Maria Santissima Madre di Dio

Maria SS

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di venerdì 1 gennaio 2021 – Solennità di Maria Santissima Madre di Dio

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Eccoci giunti a venerdì 1 gennaio 2021, solennità di Maria Santissima Madre di Dio, abbiamo appena ascoltato il Vangelo della Messa di oggi tratto dal cap.II di San Luca, vv 16-21. Innanzitutto auguri a tutti voi in questo primo giorno dell’anno, auguri di santità, di vera amicizia con Dio, di stupore. Oggi è veramente un giorno bellissimo, iniziamo il nuovo anno, come sempre, meditando la solennità di Maria SS. Madre di Dio, non c’è titolo più grande, più bello, più onorifico da rivolgere alla Madre di Dio e quest’anno inizia con il Primo Venerdì del mese. E’ bellissimo che il nuovo anno inizi con uno dei primi o del giovedì, o del venerdì, o del sabato. Quest’anno potremmo dire che è quasi come un piccolo segno che vuole dirci che tutto questo anno sarebbe bello se fosse sotto il Sacratissimo Cuore di Gesù, 1 gennaio 2021, primo Venerdì del mese, primo Venerdì dell’anno, abbiamo la possibilità di fare i primi 9 venerdì del mese iniziando da gennaio e finendo a settembre. Un anno tutto dedicato al Sacratissimo Cuore di Gesù quest’oggi per una solennità così grande, così bella e così importante, ci facciamo condurre ancora da don Dolindo Ruotolo, questo Sacerdote napoletano, figlio spirituale di Padre Pio, morto in concetto di santità, perché è un Sacerdote profondamente innamorato della Vergine Maria. Nel libro “Nei raggi della grandezza e della vita Sacerdotale” ci facciamo condurre attraverso la 18° considerazione che lui fa sulla Maternità di Maria:

La Maternità di Maria nel Cuore Immacolato della Mamma dolcissima

“Il  Sacerdote, come si è detto, deve essere in maniera singolare figlio di Maria e vivere in comunione di amore filiale con questa dolcissima Mamma, deve perciò essere convinto che Ella gli è Madre e rinchiudersi nel Suo Cuore Immacolato per ricorrere a Lei continuamente e riscaldarsi nelle fiamme della Sua Carità. Non basta considerare una volta sola la grandezza di Maria né basta vederla in una luce ideale quasi fosse la nostra vita un alone di poesia trascendente, bisogna considerarla come Mamma, amarla come Mamma, ricorrere a Lei come Mamma e vivere vigilando intorno a Lei. Approfondiamo perciò di più il concetto della Sua Maternità e risvegliamo in noi un amore filiale così grande da mettere nelle sue mani benedette l’anima nostra e la nostra attività Sacerdotale”

Questo testo è rivolto in modo particolare ai Sacerdoti ma credo che possiamo tutti trovare in queste parole dei riferimenti precisi per la nostra vita cristiana. Trattiamo la Vergine Maria come Mamma, se Dio l’ha scelta per Madre allora possiamo stare tranquilli che abbiamo veramente una grande Mamma, impariamo a ricorrere a Lei.

Non è inutile ritornare magari sui medesimi concetti, non è ozioso rinnovare nel cuore i medesimi affetti, poiché Maria è tutta vestita di sole e come sole risplende sempre in modo nuovo nell’anima nostra suscitandovi novelli germogli di bene, elevandola ad altezze mirabili di grazia. La devozione a Maria deve essere inesauribile in un Sacerdote e l’amore filiale verso di Lei deve essere pieno. Egli deve giungere al punto di affidarsi tutto a Lei ed affidarle tutte le attività del proprio ministero. Deve confidare pienamente in questa dolcissima Mamma dandole un posto d’onore nella propria vita, riguardandola come Mamma anche nelle piccole circostanze della sua giornata Sacerdotale, in modo da farsi guidare da Lei e sentirsi da Lei sostenuto. Maternità di Maria e vita Sacerdotale sono due grandezze che si rassomigliano. La vita Sacerdotale perciò deve essere avvolta, illuminata e sostenuta dalla Maternità di Maria.”

Parole tanto grandi, tanto belle, quanto semplici che possiamo capire benissimo tutti. Com’è bello sentire un Sacerdote parlare in modo innamorato della Vergine Maria, come è bello vedere un Sacerdote devoto della Vergine Maria, com’è bello vedere un Sacerdote che gli brillano gli occhi quando predica le grandezze, le meraviglia, la bellezza della Vergine Maria, con il rosario in mano. Bisogna avere un amore filiale pieno, affidarsi totalmente, affidarle tutto. Un punto di riferimento costante sapendo che la Vergine Maria non fa altro che condurci a Gesù.

