Maria beata con Gesù, don Clemente Barbieri

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di domenica 23 maggio 2021 – Solennità di Pentecoste

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Maria beata con Gesù – Don Clemente Barbieri

Eccoci giunti a domenica 23 maggio 2021, Solennità di Pentecoste. Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo XV-XVI di San Giovanni. È un testo che ci ricorda quanto sia per noi importante meditare, riflettere, pregare, supplicare il dono dello Spirito Santo. Abbiamo bisogno tutti di essere continuamente assistiti, sorretti, accompagnati, illuminati, confortati, riscaldati dallo Spirito Santo. Credo che oggi sarà bello dedicare del tempo per ringraziare lo Spirito Santo di tutte quelle luci, quelle intuizioni, quella forza che ci è data e ci dà di poter vivere la nostra vita cristiana.

Oggi siamo al XXIII giorno del nostro testo “Maggio Eucaristico” e provvidenzialmente ci è capita la meditazione: 

“Maria beata con Gesù”. Chi si lascia guidare dallo Spirito Santo è beato con Gesù, come la Madonna.

XXIII GIORNO

Maria beata con Gesù

“Non è a dire quanto e quale la beatitudine di Maria nella continua e santa unione col suo Gesù.”

Già ve l’ho detto, ve lo ripeto e ve lo ripeterò sempre:

“Col suo Gesù”

O è il tuo Gesù o non è. “Il suo Gesù” vuol dire che con Lui aveva un rapporto unico, speciale e singolare. O tu hai un rapporto unico, speciale e singolare con Gesù, o non hai Gesù. Non esiste un rapporto indistinto, un rapporto generico. O è il tuo Gesù o non è Gesù. Ognuno di noi ha la sua intimità, certamente poi c’è il momento pubblico, in Chiesa, quello fraterno e comunitario, ma ci deve essere il momento intimo, personale, unico, insostituibile con Gesù. 

“Anche a noi ha concesso di poter essere con lui, di poterlo servire, di poterlo difendere, di poterlo adorare, e sopratutto di poterci unire a lui con la santa Comunione, per la quale noi lo riceviamo nelle anime nostre, col pascerci delle sue Carni illibate e col dissetarci del suo Sangue prezioso.”

Questo senza lo Spirito Santo non è possibile. Sarebbe bello che i genitori insegnassero ai loro figli la bellezza di questo Sacramento che è la Cresima, l’importanza di questo diventare testimoni di Gesù, ovunque siamo e saremo. Poterlo difendere, poterlo adorare, poter stare con Lui. 

E la Prima Comunione? La Prima Comunione che cos’è se non questo, questo primo solenne incontro che, grazie all’opera dello Spirito Santo, si rende possibile nella Transustanziazione del Pane nel Corpo e del Vino nel Sangue.?

“La Vergine benedetta, che ci mostra la felicità spirituale di possedere Gesù, ci avvalori anche a far sì che sempre più efficace sia la nostra preparazione per riceverlo e il nostro contento di possederlo.”

Ve l’ho detto già milioni di volte, ve lo ripeto, il momento della Santa Messa va preparato, non si può arrivare all’ultimo momento, finita la Santa Messa non si può scappare come ladri, e poi rispondere al telefono, guardare, parlare, scrivere. Prima della Santa Messa e finita la Santa Messa è il tempo del Signore e lo dobbiamo vivere bene.

“Beate dunque le anime nostre che così sull’esempio di Maria Santissima sapranno sempre vivere con Gesù e per Gesù”

Verissimo.

“Con Maria, come sovrano eterno con la celeste sovrana, fu, è e sarà sempre Gesù ”

Sentite questa riflessione che scrive adesso don Barbieri nel 1920, un po’ prima del tema Covid:

“Ella ha prima di tutto ricevuto Gesù spiritualmente”

È come dice San Tommaso, quando San Tommaso dice: “Il fine della Comunione Sacramentale è la Comunione Spirituale”, perché se io non faccio nessuna comunione spirituale con Gesù quando lo ricevo nell’Eucarestia, a cosa mi serve, cosa vuol dire fare la Comunione Sacramentale?

