La Divina Misericordia e la Divina Giustizia

Gesù appare risorto

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di domenica 24 aprile 2022 – Domenica della Divina Misericordia

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

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La Divina Misericordia e la Divina Giustizia

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

 

Eccoci giunti a domenica 24 aprile 2022, Festa della Divina Misericordia.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo XX di San Giovanni, versetti 19-31.

Innanzitutto, diciamo subito le condizioni per poter ricevere oggi l’Indulgenza plenaria nella Festa della Divina Misericordia.

Si concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni: Confessione Sacramentale, Comunione Eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, al fedele che nella Domenica II di Pasqua, ovvero della Divina Misericordia, in qualunque chiesa o oratorio, con l’animo totalmente contrito, distaccato dall’affetto del peccato verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi alle pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del Santissimo Sacramento dell’Eucarestia pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro, il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso, ad esempio “Gesù Misericordioso, confido in Te!”. Per esempio, si può anche dire la Coroncina della Divina Misericordia.

Prevengo le domande, che su queste cose subito arrivano, numerose come uno sciame. Le domande sono: «Ma se io non posso andare… se non posso…»

Allora, per la Confessione, l’importante è farla entro gli otto giorni, quindi, uno si può confessare anche il sabato, si può confessare il venerdì prima, o il lunedì o il martedì, lì l’essenziale è però che la domenica noi dobbiamo essere in grazia di Dio, capite?

Non posso avere un peccato grave sulla coscienza e dire: «Vabbè, mi confesserò domani, lunedì, perché oggi non sono riuscito e non posso, e faccio la Comunione lo stesso».

No, questo no. Devo essere in grazia di Dio, quindi, quella che è richiesta, è quella che si chiama la “Confessione di devozione”, cioè la Confessione dove confesso mancanze e peccati veniali, certamente non gravi. Il resto è importante, è essenziale, farlo in questo giorno.

Anche in merito al discorso della Comunione, essendo domenica, tutti dobbiamo andare alla Messa, quindi uno non può dire: «L’importante è che io faccia la Comunione negli otto giorni». No, perché oggi è domenica e tutti dobbiamo andare a Messa, quindi solitamente le particole ci sono per tutti, per cui, chi può fare la Comunione sacramentale farà quella sacramentale, chi può fare quella spirituale, per le ragioni che abbiamo spiegato già tantissime altre volte, farà quella spirituale e poi queste condizioni, che vi ho detto, cioè il Padre Nostro, il Credo e la pia invocazione, svolte in onore della Divina Misericordia, alla presenza del Santissimo Sacramento esposto o nel tabernacolo. Queste vanno fatte oggi.

Bene. Queste sono le condizioni per la Festa di oggi.

Voi vi aspetterete che adesso io vi parli di Santa Faustina Kowalska, come ho fatto ogni anno, e faccia una meditazione sul messaggio di Gesù per questa domenica, e invece no… invece no, perché l’ho sempre fatto, quindi, se volete andate ad ascoltare le registrazioni degli anni passati per questa Festa della Divina Misericordia, dove ho commentato ampiamente il messaggio di Gesù a Santa Faustina Kowalska.

Quest’oggi, invece, vi leggo un passo di quanto Gesù disse a Santa Brigida di Svezia, dove Gesù parla della Divina Misericordia, ed è importante che sentiamo cosa Gesù dice in merito alla Divina Misericordia, perché il rischio qual è?

È quello di prendere il messaggio di Santa Faustina Kowalska, strumentalizzarlo, e farlo diventare ciò che non è, perché le cose vanno capite bene, altrimenti si fa confusione. Allora, per capirle bene, bisogna metterle nel loro contesto, e in questo messaggio di Gesù a Santa Brigida credo che possiamo capire un po’ meglio che cos’è questo tema della Divima Misericordia.

Parla Gesù:

«Che ve ne pare di questi che hanno occupato il Mio castello? Ora ti spiegherò cosa significano queste cose. Il Castello, di cui ti ho detto, è la stessa Santa Chiesa, costruita con il Sangue Mio e dei Miei Santi, cementata con il cemento della carità; in essa posi i Miei eletti ed amici. Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che Io sono Giudice giusto e misericordioso»

Adesso attenzione bene che Gesù ci spiega:

«Tutti Mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che Io sono giusto Giudice».

