La fede viene dall’ascolto

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di lunedì 30 novembre 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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LA FEDE VIENE DALL’ASCOLTO

Eccoci giunti a lunedì 30 novembre 2020, oggi celebriamo la festa di Sant’Andrea Apostolo, un ricordo particolare nella preghiera, un augurio particolare a tutti coloro che si chiamano Andrea. La Prima Lettura tratta dal cap. X della Lettera ai Romani di San Paolo Apostolo, vv 9-18, è un programma di vita, è un testo bellissimo, ci sarebbe tantissimo da dire.

“Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.”

Ricordate: “Viva Cristo Re!”

  • Perché con la bocca?

Perché con la bocca si fa la professione di fede, con la bocca noi diciamo chi siamo, con la bocca noi affermiamo la nostra identità, riconosciamo la nostra appartenenza, affermiamo noi stessi.

“Se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!»”

Se tu lo riconoscerai come tale, sarai salvo. Questo vuol dire riconoscerlo dalla panettiera, dal macellaio, quella che io chiamo la “mistica del litro di latte”, se lo riconoscerai quando vai a comprare il latte, quando vai in posta, quando sei al lavoro, in casa con la tua famiglia, quando sei in strada e ti fermi davanti ad una Chiesa, ti togli il cappello, fai un bel segno di Croce solenne verso il Tabernacolo, fai una bella genuflessione, quando trovi un’Edicola della Madonna, di Gesù, ti fermi, fai una preghiera, proclami che Gesù è il Signore, e davanti al Signore ci si ferma.

“E con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti”

Come facciamo a non credere che Dio ha risuscitato Gesù dai morti? Che senso avrebbe la nostra vita?

Certo che noi lo crediamo, la nostra vita è fondata sulla Risurrezione di Gesù.

“Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.”

E’ importante la pratica della vita, è con la vita che noi riconosciamo il Vangelo, la Signoria di Gesù, la nostra appartenenza, ma dobbiamo anche proclamarla questa fede, dobbiamo professarla, è solo così che abbiamo la salvezza, non la proclamo solamente in Chiesa, la proclamo ovunque, ovunque ho occasione di dire che sono di Gesù, che Gesù è il Signore.

«Chiunque crede in lui non sarà deluso».

Vero, perché Lui è ricco verso tutti quelli che lo invocano.

«Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato»

Non c’è delusione tutte le volte che noi ci affidiamo a Dio, non c’è delusione, la delusione viene dagli uomini, perché gli uomini sono delle reti sfondate, alla fine tocchi sempre per terra, Gesù no, le braccia di Gesù sono braccia robuste che ci tengono sempre. Quando noi crediamo in Dio non proviamo mai delusione. Sperimentiamo ogni volta che lo invochiamo tutta la salvezza possibile ed inimmaginabile, la percepiamo nel cuore questa salvezza, sentiamo profondamente dentro di noi quanto ci salva il Suo nome, quanto torniamo gioiosi dall’incontro col Signore.

«Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!».

Tutti coloro che ci portano Gesù, che ci annunciano Gesù, sono belli, persino i loro piedi, belli e benedetti, perché ci recano la Verità e il Vangelo.

Abbiamo bisogno di coloro che ce lo annunciano questo bene.

“Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo.”

Noi siamo i primi che dubitiamo, che relativizziamo, che annacquiamo, diluiamo, spegniamo la forza del Vangelo, perché obbedire al Vangelo è difficile, ci si scandalizza perché qualcuno a detto che la Messa di mezzanotte la si può fare anche prima alle 9.00 alle 10.00, io personalmente non apprezzo molto questo guardare e giudicare sempre gli altri, questo sguardo di valutazione positiva o negativa che sia, del dire e fare degli altri, io preferisco di più uno sguardo su di me, al di là della valutazione di quella frase o di altre frasi, mi chiedo:

“Giorgio, la tua vita è così rilevante, aderente, obbediente, trasparente, coerente, innamorata del Vangelo? Non è che forse tutti questi atteggiamenti, tutte queste scelte e questo dire viene innanzitutto dal fatto che tu sei il primo che non ci crede o ci crede male? Non è che è la tua sciatta vita di fede che permette l’instaurarsi di queste situazioni?”