“Ella ha prima di tutto ricevuto Gesù spiritualmente”

La Madonna! La Madonna! Che era senza peccato originale tra l’altro, ha ricevuto prima di tutto Gesù spiritualmente.

“Ella ha prima di tutto ricevuto Gesù spiritualmente, ricevendone le grazie singolari e tutta di queste grazie avvalorandosi per piacere a lui ; ella ha poi ricevuto Gesù corporalmente, divenendone la madre benedetta; ella infine Gesù ha ricevuto nella gloria dei cieli, vivendo eternamente beata con lui”

Prima di tutto ha ricevuto Gesù spiritualmente, quindi questa è una grande riflessione, ci conforta sapere che nel 1920 si erano capite bene queste cose; per cui ritorna il tema di sempre, questo tema, questo tormentone che sembra non finire mai, per cui rispettiamo le coscienze e cerchiamo di essere fedeli a ciò che la nostra coscienza ci dice; coloro i quali in coscienza si sentono di ricevere la Santa Eucarestia sulle mani, vadano avanti a farlo, nessun problema, perché come già vi ho detto tante volte, ognuno di noi è chiamato a rispondere della sua coscienza davanti a Dio e nessuno può mettere il naso nella coscienza dell’altro, neanche il Papa, solo Dio. Solo Dio può vedere nella coscienza di un uomo, solo Dio può andare a esprimere giudizi, valutazioni e quant’altro sulla coscienza di un uomo, può entrare nella coscienza di un uomo. 

Io desidero ricevere la Comunione sulle mani, la Chiesa lo permette? Sì, la Chiesa lo permette. Benissimo io la vado a fare.

Ogni tanto leggo quelle polemiche stupide, sono proprio perdite di tempo inutili, quelli che ricevono la Comunione sulle mani che vanno contro a quelli che ricevono la Comunione in bocca, quelli che ricevono la Comunione in piedi che sono contro quelli che ricevono la Comunione in ginocchio e viceversa, ovviamente.

Sono polemiche stupide che rivelano una grettezza interiore.

La Chiesa lo permette? Sì. Fine della discussione. Ognuno è libero di pensare come vuole e di agire nella libertà, dentro le indicazioni ricevute. Se uno la vuole ricevere in mano, la riceve in mano, se la vuole ricevere in bocca, la riceve in bocca. La vuole ricevere in piedi? La riceve in piedi. La vuole ricevere in ginocchio? La può ricevere in ginocchio. Senza metterci noi a dire: “Sono più bravo io, sei più bravo tu, se tu lo vuoi fare in quel modo è perché vuoi fare la “perfettina”, il “perfettino”, quello più bravo degli altri, vuoi umiliare gli altri”

Ognuno è libero, in un modo o nell’altro. Certo è che entrambi i modi devono tutti puntare alla Comunione Spirituale.

Voi mi direte, ovviamente: “Padre, ma lei dove vive? In qualche costellazione?”

No, non sono lassù a vedere le galassie.

Già sento le voci di chi, magari, dice: “Guardi che se uno la vuole ricevere in bocca adesso non è possibile”.

Va bene, e questo ci sconvolge, ci turba, ci agita? 

Lo scopo è fare la Comunione Spirituale. 