“Non senza ragione la Chiesa ha voluto celebrare con una festa particolare questo titolo di grandezza delle Celeste Regina, proprio in questi tempi difficili della vita del mondo. Anche oggi nel Nome di Maria deve essere schiacciato il Nome di Satana. Anche oggi il luminoso e verginale volto della Mamma Divina deve dissipare le tenebre dell’eresia che sono diventate fortissime, anche oggi il trionfo di Maria deve preludere a quello di Dio”

Lei è tutto per noi, perché è Colei che più di tutti sa condurci a Gesù, sa farci innamorare di Gesù, ed è Lei che sconfigge il nostro nemico, il demonio.

“Il Sacerdote come gli Apostoli e come i Padri del Concilio di Efeso debbono essere all’avanguardia nel trionfo di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, invece di confinare in limiti ristretti la loro devozione quasi paventandoli in stupide critiche dei protestanti, debbono spiritualmente rinnovare la fiaccolata che il popolo spontaneamente fece a Efeso quando fu glorificata la Divina Maternità di Maria”

Fu proprio in quel Concilio che si stabilì la Maternità di Maria.

“Debbono essere essi fiaccole ardenti di amorosa devozione e fugare Satana dalle eresie fin nel profondo abisso dell’inferno.”

Non dobbiamo avere vergogna di essere devoti della Vergine Maria, non dobbiamo temere le critiche di nessuno.

“Maternità di Maria, ecco un titolo che riempie l’anima di amore e di riconoscenza,a di venerazione e di tenerezza”

Questi dovrebbero essere i nostri sentimenti di oggi.

“Maternità Divina, Maternità adottiva, Madre di Dio e Madre nostra, elevata fino a Dio e curvata fino alle miserie dell’umanità, spigolatrice celeste dei tesori eterni e raccoglitrice pietose delle nostre lacrime”

Quando mai abbiamo pensato della Vergine Maria come alla “spigolatrice celeste dei tesori eterni”.

“Maria, Mamma dolcissima che ha avuto come segreto della tenerezza materna il Re del Cielo e che si è formata alle ineffabili delicatezze del Cuore Divino. La Maternità infatti con tutto il meraviglioso tesoro di delicatezza che l’accompagna, è un fiore che nasce dal fiore stesso spuntato dal seno materno. E’ il figliuolo che fa come germinare nell’anima della Madre un cuore nuovo. Egli con la sola sua presenza acuisce la premura materna, col suo pianto sollecita le cure della Mamma e per le sue necessità e per i pericoli che corre, la rende eroina di sacrificio, eppure il Figlio non è ancora capace di dare alla Madre la più piccola cosa, anzi vive tutto nella Madre, per la Madre. Gesù Cristo come figliuolo suscitò nel Cuore di Maria la più sublime sollecitudine materna, come figliolo di Dio attrasse tutta l’anima di Lei in una maternità proporzionata alla preziosità del frutto che aveva generato. E come Redentore amorosissimo trasfuse in Lei il suo amore, la sua bontà, la sua tenerezza, la sua carità, dando alla Maternità di Lei un carattere singolare ed unico che nessuna Madre può neppure lontanamente rappresentare o figurare. O Cuore Immacolato di Maria, tesoro ineffabile di dolcezza soavissima, fonte di Misericordia e di Carità”

E’ bello sentire queste parole, è una rugiada per l’anima.

“Quanto dovette crescere la tua bontà al contatto del Verbo di Dio e la tua misericordia e carità a contatto del Redentore di tutti. Madre singolare, tutta ornata di monili di grazie, che raccogliesti dallo stesso eterno amore la tenerezza che accompagna la fecondità, e la soave fragranza di delicatezze che accompagna la verginità. La Maternità rese in Te gloriosa la verginità e la verginità rese delicatissima la Maternità, poiché il tuo fiore non si schiuse che nei raggi dell’Eterno Sole di Amore. Oh Maria come sei grande, come sei bella, illuminata da queste due fulgide luci, manifestami i tesori di questo tuo cuore verginale materno, affinché io esulti, come vuole la Chiesa nel celebrare le tue grandezze, io che vi partecipo generando l’altare Eucaristicamente il tuo Figliuolo la vittima divina. Ho bisogno di conoscere il tuo cuore verginale materno per imitarti e trattare Gesù, giacché debbo circondarlo anche io di candore e di amore”

E’ da Lei che impariamo a trattare Gesù, ci sarebbe da dire mille cose su questo, come noi trattiamo Gesù, come noi andiamo a ricevere l’Eucarestia, come ci prepariamo all’Eucarestia.

