La comunione spirituale, parte 3

La comunione spirituale

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione sul tema della comunione spirituale di venerdì 12 agosto 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Mt 19, 3-12)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Testo della meditazione

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La comunione spirituale, parte 3

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a venerdì 12 agosto 2022.

Oggi festeggiamo Santa Giovanna Francesca de Chantal, religiosa.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo diciannovesimo, versetti 3-12 di San Matteo.

Sì, possiamo dire che Gesù non è che sminuisce o cambia, addolcisce o ammorbidisce il suo insegnamento perché i discepoli dicono:” Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. Gesù semplicemente risponde: “Non tutti possono capire quello che io ho detto”. Punto. Fine. Eh… c’è poco da fare: le parole di Gesù non possono essere capite da tutti. Possiamo fare una comprensione letterale del testo, possiamo fare, studiare sintagma per sintagma che cosa vuol dire… da dove viene la radice? Tutto quello che volete, ma poi la comprensione profonda, la comprensione spirituale, che cosa Gesù volesse dire con quelle parole, evidentemente non tutti lo possono capire.

 E allora continuiamo il nostro lavoro di studio, apprendimento, di conoscenza, approfondimento che stiamo facendo sul tema della comunione spirituale. Stiamo leggendo l’Enciclopedia Eucaristica. Siamo arrivati al pensiero teologico.

I teologi preciseranno poco a poco la nozione di Comunione Spirituale. Sant’Agostino ne aveva già parlato, ma in un testo si riferisce unicamente all’unione con Dio mediante la fede, senza rapporto con l’Eucarestia. “Perché preparate i denti e lo stomaco? Credete e avrete mangiato?”. In un altro si tratta della preparazione alla Comunione Sacramentale: “Mangiate spiritualmente questo pane celeste, portate all’altare una coscienza innocente”. Ed altrove: “Il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo vi daranno la vita, ma a condizione che mangiate, beviate spiritualmente, secondo verità ciò che ricevete visibilmente nel Sacramento”. 

Possiamo dire che in queste citazioni di Sant’Agostino la Comunione Spirituale è preparazione e, potremmo anche dire in un certo senso, condizione per ricevere degnamente, con effetti e con effetto la Comunione Sacramentale. Questo cibo che materialmente si riceve nella Comunione Sacramentale, innanzitutto lo dobbiamo assumere spiritualmente nella Comunione Spirituale, portando all’altare una coscienza innocente, se no, che comunione faccio? Non sono io a usare questo termine “condizione”, no? È Sant’Agostino. Ve lo rileggo:

 “… Il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo vi daranno la vita, ma a condizione che mangiate, beviate spiritualmente, secondo verità ciò che ricevete visibilmente nel Sacramento”. 

Vedete? La Comunione Spirituale è condizione per avere la vita dalla Comunione Sacramentale.

Lanfranco 1005-1089, dapprima abate di Bec e poi Arcivescovo di Canterbury, indica molto piamente la distinzione tra la Comunione corporale e la Comunione Spirituale. Sentiamo che cosa scrive: 

Mangiamo e beviamo con la bocca del corpo, corporalmente, tutte le volte che all’altare del Signore riceviamo il suo Corpo dalle mani del sacerdote, ma questo corpo è mangiato e assunto spiritualmente con la bocca spirituale del cuore, quando il fedele si richiama alla memoria con soavità e per sua utilità che il Figlio Unigenito di Dio ha preso carne per la salvezza del mondo, fu appeso alla croce, risuscitò, apparve e salì al Cielo. Questo modo di mangiare è utile ai poveri di Cristo, se, assisi alla mensa di un così grande Re, mangiano per essere sfamati e si ricordano alfine di imitare, sempre pronti a morire per Cristo mortificando continuamente le loro membra che sono sulla terra crocifiggendo la loro carne con i loro vizi e le loro concupiscenza secondo quanto è scritto. Seduto ad una tavola gloriosa, sappi che ti devi preparare (Ecclesiatico, 31,12).

Quindi vedete che ci sono una bocca del corpo e una bocca del cuore, una bocca spirituale. Ecco perché si chiamano tutte e due “Comunione”.

L’abate di Admont, 1165, dice: “L’amore che gli fa [all’uomo spirituale] desiderare la dolcezza di questa refezione, il timore che egli prova di non essere degno di accostarsi ad un dono così grande, e la Misericordia Divina lo portano a rivolgersi supplichevole a Dio Padre: «Padre, donami la porzione di sostanza che mi spetta; Padre santo, Padre clemente, Padre di misericordia, donami la porzione di sostanza che è veramente la mia sostanza, la porzione del Corpo e del Sangue di Cristo tuo Figlio»”.