Già ve lo dissi: ciascuno di noi deve fare ciò che ritiene per fedeltà alla propria coscienza. Non c’entra la disobbedienza a niente e a nessuno, perché nessuno impone niente, nessun Vescovo, né prete, né Papa. E mai potrà accadere che impongano un sacramento a qualcuno, non è mai successo in mille anni di storia e mai succederà. Questa è una cosa sicura, certa, perché i Sacramenti non si possono imporre, perché richiedono la libertà della persona che volontariamente li sceglie, volontariamente si dispone a riceverli. Non si può imporre un Sacramento a nessuno, nessuno lo ha mai fatto e nessuno si sogna di farlo. La Chiesa può dire che quel Sacramento oggi si riceve in quella modalità, ma non può dire che tutti devono ricevere quel Sacramento. Può dire che chi vuole ricevere quel Sacramento, oggi lo riceve in quel modo.  Ma se la mia coscienza mi dice: “In quel modo, in quella modalità, oggi, connotato in questo momento storico, non mi sento di ricevere la Comunione” si è liberissimi di farlo, perché la Chiesa lascia questa libertà.

“Signore, io per fedeltà alla mia coscienza, che sarà quella che Ti dovrò presentare quel giorno quando sarò morto, decido di astenermi, non dalla Comunione Spirituale, ma dalla Comunione Sacramentale. Se per fedeltà alla mia coscienza, non per peccato mortale, mi astengo dalla Comunione Sacramentale, nessuno mi può impedire la Comunione Spirituale. Sono chiamato a raggiungere lo stesso fine di coloro che vanno a fare la Comunione Sacramentale, non cambia niente. 

E don Barbieri ci dice: “Ricordatevi che la Vergine Maria, prima di tutto ha ricevuto Gesù Spiritualmente”

Quindi chi dice: “Ma sono due settimane, tre mesi, un anno che non ricevo la Comunione Sacramentale, mi sento indebolito, mi sento che non ce la faccio più, mi sento che ho bisogno, mi sento che…”

Ma scusate, da quando lo Spirito Santo ha lasciato orfano qualcuno che, per fedeltà alla Verità che nella sua coscienza si mostrava, e con fondamenti teologici, storici, sacramentali, motiva e sostiene la sua astensione dal ricevere la Comunione nella modalità sacramentale? 

Sono stati scritti volumi su questo argomento, ci sono tesi di dottorato. Ad esempio il libro di don Federico Bortoli di cui vi ho parlato ampiamente in questo anno: è la sua tesi di dottorato in diritto canonico, con la prefazione del Cardinale Sarah, già prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, non è una quisquilia, è un testo autorevole. Se io per ragioni teologiche, sacramentali, storiche decido di non farla in quella modalità, voi credete che lo Spirito Santo abbandoni queste persone all’oblio? 

Com’è possibile un ragionamento del genere? Sono suggestioni, atti di immaturità, di egoismo, vuol dire che non hai capito nulla della scelta che hai fatto, vuol dire che quelle ragioni che a te sembravano così vere per la tua coscienza, non lo sono, perché non hai capito niente, perché non è possibile! Pensiamo ai martiri cinesi, pensiamo ai martiri del regime comunista che non hanno potuto ricevere l’Eucarestia non per un mese, non per un anno, ma per decenni. Pensiamo nei campi di concentramento nazisti quando i cristiani non potevano avere l’Eucarestia se non qualche rarissima volta quando arrivava qualche prete di passaggio prima di finire nel forno crematorio! E loro erano tutti abbandonati? Dio abbandonava tutti nell’oblio? Ci rendiamo conto della follia e delle stupidaggini che andiamo a dire?

Sii fedele alla tua coscienza perché di quella tu dovrai rendere conto a Dio, qualunque scelta tu faccia. Noi tutti dovremo rendere conto a Dio di ogni più piccola, singola cosa. 

Stiamo nella pace, non preoccupiamoci di quello di cui non ci dovremmo preoccupare, sarà il Signore a intervenire, a dire a suo tempo, un giorno, quando saremo al suo cospetto, cosa gli è piaciuto, cosa gli è piaciuto meno e cosa non gli è piaciuto proprio e lo ha addirittura disgustato. Speriamo di aver fatto la scelta giusta, ecco perché vi dico sempre: “Motivate ogni decisione. Ogni decisone deve essere fondata, non sul “mi piace”, non sul “mi sembra”, non sul mio gusto, o sul desiderio, perché questi non sono fondamenti.

