L’apparente religiosità dei farisei

Farisei

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di martedì 15 marzo 2016.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Testo della meditazione

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L’apparente religiosità dei farisei

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Il Signore Gesù, in questo capitolo 8 del Vangelo di San Giovanni, all’inizio di questo versetto 21, che è l’inizio del Vangelo di questa sera, si rivolge ai farisei ancora con una sentenza terribile e dobbiamo tanto pregare la Madonna che ci risparmi dal sentirci dire una cosa del genere, perché questa sentenza è una sentenza di morte, di morte dell’anima, è la sentenza dell’Inferno: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».

Innanzitutto, il Signore dice che se ne sta andando, sta andando altrove, e dice ai farisei che un giorno loro Lo cercheranno, ma cercare il Signore non vuol dire trovarLo, perché dipende da come noi Lo cerchiamo, con che cuore noi cerchiamo Dio.

Non basta dire: «Io cerco Dio», ma come tu Lo cerchi questo Dio?

Qual è la purezza del tuo cuore?

Qual è la verità della tua intenzione, la sincerità di questa ricerca?

Non basta dire: «Io cerco Dio».

«Voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato».

Se ricordate, c’è quel brano del Vangelo dove Gesù dice che stretta è la porta e angusta è la via che conduce alla vita, e pochi sono coloro che la trovano; non che la varcano, ma che la trovano.

È difficile trovare quella via e quella porta, perché è Gesù, e per trovare Gesù ci vuole una grande rettitudine di coscienza, una grande verità, bisogna voler fare verità dentro di sé, se no, non Lo troviamo, anche se Lo cerchiamo. E allora moriremo nel nostro peccato, cioè non riusciremo a uscire da quella dimensione di negazione di Dio, rimarremo chiusi lì tutta la vita, anche se, come i farisei, noi avremo una vita apparentemente religiosa.

Potremo avere tutta la religiosità del mondo, tutte le vesti, i paludamenti, le preghiere, i libri di meditazione, le Messe e tutto quello che volete, ma questo non vuol dire trovare il Signore, non è una equivalenza, non vuol dire uscire dal peccato.

Loro, non sono usciti dal peccato; pur avendo una vita religiosa in apparenza, loro non hanno abbandonato il loro peccato, perché non si sono accorti di Cristo, non L’hanno visto, non si sono accorti di Gesù, non hanno incontrato Gesù.  L’hanno perseguitato, L’hanno ammazzato, L’hanno diffamato, L’hanno denigrato, Gliene hanno fatte di tutti colori, ma non hanno mai incontrato il Signore, e quindi sono morti nel loro peccato.

Siccome Gesù non può mentire, e siccome Gesù è Dio, se lo dice, lo è…ecco perché è una sentenza. È una presa di coscienza del fatto che loro hanno detto “No” all’evento di Cristo, per dire “Sì” a sé stessi.

«Dove vado io, voi non potete venire», che vuol dire il Regno di Dio, che vuol dire il Paradiso. «Voi non potete venire dove vado io, perché non mi avete mai conosciuto».

Non hanno niente in comune, non hanno condiviso nulla, non hanno fatto comunione di nulla, si sono scontrati accidentalmente, si sono visti, si sono guardati, si sono parlati, ma non si sono mai incontrati, non hanno mai avuto una comunione profonda.

Quanto fu diversa invece la vicenda del Buon Ladrone sulla croce, la vicenda di Zaccheo, la vicenda della Maddalena, la vicenda del cieco nato, di tutte queste persone che hanno veramente incontrato Gesù, che hanno veramente cambiato la loro vita in funzione dell’incontro con Gesù.

Dopo queste parole, che dovrebbero far tremare le rocce, questi sciocchi (vedete come possiamo essere ottusi) dicono: «Vuole forse uccidersi?», cioè Lui dice: «Voi morirete nel vostro peccato, voi non verrete dove vado io», e la loro risposta è: «Si vuole suicidare».

Quando noi non vogliamo vedere la luce, diventiamo dei pazzi, proprio pazzi nella testa, non capiamo più niente; pur di non metterci in discussione, noi fraintendiamo anche le parole, cambiamo il senso delle cose per poter andare avanti nelle nostre pigrizie, nelle nostre follie, per non lasciarci mettere in discussione.

Loro qui creano anche una sorta di antefatto. Loro si sentono un po’ scoperti dentro, un po’ sbugiardati, un po’ svergognati; quindi, cominciano anche a preparare un po’ il terreno e dicono: «Incominciamo a mettere in giro un po’ la voce che questo qua si vuole ammazzare, così, se lo facciamo sparire, possiamo anche dire che si è suicidato», non erano stupidi eh…

Vedete che sono Gesù e i farisei che parlano, ma è come se uno parlasse sull’altro, cioè si parlano ma non si incontrano mai, non dicono mai una parola che sia in comunione, Lui dice una cosa e loro rispondono un’altra, è incredibile!

E Gesù risponde: «Voi siete di quaggiù e io invece sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io sono, morirete nei vostri peccati».

Il Signore Gesù continua ad avvisarli, continua a dire loro: «Guardate che voi siete fuori dalla salvezza, voi state rinunciando alla salvezza, le vostre idee sono sbagliate, il vostro cuore è sbagliato. Anche se avete una vita apparentemente religiosa, di fatto, voi persistete nel peccato, perché non mi riconoscete come Dio», e loro vanno avanti.

Dobbiamo chiedere a San Giuseppe, in questo mese a lui dedicato, la grazia di non essere ingannati da questo punto di vista, di non cadere nell’inganno come hanno fatto loro, che non ci succeda la disgrazia di incontrare il Signore così, tanto per incontrarLo, ma senza farLo diventare veramente il Salvatore della nostra vita.

La nostra vita religiosa spesse volte è pura apparenza, il Signore non entra nel cuore, è solamente una corteccia che ci ricopre, ma non è una realtà che ci contraddistingue e che segna la nostra identità.

Se il Signore non esistesse, la nostra vita sarebbe diversa o uguale a quella che stiamo facendo?

Perché la vita del cristiano non è una vita eticamente buona o corretta, Gesù non è un’etica, non è una morale, Gesù è il Figlio di Dio, e chiede questo incontro per potere entrare dentro nell’identità dell’uomo e cambiarla.

Stiamo attenti a fare in modo che non capiti anche a noi quello che è capitato ai farisei!

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

Letture del giorno

Martedì della V settimana di Quaresima

Prima lettura

Nm 21,4-9
Il nostro Dio viene a salvarci.

In quei giorni, gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti».
Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita».
Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.

Salmo responsoriale

Sal 101

Signore, ascolta la mia preghiera.

Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido di aiuto.
Non nascondermi il tuo volto
nel giorno in cui sono nell’angoscia.
Tendi verso di me l’orecchio,
quando t’invoco, presto, rispondimi!

Le genti temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera dei derelitti,
non disprezza la loro preghiera.

Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
«Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il sospiro del prigioniero,
per liberare i condannati a morte».

Canto al Vangelo (Gv 3,16)

Lode e onore a te, Signore Gesù!
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo

Gv 8,21-30
Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

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