I tratti dell’infanzia spirituale

Infanzia spirituale

Omelia sulle letture di martedì 27 ottobre 2015

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture della S. Messa del giorno.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Testo della meditazione

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I tratti dell’infanzia spirituale

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Credo che la chiave di volta per comprendere questo Vangelo di San Luca, questi pochi versetti che abbiamo appena letto, stia nel canto al Vangelo dove si dice: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno!”

Chi sono i piccoli, ai quali Gesù, nel capitolo XI di Matteo, fa riferimento?

I piccoli non sono i bambini, non intende i piccoli di età, ma intende i piccoli nello spirito, quelli che sono interiormente piccoli.

Quali sono le caratteristiche dell’infanzia spirituale, tanto cara a Santa Teresa di Gesù Bambino?

Beh, innanzi tutto l’umiltà, perché un’anima superba respinge da sé la grazia di Dio.

L’anima che sa tutto, che crede di sapere tutto, l’anima tronfia di sé, l’anima saccente, l’anima che si autocompiace, l’anima piena di sé stessa, inebriata di se stessa, non potrà mai conoscere i misteri del Regno di Dio, perché vede solo sé.

I piccoli sono coloro che vivono completamente affidati nelle braccia del padre e della madre, quindi il piccolo del Regno di Dio è colui che ha come unico rifugio, conforto e sostegno, Gesù.

È colui che non fonda le sue certezze su sé stesso, che sa vivere una vita di fede, e vivere una  vita di fede vuol dire, come dice la Lettera agli Ebrei, “spem contra spem”, cioè sperando contro ogni speranza.

È colui che, nonostante quello che vede o quello che teme, quello di cui ha paura, quello che immagina che accada, va avanti, perché spera contro ogni speranza.

Questa espressione della Lettera agli Ebrei è usata in riferimento ad Abramo, quando va sul monte ad offrire in sacrificio Isacco.

I piccoli sono così!

Vivono con questa speranza, che poi si declina nelle scelte quotidiane di ogni giorno, se noi decidiamo o no di fidarci della Legge di Dio, dei Dieci Comandamenti, se noi decidiamo di storpiarli, di piegarli, di interpretarli a nostro uso e consumo, oppure di fidarci della verità che hanno scritta dentro di loro, e non di dire: «Dicono così ma io faccio cosà».

I piccoli dell’infanzia spirituale di Teresa (questo emerge notevolmente dagli scritti e dalle memorie di Teresina) vivono di giustizia e di verità, due virtù, due realtà, che vanno assolutamente di pari passo.

Teresa, quando è maestra delle novizie, appare come una persona fortemente giusta, fortemente vera, che per nessuna ragione al mondo è disposta a fare un passo indietro rispetto alla verità.

Infatti, fortemente giusta, fortemente vera, fortemente buona, amabile, ma dove queste tre dimensioni non entrano mai in conflitto, come invece è per noi, per cui, per noi, essere buoni vuol dire necessariamente essere un po’ meno giusti e un po’ meno veri.

Per noi essere buoni vuol dire chiudere gli occhi sulla giustizia e sulla verità, ma non esiste carità, come dice San Paolo, senza la verità! Non c’è!

La carità si fonda sulla verità, altrimenti non è carità ma egoismo mascherato, è una finzione, un’ipocrisia, ma non è carità.

Quindi, in questa messa votiva, abbiamo bisogno di chiedere ai Santi Angeli la grazia di percorrere costantemente e quotidianamente questa strada dell’infanzia spirituale, la grazia di non spaventarci se, come dice il salmo, vediamo l’ampio trionfante ergersi come cedro rigoglioso, perché tanto il salmo dice che poi sono passato e più non l’ho trovato, l’ho cercato e più non c’era.

Quindi, capite che il tempo passa e di fatto le nostre opere vengono tutte a galla e, se seminiamo vento, non raccoglieremo mai frutta, raccoglieremo sempre tempesta.

Se seminiamo nella falsità, nell’ambiguità, nella mancanza di vera carità, non porteremo mai a casa una vera intimità con Gesù, perché il centro di tutto è questo, è l’amicizia con Cristo, dice Santa Teresa d’Avila.

Il fulcro di tutto è l’amicizia con Gesù e Gesù è Verità suprema, Giustizia suprema, Misericordia suprema, che stanno tutte dentro insieme, senza entrare in conflitto, perché una vive dell’altra.

Chiediamo agli Angeli questa grazia di condurci su questa strada con coraggio, con zelo, con audacia, con voglia di esserci!

Dove?

In cielo, un giorno, confidando tanto che, vivendo così, viviamo esattamente con gli stessi sentimenti di Cristo.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

 

Letture del giorno

Prima lettura

Rm 8,18-25 – L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.
L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati.
Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Salmo responsoriale

Sal 125

Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

Canto al Vangelo

Mt 11,25

Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

Vangelo

Lc 13,18-21 – Il granello crebbe e divenne un albero.

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

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