Venite a Me…!

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di mercoledì 9 dicembre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VENITE A ME…!

Eccoci giunti a mercoledì 9 dicembre 2020, abbiamo appena ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal cap.XI, vv 28-30 di San Matteo. Il Signore ci invita ad andare da Lui come siamo, stanchi e oppressi, con tutte le nostre stanchezze e oppressioni, psicologiche e fisiche, perché Lui è il nostro ristoro.

“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”

Dobbiamo imparare da Lui.

  • Che cosa?

La mitezza e l’umiltà. Solo la mitezza e l’umiltà ci possono dare la vera pace, quel ristoro che tanto cerchiamo e del quale tanto abbiamo bisogno. Anche oggi vorrei continuare la nostra meditazione, la nostra lettura sul testo di Don Dolindo, sull’Epistolario 7°:

“Lettere scelte ai Sacerdoti”

Stiamo leggendo questa bellissima lettera del 26 novembre 1961 sul valore della preghiera, rimango qui ancora un po’ perché mi sembra un testo che attraverso le parole di Gesù, don Dolindo ci spiega il valore della preghiera.

Gesù dice:

“Eppure la preghiera è una grande forza. Dio creò l’uomo a immagine e somiglianza sua e gli donò i raggi della sua infinita vita, infinita potenza, infinita esperienza e infinito amore. L’uomo, creatura limitata, diventa potente per la preghiera, sapiente per la contemplazione, che è preghiera più alta, e diventa amore per il cuore che pregando ama, meditando si eleva, contemplando si congiunge a Dio.”

Questo stare davanti a Dio non facendo altro che guardarlo, adorarlo, amarlo, e quindi congiungendosi a Lui.

“Dio tutto creo‘ con una parola onnipotente: fiat; creò tutto per me, Verbo suo e lode sua infinita, e donò alla sua creatura una parola che opera nella preghiera, che è verbo della mente, che è ordine nelle attività, che è amore nel cuore.”

Una preghiera potentissima, che si fonda sull’Incarnazione. Tra poco entreremo nella Novena di Natale, la nostra preghiera ha ragione d’essere nella misura in cui si fonda sull’Incarnazione del Verbo.

“Se non avete forza per sollevare un peso, voi dite a uno più forte: “Aiutami, dammi una mano”. Ed il più forte Vi aiuta. È una parola, è una preghiera che sorregge la vostra debolezza. Voi avete commesso un’ingiustizia verso di uno e, umiliati gli dite: “Perdonami”. È una parola supplicante, non è vana e il’ danneggiato Vi dice:

“Ti perdono”. L’ingiustizia è cancellata con una parola e quello che era infranto è come rifatto dal perdono. Pensate: voi, pregando, Vi appellate alla potenza di Dio ed Egli nella sua infinità, vi ministra, diventa come uno che serve e compie ciò di cui lo pregate. È l’Onnipotenza che si piega a voi, quando voi, pregando con fiducia, toccate il Suo Cuore amoroso.”

E’ importante ricordarci il potere della preghiera, piega lo Sguardo di Dio su di noi, la preghiera ha il potere di fare intervenire Dio secondo quanto gli chiediamo. Ricordate la preghiera di Santa Scolastica quando fece diluviare per fermare San Benedetto in quel rifugio dove erano a parlare. Il potere della preghiera si estende su tutta la realtà creata perché interpella direttamente il Cuore di Dio. La preghiera è innanzitutto ascolto, e noi ascoltiamo Gesù che bussa, che ci chiama, che ci invita con delle intuizioni, con delle riflessioni, con delle aspirazioni, con dei desideri. La preghiera può tutto perché agisce direttamente sul Cuore di Dio.

“Pensate: nello smarrimento voi pregate e Dio si piega a voi e vi illumina”

Quando noi abbiamo bisogno di Dio è sufficiente per noi pregare e Dio ci illumina, ci sostiene.