“Io penso che… a me piace… mi sento che… il mio amico mi ha detto che… quel prete mi ha detto che…”

Questi non sono i fondamenti, ve l’ho già detto quali sono i fondamenti. Le mie scelte devono trovare un fondamento nella  Scrittura, che io possa dire che la Parola di Dio sostiene questo mio procedere, poi i Santi, i Padri della Chiesa, i Dottori della Chiesa, il Magistero della Chiesa, un fondamento che si regga almeno su questi tre grandi pilastri. Se così è, noi ci presenteremo davanti al Signore e gli diremo: “Signore Gesù, fondandomi su questi tre pilastri ho preso questa decisione”.

State tranquilli — questo penso di potervelo dire con una buona certezza — che quando nella vita prendiamo le decisioni sbagliate, dentro c’è sempre qualcosa che ci abbaia addosso. Quando la coscienza non ci approva, anche se noi ci inventiamo le fonti, i fondamenti, che poi in realtà non sono fondamenti perché poi si sgretolano, la coscienza ci morde. 

Poi uno dice: “Ho guardato la Scrittura, ho guardato il Magistero della Chiesa cosa dice, ho guardato i Santi, perché non possono andare in contraddizione, devono collimare tutti questi aspetti, però mi rimane un dubbio. Vuoi mai che ho confuso lucciole per lanterne e vuoi mai che i miei fondamenti non sono fondati? Aspetto un momento, mi vado a cercare un bravo prete, di quelli che lavorano di cesello, preparato, un Sacerdote di nostra fiducia, che sappiamo essere onesto intellettualmente, preparato, innamorato del Signore come ogni prete deve essere, porto i miei fondamenti, e dico: «Guardi Padre dobbiamo parlare dell’Eucarestia».

Ogni Sacerdote quando sente un fedele dire queste parole dovrebbe cadere in ginocchio: stiamo parlando del Cuore della Chiesa!

Aspetta un momento! Per entrare in sala operatoria mi devo vestire, devo mettere i guanti, devo lavarmi tutto, non è che uno va in sala operatoria a fare un’operazione a cuore aperto passando dal cacciavite alla sola operatoria. Quando un Sacerdote sente qualcuno che dice: “Dobbiamo parlare dell’Eucarestia” si ferma il mondo, si ferma il tempo, perché stiamo parlando del cuore della Chiesa, del Corpo di Cristo, quindi, calma: “Benissimo, troviamo il tempo, il momento”.

“Senta, Padre, io, in coscienza, avrei pensato di prendere questa decisione”.

“Va bene, i fondamenti quali sono?” 

Io faccio sempre così, chiedo sempre i fondamenti di quella scelta. Quello è il momento di dire i nostri fondamenti. 

“Sulla Scrittura mi sono fondato su questo… per i Padri della Chiesa mi sono fondato su questo… ho trovato qualche Santo, Dottore della Chiesa che dice questo… che mi sembra che sostenga e il Magistero della Chiesa in questi punti ho trovato un sostegno… Padre, sono fondamenti solidi o sono budino?”

Credo che il Sacerdote in venti secondi vi possa dare una risposta. Se sono fondamenti non fondati, basta soffiare e vengono giù tutti, come un castello di carta, se sono fondati vi dirà che sono buoni fondamenti, sui quali ci si può fondare, basare per costruire e portare avanti al propria vita, sono fondamenti che si possono presentare al Giudizio di Dio perché sono fondati.

Viceversa, vi potrà dire che non sono fondati, che sono stupidaggini, egoismi mascherati, inconsistenti, fondati sul tuo bisogno, su delle cose che non hanno nessun sostegno. Non andate a portare come fondamento: “Ma Gesù nel Vangelo dice: prendete e mangiate”. Già ve l’ho detto, ho fatto una catechesi di più di un’ora su queste cose. Ricordate i verbi paratattici di cui ho parlato in greco? Non venite dicendo: “Ma Gesù nel Vangelo dice: prendete e mangiate”.

