Meditazione
Pubblichiamo l’audio della meditazione: La vita eucaristica pt.2 – La mistica della riparazione, di don Divo Barsotti pt.44
Giovedì 19 settembre 2024
Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD
Ascolta la registrazione:
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VANGELO (Lc 7, 36-50)
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
Testo della meditazione
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Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!
Eccoci giunti a giovedì 19 settembre 2024. Oggi festeggiamo S. Gennaro, vescovo e martire. Un augurio particolare a tutti coloro che vivono a Napoli.
Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal settimo capitolo del Vangelo di san Luca, versetti 36-50.
Continuiamo la nostra lettura e meditazione del libro di don Divo Barsotti.
S. Agostino fa dire a Gesù: «Non sei tu che mangiandomi mi trasformi in te; sono Io che ti trasformo in Me». Attraverso la Comunione eucaristica avviene questa trasformazione. Nella Comunione siamo ricevuti e assunti, presi e posseduti da Gesù — è importante questo: non siamo noi che trasformiamo Gesù in noi, ma è Gesù che ci trasforma in lui, dice Sant’Agostino. Quindi avviene proprio una trasformazione –. Come mangiando il pane io lo trasformo in me, così Gesù attraverso la Comunione ci trasforma in sé, e noi diveniamo sempre più il suo Corpo. Nella Comunione noi non tanto riceviamo Gesù, quanto piuttosto partecipiamo al suo mistero, facciamo presenti in noi la sua Morte e la sua Resurrezione. Perciò, partecipare al Mistero eucaristico vuol dire trasformarsi sempre più in lui, in tal modo che quanto è realmente presente nel mistero, attraverso la Comunione eucaristica divenga in qualche modo realtà anche visibile del nostro corpo mortale. Ecco perché Gesù, che nell’Eucarestia è nascosto, si rivela nei santi. Io non vedo le stigmate di Gesù nell’Eucarestia, non vedo il suo cuore trafitto, non vedo il suo volto divino. La presenza del Cristo, reale ma nascosta, attraverso la mia partecipazione al mistero deve divenire palese in me. Non posso comunicarmi e pretendere di non morire. La Comunione esige che io soffra, fa presente in me la Passione del Cristo.
Capite? È per questo che la Comunione esige che io soffra: perché la Comunione fa presente in me la Passione di Gesù. Ecco perché lui dice: «Non posso comunicarmi e pretendere di non morire», perché proprio partecipo della sua morte, della sua passione.
Questo è il vero ringraziamento alla Comunione, la stessa reale efficacia del Sacramento che ci trasforma nel Cristo: donandoci a lui, lasciandoci possedere da Cristo, noi dobbiamo permettergli di vivere attraverso di noi la sua Morte. Il mistero si deve rivelare nell’uomo. Gesù non soffre più ora nell’umanità che ha tratto dal seno della Vergine, ma egli fa realmente presente la sua Passione nelle sue membra, in noi. Gesù non vive più la sua agonia nell’umanità tratta dalla Vergine, ma egli si fa presente nel Mistero eucaristico per renderla visibile in noi, nell’atto con cui egli ci assume e noi diveniamo realmente il suo Corpo. In questo mistero è il fondamento della nostra riparazione: gli uomini con Cristo, mediante il Sacramento eucaristico, non divengono che un solo corpo per non vivere più che il suo Atto di Morte. Ma nel vivere questo Atto di Morte Gesù ti comunica già la sua vita, perché non è la morte del peccato che vivi, ma la vita dell’amore puro e immenso di Dio — Eh sì, capite? Quindi nel vivere questo atto di amore, Gesù ci comunica già la sua vita. Perché non è la morte del peccato che noi viviamo, ma la vita dell’amore puro, dell’amore immenso di Dio — Tu vivi già nella morte l’elemento positivo della vita cristiana, che è la vita crismatica dell’amore divino, che è la pace di Dio: nella tua morte Gesù fa presente nella tua umanità la sua medesima Morte, la sua umiliazione, l’abbandono da parte degli uomini, l’abbandono del Padre. Nessuno dei cristiani vive pienamente la morte di Gesù. Colei che ha vissuto una partecipazione più intensa e più viva alla Morte del Cristo è la Vergine; tutti gli altri vivono la Passione di Gesù secondo una misura stabilita da Dio, ma ciascuno nella sua morte fa presente la riparazione del Cristo e coopera alla salvezza del mondo. È questo vivere la Morte del Cristo, la nostra vera e attiva partecipazione alla Messa.
La famosa “actuosa participatio”. Ecco, questa actuosa participatio è proprio vivere la morte del Cristo, non è saltare, ballare, danzare in Chiesa! Questa è la vera e attiva partecipazione alla Messa: vivere la morte del Cristo, non dimentichiamolo mai. Quindi, io partecipo attivamente e in modo vero alla Santa Messa quando vivo la morte di Gesù in me.
Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.