 “Si fa così occhio al cieco e piede allo zoppo. La sua sapienza scende al livello della vostra inettezza. Voi peccate, e pentendovi domandate perdono; Dio mi mandò in terra per riparare tutte le vostre colpe, e la sua misericordia scende a voi e vi abbraccia nell’anima col Ministero Sacerdotale, e io, per questo ministero, rinnovo la mia umiliazione per voi sull’altare.”

Attraverso la preghiera avviene la Consacrazione, attraverso la preghiera avviene l’Assoluzione. Chissà se quando noi andiamo a confessarci preghiamo prima di farlo, se preghiamo lo Spirito Santo che illumini innanzitutto il confessore, perché ci dica la parola giusta, perché ci capisca bene, perché comprenda il disegno di Dio su di noi, e poi se preghiamo per noi, perché ci faccia riconoscere i nostri peccati, quei luoghi dove noi abbiamo bisogno che la Misericordia di Dio si stenda, bonifichi le nostre paludi, i nostri stagni, oppure se è semplicemente preceduta da un esame di coscienza più psicologico che spirituale, ma la confessione non è una seduta psicoanalitica, è il riconoscimento di me peccatore davanti alla Santità di Dio, per questo ci vuole la preghiera, altrimenti non mi riconoscerò peccatore farò solamente un’elencazione di difetti, oppure peggio dirò che non ho peccato, perché ho una coscienza che non ha riconosciuto se stesso davanti a Dio nella preghiera.

E fuori dal confessionale quanto preghiamo per gli altri?

“Gli Angeli contemplano ammirati la degnazione di Dio e potrebbero dire: “O Potenza infinita, chi ti ha fatto debole da servire la tua creatura? O Sapienza infinita, che disponesti e creasti tutto con infinita armonia, chi ti fece discendere in terra per farti maestro di misere creature peccatrici? O eterno Amare, infinita armonia di santità e di giustizia, chi ti fece discendere sugli Apostoli smarriti, chi ti fece far fiorire quegli sterpi sfrondati, chi mutò in voci di sapienza quelle trepidanti voci di viltà? O grandezza di Dio Uno e Trino, dove splendi più se tanto ti sei abbassata verso la terra?”.

Dio risponde agli angeli: “La preghiera del mio Verbo umanato, la preghiera del mio Amore, con gemiti inenarrabili nelle anime, la preghiera di Maria, Madre degli uomini. Sono infinito, ma la preghiera mi ha fatto debole, e la mia debolezza e‘ amore per chi supplica pregando. Il pianto supplicante del bimbo non rende debole la mamma? E la preghiera mi intenerisce. La voce supplicante del bimbo capriccioso che si pente, non rende debole il padre minaccioso e gli abbassa la verga? E la preghiera di chi si pente mi fa padre di misericordia”.

Questa preghiera che agisce sul Cuore di Dio in tanti modi.

E Satana che fugge innanzi alle creature oranti, Satana che credette di poter vincere Dio, Satana che lo odia, domanda irato agli uomini che pregano: “Chi vi fa forti nella vostra debolezza , da vincermi? Chi vi fa arditi nella vostra inerzia, da ascendere al Cielo dal quale fui precipitato? Chi vi fa contendere il mio regno tenebroso e lo inabissa nell’eterna notte?”

Domani vedremo la risposta degli Angeli agli uomini, in riferimento a queste domande che pone il demonio. Dedichiamoci bene alla preghiera in queste i giorni, abbiamo appena vissuto la solennità dell’Immacolata Concezione, ora andiamo dritti verso il Natale. Avremo la bellissima memoria della Madonna di Guadalupe, questa memoria mariana, la Presenza della Vergine Maria che ci accompagna sempre, che ci accompagna alle porte del Natale. E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen. Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

Mercoledì della II settimana di Avvento

VANGELO (Mt 11,28-30)
Venite a me, voi tutti che siete stanchi.

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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