No. “Lambano” (λαμβάνω) è lo stesso verbo del “ricevere lo Spirito Santo”. Non è che noi prendiamo lo Spirito Santo. Il verbo greco “lambano”, anche se viene tradotto con “prendete”, non è da intendere come io che “afferro”. Noi in italiano lo esprimiamo con il prendere, quando io prendo qualcosa, ma quel “prendere” è da intendere come “io ti dò e tu quindi lo prendi”, è un’azione più successiva, ha un’azione che viene fatta prima. Siccome il testo greco è “lambano” che è il verbo dello Spirito Santo “ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati…”, è lo stesso verbo, quindi non è “prendete” come lo intendiamo noi, ma è “ricevete il mio Corpo”. Già ve le ho spiegate ampiamente queste cose. Non portate questa cosa qui perché fate la figura degli “ignorantelli” e non va bene, devono esserci dei fondamenti.

E poi il fondamento non può essere: “Io ho bisogno”. Questo non è un fondamento, è una stupidaggine.

Lo Spirito Santo c’è e agisce e sostiene tutti coloro che si muovono secondo coscienza, questo ce lo insegna la storia della Chiesa e dei Santi. È importantissimo perché prima di tutto la Vergine Maria ha ricevuto Gesù spiritualmente, prima di tutto così. San Tommaso ci dice che le nostre comunioni sacramentali o puntano alla comunione spirituale o è meglio lasciare perdere.

“Oh la perfetta gioia delle anime che, mediante la partecipazione a questo cibo che è Dio, si sanno così santamente e perfettamente trasfondere in Dio!”

Che tu riceva la comunione sacramentale o che tu, per ragioni di coscienza e non di peccato, faccia solamente la comunione spirituale, ciò che conta è che tu ti sappia santamente e perfettamente trasfondere in Dio.

“Allora sì che le anime sono nella gioia e nella beatitudine!”

E chi vive secondo coscienza è sempre nella gioia e nella beatitudine perché la sua coscienza non lo rimprovera. Soffre, ma non lo rimprovera.

“La beatitudine è l’intimo e pieno abbandono in Dio!”

Questo vuol dire essere beati!

 “La beatitudine è la perfetta fusione dell’anima nei più indissolubili amplessi con Dio!”

La comunione spirituale.

“Perciò il nostro amore per Gesù si deve non solo addimostrare con gli slanci del cuore, ma sebbene ancora con le opere. Con trasporto quindi, e con tutte le nostre forze, studiamoci di farci degni di portare Gesù, operando santamente guidati dal solo desiderio di piacere a lui.”

La domanda intelligente che qualcuno grazie al cielo si pone, e che pone, dovrebbe essere: “Padre, cos’è che piace di più a Gesù secondo lei? Secondo quello che lei ha studiato, capito, approfondito (il famoso Sacerdote di cui vi ho parlato prima), secondo la sua esperienza, la sua preghiera, il suo cammino di fede, il suo studio, secondo lei tra A, B, C, D, E, F e G, a Gesù piacerà magari tutto, ma cos’è che preferisce? Cos’è che ama di più?”

Voi andate dalla mia mamma, si chiama Cristina e le dite: “Signora Cristina, ci dica un po’ tra le ciliegie, l’anguria, il melone, le fragole e i lamponi, a Padre Giorgio Maria cos’è che piace di più? Vorrei fargli un regalo, cos’è che gli piace di più?”

