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Le Passiflore Eucaristiche: Serva di Dio Teresa Neumann, parte 3

Le Passiflore Eucaristiche: Serva di Dio Teresa Neuman

Meditazione

Pubblichiamo l’audio del ciclo di meditazioni dal titolo: “Le Passiflore Eucaristiche: Beata Alexandrina Maria da Costa, Serva di Dio Teresa Neumann, Beata Anna Caterina Emmerick, Venerabile Marta Robin” di domenica 13 novembre 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

VANGELO (Lc 21, 5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione in formato PDF

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a domenica 13 novembre 2022.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo ventunesimo del Vangelo di san Luca, versetti 5-19.

È certamente un Vangelo bellissimo, affascinante: ci racconta l’atteggiamento corretto che dobbiamo avere nei confronti della persecuzione e del tradimento, dell’odio. Quando arriva a motivo di Gesù, tutto questo vale la pena di essere vissuto perché niente di ciò che si soffre per Gesù va perduto. Dico solo questo.

Proseguiamo con la nostra meditazione sull’esperienza di vita della Serva di Dio, Teresa Neumann. Siamo arrivati all’impressione delle stigmate e alla visione della Passione.

Pagg. 23-24

Dopo le prodigiose guarigioni e il sempre più scarso bisogno di nutrimento, che poi si ridusse alla completa abolizione del cibo, subentrarono improvvisamente, nella Quaresima del 1926, nuovi fenomeni: l’inizio delle contemplazioni storiche e, con la visione della Passione, l’impressione delle stigmate. Teresa non aveva alcuna idea della natura delle stigmate e non le aveva desiderate. Un tale desiderio, come ebbe a dire qualche anno dopo, le sarebbe apparso come una “presunzione peccaminosa”.

Questa particolare impostazione spirituale di Teresa Neumann si contrappone nettamente alla tesi dell’auto suggestione sostenuta da una certa corrente.

Dicevano questo anche di Padre Pio… Io ho sempre in mente questa espressione di Padre Pio, dettata dalla sua dotta semplicità, in risposta a quelli che dicevano che le sue stigmate erano di natura isterica: “Lei provi a pensare di essere un bue e vediamo se le spuntano le corna!”. Noi facciamo in fretta a dire tante stupidaggini solo perché non abbiamo fede e non riusciamo a pensare — non capire — che il Cielo e più grande della nostra testa.

Nella notte dal giovedì al venerdì, cioè tra il 4 e il 5 marzo 1926, standosene quietamente a letto senza pensare a niente di particolare e avendo financo dimenticato che fosse giovedì, vide improvvisamente Cristo inginocchiato nell’Orto degli Olivi e lo udì pregare. Ad un tratto Lui la guardò e nello stesso istante Teresa sentì al lato del cuore un dolore così acuto che credette di morire. Da quel punto dolente sgorgò allora sangue caldo che continuò a stillare fino al mezzogiorno del venerdì. Nei due seguenti venerdì la visione ricominciò e si estese fino alla flagellazione e alla coronazione di spine, mentre riprendeva a sanguinare il fianco. Il venerdì della Passione, 26 marzo 1926, Teresa vide la Crocifissione e la deposizione. La ferita al cuore sanguinò, e se ne apri una anche sul dorso della mano sinistra. La notte tra il giovedì e il Venerdì Santo 1926 Teresa vide per la prima volta tutta la Via Crucis, dal Monte Oliveto alla morte sulla croce. Fu chiamato Padre Naber che, per ogni evenienza, portò l’Olio Santo per darle l’Estrema Unzione. Egli così riferisce (Grenzzeitung, n. 89, 21 aprile 1926) 

“...Quando il Venerdì Santo dopo pranzo, assieme ad un altro sacerdote andai a trovare Teresa, lei giaceva come una martire, con gli occhi pieni di sangue, due strisce di sangue sulle guance, pallida come una moribonda”. Con l’aiuto della sorella Crescenzia, Teresa era riuscita, fino a quel momento, a tener nascoste le sue ferite ai genitori e a Padre Naber, benché il venerdì se ne fossero aperte anche una alla mano destra e due ai piedi.

Effettivamente, guardando la foto abbastanza famosa di Teresa Neumann che ho davanti a me e pensando che questa è solo una vaga immagine di quello che ha vissuto Gesù, c’è veramente tanto da riflettere su quanto la nostra vita è semplicemente lontana, semplicemente ‘altro’ rispetto alla Passione di Gesù.

