Maria Santissima assunta in Cielo

Maria Santissima Assunta in Cielo

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione sull’Assunzione della Beata Vergine Maria di lunedì 15 agosto 2022 – Solennità di Maria Santissima Assunta in cielo

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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PRIMA LETTURA (Ap 11,19;12,1-6.10)

Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza.
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.
Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».

Testo della meditazione

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Maria Santissima assunta in Cielo

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a lunedì 15 agosto 2022, Solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo.

Abbiamo ascoltato la prima lettura della Santa Messa di oggi, tratta dal capitolo 11 e seguenti dell’Apocalisse di san Giovanni Apostolo. Oggi dovremmo vivere una giornata totalmente Mariana, tutta dedicata alla Vergine Maria, quindi sarebbe bello se riuscissimo anche a dire, magari, un Rosario in più; magari oggi recitare tutte e quattro le Corone. Questo sarebbe bello: una volta all’anno si può anche fare. Poi al 15 agosto non è che abbiamo molti impegni; non credo che molti di noi questa mattina debbano correre a lavorare, a prendere il treno, la metro, l’autobus per andare a lavorare. Ebbene, chi non ha questa incombenza potrebbe dedicare questo giorno di riposo un po’ a una vita maggiormente Mariana, perché oggi veramente è un giorno grandioso: è il giorno di questa Donna vestita di Sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una Corona di dodici stelle. Veramente la Vergine Maria è l’Arca dell’Alleanza di Dio con gli uomini. E siccome noi non vogliamo far parte di un terzo delle stelle precipitate sulla terra, allora anche noi vogliamo fuggire nel deserto; anche noi vogliamo stare insieme alla Vergine Maria che è il nostro rifugio. È lei il nostro rifugio; è colei che ci protegge e ci nasconde da questa coda che vuole trascinarci giù dal Cielo; che vuole strapparci al Cielo; che vuole immergerci e farci soccombere nelle cose della terra; che ci vuole divorare; che ci vuole strappare dal nostro essere figli.

Allora quest’oggi dobbiamo proprio guardare a Lei, al suo Corpo glorioso assunto in Cielo con la sua anima alla gloria del Paradiso. Dobbiamo guardare a lei, dicevo, come a questa Donna vestita di Sole, come a questa Celeste Condottiera che ci porta rifugio, ci difende, dal drago infernale, come colei che è la Regina di tutti i Santi. Oggi guardiamo alla Vergine Maria come al segno di sicura speranza e di consolazione in questo tempo così complesso, così difficile. Perché questo è un tempo nel quale si vuole costruire una civiltà senza Dio, nel quale si vogliono condurre le persone a vivere senza Dio; si vuole convincere l’uomo che si può vivere bene anche senza Dio, che Dio non serve per una vita degna; non serve andare in chiesa, accostarsi alla Eucarestia, adorare l’ Eucarestia, pregare il Santo Rosario, stare in compagnia di Dio, non serve… si può avere una civiltà e una umanità senza Dio. Questo è quello che si vuole cercare di fare.

Grazie al Cielo, non tutti acconsentono a questa vita separata da Dio. Anzi, sono tanti quelli che cercano, ricercano e ricercano in vari modi il Signore e la Vergine Maria. 

Purtroppo è anche un tempo nel quale c’è una diffusione enorme, addirittura con la costituzione e il riconoscimento, dei culti satanici, delle Sette, chiese dedicate al demonio e anche questo è un segno, anche questo è un segno di una ricerca di qualcosa che va oltre la vita di tutti i giorni. Anche chi vive all’interno di queste realtà, volente o nolente, afferma che c’è bisogno di una ulteriorità, che non basta il pane sulla tavola: c’è bisogno di altro. Poi bisogna vedere che cosa sia questo ‘altro’, ma è importante notare che l’uomo comprende di aver bisogno di qualcuno che sia, da una parte un po’ al di là della realtà puramente materiale, e dall’altra parte che la comprenda, che la assuma e che insegni a darle un senso. Sono tempi in cui si cerca di costruire idoli, questi. In ogni modo abbiamo bisogno di un idolo: purtroppo noi pensiamo che l’idolo sia, non so, l’idolo egizio, la statua di pietra degli etruschi piuttosto che… sì, all’inizio fu così: ci fu la grande rappresentazione, per esempio del vitello d’oro che immediatamente risulta i nostri occhi come l’immagine dell’idolo forse più plastica, ma adesso i vitelli d’oro non sono più in giro. Non è che io mi trovo la scultura di Moloc dietro casa, quindi…

