Non crediate che Io sia venuto a portare pace sulla terra

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di lunedì 12 luglio 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

Scarica il testo della meditazione

Non crediate che Io sia venuto a portare pace sulla terra

Eccoci giunti a lunedì 12 luglio 2021. Abbiamo letto il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo X, versetto 34 e una parte del capitolo XI versetto 1.

Questo è un altro di quei brani del Vangelo che dovremmo tenere costantemente sotto gli occhi perché sfata le illusioni e dà tanto conforto a chi vuole vivere veramente il Vangelo. È uno di quei brani del Vangelo che ci dice come interpretare la realtà in modo corretto e chi è Gesù. È un Vangelo che è tanto bello quanto è difficile da portare. Gesù è molto onesto, a differenza di alcuni di noi Gesù parla chiaro, è molto chiaro soprattutto sulle questioni fondamentali, è chiarissimo, certo non piace. 

Innanzitutto ci dice:

“Io non sono venuto a portare la pace sulla terra”

Come a dire: “Mettiamo le carte in tavola e chiariamo bene i concetti. Chi vuole credere in me, chi mi vuole seguire, sappia che io non sono venuto a portare la pace ma la spada. Io non sono venuto a portare l’unità ma sono venuto a separare gli affetti più cari, a tale punto che sperimenterete l’inimicizia, l’avversione, a partire da quelli della vostra casa.”

Che differenza c’è tra questa separazione e la divisione portata da Satana? La divisione portata da Satana è fondata sulla superbia e sull’orgoglio — che non sono la stessa cosa — è fondata sull’affermazione di sé. Satana separa perché rende l’uomo gretto, egoista, ripiegato su se stesso e quindi ingiusto e malvagio. Gesù separa perché coloro che gli credono fanno l’esperienza della luce che non può stare in comunione con le tenebre. La separazione di Gesù è una separazione di appartenenza: nella misura in cui apparteniamo a Gesù sperimentiamo l’avversione del mondo — lo vedevamo ieri e l’altro ieri — e l’avversione dei figli del diavolo (Gv 8,43) verso di Lui, perché Lui porta la Verità e loro sono figli del padre della menzogna. Quindi non ci può essere pace, intesa, dialogo, confronto, non ci può essere niente, perché due padri diversi stanno all’origine di quelle persone, e allora Gesù separa, porta la spada. Può esserci pace solo dove c’è accoglienza di Gesù; dove non c’è accoglienza di Gesù, dove c’è il rifiuto di Gesù lì c’è la spada, c’è la separazione e questa separazione partirà proprio dagli affetti più cari, dalle persone che abbiamo più vicino. Quindi pensiamo al marito, alla moglie, ai figli, ai genitori, alla fidanzata o fidanzato, alle persone più care, comincerà da lì. 

Nel momento in cui tu farai esperienza di Gesù inevitabilmente inizieranno la spada e la separazione, perché le tenebre, cioè coloro che non condividono il cammino di sequela Christi, inevitabilmente scateneranno su di te tutta l’avversione che hanno nel cuore verso Gesù. 

Poi rincara la dose:

“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me”

Non solo separa ma poi, a scanso di equivoci, dice: “Stai attento perché il ricatto degli affetti ti può portare a retrocedere a motivo del fatto che ti vedi separazione e divisione.”

“Ma credere in Gesù non dovrebbe farci più tranquilli, più sereni, più uniti?” No, non è scritto nel Vangelo questo. 

Noi cosa facciamo? Per salvare capra e cavoli diciamo: “Va be, allora scendo a compromessi.” No, questo non è scritto nel Vangelo. Nessuno di noi può rinunciare a qualcosa della nostra appartenenza a Gesù, del nostro seguire Gesù in nome di un affetto anche se bello, lecito, vero, giusto, doveroso, umano. 