Ma il Venerdì Santo, nel rifare il letto, non fu più possibile dissimulare le ferite. I genitori allarmati corsero da Padre Naber il quale, portandole la Comunione alla domenica di Pasqua, pregò loro di togliere le bende dalle mani e dai piedi e costrinse Teresa a mostrargli le ferite. A malincuore lei obbedì. “Lo spettacolo inaspettato colpì Padre Naber come aveva colpito i genitori il giorno prima e ce ne volle un bel po’ prima che riacquistasse la sua abituale calma(GERLICH 1, pag. 105). All’alba di Pasqua Teresa aveva visto il Salvatore risorto.

Si cercò allora, dapprima con mezzi empirici, poi con l’aiuto del medico, di far cicatrizzare le ferite. Il dott. Seidl di Waldsassen, visitando Teresa, costatò che la ferita al fianco era di 3 cm e mezzo e disse di non aver mai visto nulla di simile nella sua lunga pratica professionale. Prescrisse unguenti, applicò fasciature, ma, quanto più venivano curate, tanto più le ferite diventavano dolorose. Mani e piedi si gonfiarono. Teresa soffriva tanto che, tre uomini di Konnersreuth, vedendola, esclamarono: “Che tormento!” Lei allora pregò la piccola Santa Teresa di darle un segno: se le ferite dovevano essere curate con unguenti, bene; altrimenti chiedeva che il Salvatore rivelasse cosa si doveva fare (17 aprile 1926, ore 2 di notte). Ben presto si accorse che le bende si allentavano. Svegliò Crescenzia, che dormiva accanto a lei, e si fece togliere le fasciature. Col solito bastone, che serviva da segnale, svegliarono i genitori, i quali subito accorsi, videro che le ferite erano diventate d’un rosso chiaro, mentre sopra s’era formata una pelle trasparente, di modo che Teresa poteva di nuovo lavarsi le mani e i piedi. Il dott. Seidl rimase molto stupito della singolarità di quelle ferite che, lasciate stare, non s’infiammavano né suppuravano, ma, non appena medicate, provocavano atroci dolori. Egli allora rinunciò ad ogni ulteriore trattamento.

Anche in una situazione di dolore e sofferenza così gravi, Dio non fa male, mentre noi uomini facciamo male e, con il desiderio e il pensiero di aiutare, facciamo ancora più male perché siamo ciechi, profondamente stolti, interiormente rozzi e non conosciamo la via dello Spirito, quindi facciamo delle carità fuori luogo. Quante carità fuori luogo! Quante volte abbiamo le brutte abitudini di fare cose che non dovremmo mai fare, ma facciamo solo per il nostro star bene, per la nostra rassicurazione perché non sappiamo che cos’altro fare e pensare… che brutta cosa!

Le stigmate devono essere lasciate stare, non devono essere curate perché non sono di natura naturale e non si infetteranno mai, e mai diventeranno purulente. Sono i segni della Passione di Cristo e non hanno bisogno di niente, devono essere lasciate stare!

Per pudore e per evitare curiosità morbose, Teresa da allora usò guanti corti e senza dita e, in seguito, maniche molto lunghe che le coprivano le ferite. Questa ritrosia ad essere guardata con curiosità, accompagnò Teresa per tutta la vita. All’infuori del medico curante e dei familiari nessuno ha visto la ferita del fianco, se non a sua insaputa.

Sicuramente durante le estasi.

Pag. 25

La notizia di questi fenomeni si diffuse tuttavia con rapidità fulminea nella stampa di tutto il mondo, incanalando verso Konnersreuth interminabili colonne di persone. (…) Molti venivano per curiosità, ma, impressionati, finivano per recarsi in chiesa a pregare e a ricevere i sacramenti. Questo risveglio della fede era divenuto il compito missionario di Konnersreuth.

