La preghiera esicasta: la preghiera del cuore – Terza e ultima parte

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 24 marzo 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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LA PREGHIERA ESICASTA: LA PREGHIERA DEL CUORE – 3° parte

Eccoci giunti a mercoledì 24 marzo 2021, vigilia dell’Annunciazione che celebreremo domani, questa grande festa che ci ricorderà l’Annuncio felicissimo e meraviglioso dell’Arcangelo Gabriele a Maria Santissima: 25 marzo – 25 dicembre. Il Vangelo di oggi, tratto dal cap. VIII, vv 31-42 di San Giovanni, è un Vangelo per certi versi molto triste.

“Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto”

Sappiamo bene che tutta la disputa tra Gesù e questi che gli “hanno creduto” riguarda la “Paternità”. Hanno due padri diversi, e sappiamo bene come finisce questa discussione, finisce con Gesù che dice loro chi è il loro padre, cioè il diavolo, omicida fin dal principio, padre della menzogna. Ma loro non si lasciano minimamente scalfire da questa Parola di Gesù. Sarebbe stato bello che fossero stati loro a farsi la domanda.

“Anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro”

“Voi fate le opere del padre vostro”

Che non è Dio.  Uno si sarebbe dovuto fermare e dire: “Ma di quale Padre sta parlando? A chi sta facendo riferimento?” perché le parole di Gesù vogliono dire: “Voi fate quello che avete ascoltato dal padre vostro, che è cercare di ammazzare Gesù e vivere nel peccato”. Vogliono uccidere Gesù perché Gesù dice la Verità, perché Gesù chiama le cose col loro nome. Noi dobbiamo stare lontani da uno stile di vita simile a questi personaggi che avevano creduto; di fatto hanno creduto all’apparenza, hanno creduto con una fede immatura, instabile che non ha portato nessuna vera conoscenza, nessun vero cambiamento interiore. Tutto si gioca su questo tema della Verità e della Paternità.

Chi è tuo Padre? Quale Padre noi ascoltiamo? Questo è importante.

Andiamo avanti con il nostro bellissimo testo del prof. Larchet che ci sta facendo apprezzare la preghiera del cuore, la preghiera di Gesù, la preghiera esicasta e stiamo capendo perché si chiama così. Siamo arrivati al terzo punto. Abbiamo affrontato il metodo psico-fisico che insegna, aiuta, consente, è un suggerimento per pervenire più facilmente a circoscrivere l’incorporeo, scrive San Giovanni Climaco, nella dimora corporea.

“3) Il metodo psico-fisico consiste, infine, nell’unire lo spirito al respiro e nello spingerlo a entrare con esso nel petto fino al luogo del cuore. San Niceforo il Solitario consiglia: «Raccogli il tuo spirito, introducilo – dico il tuo spirito – nelle narici; è il cammino che prende il respiro per andare nel cuore. Spingilo, forzalo a discendere nel tuo cuore mentre l’aria viene inspirata». E san Callisto e sant’Ignazio Xantopulo raccomandano: «Raccogli il tuo spirito fuori del suo turbinio abituale e il suo errare. Spingilo dolcemente all’interno del cuore con l’inspirazione. E conserva in esso la preghiera: “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me”».  Notiamo che questa tecnica dev’essere in ogni caso praticata sotto la direzione di un padre spirituale esperto, perché, nel caso contrario, rischierebbe di introdurre attraverso il corpo e la psiche gravi turbamenti.”

Finché si tratta, come vi ho detto ieri, di fare qualche esperimento per fare la preghiera del cuore, non ci sono grossi problemi, ma se pensiamo di assumere questa preghiera in modo costante, se dopo qualche piccolo esperimento ci troviamo bene e vogliamo assumerla in modo costante, il testo ci dice che è meglio essere condotti da un Padre Spirituale esperto. Questo vale, in generale, per tutto: è sempre meglio nella vita spirituale avere qualcuno che ci conduce e non muoverci da soli mai, perché può essere molto pericoloso.