Gesù conosceva il quarto Comandamento: “Onora tuo padre e tua madre?” Sì. Gesù conosceva il quarto Comandamento, ma qui in questione non è il voler bene ai genitori, l’onorare i genitori. Qui, in questione è la priorità di Dio su tutto, cioè tu devi essere pronto a rinunciare a tutto pur di non rinunciare a Dio. Ecco perché:

“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me”

L’amore per Gesù deve essere un amore che sta prima di tutto e di tutti, quindi, nella misura in cui l’amore per le persone a noi care diventa un impedimento, un ostacolo, un rallentamento, un ingombro nel seguire il Signore, cosa scegliamo? Dobbiamo scegliere il Signore.

“Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me”

Potrebbe succedere che facciamo delle scelte anche di peccato in nome “del bene della famiglia”. No! Non c’è nessun bene per una famiglia nel momento in cui uno rinuncia alla priorità di Dio nella sua vita. È solo un bene apparente, ma non ci sarà mai nessun bene nel rinunciare a Dio, qualunque siano le ragioni, e guardate che ce ne sono tante. Oggi poi vale molto la logica della mediazione, del compromesso, del “è meglio evitare…”. Allora queste parole del Vangelo sono inutili, vuol dire che Gesù ha detto delle cose sbagliate, non aveva la coscienza della realtà. Il Signore, Gesù, ha detto delle cose, ma siamo noi a sapere come si applicano. 

È come un po’ la questione della Madonna di Fatima: “Non si può parlare ai bambini dell’inferno”. Allora la Madonna ha sbagliato? Lei non gliene ha parlato, glielo ha fatto vedere! A dei bambini! Ha sbagliato? Ti immagini oggi! Ma la Madonna non sbaglia. 

Vi ricordate anche il tema del Terzo Segreto di Fatima tanto discusso e questionato? Non è mio interesse entrare in questo ginepraio, quello che mi interessa è il metodo che vi sottopongo. La Madonna disse che il Terzo Segreto andava manifestato nel 1960. Di fatto non è successo, nel 1960 non è stato manifestato. Perché non fu manifestato? Ricordo in particolar modo un intervento di Giovanni Paolo II, la risposta che diede ad un giornalista durante un viaggio in aereo. Gli si chiedeva — sto andando a memoria, potrei sbagliare — perché a quel tempo ancora non fosse stato svelato il Terzo Segreto e lui rispose che la ragione che aveva portato lui e i suoi predecessori a non svelarlo era il fatto che conteneva un messaggio troppo terrificante, troppo inquietante, troppo brutto, perché annunciava cose pesanti e quindi, per non spaventare le gente, disorientarla, inquietarla si era deciso per il momento di soprassedere. 

Ognuno di noi ovviamente ha la sua coscienza e rende conto a Dio delle scelte che fa. Come vi dico sempre non tocca a noi esprimere giudizi sulle scelte che fanno un papà, una mamma, un Sacerdote, un Vescovo, un Cardinale, un Papa, ognuno ha la sua coscienza. Nello stesso tempo possiamo esprimere una valutazione di metodo. La valutazione di metodo è questa: la Madonna apparendo dice: “Il 1960 è l’anno in cui va svelato il segreto”. Noi rispondiamo: “No, non è prudente. Non vogliamo spaventare le persone.” 

Si presume che la Madonna agisca dietro missione, dietro mandato della SS. Trinità, che non è proprio l’ultima realtà arrivata su questa terra. Possiamo riconoscere alla sede della Sapienza, che è la Vergine Maria, e alla SS. Trinità un livello sufficiente di sapienza e di saggezza. Allo Spirito Santo possiamo dare questo credito da questo punto di vista… eppure… hanno sbagliato. Qualcuno ha sbagliato, quindi dobbiamo concludere che abbia sbagliato la Vergine Maria — la quale non agisce mai per decisione propria — quindi ha sbagliato la SS Trinità. Ha dato un’indicazione che noi abbiamo ritenuto fuori luogo, non opportuna, imprudente… C’è un problema di metodo. È un ragionamento molto stringente. Qui qualcuno dei due sbaglia. La Madonna è stata imprudente, improvvida, non ha calcolato bene le cose e ha dato un’indicazione, un ordine, inapplicabile? Mi sembra un po’ forte. Credo che la SS Trinità e la Vergine Maria sappiano quello che dicono e quello che fanno e credo che se dicono che quello è l’anno, avranno le loro ragioni. 