Bellissime parole…

Nella stessa epoca Guglielmo di Saint Thierry scrive: “Colui che ha il senso di Cristo sa quanto è utile alla vita cristiana meditare attentamente almeno un’ora al giorno i benefici della Passione e della Redenzione per trarne profitto con soavità nel profondo della propria coscienza e per conservarne fedelmente la memoria. Questo si chiama mangiare spiritualmente il Corpo di Cristo e bere il suo Sangue”.

Capite? È quello che noi abbiamo imparato a fare con l’Ora Santa; è quello che ci ha insegnato Monsignor Fulton Sheen; che ci ha insegnato don Giuseppe Tomaselli; insomma sono tanti quelli che ci hanno insegnato la bellezza e l’importanza di questa Ora Santa da passare ogni giorno davanti al Tabernacolo: questa meditazione, questa preghiera fatte sulla Passione di Gesù, almeno un’ora al giorno sono il modo con cui ci nutriamo, facciamo la Comunione Spirituale con Gesù nella misura in cui meditiamo i benefici della Passione e della Redenzione di Gesù.

E Pietro di Celle, 1183 scrive: “Colui che si occupa così di Dio ed è posseduto da Dio, nelle ore mattutine è preso da una fame ardente ed è fortificato tutto il giorno dalla Comunione al Sangue e al Corpo di Gesù Cristo.”

C’è proprio una fame… Perché quando sei così occupato da Dio, in Dio, appena ti svegli senti questa fame della Comunione.

In questi esempi la Comunione Spirituale è vista ancora soprattutto come preparazione alla Comunione Sacramentale.

Vediamo in Pietro Lombardo e san Tommaso.

In Pietro Lombardo, 1160, si parla di una vera Comunione Spirituale non legata alla Comunione Sacramentale. Dopo aver distinto due modi per mangiare il corpo del Signore, l’uno materiale da parte sia dei buoni sia dei cattivi, e uno spirituale solo da parte dei buoni, aggiunge: “Colui che non mangia, mangia, e colui che mangia, non mangia poiché talora chi non mangia sacramentalmente mangia spiritualmente e viceversa, e quelli che mangiano spiritualmente, si dice che ricevano la verità della Carne e del Sangue.

Vedete? Vedete quanti testimoni, quante fonti autorevoli confermano questo discorso? Talora chi non mangia sacramentalmente, cioè chi fa la Comunione Spirituale, mangia spiritualmente, che vuol dire fa la Comunione Spirituale. 

San Tommaso nega alla semplice visione dell’Ostia il potere di aumentare la Grazia; riconosce una efficacia reale alla Comunione Spirituale. Scrive: “Prima di ricevere questo sacramento, l’uomo può ottenere la salvezza con il desiderio di riceverlo, come colui che desidera il Battesimo prima di esservi ammesso. Si può essere trasformati in Cristo, incorporati in lui dal desiderio, anche senza la ricezione del sacramento. È evidente che tutti sono tenuti a mangiare spiritualmente, poiché questo significa essere incorporati in Cristo, ma la manducazione spirituale include il voto, il desiderio di ricevere questo sacramento e quindi l’uomo, senza questo desiderio, non può essere salvato”.

Voi chiederete: “Perché San Tommaso nega alla semplice visione dell’Ostia il potere di aumentare la Grazia?” Perché qui ci stava dietro un problema. 

Verso il 1230-1240 alcuni teologi, fuorviati forse dalla preoccupazione che allora produceva il desiderio di vedere l’Ostia, si domandavano se non fosse sufficiente guardarla per comunicarsi sacramentalmente.

Vedete? Hanno fatto questo scivolone, saltano la Comunione Spirituale e dicono: “Faccio già la Comunione Sacramentale guardando l’Ostia”. Eh, no! 

Questo sguardo può essere tutt’al più una Comunione Spirituale. 

Quindi c’era già chi cercava di correggerli. San Tommaso nega alla semplice visione il potere di aumentare la grazia: non basta vedere; non è che il vado lì, vedo e faccio la Comunione Sacramentale. Questo avviene solo quando c’è un desiderio, quando io desidero questo sacramento: ecco la Comunione Spirituale! Anche se non c’è la ricezione fisica e materiale del sacramento. 

Bene, domani vedremo il paragrafo secondo che tratta la prassi e vedremo i rituali.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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