Pagg. 68 – 69

Per circa 700 volte nella sua vita lei ha sofferto la Passione del venerdì. In quei giorni c’erano migliaia di persone, e al Venerdì Santo addirittura più di diecimila, che sfilavano davanti al suo letto di dolore. Centinaia di migliaia videro perciò, per lo più in serio raccoglimento e spesso con profonda emozione, il quadro della Passione. Le nostre fotografie bastano a documentare la folla del Venerdì Santo e dimostrano come neanche la pioggia torrenziale facesse diminuire l’afflusso. Spesso la gente si fermava a pregare davanti alla casa. Alla vista del volto inondato di sangue e delle stigmate sanguinanti molti avevano le lacrime agli occhi e l’invito di Padre Naber di recarsi in chiesa a ringraziare il Signore e a fare la Via Crucis non restava mai inascoltato.

Perché? Uno potrebbe dire: “La gente va a vedere gli eventi miracolosi, straordinari; la gente è un po’ curiosa”. Può darsi, può anche essere che qualcuno l’abbia fatto con questo spirito, ma può anche essere che questo sia il segno che la gente, che tutti gli uomini cercano il soprannaturale, hanno bisogno di spiritualità. La gente cerca Dio, cerca il mistero, ciò che la supera, ciò che dà senso più nel profondo dell’uomo. E quando lo trova, la gente corre dove c’è Dio. Queste sono le prove. Allora, come oggi! 

“Non vediamo più tanta gente correre!” Forse perché non ci sono più testimoni come Teresa Neumann, come Padre Pio e molti altri. Voi credete che la gente non correrebbe se oggi Padre Pio fosse vivo? Ancora di più; io sono convinto che con i mezzi di comunicazione che ci sono, tutte le notizie raggiungerebbero il mondo in un istante e la gente accorrerebbe ancora più numerosa. Ma non perché Padre Pio è Padre Pio o Teresa Neumann è Teresa Neumann: queste persone hanno reso presente Gesù nella loro carne e la gente cerca Gesù, ha bisogno di Gesù e noi le diamo stupidaggini! Parliamo di tutto tranne che di Dio; facciamo discorsi religiosi senza nominare mai una volta il nome di Gesù, quasi avessimo vergogna di nominarlo. Non dimentichiamo mai che la gente cerca Dio e ha bisogno di questo mistero perché essa porta dentro un vuoto, una confusione che non sa come riempire e come calmare.

Pochi giorni fa è stato Halloween e mi ha colpito una persona che ha detto: “Sono qui per il ponte di Halloween”. Mai sentito che ci fosse il ponte di Halloween… e ho notato che in tanti hanno fatto notti di Adorazione Eucaristica, preghiere di Riparazione. Anche io nella mia vita sacerdotale ho proposto queste pratiche, Adorazioni, Riparazioni, ma in questi giorni mi sono chiesto: “Tutto questo è giusto e va bene, ma tutta questa gente, questi giovani che corrono dietro a zucche vuote e brutte e che per quella notte si riempiono di immagini, di disegni orripilanti, disgustosi e di morte, che cosa cercano? Perché lo fanno? Non sono mica tutti satanisti… ci saranno anche loro, ma non sono tutti così! Perché lo fanno?” 

Credo che sia un grido disperato di persone che cercano Dio ma non riescono a trovarlo e, quando non riesci a trovare Dio, vai dalla parte opposta, vai a cercare l’acqua dove non c’è. Quando c’è Dio non hai bisogno di nient’altro, ma quando Dio non c’è, uno impazzisce e allora fa queste cose che sono anche ridicole, se uno ci pensa: che cosa vuol dire una zucca vuota? A parte scimmiottare l’America, che cosa sono queste facce brutte? Tutti vediamo e capiamo che sono brutte, eppure qualcuno ne ha bisogno…

E allora mi dico che la Preghiera di Riparazione, le Adorazioni nella notte vanno bene, ma mi chiedo anche se queste persone non abbiano bisogno di vedere più cristiani veri, più sacerdoti veramente sacerdoti, più sacerdoti innamorati della loro vacazione, più ardenti di zelo, capaci di dire qualcosa di sensato quando parlano, capaci di dire qualcosa che tocchi il cuore, che faccia rientrare in se stessi, che spinga alla conversione, ad avvicinarsi a Dio; che faccia venire voglia di Dio.

