Gesù vuole il primo posto

Bimbo

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 4 novembre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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GESÙ VUOLE IL PRIMO POSTO

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Eccoci giunti a mercoledì 4 novembre 2020, abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi tratto dal cap. XIV, vv 25-33 di San Luca. Oggi ricordiamo in modo particolare anche San Carlo Borromeo, Vescovo di Milano, una figura meravigliosa che ha veramente messo Gesù al primo posto, il Vangelo di oggi ci dice proprio questo, ci dice che Gesù si volta, si gira verso questa folla numerosa.

“Egli si voltò”

Gesù non cerca le folle, a Gesù non interessano i numeri, non interessa la quantità ma la qualità. Quindi Gesù si volge alla folla numerosa e dice qualcosa che uno non avrebbe mai dovuto dire perché vuol dire perdere pubblico, ma a Gesù non interessa il pubblico, gli interessa dire la verità.

“Egli si voltò e disse loro: Se uno viene a me e non mi ama più di quanto

Non dice:

“Non mi ama al posto di, non mi ama e non deve amare gli altri..”

No, quasi a dire:

“Ami pure, ma a Me deve amarmi di più”

Questo è il concetto di fondo:

Gesù vuole essere amato più di tutti gli altri. Non ci possono essere rapporti più importanti di Gesù.

«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.»

Nulla può essere amato più del Signore.

Questo è importante perché ci fa ragionare tutti, se noi veramente possiamo dire di amare Gesù al di sopra di tutti e di tutto, addirittura della nostra vita.

Amare il Signore più di tutti e di tutto anche più della mia vita vuol dire credere nel suo messaggio, credere nel Vangelo. E credere nel Vangelo vuol dire metterlo in pratica in tutta la mia vita e in tutta la mia persona, non in un solo dettaglio, non in un solo momento quando vado in chiesa o quando prego, tutta la persona deve essere messa a posto. E’ una vita che ha bisogno di essere totalmente reimpiegata e reinvestita su Gesù, come ha fatto San Carlo Borromeo che ha fatto della sua vita un “tutto” per Gesù, e questo lo si capisce da quando vado a fare la spesa fino a quando vado in Chiesa. Poi bisogna portare la propria croce.

  • La propria croce che cos’è?

Tutto ciò che ci fa soffrire, tutto ciò che è una contraddizione, che è peso, ingiustizia, ognuno ha la sua, c’è chi ha più croci spirituali, chi più fisiche, corporali, ma pur sempre tutti abbiamo delle croci, e questa croce va presa, bisogna prenderla e portarla dietro al Signore. Ribellarsi alla croce di fatto vuol dire non credere. Se noi crediamo poi Gesù fa veramente dei miracoli incredibili, se crediamo veramente fino in fondo, e quando noi diamo dieci a Gesù, Gesù ci dà mille. Se vogliamo essere suoi discepoli dobbiamo essere pronti a prendere la croce che ci dà Lui e non quella che vogliamo noi, dobbiamo essere pronti a rinunciare a tutto, agli affetti, alla vita, agli averi, questo non vuol dire che quindi tutti dobbiamo svuotare il conto in banca, piuttosto che vivere sugli alberi come San Giovanni Battista, mangiando miele selvatico e locuste, no, non è questo quello che ci viene detto. C’è una priorità, dobbiamo rispettare la priorità. C’è una supremazia, dobbiamo rispettare questa supremazia e mettere Gesù al suo posto.

  • Qual è?

Il centro, il primo tra tutti, il primo tra i pari. Il primo tra i pari non nel senso che Gesù è pari con tutti gli altri nostri affetti, ma siccome noi mettiamo Gesù tra i nostri pari perché noi viviamo il rapporto con Gesù come se fosse il rapporto con Tizio, con Caio e con Sempronio, questo modo di rendere Gesù il nostro “amico” ce lo fa mettere tra i pari, che è sbagliatissimo, perché Gesù non può stare in rapporto con nessuno, Gesù è Gesù. Tra questi pari con i quali noi siamo abituati a metterlo più o meno in contrasto o in armonia, deve saltare fuori da questo quadro, che Gesù non può stare tra i nostri pari, perché Gesù non è pari a nessuno e nessuno è pari a Gesù, quindi se Gesù non è pari a nessuno, Gesù non può essere messo accanto a nessuno, Gesù deve stare sopra a tutto e a tutti.

Con questo bellissimo Vangelo vi auguro una giornata santa e vi auguro di viverla proprio bene, in onore del Signore.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

San Carlo Borromeo

VANGELO (Lc 14,25-33)
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

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