Perché pericoloso? Pericoloso perché si può finire negli estremi, si può finire a pensare che è bene ciò che è male, o di essere in grado di portare 100 kg invece di 20 kg. Il Padre Spirituale è colui che ti può dare le giuste indicazioni, e bisogna essere tanto umili e fidarci.

“Dopo aver presentato i principi del metodo psico-fisico, occorre sottolineare che questo non è assolutamente indispensabile e non ha che un ruolo ausiliario. I Padri gli attribuiscono un ruolo essenzialmente propedeutico e lo consigliano soprattutto ai principianti. Essi riconoscono che si può giungere allo stesso risultato per altre vie. Per questo, san Niceforo il Solitario, uno dei principali promotori di questo metodo, così scrive: «Se, malgrado tutti gli sforzi, tu non arrivi a penetrare nelle parti del cuore seguendo le mie indicazioni, fa’ come ti dico e, con l’aiuto di Dio, raggiungerai il tuo scopo [.  .. ]. Dopo aver bandito dalla ragione ogni pensiero (tu puoi, basta volerlo) da’ ad essa il “Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me” e costringila a gridare interiormente, escludendo ogni altro pensiero, queste parole. Quando, con il tempo, tu sarai padrone di questa pratica, essa sicuramente ti aprirà l’ingresso del cuore, così come ti ho già detto». In ogni caso, nessun metodo potrebbe essere considerato una tecnica suscettibile di produrre da sé effetti spirituali, i quali possono essere il frutto solo della grazia divina. Ciò che importa per ricevere questa grazia, sono la fede e il fervore che l’uomo manifesta verso Dio nella sua preghiera, non il metodo in sé, che è solo un aiuto il cui ruolo si limita a facilitare l’attenzione.”

Per poter fare la preghiera del cuore, c’è questo metodo, ci sono queste indicazioni, ma le condizioni essenziali sono la fede e il fervore.

“Il metodo fisico facilita l’accesso dello spirito al cuore, ma non per questo lo rende più facile. Non in tutti i casi, e anche dopo molto tempo, e dopo molti esercizi, si può giungere a pregare continuamente e in maniera pura nel cuore; occorre altresì precisare che questa è una grazia alla quale accedono solo pochi spirituali, appena un paio per generazione, afferma sant’Isacco il Siro.”

Non è detto che si possa giungere a pregare continuamente e in maniera pura nel cuore.

“La preghiera di Gesù, infatti, è indissolubilmente legata all’insieme della vita ascetica, di cui essa è sia lo scopo che il fine. In quanto modo di pregare, essa ne è, come ogni altra forma di preghiera, anche la condizione. In quanto questa è, in tutta la sua perfezione, preghiera pura permanente, presuppone al contrario come condizione tutta una vita ascetica; esige che siano state superate con successo tutte le tappe della prâxis. Riguardo a queste condizioni spirituali, il metodo psico-fisico è del tutto accessorio: esso non avrebbe nessuna utilità se queste non fossero messe insieme. Tra le condizioni che devono necessariamente accompagnare la preghiera di Gesù, occorre citare in primo luogo la vigilanza, che esamineremo in seguito, per mezzo della quale si compiono allo stesso tempo la custodia del cuore e quella dello spirito, la cui funzione è rispettivamente quella di purificare il cuore da ogni pensiero passionale, e quella di purificare lo spirito da ogni rappresentazione (immagine o pensiero) estranea al contenuto stesso della preghiera. Occorre citare anche la compunzione, l’umiltà e l’amore di Dio, ai quali i Padri riconoscono un ruolo essenziale e indispensabile. Bisogna, però, sottolineare che la pratica della preghiera di Gesù: esige nello stesso tempo che sia condotta la lotta contro tutte le passioni fino all’impassibilità e che correlativamente siano praticate tute te le altre virtù. In altre parole, tale preghiera è indissociabile dalla pratica attiva di tutti i comandamenti divini.”

Abbiamo finito questa parte sulla preghiera del cuore, quindi adesso avete tutte le informazioni necessarie per poterla vivere, e vi auguro di cuore di prepararvi bene alla festa di domani. E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Mercoledì della V settimana di Quaresima (Anno B)

VANGELO (Gv 8,31-42)
Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

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