S. Teresa Margherita Redi del Sacro Cuore di Gesù

S.Teresa Margherita Redi del Sacro Cuore di Gesù

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia nella memoria carmelitana di S. Teresa Margherita Redi del Sacro Cuore di Gesù.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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Approfondimenti

Santa Teresa Margherita Redi del Cuore di Gesù

Testo della meditazione

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S. Teresa Margherita Redi del Sacro Cuore di Gesù

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Come abbiamo detto all’inizio di questa Santa Messa, oggi celebriamo la Festa di Santa Teresa Margherita Redi del Sacro Cuore di Gesù, carmelitana scalza, ed è anche il primo giovedì del mese.

Come vedremo, queste due ricorrenze si abbinano perfettamente. Non possiamo dire tutto di questa Santa, perché è veramente tanto, ma vi lascio alcuni spunti di riflessione.

Lei nasce nel 1747 ad Arezzo, alla vigilia della Festa della Madonna del Carmelo, vive in un ambiente, in una famiglia profondamente credente e veramente praticante. Cresce con un grande amore per Dio, chiede sempre che le venga raccontato e le venga parlato di Gesù e di tutto ciò che lei doveva fare per piacere a Gesù, amava poi ritirarsi nella sua stanza per pregare e ammirare i suoi “santini”.

Talora, da piccolina, si sentiva dire da lei questa frase: «Mentre noi ci divertiamo, Gesù pensa a noi».

Una volta, sempre da ragazza, passò tutta la notte in lacrime, perché temeva di aver commesso un peccato veniale, che poi, di fatto, non aveva commesso, ma restò così sconvolta fino a quando il confessore non la rassicurò.

Al secolo lei si chiamava Annamaria e fu devotissima della Madonna. Un giorno, mentre scendeva le scale tenendo in mano uno scaldino pieno di carboni ardenti, scivolò e, conscia del pericolo, invocò ad alta voce la Vergine Maria; neanche lei seppe come, ma si trovò in piedi al fondo della scala, sana e salva.

Ebbe un rapporto molto confidente e molto forte con il suo papà, che era un uomo illuminato e religioso, e tra i due iniziò un intenso rapporto epistolare, del quale abbiamo poco perché si promisero l’un l’altro di bruciare le lettere. Lei disse al papà che era più grata a lui per quello che le insegnava, che non per averla messa al mondo, perché era un uomo di grande fede.

Ecco, dopo aver letto la vita di Santa Margherita Maria Alacoque, l’apostola del Sacro Cuore (domani è il primo venerdì del mese e lo vedremo ancora), nacque in lei una grande devozione al Sacratissimo Cuore di Gesù.

Come vi dissi tanti mesi fa, le spiritualità nei vari Ordini si intrecciano e il Carmelo è intriso di questo amore per il Sacro Cuore di Gesù, questo è un esempio eclatante.

La spiritualità carmelitana, dunque, con una profonda devozione al Sacro Cuore di Gesù, come fu per Teresa di Gesù Bambino.

Lei fece celebrare per la prima volta la Festa del Sacratissimo Cuore nella sua comunità carmelitana, predisponendo ogni particolare cura perché fosse solenne. Erano gli anni in cui nasceva questa devozione, la quale non era sempre ben accolta, anzi di rado, per tutte le influenze del giansenismo, che non sto qui a spiegarvi ma è un’eresia. Anche Margherita Maria Alacoque ebbe dei problemi grossi per via di questa cosa.

Quindi ci fu una lotta interiore, forse anche un po’ esteriore, e lei dovette subire questa persecuzione pur di far affermare la devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Era scrupolosa nel rispetto della regola, amava molto la preghiera mentale e amava molto la preghiera notturna. Noi di notte dormiamo, guardiamo il computer, guardiamo la televisione, leggiamo, ci divertiamo, balliamo, forse però non preghiamo. Quando c’è da pregare siamo sempre stanchi, è sempre un problema quando c’è da pregare, diciamo che c’è il lavoro, che siamo stanchi.

Quando si era giovani, si stava in piedi fino alle 5.00 del mattino per andare a fare i matti in discoteca. Per fare il male, anche fino alle 4.00; per pregare, alle 21.00 devo essere a letto, perché sono stressato.

Con l’amica Cecilia iniziò una santa sfida nell’amore, nell’amare Cristo, e per questo presero l’impegno di confidarsi ogni mancanza; nel periodo del silenzio, questo impegno lo portavano avanti con i bigliettini, con cui si scrivevano le mancanze una con l’altra, per crescere nell’umiltà.

