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Guido de Fontgalland pt.3 – I bambini eucaristici pt. 18

Bambini Eucaristici

Meditazione

Pubblichiamo l’audio della meditazione: Guido de Fontgalland pt.3 – I bambini eucaristici pt. 18
Mercoledì 17 luglio 2024

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Mt 11, 25-27)

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione in formato PDF

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a mercoledì 17 luglio 2024. 

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dall’undicesimo capitolo del Vangelo di san Matteo, versetti 25-27.

Continuiamo la nostra lettura e meditazione del servo di Dio Guido de Fontgalland.

La sera precedente la Prima Comunione, andò a dormire, ma non riusciva ad addormentarsi per la gioia. Alle cinque del mattino, si precipitò nella camera dei genitori: “Mamma, mamma, oggi è il mio grande giorno. Alzati, mamma!”. “Ma è ancora presto!”. “Oh, mamma, — continuò Guido — Oggi, Gesù, viene da me!”. Non guardò né il vestito né i regali, attese solo la sua ora.

Il 22 maggio 1921 fece la sua Prima Comunione nella chiesa di Sant’Honoré d’Eylau, approfittando delle disposizioni di Papa San Pio X a favore della comunione precoce, di cui presto sarebbe diventato apostolo all’interno della Crociata eucaristica. Quel giorno, dopo un mese di preparazione scandito da “centodiciotto sacrifici”, avvenne qualcosa di straordinario. Già da tempo i suoi si erano accorti che il piccolo spesso parlava con qualcuno nella sua cameretta, quel giorno compresero chi fosse. Gesù, che colloquiava familiarmente con Guido, gli preannunciò nei momenti di ringraziamento dopo la Comunione: “Mio piccolo Guido, Io verrò presto a prenderti. Tu morirai, non diventerai prete. Io farò di te il mio angelo 

Subito rimase costernato: dunque, pensò, avrebbe lasciato presto i suoi cari, non sarebbe diventato prete come voleva… Ma capì che Gesù attendeva una risposta e gliela diede: “Sì, Gesù“. Da quel giorno, la piccola grande parola “Sì”, diventò la sua risposta a ogni dovere, a ogni chiamata di Dio. Sarà il ragazzo del “Sì”, pieno totale, così come in Gesù non ci fu mai “il sì” o “il no”, ma soltanto sì alla volontà di Dio.

Quella sera, prima del riposo, la mamma gli domandò: “Sei felice oggi?” “Sì, lo sono” rispose Guido. “E che cosa hai chiesto a Gesù?“. “Niente. Gesù mi ha parlato e io ho risposto “sì”.

Dal giorno della sua Prima Comunione divenne un fervente apostolo dell’Eucaristia, cercando di far capire a tutti l’importanza dell’incontro con Gesù, e invitandoli a prepararsi alla Comunione “gettando fiori a Gesù Bambino”, ovvero offrendogli qualche piccolo sacrificio. Diceva: “Il buon Dio ci ha dato la dimostrazione più grande del Suo amore nell’istituire l’Eucaristia e nel voler abitare in noi. Non bisogna avere paura di andare a trovarLo in Chiesa e di parlarGli come al nostro più grande amico. È necessario riceverlo con frequenza nel nostro cuore preparandoci alla Sua visita”.

Ci fermiamo. Innanzitutto notiamo questa preparazione fatta con centodiciotto sacrifici, lui li ha contatati, si è preparato alla Comunione attraverso questi sacrifici. Non so quanto il sacrificio sia una parte della nostra preparazione alla Messa… e invece dovrebbe esserlo. 

Poi, l’incontro con Gesù: abbiamo questo bambino che parla con Gesù e Gesù parla con lui. E Gesù gli viene a preannunciare che non sarebbe diventato sacerdote; quindi, in questo bambino c’è un desiderio, ma Gesù ha una volontà diversa. E lui che cosa fa? Risponde: “Sì”. Questo è importante: rinuncia al sogno della sua vita (perché di questo si trattava).

E così diventa il ragazzo del “sì”, diventa un fervente apostolo dell’Eucarestia, continua questa sua bellissima pratica di gettare i fiori a Gesù Bambino, che vuol dire gettare sacrifici e non i petali di fiori recisi.

E poi Guido ci insegna tre cose.

Primo: andare a trovare Gesù in chiesa; questa bella abitudine di andare a trovare Gesù al Tabernacolo, questa bella abitudine d’imparare a fare la Comunione spirituale; questa bella abitudine di vivere nella logica della Permanenza eucaristica, come abbiamo visto nei giorni del ritiro, dove vi ho parlato dell’essere Tabernacoli viventi.

Seconda cosa: “vedete di parlarGli come al nostro più grande amico”. Questo è importante perché, capite, è già successo nella storia — e magari succederà ancora — che non sia fisicamente possibile poter andare a trovare Gesù in un Tabernacolo, banalmente perché la chiesa è chiusa, oppure perché noi siamo in un luogo lontano da una chiesa, da un Tabernacolo. E uno dice: “Beh, e allora io come faccio? Non posso andare a trovare e a parlare al Signore?”. No! Ma nella logica della permanenza eucaristica, Gesù resta in noi — ho cercato di spiegarvelo nel giorno del venerdì, quando ho fatto la mia conferenza al ritiro a Monza — e quindi se noi viviamo, come faceva il profeta Elia, alla presenza di Dio, se noi non cacciamo via Gesù dal nostro cuore, Gesù rimane. Ecco perché noi possiamo diventare dei Tabernacoli viventi; ecco perché possiamo parlare con Lui come al nostro più grande amico. E quindi, se non è possibile arrivare a un Tabernacolo, noi, comunque, possiamo sempre incontrare Gesù che vive dentro di noi. Pensate a quante Comunioni abbiamo fatto nella nostra vita! Quante Comunioni che non sempre hanno prodotto in noi questa percezione di esseri Tabernacoli viventi e quindi di portare sempre in noi questa grazia, questa bellissima presenza della permanenza eucaristica.

Ed ecco che Guido ci dice, come terza cosa: «È necessario riceverlo con frequenza nel nostro cuore preparandoci alla Sua visita”. Certo! E io questo non lo intendo solo, come sapete, in riferimento alla Comunione sacramentale che, certamente, è importantissima, ma lo intendo anche nella Comunione spirituale, della quale vi ho già parlato abbondantemente, quindi non mi ripeterò. Soprattutto qualche anno fa, se vi ricordate, in un preciso contesto storico, vi ho proprio parlato abbondantemente della Comunione spirituale per rincuorarvi; ma non con l’illusione, la bugia! Perché adesso che è passato quel tempo non vi dico: “No, no, ma era una pia illusione”. Anzi, lo riconfermo, perché era tutto vero, vi ho portato esempi di santi, vi ho citato le fonti.

L’importanza della Comunione spirituale è quella che ci permette di ricevere con frequenza Gesù nel nostro cuore. La Comunione spirituale, unitamente al concetto della permanenza eucaristica, beh… più di così! Poi, certo, se e quando c’è la possibilità di fare la Comunione sacramentale, benissimo.

Ecco, allora, cerchiamo quest’oggi di crescere dentro a questa logica, di aumentare sempre di più, questa nostra grande unione a Gesù Eucarestia; e sarebbe bello che anche noi diventassimo le persone del “sì”, che sanno dire “sì” a Dio.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

 

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