Un cardiologo visita Gesù di Franco Serafini, parte 13

Cardiologo visita Gesù

Meditazione

Pubblichiamo l’audio del ciclo di meditazioni sul libro: “Un cardiologo visita Gesù” di giovedì 22 settembre 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Lc 9, 7-9)

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Testo della meditazione

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Un cardiologo visita Gesù di Franco Serafini, parte 13

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a giovedì 22 settembre 2022.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo nono del Vangelo di san Luca, versetti 7-9.

Oggi ha inizio la Novena delle Rose in onore di santa Teresa di Gesù Bambino: ve la raccomando tanto… In internet potete trovare tutto quello che è importante sapere sulla Novena delle Rose: affidiamoci a santa Teresina e vi chiedo tanto di pregarla per la mia intenzione di Sofonia 3.

Continuiamo la nostra meditazione sulla lettura del libro del dott. Serafini, Un cardiologo visita Gesù. Siamo arrivati al paragrafo intitolato ‘Vivo?’. Siamo a pagina 116. 

Ieri abbiamo visto che siamo in presenza di un tessuto cardiaco infartuato, che ha subito un severo stress e nel quale è in atto una risposta infiammatoria; abbiamo visto che è un tessuto che evidenzia una acutissima e straziante sofferenza, spasmi rapidi e violenti in grado di spezzare le cellule muscolari: un cuore agonizzante che consuma le sue ultime energie prima di morire.

Vivo?

Infine un dato veramente sconvolgente: tranne forse a Lanciano, dove il tessuto antico appare oggi come misteriosamente mummificato, gli altri quattro tessuti, nonostante la coesistenza di fenomeni di degradazione e di autolisi, presentano caratteristiche di indubbia vitalità. Vediamo di approfondire.

In un’intervista registrata del 7 dicembre 2000, il dott. Lawrence, che sta studiando il campione di Buenos Aires del 1996, spiega che, in particolare, il suo vetrino ha fissato leucociti attivi e vivi al momento del prelievo. Aggiunge, fra l’altro, che è semplicemente inspiegabile come questi leucociti possano essere sopravvissuti per tre anni in acqua, senza dissolversi, quando normalmente questo avviene già dopo qualche minuto, al massimo un’ora, una volta separati dall’organismo vivente da cui provengono o dopo la morte di questo.

Certo: lì è tutto vivo! Nell’Eucarestia il Cuore Eucaristico di Gesù è vivo! Non c’è niente di morto: è la vita! E non è separato da tutto l’organismo… lì c’è tutto Gesù!

Quattro anni dopo, di fronte allo stesso vetrino, abbiamo visto anche il prof. Zugibe esprimere lo stesso concetto. Commenta  l’infiltrazione dei leucociti: «[che] normalmente non sono nel cuore, ma fuoriescono dal sangue e si dirigono nella sede di un trauma o di una ferita». 

C’è il Cuore e ci sono anche i leucociti: questo significa che c’è una ferita! Altro che trauma e ferite nel Cuore di Gesù…

Poi aggiunge: «Questo campione era vivo al momento in cui è stato prelevato!».

È dall’inizio della Chiesa che si dice che lì Gesù è vivo!

Alla domanda «Ma quanto sopravvivrebbero questi leucociti se il tessuto venisse posto in acqua?» la risposta è la stessa del dott. Lawrence: «Si dissolverebbero in pochi minuti e non esisterebbero più».

E qui sono sopravvissuti in situazioni impossibili, in cui non era possibile vivere!

Più tardi preciserà che dopo un periodo così lungo in acqua, non solo sparirebbero i globuli bianchi, ma qualunque cellula umana perderebbe qualunque morfologia riconoscibile.

A Tixtla un macrofago è colto addirittura in un momento in cui è attivo, e cioè mentre sta, come suo dovere, fagocitando materiale lipidico!

Dunque un macrofago è colto mentre sta mangiando del materiale lipidico…

La preparazione del vetrino ha interrotto proprio in quel momento la vita del macrofago e ne ha fissato per sempre l’aspetto dinamico e vitale: la membrana citoplasmatica non si è ancora richiusa sul boccone e il citoplasma è ripieno di vacuolizzazioni lipidiche appena fagocitate.

L’hanno ‘bloccato’, fotografato proprio mentre si stava “nutrendo”: una parte del ‘boccone’ l’aveva già ingoiata  e una parte la stava mangiando… incredibile che cosa succede in questi vetrini!

Va inoltre considerato che una reazione infiammatoria, così come la vediamo nei tessuti di Buenos Aires e Tixtla, è espressione di un organismo ancora vivente e in grado di coordinare una complessa cascata di eventi che coinvolgono diverse popolazioni cellulari opportunamente stimolate e attivate. Il miracolo, quindi, non consiste solo nella comparsa “dal nulla” di un particolare tessuto, nel nostro caso il miocardio, isolato e fuori contesto: il tessuto è vivente e funzionale perché misteriosamente collegato ad un organismo completo, anche se invisibile ai nostri occhi!

Lì c’è tutto Gesù; non c’è una parte staccata, è tutto Gesù, altrimenti questo non potrebbe essere un miracolo.