Mentre era ancora una giovane professa, nacque in lei il desiderio profondo di conoscere la vita nascosta di Gesù, meditando su quella frase: “Voi siete morti, la vostra vita è oramai nascosta con Cristo in Dio”; quindi volle seguire Gesù nascosto e nacque quella espressione sua tipica, che era: “Che bella scala, che scala preziosa, indispensabile è il nostro buon Gesù!

All’atto della professione religiosa, per amore di Gesù, rinunciò a ciò a cui maggiormente teneva, che era il contatto epistolare con il papà. Le costò moltissimo, ma si promisero che da lì in poi, ogni sera, prima del riposo, si sarebbero incontrati nel Cuore di Cristo. Amare Gesù vuol dire fare dei sacrifici.

Chiese al confessore il permesso di fare l’offerta di Santa Maria Alacoque, porre la propria volontà nella Piaga del costato di Cristo ed entrare nel Suo Cuore. Ottenne il permesso e fece questa offerta.

Subì delle persecuzioni non da poco all’interno della sua comunità, perché dicevano che si dava troppo da fare in infermeria e pregava poco.

Lei pregava poco?

Lei che toccò una delle vette più alte della mistica?

Nonostante questo, lei andò avanti con molta serenità e anche con ironia, scherzandoci sopra.

Subì anche delle tentazioni interiori, quali l’essere in uno stato di somma tiepidezza, sentire che non ce la faceva, sentire il fatto che aveva tanti propositi ma poi non li metteva in pratica, e chiedeva quindi alla Priora di essere trattata con durezza, per riuscire a superare questa fragilità interiore.

Aveva un grandissimo amore per l’Eucarestia e all’offertorio di ogni Santa Messa rinnovava la professione religiosa; prima che si alzasse il Santissimo Sacramento, pregava nostro Signore che, siccome tramuta quel pane e quel vino nel Suo Corpo e nel Suo Sangue, così si degnasse di tramutare tutta sé stessa in Lui. Quando si alzava il calice, Lo adorava e rinnovava ancora la sua professione, poi Gli chiedeva quello che disiderava da Lui. Lei dice: «Altro non bramo che di essere una vittima del Sacro Cuore di Gesù, consumata tutta in olocausto con il fuoco del Suo amore».

E fu così: lei fu colpita, all’età di ventitré anni, da una peritonite fulminea e, dopo diciotto ore di atroci sofferenze, morì.

Pensate che, poche ore prima di morire, continuava il suo servizio in infermeria.

Noi, invece, siamo frignoni e lagnoni per ogni cosa: «Sono stanco, sono stressato… Non ce la faccio, ho tanti impegni e qui e là…»

Ecco, guardate, poche ore prima di morire lei era ancora a servire le persone.

Il 19 marzo del 1934 Pio XI la proclama Santa, definendola con un ossimoro “neveardente”. Che bello essere chiamati “neve ardente”!

Allora, concludiamo ricordando che oggi, essendo il primo giovedì del mese, sull’esempio di questa Santa, abbiamo l’incarico di amare e fare la Comunione quest’oggi con tanta devozione e umiltà, con tanto fervore, come chiese Gesù alla Beata Alexandrina Maria da Costa il 25 febbraio del 1949, chiedendo che ci fosse un’ora di adorazione davanti al tabernacolo per fare l’Ora Santa e ci fosse la preghiera alle Sue Sante Piaghe, cominciando da quella alla Sacra Spalla, e ai dolori della Sua Madre Benedetta.

Ecco, viviamo questo giorno con questa unione profonda con Gesù Eucarestia, con le Sue Piaghe, coi dolori della Vergine Maria, perché oggi facciamo memoria della Passione, l’inizio, il Getsemani.

Riceviamo questa Santa Eucarestia per i sei primi giovedì del mese, proprio con grande umiltà e con grande fervore, come dovremmo fare sempre.

Che Santa Margherita Redi conceda questa grazia anche a noi, di un amore ardente come neve perché puri, ardente perché amanti del Sacro Cuore di Gesù e dell’Eucarestia.

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

Letture del giorno

PRIMA LETTURA (1Cor 3,18-23)

Tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

Fratelli, nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: «Egli fa cadere i sapienti per mezzo della loro astuzia». E ancora: «Il Signore sa che i progetti dei sapienti sono vani».
Quindi nessuno ponga il suo vanto negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 23)

Rit. Del Signore è la terra e quanto contiene.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Canto al Vangelo (Mt 4,19)

Alleluia, alleluia.
Venite dietro a me, dice il Signore,
vi farò pescatori di uomini.
Alleluia.

VANGELO (Lc 5,1-11)

Lasciarono tutto e lo seguirono.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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