Chiaro? Proprio cristallino…

Ringraziamo il Cielo, che Gesù dice “quasi nessuno”, perché a questo mondo ci sarà sempre qualcuno che predicherà in modo corretto, come bisogna predicare, e crederà in modo corretto, come bisogna credere.

Prosegue Gesù:

«Essi Mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo, infatti, sarebbe il giudice, che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti».

Capite?

Gesù dice: «Ma voi vi rendete conto che Io non posso essere ingiusto? Cioè, in nome di una falsa misericordia, voi affermate qualcosa che, se io fossi così, Mi renderebbe ingiusto».

Affermare la Misericordia di Dio non può mai voler dire “affermare la Sua ingiustizia”, affermare la Misericordia di Dio non può mai voler dire “affermare l’iniquità di Dio”. È una bestemmia!

Se io affermo una misericordia, che rende Dio iniquo, voi capite che questa misericordia è falsa.

È sempre il solito discorso, è una questione di razionalità, cioè, qui non è che ci voglia la fede di San Tommaso e la conoscenza di San Tommaso, qui basta avere un cervello che ancora sappia fare 1+1=2, cioè una mela più una mela, fanno due mele. Questo cervello ci vuole per capire queste cose, non Pico della Mirandola.

Prosegue Gesù:

«Ma io sono Giudice giusto e misericordioso, sicché non lascerò impunito neppure il minimo dei peccati…»

I Santi dicono tutti questa cosa, tutti i Santi e i Mistici ripetono tutti la stessa cosa, dicono tutti questa cosa qui: Padre Pio da Pietralcina, Santa Teresa d’Avila, tutti dicono la stessa cosa.

«…né senza ricompensa il minimo bene».

Capite? Questa è la Giustizia! Se non fosse così, sarebbe iniquo.

Boh… a me sembra una cosa talmente logica, talmente ovvia, che, se vogliamo essere onesti intellettualmente, dobbiamo dire: «Beh… ma è giusto! Cos’è che sta dicendo Gesù  di così strano? Sta dicendo una cosa logica».

Non è che uno può dire: «Nooo, non ci avevo mai pensato! Veramente?! Oh mamma… ma che roba nuova!»

Ma come “che roba nuova”?! È la cosa più logica del mondo!

Quindi, Gesù ci dice: «Non lascio impuniti i peccati, così come non manco di premiare le opere buone».

Continua Gesù (fate attenzione):

«Attraverso il muro scavato sono entrati nella Santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano la Mia Giustizia, tormentano gli amici Miei come quelli che sono legati ai ceppi».

Guardate che sono parole forti!

Sono parole vere, anche se sicuramente qualcuno storce il naso, ma sono problemi suoi.

Peccano senza timore”, “negano la Mia Giustizia”, “tormentano i Miei amici”, “sono entrati nella Mia Santa Chiesa”.

Noi non possiamo peccare senza timore, e noi non possiamo negare la Giustizia di Dio, assolutamente, assolutamente…

«Per gli amici Miei stessi non c’è infatti gaudio e consolazione. Ma ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro, come se fossero demoni. Se di Me dicono il vero, sono confutati e accusati di menzogna».

Ogni frase che dice Gesù in questo messaggio a Santa Brigida di Svezia veramente è incredibile, incredibile…

È proprio bellissimo vedere come Gesù parla con una chiarezza cristallina, cioè si capisce ogni virgola di quello che dice, non è fuffa. Ogni frase è di una chiarezza incredibile.

Ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro, come se fossero demoni, e non gli è dato nessun gaudio e nessuna consolazione, perché?

Perché sono amici di Gesù, perché dicono il vero… e allora?

Allora vengono confutati subito, vengono attaccati: «No, non è vero… No, non è qui… No, non è là, non è su e non è giù…», e sono accusati di mentire.

Le fonti! Portare le fonti! È inutile fare i quaquaraquà. Fonti! Bisogna portare le fonti.