Che bello quei sacerdoti, quei cristiani che, appena iniziano a parlarti, ti fanno venire voglia di Dio! È un po’ come quando uno è un po’ malato, è svogliato e non ha fame e chi gli sta vicino gli dice: “Pensavo di cucinare per te un buon risottino oppure una buona crema di asparagi bella calda con un po’ di formaggio…” Subito viene voglia di mangiare! Allo stesso modo, al vedere certe famiglie, certi sacerdoti, certi cristiani così innamorati di Dio — ci sono e non sono pochi — viene il desiderio di avere la stessa pace, lo stesso raccoglimento, la stessa interiorità e bellezza, così ci si chiede perché non si possano avere. Magari poi uno si fa avanti, chiede aiuto e viene a sapere che nel tal posto c’è un bravo sacerdote e da cosa nasce cosa perché si ha bisogno. 

Così i bravi sacerdoti non si annoiano mai e, aggiungo, si riposano poco perché non c’è tempo, perché sono ‘mangiati’ dalle persone che, poi, dal canto loro potrebbero anche ricordare che questi poveri sacerdoti non sono ancora dotati di natura angelica e hanno dei bisogni primari…

Però questo ci dice che c’è voglia di Dio e allora, mi viene da pensare che in quella notte, invece di chiuderci nelle chiese, avremmo dovuto uscire anche noi e stare in mezzo a questa gente come testimoni per dire che effettivamente esiste un ‘oltre’ che però non è la morte, che non è il diavolo, che non è il brutto, ma è Dio che è Bellezza, Padre, Vita! 

Vi confesso che ultimamente mi piace ascoltare ogni tanto i predicatori americani — dicono cose molto interessanti e anche vere; poi ci sono anche cose che non vanno bene e bisogna saper distinguere — protestanti e pentecostali, figure un po’ carismatiche… Sono rimasto colpito a vedere quanta gente c’è ad ascoltarli: io li ascolto mentre faccio i miei mestieri, mentre metto in ordine la mia camera e quando mi è caduto l’occhio sul video, son rimasto stupito dal numero delle persone… non so dirvi la quantità impressionante di persone! E il predicatore, un laico o forse un pastore del loro credo religioso avrà nominato Gesù Cristo trenta volte in tre minuti, ha continuato a parlare solo di Lui… ma per sentire parlare di Gesù, io devo ascoltare un predicatore americano? E apriva il Vangelo, spiegava il Vangelo di Gesù (certo, con tutti i limiti del caso…) e nominava Gesù. E io? Quando è stata l’ultima volta che ho sentito parlare di Gesù, che ho sentito nominare Gesù? È strano che debba essere un predicatore protestante piuttosto che pentecostale a venirmi a parlare di Gesù! Fa riflettere, no? 

E poi quanti ragazzi giovani che c’erano! Ma quanti! Tanti, tanti, tanti… E a un certo punto, con un tipico modo di fare enfatico e pittoresco, con una affascinante capacità di predicare che deriva dalla profonda convinzione circa quello che questi predicatori affermano, lui dice: “Adesso apriamo la Bibbia! Avete la vostra Bibbia? Alzate la mano tenendo in mano la vostra Bibbia e fate vedere che avete la vostra Bibbia!” E allora la telecamera si gira e si vede un grande quantità di persone che prendono e sollevano tutte la medesima Bibbia: sono tutte uguali e tutte hanno lo stesso formato dello stesso colore. E si vedono tutte le mani alzate con in mano la Bibbia… tutti compostissimi, non c’era una mosca che volava, non un fiato… un silenzio incredibile! Tutti seduti uno vicino all’altro con le mani alzate con la Bibbia! Se in chiesa io dovessi dire: “Alzate la Bibbia, il Vangelo che avete con voi!”? (noi dovremmo avere sempre il Vangelo con noi). Meglio non fare questo esperimento! “Prendete il Rosario che avete in tasca e alziamolo!” Quanti alzerebbero la mano? (a partire dall’altare). Quanti alzerebbero la mano? 

Ebbene: là tutta la gente alzava la mano! Io ero lì incantato, sospendendo le mie pulizie — anche i miei acari saltavano tutti felicissimi a quella vista, si sono detti: “Olé, abbiamo guadagnato 24 ore di vita!” — io ero fermo e immobile che guardavo estasiato da questa scena e mi dicevo:” Pensa un po’! Incredibile! E noi che abbiamo Gesù Eucarestia, vivo, realmente e sostanzialmente presente nella Eucarestia siamo lì come quattro scorfani che… beh, lasciamo perdere!” Io non ho bisogno di Halloween: basta andare fuori da una chiesa alla domenica e più o meno vediamo Halloween… maschere di morte, vuote, tristi che fanno dire:” Da dove vengono questi? Dove sono andati?”