“La gente si spaventa”.  Per quel poco che ho visto nella mia piccola esperienza io ho visto la gente essere molto intelligente. Nella mia vita ho visto che ci sono tante persone sagge, intelligenti, umili, devote, consacrate a Dio, delicate, capaci di grandissimi sacrifici.

La Madonna ha detto “Fatelo”? E facciamolo. 

Quando lo ha detto? Nel 1960. Bene, il 2 gennaio 1960 pronunciamolo. L’ha detto la Madonna! O non è vera l’apparizione, o se è vera, la facciamo, senza “se”, senza “ma”, senza mille ragionamenti. 

Potremmo dire: “Ma chi sono io per giudicare Dio? Ma chi sono io per dare consigli a Dio? Qualunque persona io sia, chi sono? Non sono nessuno, sono un po’ di terra con un alito di spirito dentro di me perché se no non ci sarei”.

Non sarà prudente? Può darsi, non lo so, ma la Madonna ha detto così e noi ci fidiamo. Mettiamo tutti i dottori del mondo di teologia ad aiutare il popolo di Dio a capire, a intendere, ma intanto la gente lo sa, lo vede. Poi ci sono i Sacerdoti, i Vescovi, i Cardinali, i Papi che dicono che questo è il messaggio. Lo diciamo: così ci è stato chiesto, lo facciamo e cerchiamo di capire, di comprendere questo messaggio.

Non è un giudizio su nessuno perché, di fatto, al loro posto avremo fatto di peggio, basta vedere la nostra vita, quanta fatica facciamo a fidarci di Dio, quanta fatica facciamo a prendere la nostra croce e seguirlo. 

Il tema è: “È degno o non è degno di me?”

Oggi che va molto di moda l’essere indegno, il Signore che versa il suo Sangue e lo versa per tutti gli indegni del mondo. 

Qui ripete non so quante volte:

“Non è degno di me… non è degno di me… non è degno di me”

Prendiamo la nostra croce, che può essere qualunque cosa. Se dobbiamo fare quella cosa, facciamola. E se dobbiamo perdere la nostra vita, perdiamola. 

“Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.”

È difficile. Questo esempio di Fatima dimostra quanto sia complessa la questione, quanto l’obbedire al Cielo sia veramente un fatto che mette tante cose in discussione, non è così semplice. È per questo che non possiamo di fatto giudicare le persone, possiamo solo dire che esternamente c’è un problema, guardando esternamente, ad esempio, la vicenda di Fatima o altre situazioni.

Come quando Gesù chiede al Re di Francia di mettere lo stemma del Sacro Cuore sulle bandiere del regno, sugli stendardi, sulle armi per la guerra, chiede di consacrare la Francia al Suo Cuore e lui non obbedisce, e quindi Gesù a quel punto preannuncia una cosa veramente molto brutta che cento anni dopo si è realizzata. È difficile. Questi esempi della storia ci fanno dire: “Stai attento, perché prima o poi capita anche a te”.

Essere pronto a realizzare la Volontà di Dio contro ogni ragionamento è difficile, è veramente difficile, ci vuole una grandissima spiritualità, un grandissimo rapporto col Signore. 

Chiediamo quindi al Preziosissimo Sangue la grazia di saperci uniformare in tutto alla Volontà di Dio, di perdere tutto ma non Lui e di non cedere a nessun ricatto affettivo e quant’altro ma di metterlo sempre al primo posto.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen. Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.  Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

Lunedì della XV settimana del Tempo Ordinario – Anno B

VANGELO (Mt 10, 34 -11, 1)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Post Correlati