Lo circondiamo di candore e di amore?

“Ho bisogno di conoscere come non offendere il Suo purissimo sguardo e come circondarlo di tenerezze che siano almeno l’ombra lontana delle infinite tenerezze del Padre verso il suo figliolo Eterno generato da Lui Ab Eterno nella purezza infinita della conoscenza e circondato dalle tenerezze dell’amore sostanziale e personale che procede dal Padre e dal Figliuolo. Tu solo puoi guidarmi in questo cammino di amore poiché la sublime singolarità della tua eccelsa dignità materna o Maria ti elevò fino alle altezze eterne. Nella verginità tu riflettesti i raggi della purezza della divina natura e nella maternità la fiamma dell’eterno amore. E’ una grandezza che dà le vertigini. Non potevo spuntare in un essere menomamente macchiato il fiore che spuntò dalla purezza infinita e non poteva rimanere in un ambiente che non fosse caldo di amore il fiore accarezzato dai raggi dell’eterna carità. Tu dunque avesti una rassomiglianza con Dio nella tua verginità e nella tua maternità. Ma come? Come poteva una creatura raggiungere quella altezza e raccogliere quel calore? Mi prostro dinanzi all’altare, trono di Dio, e ti contemplo estasiato, o Mamma mia. La Chiesa è mirabile nelle lodi che ti fa per la tua Maternità ed essa che me ne fa intravedere il mistero altissimo o é do il tema della contemplazione nella bella antifona del Magnificat della tua festa. […] Oh Maria conserva tu nella Chiesa la purezza verginale dei tuoi Sacerdoti, affinché l’Arca che deve custodire la Manna del Cielo non sia ridotta a povero ripostiglio di cose umane. Non permettere che questo cuore sia diviso con una creatura perché sarebbe assorbito da essa, non potendo galleggiare sull’acqua la nave ricolma di detriti e delle sabbie del mondo. Fa rifulgere dinanzi ai Sacerdoti la tua verginità intemerata perché essi intendano che non possono essere dissimili da Te, generando sacramentalmente anch’essi il Verbo di Dio Umanato, fatto vittima, dato come cibo e bevanda alle anime. Sono Sacerdote o Maria, sono ministro dell’altare, non mi basta pararmi per esserlo, debbo andarvi ammantato di grazia, di candore, di verginale purezza. Rivestimi di santità, nascondi le mie miserie colmandoli con la tua purezza, accendimi il cuore col tuo amore, perché io non sia indegno del Signore. Mi consacro tutto a Te, ti presento le mie mani, lavale e mondale, il capo, ricolmalo di pensieri d’amore divino, il corpo rendilo casto tempio di Dio, i lombi, legali nella purezza, le braccia, riempile dei covoni dei sacrifici, il cuore, suggellato per Dio solo con la stola dell’innocenza, la vita rendila tutta sottomessa al giogo di Dio. Rivestimi di Te, Mamma mia. Prendi le mie mani e profumale della tua purezza, cancellando da esse l’obbrobrio di ogni impuro contatto. Velami il capo con i tuoi pensieri di contemplazione, donami il candore del tuo immacolato corpo, cingimi del cingolo tuo e fa che io ti rassomigli almeno col desiderio di essere tutto di Dio. Ornami con i tuoi dolori e con le tue lacrime, ch’io scenda dall’altare come al calvario, dammi la stola della tua intemerata verginità, affinché nasconda innanzi a Dio sotto i fulgori tuoi le mille affezioni di amore. Dammi il manto della tua regalità, affinché io possa ricevere nelle mie mani il Re della Gloria.”

Mi fermo qui. Credo che abbiamo detto tante cose, lascio alla vostra meditazione queste bellissime parola di don Dolindo e domani, primo Sabato del mese, primo sabato dell’anno stringiamoci fortemente alla Vergine Maria e non stanchiamoci mai di invocarla come Mamma mia e Mamma nostra. Di cuore a tutti voi un augurio particolarissimo che il Signore benedica la vostra vita, il vostro corpo, la vostra anima, tutta la vostra persona e vi conceda un anno totalmente dedicato alla sua Divina Volontà da praticare ogni momento, ogni istante, sull’esempio della Vergine Maria e noi rinchiudiamoci costantemente dentro a questo Cuore Immacolato. E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

VANGELO (Lc 2,16-21)
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

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