Scroll Top

La conversione nasce da un cuore trafitto

Noli me tangere

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di martedì 29 marzo 2016.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

NOVITA’: I file audio delle omelie da oggi sono più piccoli e possono essere facilmente condivisi con WhatsApp!

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione

La conversione nasce da un cuore trafitto

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

In questi giorni dell’ottava di Pasqua siamo chiamati a riflettere sull’evento pasquale appena celebrato e questa lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, ci dà alcune indicazioni, la prima è questa: anche noi, e se sì, quante volte, ci sentiamo trafiggere il cuore, come è scritto negli Atti degli Apostoli?

All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?»”

Non si possono fare opere di conversione se non ci sentiamo, se non abbiamo, il cuore trafitto, che vuol dire se non abbiamo un cuore sensibile, un cuore che ascolta, che accoglie. Così, infatti, conclude questa Parola: “Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati”.

Il cuore trafitto è un cuore amante, è un cuore disposto ad amare, che vuole amare. Non è un cuore sentimentale, ma è un cuore volitivo, è un cuore che cerca Dio, che vuole l’incontro personale con Dio, altrimenti non è possibile la conversione.

Quella conversione è solamente un’apparenza, è un moto primo, è un sentimento che dura quanto dura, qualche giorno, qualche mese, ma, alle prime difficoltà, ai primi sconquassi della vita, alle prime persecuzioni, quella fede, quella conversione, crolla miseramente, perché non è fondata su un cuore trafitto.

Noi siamo chiamati ad avere il cuore trafitto esattamente come Gesù ha avuto il cuore trafitto per noi. Il cuore trafitto ce l’ha chi apre le braccia alla Volontà di Dio.

Tra pochi giorni siamo già nella Novena della Divina Misericordia, tra pochi giorni, domenica prossima, celebreremo questa grande e importante Festa della Divina Misericordia, voluta da Gesù in persona, che ha richiesto Lui a Santa Faustina Kowalska.

È importante in questi giorni preparare una santa confessione, perché se no non si può ricevere l’indulgenza plenaria che verrà data.

Una delle condizioni vincolanti perché l’indulgenza plenaria venga presa, o lucrata, un tempo si diceva così, è che ci sia il distacco affettivo, non ci sia nessun attaccamento affettivo neanche al più piccolo peccato veniale, cioè vuol dire che devo detestare ogni più piccolo “No” a Dio, ogni ribellione a Dio, ogni infrazione alla Legge di Dio; la devo detestare, cioè interiormente non devo essere attaccato. Se nel cuore porto rancore, rabbia, odio, cattiveria, progetti malvagi, ecco, posso fare tutte le opere richieste ma non riceverò l’indulgenza plenaria.

Quindi bisogna preparare una vera, bella confessione, fatta bene. Bisogna vivere bene questi giorni per poter anche noi chiedere al Signore la grazia di avere un cuore trafitto, per poter ricevere la Sua Misericordia, di cui abbiamo bisogno, che non è un velo caramelloso che si stende sulle nostre piaghe e le lascia così come sono, non è dire: «Sì, tutto va bene, tanto Dio mi perdona», non è il lasciapassare per portare avanti le nostre nequizie.

La Misericordia di Dio si inserisce dentro un processo di verità; verità e carità vanno sempre insieme, dice la Scrittura.

Noi faremo l’adorazione eucaristica tutta la notte, alla quale vi invitiamo caldamente, qui o altrove, non ha importanza dove uno va, l’importante è andare, è attendere, è pregare, è vegliare, è stare davanti al Santissimo Sacramento.

Allora, anche noi quella notte siamo chiamati a stare, come Maria Maddalena, vicino a Gesù, a piangere; per tante ragioni siamo chiamati a piangere, a piangere i nostri peccati, a piangere tutti i “No” detti a Dio, a piangere di ringraziamento per quello che Gesù ha fatto per noi e continua a fare per noi, a piangere per supplicare il Signore Gesù affinché ci cambi il cuore.

Quanto siamo lontani da questo cuore trafitto di Maria Maddalena, quanto siamo lontani da questa devozione vera e calorosa verso Gesù!

Spesse volte il nostro pregare è freddo, freddo, lontano da Dio, un pregare meccanico, sterile, un pregare che non ci cambia niente; infatti, noi andiamo avanti sulla nostra strada. Diciamo le nostre preghiere ma nel concreto nulla cambia mai, siamo quelli di un anno fa.

La Quaresima non è che è morta e sepolta…

La Quaresima, che abbiamo appena finito con il Giovedì Santo, che frutti ha portato? In che cosa siamo cambiati?

Spesse volte facciamo sei propositi per la Quaresima e arriviamo alla fine della Quaresima che non ne abbiamo mantenuto neanche uno, così un’altra Quaresima è stata buttata via. Perché?

Perché è un moralismo, capite?

È un fare le cose perché bisogna farle, perché ci dicono che le dobbiamo fare, ma non capiamo perché le facciamo.

Siccome noi non sentiamo di aver bisogno di convertirci, perché siamo già perfetti, va già bene così, allora ci limitiamo nella Quaresima a svuotare la pancia, a non mangiare i dolci.

Come se seguire Gesù fosse un programma dietetico, ma seguire Gesù non è un programma dietetico! Seguire Gesù è un programma di vita e di pensiero, è una rivoluzione copernicana della mente e del cuore, cioè vuol dire della progettualità e dei tuoi affetti. Questo è seguire Gesù!

Seguire Gesù vuol dire cambiare dentro profondamente, radicalmente, far diventare

“No” i “Sì” di un tempo, e “Sì” i “No” di un tempo.

Allora, anche noi, come Maria Maddalena, speriamo di poter avere questo incontro con Gesù.

Pensate che bello per questa donna sentirsi chiamare per nome dal Risorto: «Maria!»

Che bello!

L’unico che può dire, a pieno titolo, il nostro nome, perché per quel nome Lui è morto, l’unico; l’unico, la cui voce è capace di far risorgere qualunque cosa in noi, chiamandoci per nome.

Che la Madonna e che Santa Maria Maddalena ci concedano la grazia di poterci sentire chiamare per nome da Gesù anche noi, di poter avere un incontro vero con Gesù, e quando ci accostiamo all’Eucarestia chiediamo a Gesù la grazia di avere un cuore trafitto per Lui.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

Letture del giorno

Prima lettura

At 2,36-41
Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo.

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro diceva ai Giudei: «Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!».
Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Salmo responsoriale

Sal 32

Dell’amore del Signore è piena la terra.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.

Vangelo

Gv 20,11-18
Ho visto il Signore e mi ha detto queste cose.

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Post Correlati