“Comunione spirituale e comunione psichica” da “Vita comune” di D. Bonhoeffer. Parte 9

Comunione spirituale e comunione psichica

Meditazione

Pubblichiamo l’audio della meditazione: “Comunione spirituale e comunione psichica” tratta dal testo “Vita comune” di Dietrich Bonhoeffer.
Lunedì 23 gennaio 2023

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

VANGELO (Mc 3, 22-30)

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione in formato PDF

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a domenica 23 gennaio 2023. Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal terzo capitolo del Vangelo di San Marco, versetti 22-30.

Continuiamo la nostra lettura del libro Vita Comune di Dietrich Bonhoeffer. Stiamo vedendo come questo libro ci offra spunti davvero interessanti e siamo ancora al primo capitolo! Come vi ho già anticipato, non lo leggeremo tutto, ma questa parte sì, perché è molto interessante. Adesso inizia una trattazione molto, molto densa e molto, molto bella: vedrete quanti spunti di riflessione avremo.

Dal momento che la comunione cristiana è fondata solo in Gesù Cristo, si tratta di una realtà pneumatica e non della psiche. 

Pneumatica significa “spirituale”: pnèuma in greco è lo spirito. 

Questo è l’elemento che la distingue nettamente da tutte le altre forme di comunione. La sacra Scrittura definisce pneumatico, cioè «spirituale», ciò che è creato solo dallo Spirito Santo, il quale fa entrare nel nostro cuore Gesù Cristo Signore e Salvatore. Nella Scrittura si chiama invece psichico, cioè «proprio dell’anima umana», tutto ciò che viene dai naturali impulsi, dalle risorse e dalle disposizioni dell’anima umana. 

Bonhoeffer chiarisce molto bene i termini e bisogna fare sempre così: prima di iniziare un discorso, bisogna chiarire sempre molto bene i termini. 

Abbiamo ormai capito che la comunione, la comunità, la fraternità cristiana, tutta questa realtà è fondata solo su Gesù e che si tratta quindi di una realtà spirituale e non psichica: questa è la differenza sostanziale. Bonhoeffer dice che la Sacra Scrittura definisce spirituale solo quello che è “creato dallo Spirito Santo” che “fa entrare nel nostro cuore Gesù Signore e Salvatore“; chiama invece “psichico”, cioè proprio della natura umana, tutto ciò che viene dagli impulsi naturali, dalle risorse e dalle disposizioni dell’uomo. 

Adesso non ripeteremo ogni volta la distinzione tra “pneumatico” e “psichico”: l’abbiamo chiarita e da qui in poi dovremo tutti sapere che, quando vi parlerò di “comunione spirituale”, starò dicendo qualcosa di preciso e quando vi parlerò di “comunione o comunità pneumatica” farò riferimento a questo; quando, invece, vi parlerò di “comunione o comunità psichica”, farò riferimento a tutto ciò che è proprio dell’animo umano.

Il fondamento di ogni realtà pneumatica è la Parola di Dio, chiara e manifesta in Gesù Cristo. 

Noi, come cristiani cattolici aggiungiamo che il fondamento di ogni realtà pneumatica sono la Parola di Dio e l’Eucarestia, perché è l’Eucarestia che fa la Chiesa: questo non dobbiamo mai dimenticarlo. Ogni realtà spirituale si fonda sulla Parola di Dio e sull’Eucarestia.

Il fondamento di ogni realtà psichica è l’oscurità impenetrabile degli impulsi e dei desideri dell’anima umana. 

Credo che questa sia l’esperienza di tutti: il mondo degli impulsi e dei desideri dell’uomo è un mondo assolutamente oscuro. Perché? Perché i nostri impulsi oggi spingono a destra e domani a sinistra; i nostri desideri oggi vogliono le mele e domani le pere. Noi siamo fatti così: non c’è costanza negli impulsi e nei desideri dell’uomo che sono molto altalenanti.

 Il fondamento della comunione spirituale è la verità…

Per sapere se stiamo vivendo una comunione spirituale con chi abbiamo attorno, dobbiamo chiederci se il fondamento della nostra unione sia la verità.

… il fondamento della comunione psichica è la brama (cioè il possedere). L’essenza della comunione spirituale è la luce – «infatti Dio è luce e tenebra alcuna non è in lui» (1Gv 1,5), per cui «se camminiamo nella luce, come egli stesso è nella luce, noi siamo in comunione scambievole» (1Gv 1,7). L’essenza della comunione psichica è oscurità – «infatti dal di dentro, dal cuore dell’uomo, escono i cattivi pensieri» (Mc 7,21) è la notte profonda che si stende sulle origini di qualsiasi azione umana, anche e soprattutto sugli impulsi nobili e religiosi. La comunione spirituale è costituita da chi è stato chiamato da Cristo, la comunione psichica dalle anime devote.