E la mia mamma non avrà nessun dubbio, vi risponderà: “Guarda se vuoi fare un regalo a Padre Giorgio portagli un bel cestino di ciliegie belle rosse, mature, i duroni, quei bei ciliegioni grossi un po’ screziati, bianchi e rossi. Portagli un bel cestino di ciliegie e vedrai che lo farai felicissimo, se poi gliele porti belle fresche sarà ancora più contento”

Non è che l’anguria non mi piace, mi piace tantissimo, non è che il melone non mi piace, mi piace tantissimo, non è che il mirtillo non mi piace, mi piace tantissimo, ma non portatemi le pere perché quelle non mi piacciono per niente. Se il sesto frutto chiesto alla mia mamma fosse stata la pera, la mia mamma vi avrebbe detto: “Quelle cinque gli piacciono tutte, le ciliegie di più, la pera non portargliela perché proprio non gli piace, non è che sia cattiva, ma non gli piace”.

“Padre, a Gesù, di queste cinque possibilità, cos’è che piace di più?”

Se quel Sacerdote conosce un po’ Gesù, vi dirà: “Guarda quello non gli piace assolutamente, le altre cinque cose gli piacciono tutte molto, ma tra quelle cinque preferisce quella.”

Basta. Se poi collima con quello che voi avevate intuito, voi andate a casa che volate. 

Se quella persona fosse andata già con il cestino di ciliegie, e la mia mamma gli avesse risposto così, questa persona avrebbe detto: “Signora guardi gliele lascio già, sono talmente felice, glieli dia lei appena lo vede, le ho portate qui, tenga, questo è un cestino di ciliegie buonissime che vengono da Vignola”

Noi è così che dobbiamo ragionare, pensare a cosa piace di più a Gesù, guidati, dice Don Barbieri, dal solo desiderio di piacere a Lui. Non importa quello che piace a me.

“Ma a me le ciliegie non mi piacciono”

Ma il regalo lo fai a me, non lo fai a te.

“A me le ciliegie fanno venire l’orticaria”

Ma è un problema tuo, non mio, se il regalo lo fai a me devi portare quello che piace a me.

“Ma a me piacciono le banane”

Ma a me, no. Mi regali le banane che non mi piacciono? È sbagliato, è un atto di egoismo.

“E questo santo sigillo della croce – che noi ogni giorno ci tracciamo sul copro e portiamo al collo – sia il segno che manifesti a lui le ferite che, per suo amore, veniamo portando con le nostre penitenze; sia il segno che indichi le stigmate del freno in che, per poterlo imitare, veniamo stringendo le nostre passioni. Portiamo Gesù e la sua croce con spirito di abnegazione e di penitenza, mortificando costantemente la nostra carne ribelle”

Carne ribelle che si manifesta sia nella carnalità ma anche in questi gusti spirituali.

 “E soffocando ogni più imperioso ricalcitrare di senso;”

Quanto i nostri sensi, il gustare, il vedere, il toccare, l’annusare, l’ascoltare, quanta pressione esercitano. 

“..facendo di questo nostro continuato rinnegamento un olocausto a lui, che ha voluto per noi portare la croce e sofferire la morte.”

Questo è il senso della Croce.

“E sia il suo santo nome sempre sulle nostre labbra…”

Di cosa parla un cristiano? Di Gesù.

Qual è il nome che ha sulla bocca un cristiano? Gesù.

E un prete? Un prete ha in bocca solo Gesù. 

Un prete di cosa volete che parli? Di cosa dobbiamo parlare? Dell’amore della nostra vita.

Di cos’è che dobbiamo parlare, di pallone? Delle barche a vela? 

Di che cosa dobbiamo parlare? Se non parliamo di Gesù, se non pensiamo a Gesù, se non studiamo Gesù, se non stiamo con Gesù, se non preghiamo Gesù che cosa dobbiamo fare? 

“… facciamo in modo ch’egli sia da noi e da tutti sempre benedetto e glorificato”

Bella questa cosa, chi ci vede, chi ci incontra, chi ci ascolta abbia l’occasione sempre di poter benedire il Signore.