Gesù va avanti:

«Desiderano ardentemente ascoltare e dire cose rette, ma non c’è chi li ascolti o chi le dica loro».

Noi vogliamo ascoltare cose rette? Noi vogliamo dire cose rette?

«Io stesso, Signore e Creatore, sono bestemmiato. Dicono infatti: Non sappiamo se c’è Dio. E se c’è, non ce ne importa. Abbattono e conculcano il Mio vessillo, — cioè la croce — dicendo: Perché ha patito? A che ci giova?»

Già ve l’ho detto, no?

Se voi vedete, ci sono alcune realtà che sono sparite dai discorsi, dal parlare, dal linguaggio, non se ne parla più: non c’è modo migliore per far sparire delle realtà, delle verità, delle categorie, dei concetti, non c’è modo migliore che non parlarne più. È una tecnica, è una tattica proprio linguistica e culturale.

Primo, l’Eucarestia: si fa, ma non se ne parla più o se ne parla pochissimo. Parliamo della Parola di Dio, che, per l’Amor del Cielo, è importantissima, ma noi siamo Cristiani Cattolici, non siamo né luterani né calvinisti; la Parola di Dio va bene, ma non possiamo dimenticare l’Eucarestia, non possiamo sostituirla, mettere da parte Gesù Eucarestia e parlare solo della Parola. No, le due realtà vanno insieme, infatti, nella Santa Messa c’è l’una e c’è l’altra. Se no, è una cena protestante.

Poi, la Croce, la Passione di Gesù, la sofferenza, il sacrificio, l’offerta, le anime vittime, il Nome di Gesù… il Nome di Gesù!

Uno può fare un’omelia, una predica, una meditazione, senza mai nominare il Nome di Gesù, incredibile ma vero! Uno può scrivere un testo, senza mai nominare il Nome di Gesù.

Prosegue Gesù (attenti):

«Che dia — sarebbe rivolto a Dio — a noi la nostra volontà e ci basta ed Egli si tenga pure il Suo Regno e il Suo Cielo. Io voglio pur essere in loro, ma essi dicono: piuttosto moriamo, prima di lasciare la nostra volontà».

Fino a quando permane la mia volontà, non c’è spazio per Gesù.

Vogliamo, quindi, vivere la Misericordia (e adesso torniamo a Santa Faustina Kowalska), vogliamo fare un inno alla Divina Misericordia, vogliamo vivere nella Divina Misericordia?

Bene, prendiamo il messaggio di Gesù a Santa Faustina e viviamolo come Lui lo ha detto, cioè: «Ci sono due Troni: il tabernacolo e il confessionale. Questi sono i luoghi della Divina Misericordia».

Vogliamo avere la Misericordia di Dio?

Bene: tabernacolo e confessionale.

Gesù parla chiaro, e allora lì Lui dice: «Io sono disposto a dimenticare ogni peccato».

Sì, ma se tu lo riconosci e lo confessi, non “a gratis”… chiaro?

Leggiamo, per favore, i testi come sono scritti!

Non mettiamo in bocca a Dio parole che non ha detto!

Perdona tutto, il Signore, certo, ma tu devi riconoscere il tuo peccato, ma tu devi metterti in ginocchio e chiedere perdono a Dio!

Funziona così: devi essere pentito con la volontà di non farlo più, allora hai tutte le viscere della Misericordia, che si aprono e ti perdonano, certo, è il grandissimo messaggio di Gesù a Santa Faustina, con addirittura l’Indulgenza plenaria.

Andate a leggere bene cosa dice il Signore, è proprio un rendersi puro e bellissimo, meraviglioso, come nel giorno del Battesimo.

Bellissimo, ma per chi si riconosce peccatore, chiede perdono a Dio e si confessa, chiaro? Questo deve essere chiaro!

E questa Divina Misericordia sarà sempre unita alla Divina Giustizia.

E quando moriremo? Quando moriremo la Divina Misericordia finisce, è concluso il tempo della Divina Misericordia, a quel punto incontreremo la Divina Giustizia.