Poi, a un certo punto del suo intervento, il predicatore ha detto: “Adesso chiudete tutti gli occhi e raccoglietevi in un profondo silenzio per ascoltare Gesù che vi parla”. La telecamera si è girata e ha inquadrato tutte le persone in silenzio con occhi chiusi, testa reclinata sul petto, fermi e immobili. “No, ho detto, non è possibile!” Ma facciamolo nelle nostre chiese e vediamo che cosa succede… facciamolo… ma non lo si fa, non ne siamo capaci! 

E poi si vedeva che quelle erano persone esperte di queste cose, lo si vedeva da come erano atteggiate, dal senso del silenzio… si vedeva che il loro corpo era abituato a raccogliersi perché non si può recitare in questa cosa: o sei capace o non sei capace e, se sei capace, è perché lo fai con abitudine, se no, non ci riesci. Beh, devo dire di essere stato molto colpito e tutto questo mi ha fatto riflettere tanto.

Noi siamo sempre rinchiusi nelle nostre quattro mura tra di noi, sempre pronti a puntare il dito contro gli altri, contro i loro errori. Ma noi che testimonianza diamo? Noi, che abbiamo vergogna di fare un segno di croce prima di mangiare, che cosa siamo davanti a questo mondo?

Oggi le stigmate e i segni della Passione mi hanno un po’ ‘rapito’!

Domani vedremo i Carismi e i rapporti mistici con il Santissimo Sacramento dell’altare, molto belli!

Quindi, guardate: impariamo ad andare incontro agli altri… permettetemi se ve ne dico ancora una, ma questa cosa mi fa molto soffrire perché fuori c’è molta gente che ha bisogno, ci sono tante persone che non sanno distinguere la destra dalla sinistra, che non sanno neanche dire il Rosario o, addirittura, l’Ave Maria, però cercano, hanno fame, hanno sete! 

L’inganno del diavolo che sento spesso è quello per cui ‘dobbiamo vivere la nostra fede all’interno perché se la viviamo all’esterno è ostentazione’ oppure ‘se la viviamo all’esterno, poi sembriamo tutti una massa di plagiati e cerebrolesi che fan tutti le stesse cose!’ 

Guardate: vedere quelle immagini di persone che vivevano profondamente la loro fede con in mano la stessa Bibbia dello stesso colore e dello stesso formato, a me non ha dato l’ impressione né di ostentazione, né di ‘cricca’, né di ‘setta’. A me ha dato l’impressione di gente convinta.

Perché, se io vivo la mia fede anche esternamente, devo essere accusato di ostentazione e non dal mondo, ma da noi? Perché ricevere la Comunione in ginocchio e in bocca è ostentazione? Chi lo ha detto? Dove è scritto? Perché andare in giro con un crocefisso bello, decoroso appeso al collo è ostentazione? Chi lo ha detto? Dove è scritto? Non è vero! 

Perché, se io dico il mio amore per Gesù anche attraverso dei segni, anche attraverso il mio corpo, è ostentazione? Del resto l’amore si manifesta con i segni e con il corpo. Il bacio di un fidanzato alla sua fidanzata è ostentazione? È amore! È il bisogno irrefrenabile di dire un’appartenenza. Quindi, siccome è ostentazione… tutto dentro! Il crocefisso dentro, la nostra devozione vissuta intimisticamente e possibilmente ognuno diversamente dall’altro perché altrimenti sembra che siamo come i fratellini, le sorelline e gli amichetti che fan tutti le stesse cose! Chi lo ha detto? Se siamo figli dello stesso Padre! Siamo fratelli ed è ovvio…

 La Madonna alle Tre Fontane lo ha detto chiaramente: “Si deve vedere che siete preti! La gente ha bisogno di vedervi!” e io aggiungo che si deve vedere che sei un cristiano! 

Nei miei viaggi in treno mi è piaciuto molto vedere un ragazzo seduto che, stranamente, non aveva in mano né cellulare, né iPad, né computer, ma la Corona del Rosario. A me non ha creato alcun pensiero strano, né di imbarazzo, né di ostentazione, assolutamente: una immagine bellissima che mi ha colpito tanto. 

Impariamo a non aver paura di testimoniare la fede e impariamo a non vergognarci mai di Gesù Cristo, e questi crocifisso!

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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