Vedete, però l’idolo è il bisogno, e questa ricerca di fare qualcosa che sia un prodotto delle nostre mani, la risposta a un bisogno, e che sia fatto a immagine e somiglianza di quello che abbiamo in testa noi. E allora, a questo punto, potremmo anche chiederci, per esempio: “Non è che magari io cerco in ogni modo di fare di mio marito, dei miei figli, di mia moglie un idolo?” 

Le tante tensioni, litigi, guerre, che si vengono a creare, per esempio, nelle nostre famiglie, che portano a volte a quel fenomeno, dolorosissimo per tutti, che sono le separazioni non nascono forse proprio da qui, da questo tentativo di fare dell’altro un idolo?

Che cosa voglio dire? Io accetto che mia moglie, i miei figli, mio marito, i miei fedeli, il mio sacerdote siano fatti a immagine e somiglianza di Dio? E siano quello che devono essere, così come Dio li vuole e li ha pensati? Accetto ciascuno nella sua specificità oppure voglio che corrispondano all’immagine che io ho di loro? Io mi sforzo e mi sono sforzato di conoscere e di accettare mio merito, mia moglie, i miei figli così come sono, cioè come Dio li ha voluti gli ha pensati oppure ogni giorno è uno stillicidio perché siano come li voglio io? Perché corrispondano all’immagine di mio marito, di mia moglie, dei miei figli che io ho in testa? Nella tua testa quale immagine porti di tuo marito, di tua moglie? Ti sei messo a cercare l’immagine di Dio, l’immagine che Dio ha di loro; l’immagine che Dio ha in loro, oppure hai cercato la tua immagine in loro, cioè la tua idea? Peccato che l’idea, l’immagine che io ho di mio marito, di mia moglie non è reale: è solo nella mia testa, non esiste, esattamente come l’idolo, è morto, non c’è niente. Dice la scrittura: “ Non c’è alito di vita in lui… hanno bocca e non parlano, hanno mani e non palpano, hanno narici e non odorano e dalla gola non emettono suoni”. 

Questo è l’idolo, esattamente l’immagine della persona che ti vive accanto che tu hai nella testa: non esiste. Devi proprio raffigurarti come un idolo di pietra: è inesistente, non c’è: è un’immagine, ma la sostanza è pietra, non c’è vita. Sembra vivente, ma non c’è nulla perché è pietra scolpita, è pietra resa ad immagine, esattamente come la tua idea che è scolpita da te, ma non ha niente di vivo, non è reale. Io posso scolpire un uccello nella pietra, posso scolpire un toro, un cane, un’aquila ma quello non è un’aquila non è un cane, un toro, un uccello, un cane… è pietra. Io posso avere cento animali scolpiti nella pietra che sono tutti uguali, sono tutti pietra; cambia la forma che io ho dato, ma la sostanza è la pietra. E non si muovono, non c’è niente in loro: questa è la stupidità di chi è idolatra. 

Noi sappiamo che l’idolatria e la più grande tentazione dell’uomo, noi sappiamo che l’idolatria nella Scrittura è il peccato in assoluto più grave: non c’è peccato più grave dell’idolatria. Perché? Perché sostituisco la mia idea a Dio, all’immagine di Dio. E noi facciamo così con le persone che abbiamo accanto: quando non corrispondono all’immagine che noi abbiamo in testa, è guerra. Come si fa a non avere guerra? Bisogna essere quello che non siamo, che è una violenza pazzesca, pazzesca. 