“Beata dunque quell’anima, la quale si fonda nella pace del servizio di Dio e si conforta del suo divino amore, poi che, per quanto fatta oggetto di guerra da parte del mondo, del demonio e della carne, non potrà per nulla patire turbamento. E questa sua beatitudine sarà tale, che in tutto e per tutto ella si sentirà felice. E di frequente la visiteranno gli angioli, rendendole onore come a tempio di Dio e tabernacolo dello Spirito Santo. Adoperiamoci quindi, o anime sorelle, di esser ancor noi questo benedetto tempio; Dio allora anche in noi porrà sua stanza, recando a noi la sua beatitudine.”

E oggi voglio leggervi un testo di don Tomaselli, uno scritto sullo Spirito Santo molto bello, un libriccino dal titolo: “Don Tomaselli e lo Spirito Santo”. Nel proemio del testo Don Tomaselli cita questo fatto storico che va molto bene per oggi che è la Pentecoste:

“Infieriva la persecuzione contro i cristiani al tempo dell’imperatore Diocleziano. Una giovanetta aveva offerta a Dio la sua verginità e rifiutò le nozze di un pagano. Per vendetta fu accusata come Cristiana. Eccola davanti al giudice Pascasio. Lo Spirito Santo, che aveva ispirato alla giovanetta il voto di verginità, al momento della prova le venne in aiuto.

Il giudice le ordinò di adorare le divinità pagane; essa energicamente si rifiutò, anzi cominciò a cantare le lodi del Cristianesimo. Indispettito Pascasio, esclamò: Ora cominceranno i tormenti e tu cesserai di parlare. 

– La fanciulla rispose: Ai servi del Signore non possono mancare le parole, perché Gesù Cristo ha detto: Quando vi condurranno davanti ai tribunali, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma quello che in quel momento vi sarà dato, quello dite; poiché non parlate voi, ma è lo Spirito Santo (San Marco, XIII-11). 

– Il giudice soggiunse: Forse c’è in te lo Spirito Santo?

– Sì; perché coloro che vivono nella purezza, sono tempio dello Spirito Santo. 

– Farò in modo che lo Spirito Santo ti lasci. 

– Terribile fu la prova; ma lo Spirito Santo, Spirito di

 Fortezza, non solo fortificò la volontà della giovane cristiana, ma ne rese immobile il corpo; cosicché, appena i soldati le misero le mani addosso per trascinarla là ove il giudice aveva comandato, quel corpo verginale rimase come pietrificato.

Non riuscendo i soldati a smuoverla, tentarono di farla trascinare da sei paia di buoi; fu inutile. La fanciulla allora fu cosparsa di pece, di rèsina e di olio bollente e si appiccò il fuoco, affinché le fiamme la divorassero. Il fuoco dell’amore divino era più potente di quello materiale; le fiamme non le fecero alcun male. Si ricorse ad altri tormenti e tutti furono superati. Iddio aveva avuto dalla sua diletta serva la grande prova d’amore e volle che andasse presto in Cielo nella schiera delle Vergini. Un soldato infine le trapassò la gola con la spada. La martire non morì subito. Lo Spirito Santo le illuminò la mente e le diede il dono della profezia, facendole predire che dopo la morte di Diocleziano e di Massimiliano la Chiesa di Gesù Cristo avrebbe avuto una grande pace.

L’eroina di cui si è ricordato il martirio, è Santa Lucia.”

 Allora per intercessione di questa ragazza, Santa Lucia, il Signore, attraverso Maria Santissima, vi ricolmi dello Spirito Santo, dello Spirito di fortezza, il Signore vi faccia gustare l’ebrezza dello Spirito Santo, il Signore vi incendi, vi renda delle torce ardenti, dei fuochi potentissimi, e vi conceda la grazia di resistere al fuoco del mondo, della carne e dell’inferno. E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen. 

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

DOMENICA DI PENTECOSTE – MESSA VESPERTINA NELLA VIGILIA

VANGELO (Gv 15,26-27; 16,12-15)
Lo Spirito di verità vi guiderà a tutta la verità.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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