Guardate che è tutto scritto, non è che mi sto inventando niente! È tutto scritto, basta leggere il libro di Santa Faustina, ed è tutto scritto, l’ho preso lì. Certo, bisogna avere voglia di leggere e di studiare… certo.

Ecco perché Gesù dice a Santa Faustina: «Quando c’è un’anima morente in agonia, recitate la Coroncina della Divina Misericordia e Io Mi metterò tra l’anima del morente e la Divina Giustizia perché lui, da lì a breve, la incontrerà».

Quella Coroncina della Divina Misericordia, recitata qui su questa terra, aiuterà l’anima della persona morente ad incontrare la Divina Giustizia nel modo più bello possibile, ma la deve incontrare. L’intervento di Gesù servirà proprio per accompagnare, per avvolgere, per addolcire il Giudizio, che poi ci sarà.

Il Giudizio particolare e il Giudizio universale, non li ha mai aboliti nessuno eh… sono sempre lì!

Giudizio, Giustizia… capite? Non stiamo parlando di cachi e di pere ma di Giudizio e di Giustizia.

Infatti, Gesù, quando parla dei Troni della Divina Misericordia, non a caso, i due troni che cita sono sulla terra, non parla del Cielo, parla della terra. La Divina Misericordia si apre qui e ora, è questa la tavola di salvezza di cui parla Gesù e che l’uomo è chiamato a cogliere adesso.

Se no, poi succederà come per il ricco Epulone, che dice: «Oh Padre Abramo, sono qui, ti prego!». «Eh… no, oramai basta… tu hai avuto il tuo tempo e Lazzaro il suo, tu hai fatto le tue scelte e adesso ne porti la responsabilità e le conseguenze di queste scelte».

Quindi, dobbiamo fare di tutto qua, su questa terra, affinché dopo…

A me sembra che questo messaggio di Gesù a Santa Brigida di Svezia sia estremamente chiaro, bello, confortante e assolutamente assonante con quanto afferma Santa Faustina Kowalska, e tutti gli altri Santi del resto.

Andate a leggere l’Atto di Consacrazione all’Amore Misericordioso di Gesù di Santa Teresina, andate a vedere, andate a leggerlo…

Non confondiamo la Misericordia di Dio col “buonismo senza limitismo” degli uomini, sono due cose diverse. La Misericordia non è il “buonismo senza limitismo”.

Auguro, quindi, a me e a voi, di vivere una santa giornata, di riconoscere i nostri peccati, pentircene, fare propositi veri per evitare le occasioni prossime e remote, confessarli, e chiedere perdono a Dio. E allora sperimenteremo la bellezza straripante, entusiasmante della Divina Misericordia, e allora, come San Domenico Savio, non avremo nessun timore della Divina Giustizia.

San Domenico Savio non aveva nessun problema con la Divina Giustizia; i problemi con la Divina Giustizia li ha chi ha l’anima fuori posto. Chi deve andare a ritoccare la Divina Giustizia, sono quelle persone che non hanno l’anima in grazia di Dio, non sono in pace e, siccome non vogliono detestare i loro peccati, non li vogliono riconoscere, non li vogliono rinnegare, allora cercano di cambiare il volto della Divina Giustizia… non si fa così!

San Domenico Savio non aveva nessun problema con la Divina Giustizia. Gli chiesero: «Domenico, se tu sapessi che stai per morire cosa faresti?»

«Continuerei a giocare a pallone».

«Perché?»

«Che paura devo avere della Divina Giustizia?»

San Domenico Savio, di cosa doveva avere paura? Era serenissimo. Cosa sarebbe successo se si fosse davanti al Giudizio di Dio? Niente! Ha vissuto la sua vita in intima amicizia con il Signore e, nel momento della morte, quel rapporto vissuto sulla terra in modo un po’ più intermittente (perché un po’ stava in chiesa, poi andava a giocare e a fare le sue cosine), una volta morto, diventa per sempre… è bellissimo! Che paura deve avere? Nessuna!

Quante persone muoiono belle, muoiono in pace, muoiono serene, muoiono gioiose, perché sono in pace con Dio.

Quante morti sante ci sono, belle!

 

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

VANGELO (Gv 20, 19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

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