Ad esempio, tu vedi un uomo che è cresciuto per tutta una vita in canotta, con l’infradito bianco e il pantalone bermuda, con il panino alla mortadella in mano che, a un certo punto, tutto d’incanto, te lo trovi con il mocassino tutto lucidato e bello nero, poi con il pantalone di lino stirato, una bella camicia, magari bianca, manica lunga risvoltata, anche quella misto lino-seta, e una fantastica cravatta, magari di Hermes. Fuori: 40 gradi… ma va bene, lui è lì che muore, sta morendo, però nella sua testa dice: “Piuttosto che discutere e piuttosto che sentirmi dire per la centesima volta le solite rampogne, guarda… vestimi tu! Come quando avevi dieci anni e giocavi con il Cicciobello, lo vestivi e lo pettinavi, ecco: va bene anche adesso che ne abbiamo cinquanta! Fai tu; disponi tu il mio guardaroba, decidi tu che cosa devo mettermi, scegli tu, fai tu. Anzi, ti dico anche che mi piace; basta avere un po’ di pace e non sentire sempre la solita questione”. 

E questo vale anche dall’altra parte: non vale solo da parte della moglie verso il marito… vale anche verso la moglie. Può valere anche al contrario: lui sposa lei, lei, magari, ha un certo gusto, è di buona famiglia e, dall’oggi al domani, improvvisamente, la trovi in giro vestita come una hippy e dici: “Ma ieri avevi una tata, anzi due perché una non ti bastava e adesso improvvisamente vivi come una hippy?”

È lo stesso discorso: non cambia niente, perché gli idoli sono da una parte e dall’altra! E nostro figlio, che non vuole andare in chiesa, noi cominciamo a metterlo sotto ricatto: “Vuoi uscire sabato sera con i tuoi amici? Vuoi uscire? Vuoi stare fuori fino alle quattro del mattino? Bene, potremmo anche accettare questa tua richiesta solo e solamente se tu il giorno dopo verrai a Messa con noi”. E il figlio dice: “Va bene… andiamo alla Messa…”. “Vuoi andare in vacanza con la tua ragazza al mare? Mah, ci potremmo pensare… magari tutto potrebbe essere facilitato dal fatto che mi prometti che prima di partire, o quando torni, ti confessi e poi, da qui a Natale, verrai a Messa con noi tutte le domeniche”. Noi sappiamo fare queste cose, tenendo il Rosario da una parte e questi abomini dall’altra. 

Questa è idolatria pura, oltre a essere una cattiveria senza confini; oltre a veicolare una immagine di Dio inqualificabile. Non c’è un termine per qualificare una immagine di Dio di questa portata, che genera una violenza, un odio… è sicuro che quella persona, appena lo potrà, non vorrà più sentire parlare di Dio per tutta la sua vita. Idoli; tutta idolatria! Non esiste la libertà, perché l’idolo non lascia liberi. “Conoscerete la libertà e la libertà vi farà liberi”, dice Gesù che è esattamente il contrario. L’idolo non lascia libertà, non lascia libertà di scelta: se non viene sfamato, è una catastrofe, perché l’idolo si nutre di sangue. Invece dovremmo lasciare libere le persone di essere se stesse. 

Noi diciamo di amare: dimostra, dunque, di amare; fai come la Vergine Maria. Secondo voi, la Vergine Maria come ha fatto con Gesù? E Gesù come ha fatto con la Vergine Maria? E san Giuseppe come ha fatto con Gesù e la Vergine Maria? Ognuno ha rispettato l’altro secondo l’immagine di Dio, secondo il compito affidato a ciascuno da parte di Dio. Un esempio? Quando perdono Gesù nel tempio, dopo averlo cercato per tre giorni, lo trovano e qual è la risposta di Gesù a Maria e Giuseppe? Andate a leggerla. Vedete? Questa è proprio l’immagine di una famiglia che non sapeva che cosa fosse un idolo. Noi avremmo reagito così? Noi figli avremmo fatto così? Noi papà e mamme avremmo fatto così? No! 