Sono domande che mi pongo e mi fa più bene porre domande a me stesso, farmi un esame di coscienza in relazione a quello che vedo e che sento, che non andare a fare esami di coscienza agli altri, polemizzare, disquisire con il fare e il dire degli altri. Gli altri sono gli altri, e ognuno renderà conto a Dio della sua coscienza. Non sono Dio e non tocca a me mettermi a disquisire, ma su di me sì, su di me tocca a me. Onestamente devo dire che da questi esami di coscienza non esco mai promosso, da queste verifiche purtroppo non riesco mai a prendere la sufficienza, alle volte prendo 3, alle volte prendo 2, alle volte inclassificabile, non vedo mai un 6. Non riesco ad arrivare al 6, quindi probabilmente l’instaurarsi di queste relazioni è legata alla propria insufficienza, all’insufficienza della tua credibilità che viene da un insufficiente, come dice San Paolo, obbedienza al Vangelo.

Se tu fossi veramente obbediente al Vangelo, tu saresti come una diga che argina notevolmente certe situazioni, saresti una voce che nel deserto può gridare perché la sua vita grida, perché la sua fede grida, la sua adesione a Gesù grida, e quindi potrebbe incidere, potrebbe avere un effetto di annuncio.

«Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?»

“Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.”

Non dimentichiamolo mai! La nostra fede nasce dall’ascoltare, la nostra fede si accresce grazie all’ascolto, matura, si irrobustisce, si purifica grazie all’ascolto.

  • Di chi? Di cosa?

Della Parola di Dio. Dietro a questo ascolto ci sta rinnegamento, purificazione di tutti i nostri pregiudizi, disponibilità al cambiamento, rinnegamento delle nostre vedute, di tutto ciò che noi vediamo, crediamo, speriamo, ci sta tutto dietro a questo ascolto, ci sta la confessione dei nostri peccati, il riconoscimento della nostra miseria, il bisogno riconosciuto della salvezza, la necessaria insostituibile, irrimandabile, urgenza di supplicare la Presenza dello Spirito Santo, dell’invocazione dello Spirito Santo.

“L’ascolto riguarda la parola di Cristo.”

  • E noi quanto ascoltiamo la Parola di Cristo?

Ascoltiamo la parola di tante persone ma quando ascoltiamo la Parola di Dio? Quando ci mettiamo davanti alla Parola di Dio? E quando e quanto lasciamo che la Parola di Dio ci parli?

“La fede viene dall’ascolto”

“Forse non hanno udito? Tutt’altro..”

Però non tutti hanno creduto, non tutti hanno obbedito.

  • Perché?

Perché c’è il delta della libertà, ognuno è libero.

In questo Tempo di Avvento iniziato ieri solennemente con questa prima Domenica di Avvento, perché non fare il motto, la bandiera di questo Avvento:

La fede viene dall’ascolto.

E meditare in questi giorni fino a Natale che la fede viene dall’ascolto, imparare quindi a stare zitti, a non continuare a parlare in continuazione, a spegnere la musica, la televisione, fare un tempo di silenzio, di solenne ritiro, di concentrazione sull’essenziale, per ascoltare, affinché la nostra fede aumenti.

Di cuore benedico voi tutti, la vostra giornata, il vostro lavoro, i vostri impegni, le vostre famiglie, questa ripresa di una vita un po’ più libera, visto che sono cambiati i colori di alcune regioni, chiedo al Signore di benedire il vostro senso di responsabilità, di mantenere i doveri che dobbiamo mantenere verso la salute nostra e degli altri, di essere dei bravi cristiani che dedicano il tempo ad ascoltare Dio e coloro che ci parlano di Dio, ci sono tanti Santi Sacerdoti, che ci aiutano a crescere nella fede, a diventare dei veri cristiani.

E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

SANT’ANDREA

PRIMA LETTURA (Rm 10,9-18)
La fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.

Fratello, se con la tua bocca proclamerai: «Gesù è il Signore!», e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.
Dice infatti la Scrittura: «Chiunque crede in lui non sarà deluso». Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».
Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!».
Ma non tutti hanno obbedito al Vangelo. Lo dice Isaìa: «Signore, chi ha creduto dopo averci ascoltato?». Dunque, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo. Ora io dico: forse non hanno udito? Tutt’altro:
«Per tutta la terra è corsa la loro voce,
e fino agli estremi confini del mondo le loro parole».

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