio ad essere ubriaco, mi immagino dodici ore al giorno cosa vuol dire, tutti i giorni!

Eppure, lui, quando oramai era allettato, a chi gli stava accanto diceva: «Dammi la mia arma!» e questi non capivano come un frate potesse avere un’arma addosso.

«Dammi la mia arma, dammi la mia arma!» e non capivano cosa volesse dire.

Un giorno, tenendo in mano la Corona del Rosario, lui disse: «Questa è la mia arma».

Abbiamo bisogno di riscoprire questa devozione, abbiamo bisogno di rimettere la Madonna al centro delle Famiglie!

Troppe volte le nostre famiglie sono flagellate dal demonio della divisione, dell’astio, dell’antipatia, perché non c’è Maria, non si prega Maria insieme, non si ha un vero culto mariano, non si ha una devozione mariana solida, bella, vera, teologica, efficace.

La Madonna non è l’ultima ruota del carro della nostra fede, come dice qualche spostato di testa!

Amare la Madonna non vuol dire andare contro l’ecumenismo, come dice qualche spostato di testa!

Nessuno più della Vergine Maria sostiene l’impalcatura della fede, il Concilio Vaticano Secondo dice che è un modello per ogni Cristiano.

Nessuno come la Vergine Maria conduce tutti i Suoi Figli a Cristo, questo è l’ecumenismo! Andate a studiare l’etimologia della parola “ecumenismo”, è il condurre al medesimo ovile, è quello che Gesù dice nella sua preghiera nel Vangelo di Giovanni: «Ho altre pecore che non sono di questo ovile e anche queste devo condurre».

Allora dobbiamo chiedere davvero di cuore, come dice il Montfort, in queste ore che ci separano, la grazia di tirarci un po’ insieme…

Anche ieri sera, tante persone sono venute a confessarsi durante l’adorazione che abbiamo fatto dalle 20.30 alle 22.30, ed è bello vedere tante persone, tanti giovani che vengono a confessarsi, che vengono a stare davanti al Signore al venerdì sera, davanti all’Eucarestia, che dicono: «Sono venuto a confessarmi per preparare l’anima alla Consacrazione che faremo».

Io dico: «Vedi… guarda, ha proprio ragione il Montfort… hai visto? Per prepararsi alla Consacrazione alla Vergine Maria, vengono a confessarsi ed è esattamente l’atto più cristocentrico che si possa fare, vedi: la Madonna porta l’anima a Dio».

Certo, solo chi non ha fede può dire il contrario!

Solo chi non ha capito niente della Scrittura può dire il contrario!

Quando un’anima sente di voler appartenere a Maria per arrivare a Gesù, la prima cosa che la Madonna fa è mettere ordine, è mettere pulizia, è mettere la grazia di Dio.

Questo lo diceva il Montfort: «Non credete che la Vergine Maria rimanga inoperosa in un’anima! Nel momento in cui la Vergine Maria entra in quell’anima come Regina, immediatamente, Lei porta purezza di Corpo e di spirito (quanto abbiamo bisogno della purezza!), Lei porta l’umiltà (quanto abbiamo bisogno dell’umiltà!), porta Sapienza, cioè il gusto delle cose di Dio (quanto abbiamo bisogno del gusto delle cose di Dio!), e via di seguito tutte le virtù…

Infatti, vedete, quante persone in questi giorni mi sono venute a dire: «Sono venuto a confessarmi per prepararmi all’Atto di Consacrazione che faremo domenica».

Viva Dio! Questa è la prova, tangibile, concreta che, più si ama la Vergine Maria, e più si cerca di vivere in grazia di Dio.

San Bernardo da Chiaravalle scrive: “Come Dio ha scelto quale canale, per raggiungere l’uomo, la Vergine Maria, come può l’uomo non scegliere la Vergine Maria, quale canale per raggiungere Dio? Forse che l’uomo ha una Sapienza maggiore di Dio, per scegliere una via diversa e migliore?

Assurdo!

Allora fidiamoci di Dio: se l’Incarnazione del Verbo è avvenuta per “Quel mezzo”, allora anche noi scegliamo questa via.

Abbiamo ancora un po’ di ore che ci separano da questo momento, usiamole per pregare, per ringraziare, per scegliere un bel fiore da portare.

Nel convento in cui ero prima, in occasione di una di queste Consacrazioni sono rimasto colpito da un bambino che è venuto con una margherita, un fiorellino grande così, non so dove l’abbia presa a gennaio, comunque aveva una margheritina grande così. La mamma mi disse: «Padre, ha voluto venire solo con questa, non so perché».

Allora, mentre era lì che riceveva il segno di croce sulla fronte e io prendevo la margherita, lui mi ha porto la margherita e mi ha detto: «Ecco, io ho scelto la margherita, perché l’ho presa io con le mie mani, l’ho scelta io».

Che bello, vedete, la semplicità dei bambini, ha proprio scelto lui quel fiore per la Vergine Maria, ha voluto lui fare qualcosa per Lei.

Il Montfort scrive: “Sul letto di morte avremo grade consolazione ad avere dentro l’anima la consapevolezza di essere tutti mariani, perché quel giorno la Vergine Maria sicuramente verrà a prenderci e sarà Lei a introdurci nel Cielo. Come noi Le siamo stati figli nella vita, così Lei ci sarà Madre nella morte”.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

[1] Omelia della S. Messa vespertina del sabato.

Letture del giorno

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)

Prima lettura

Is 40,1-5.9-11 – Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno.

«Consolate, consolate il mio popolo –
dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Salmo responsoriale

Sal 103

Benedici il Signore, anima mia.

Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi.

Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.

Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.

Seconda lettura

Tt 2,11-14;3,4-7 – Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo.

Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Canto al Vangelo

Lc 3,16

Alleluia, alleluia.
Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni;
egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Alleluia.

Vangelo

Lc 3,15-16.21-22 – Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

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