Quindi stiamo attenti agli idoli; stiamo attenti a che le persone non siano e facciano per far piacere a noi, mentre dentro sono esattamente l’opposto. Lo capirete dal fatto che proprio uno non ci riesce, non ci riesce, non ce la fa. È come costringere un muratore a fare il ballerino di danza classica; non è che uno sia meglio dell’altro, è che non è possibile. È come mettere una étoile a fare lo scaricatore di porto, piuttosto che il costruttore di strade: non è che lui sia meglio degli altri, è che non funziona, non è secondo la loro natura, capite? Non ci sono un meglio e un peggio, un bravo e un cattivo: c’è semplicemente che sono diversi, ognuno secondo la sua strada e dobbiamo imparare a lasciare essere gli altri per quello che sono, per quello per cui Dio li ha fatti, rispettando la loro libertà, anche la libertà di fare ciò che per noi è sbagliato, altrimenti noi creiamo idoli. 

Noi non vogliamo il bene dell’altro, noi vogliamo il nostro bene, quello che noi reputiamo essere bene. È un classico: il genitore che per trent’anni non va in chiesa, non si confessa, non prega, poi viene fulminato sulla via di Damasco, incontra la fede, quindi da quel momento tutti in famiglia devono pregare, digiunare, recitare il Rosario, fare la meditazione, partecipare ai ritiri spirituali, fare pellegrinaggi, andare a Messa tutti i giorni e via di seguito. Uno dice: “Scusami un momento: per trent’anni non abbiamo mai parlato di Dio e adesso, d’improvviso, tutti in ginocchio dalla mattina alla sera. Ma che cosa è cambiato? Dio esisteva anche prima!” — “Eh, è successo che io ho scoperto la fede…” — “Bene, tu, tu hai scoperto la fede. Vuoi vivere così? Fallo! Ma non è che, siccome tu hai scoperto la fede, anche io devo scoprire la fede…”

Vedete? Che cosa è cambiato in questo esempio? Il soggetto, ma non Dio. È cambiato il fatto che Tizio ha incontrato la fede. Va bene, ma non è che Tizio debba diventare la norma della vita delle persone: siccome prima non lo avevi ancora incontrato, allora si poteva fare tutto quello che si voleva; adesso che lo hai incontrato, dobbiamo stare tutti in ginocchio dalla mattina alla sera. Dove è scritta questa legge? Se è vero adesso, era vero anche prima e allora perché tu non lo hai fatto? Prima si poteva si poteva non fare, perché tu prima non lo facevi, adesso, siccome tu lo fai, dobbiamo farlo tutti. Allora la legge non è Dio, l’immagine non è Dio, sei tu! Ecco come si costruiscono gli idoli! 

Sì, lo so che questo discorso per qualcuno risulterà un po’ ostico da mandar giù, però è così, purtroppo è così. Quindi questi sono anche i tempi nei quali incontreremo la grande prova: il libro dell’Apocalisse è pieno di queste cose. E dove ci sono la persecuzione, l’emarginazione, la prigionia e la morte che cosa c’è anche? La costanza dei santi, di coloro che appartengono a Gesù, di coloro che obbediscono ai comandamenti, restano fedeli a Gesù verranno condotti fino al martirio, che si consacreranno al Cuore Immacolato di Maria. Ecco, vedete, vi prego e ti supplico, che questo giorno non si esaurisca nella salamella sulla brace, vi prego…non finisca tutto lì! Non si esaurisca nello stomaco e poi sappiamo dove va a finire… facciamo in modo che questo giorno, per chi è credente, sia una giornata bella, degna, ricca della presenza della Vergine Maria. Per l’amor del Cielo, ci sta anche una brace con una salamella in compagnia, certo, però che non si risolva tutto lì. Se sappiamo che a mezzogiorno abbiamo la sagra della salamella, ecco, magari riserviamo la mattinata per la preghiera, per stare con il Signore, per pregare la Vergine Maria, per godercela un po’, per stare un po’ davanti a lei, per chiedere la sua protezione, per partecipare alla Santa Messa e per recitare il Santo Rosario. 

Ecco io, di cuore, vi auguro una Solennità dell’Assunta bellissima e, anche se non vi posso vedere né incontrare, davvero su tutti voi chiedo a Dio una grande, grandissima benedizione.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Spero di incontrarci tutti, spiritualmente, alle 12, ovunque saremo, per rivolgere la Supplica alla Beata Vergine Maria

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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