 I globuli bianchi, infatti, non vengono prodotti in loco, nel tessuto infiammato…

infatti non vengono prodotti nel cuore…

… ma arrivano da altrove, utilizzando una circolazione sanguigna funzionante, attratti dalla risposta infiammatoria. I leucociti ci parlano di un intero organismo che è vivo e che sta provvedendo a riparare un proprio tessuto infiammato e lesionato.

“Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo…”. Lì c’è tutto! È il mistero della Eucarestia!

Nella compagine di questo misterioso tessuto, in una occasione, la dott.ssa Segovia de Sasot descrive una zona che, testuali parole in spagnolo, parecia latir ritmicamente: sembrava battere ritmicamente!?! Una sola zona e in una sola occasione: nessuna telecamera ha registrato l’evento, ma la dottoressa non ha potuto, nonostante la palese inverosimiglianza, trattenersi dal descrivere quello che i suoi occhi hanno visto. Perché una professionista dovrebbe mettere a rischio la propria reputazione e la propria credibilità di medico ematologo raccontando un evento assurdo, se non perché, nonostante tutto, questo era semplicemente e veramente quello che ha visto!?

Le uniche cellule che si muovono ritmicamente sono le cellule muscolari; in particolare, la capacità di contrarsi ritmicamente e automaticamente è propria delle cellule muscolari cardiache.

Queste cellule, quindi, sono del cuore e sono vive, battono, si muovono!

In conclusione, siamo di fronte ad un corto circuito per la ragione umana: gli strumenti della scienza dimostrano inequivocabilmente una realtà biologica dotata della elegante complessità dei viventi, di cui però non sa minimante spiegare origine e persistenza. Come ha fatto a comparire un frammento vitale di cuore nella compagine di un pezzo di pane? 

È la transustanziazione e questo la scienza non lo può sapere…

E come ha fatto a resistere per tanti anni, in acqua o in acqua distillata, certamente in parte deteriorandosi, ma facendolo “al rallentatore”, consentendo comunque, a distanza di anni, l’esecuzione di analisi medico-scientifiche? 

Questo è il miracolo…

Come spiegare poi l’assurda sopravvivenza, in assenza di nutrimento e in condizioni ambientali ostili, di popolazioni cellulari fragili, come i leucociti e addirittura la loro vitalità al momento del prelievo?

Questo è Gesù… e l’Eucarestia è il miracolo dei miracoli! Non esiste un miracolo più grande di questo! Questo non ha spiegazione per la scienza…

Si tratta di un rompicapo che apparentemente, per l’uomo di scienza, non ha soluzione.

Ci viene in soccorso la fede che la Chiesa cattolica professa da sempre. I miracoli eucaristici, nella loro inverosimiglianza, ci dicono in modo discreto, ma chiarissimo per chi vuole intendere, che nell’Eucarestia è realmente presente quel Corpo piagato e torturato a morte sulla croce, alle porte di Gerusalemme, il venerdì di  Pasqua…

Prima di andare a ricevere la Comunione, dovremmo rivedere ogni giorno un pezzetto del film di Mel Gibson, The Passion: dovremmo rivedere qualche minuto del grande evento della Passione di Gesù, finché non ci entra bene nella testa.

… Anche a noi contemporanei è data la possibilità di servirci dei migliori strumenti della scienza per sostenere la nostra fede in quel Cuore vivo e sofferente che, come ci ammoniva Blaise Pascal, sarà in agonia fino alla fine del mondo…

… Al più recente congresso internazionale di sindonologia, tenuto a Pasco, Washington, negli Stati Uniti, nel luglio 2017, un cardiologo italiano, il dott. Pietro Pescetelli, ha proposto una sequenza fisiopatologica che avrebbe portato alla morte di Gesù di Nazaret assolutamente in linea con quanto esposto in questo capitolo. Il cardiologo, integrando i dati “clinici” che si possono desumere dai vangeli della Passione con i reperti “medico-legali” che scaturiscono dalla Sindone, critica la teoria, al momento prevalente, della morte per asfissia del crocefisso. I vangeli mostrano un Gesù lucido fino alla fine, in grado di deglutire, di parlare e, infine, perfino di urlare; il vangelo di Giovanni descrive, e l’immagine sindonica conferma, la fuoriuscita di sangue e acqua dal fianco squarciato, a morte già avvenuta. Ebbene tutto questo, secondo il dott. Pescetelli, è compatibile con la sofferenza miocardica da stress catecolaminico in grado di mimare un infarto, anche in assenza di lesioni coronariche (improbabili in un trentenne), fino alla rottura della parete ventricolare, la fuoriuscita di sangue nel pericardio con conseguente tamponamento del cuore (così impossibilitato a contrarsi) e causante una morte immediata. Il ristagno di sangue nel pericardio, per alcune ore e nella posizione verticale di un crocefisso, porta alla sedimentazione della parte corpuscolata, sottostante, e del siero trasparente, soprastante. Al colpo di lancia del centurione, nel sesto spazio intercostale destro, fuoriusciranno quindi, separatamente, sangue e poi acqua.

Beh, non possiamo dire che non è stato interessante, anzi… Cerchiamo di fare tesoro di quanto abbiamo ascoltato, soprattutto durante la Santa Messa. Potreste scrivervi su un foglietto i passi più importanti che abbiamo letto per usarne la lettura come preparazione.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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