Che, aggiungo io, si chiamano da sole. La comunione spirituale si fonda su Gesù, sulla chiamata di Gesù; non sul mio essere religioso e sul mio modo di intendere la fede.

Nella comunione spirituale vive il limpido amore del servizio fraterno, l’agape; nella comunione psichica arde il torbido amore dell’impulso pio, ma in realtà empio, l’eros 

Qui ci sarebbero tante cose da dire, ma non è possibile.

Quindi, noi capiamo se stiamo vivendo una comunione spirituale, dal vero spirito del servizio, se c’è servizio, se c’è amore per servire che è agape. Al contrario, nella comunione psichica c’è “il torbido amore dell’impulso pio”, dell’eros, che in realtà è empio (empio = in+pius, non pio). Siamo sempre lì: c’è un impulso che, se diviene fondamento, non c’è più una comunione spirituale. 

Ora aggiungiamo una considerazione che non è nell’intenzione di Bonhoeffer, ma la facciamo noi: provate a pensare anche alla Comunione Spirituale con Gesù Sacramentato pensate anche a quello: quanto la nostra Comunione Spirituale con Gesù nella Eucarestia vive del limpido amore del servizio; quanto è luce; quanto è fondata nella verità?

nella prima (nella comunione spirituale) si ha un servizio fraterno ordinato, nella seconda un disordinato desiderio di godere di questa comunione; 

Vedete che ciò che cambia è sempre l’uomo al centro 

nella prima l’umile sottomissione al fratello nella seconda la superba sottomissione del fratello ai propri desideri, pur nell’apparenza dell’umiltà. 

C’è un’apparenza di devozione, di umiltà; c’è anche un’apparenza di servizio, ma è tutto apparente perché è tutto in funzione dell’io, quindi, di fatto, io vado a sottomettere l’altro a me.

Nella comunione spirituale è solo la Parola di Dio che governa (e noi aggiungiamo: oltre alla Parola, anche l’Eucarestia), nella comunione psichica essa è affiancata dall’uomo dotato di particolari risorse, ricco di esperienze, capace di esercitare una suggestione quasi magica. 

Dio e l’uomo: questa è la differenza! 

Nella prima l’unico elemento vincolante è la Parola di Dio, nella seconda ci sono anche degli uomini che legano a sé gli altri. 

Capite che nella comunione spirituale l’elemento fondamentale è la libertà che viene dallo Spirito Santo e non ci sono legami asfittici!

Nella prima si rimette allo Spirito santo ogni potere, onore e dominio, nella seconda si cerca e si alimenta una sfera personale di potere e di influenza: certamente, finché si tratta di persone devote, l’intento è quello di servire la causa dell’Altissimo e del massimo bene, ma in effetti non si fa che togliere allo Spirito santo il suo ruolo centrale e renderlo inefficace, tenendolo a distanza.

Noi dobbiamo lasciare agire lo Spirito Santo, perché dobbiamo credere che lo Spirito Santo agisce. Anche quando l’intento è buono, non dobbiamo esercitare una sorta di potere, di influenza, di dominio sugli altri, perché, se no, rischiamo di precedere, anticipare lo Spirito Santo, quasi di costringerLo, di condizionarLo e, infatti, lo facciamo fuggire! 

Pensate anche a quando noi vediamo qualcuno che ci sta a cuore e vorremmo che avesse la fede e non ce l’ha: quanto è forte la tentazione di far pressione, di costringerlo. Invece dobbiamo lasciar fare allo Spirito Santo; preoccuparci di dare noi una buona testimonianza nel nostro modo di vivere l’unione con Gesù e poi basta.

Qui in effetti si sente solo l’efficacia dell’elemento psichico. Se nel primo caso domina lo Spirito, qui invece si ha la psicotecnica, il metodo; nel primo, l’amore senza artificio, pre-psicologico, pre-metodico, mosso solo dall’intento di essere disponibili al fratello; nel secondo, l’analisi e la costruzione psicologica; nel primo il servizio umile, semplice al fratello, nel secondo la manipolazione dell’estraneo, con intento indagatore e calcolatore.

Quello spirituale è un amore che fugge da tutti i calcoli; non è scrutatore; fugge da tutto ciò che sa di psicologia, di studio; è mosso da verità e dalla voglia di essere disponibile al fratello al di là di ogni analisi più o meno pertinente.

Oggi, quando si parla di fraternità, di comunione fraterna, di comunità, diventano tutti psicologi: si mettono tutti a fare un’analisi psicologica degli altri, senza avere, peraltro, alcuna laurea in psicologia. Questa è la cosa interessante: sono tutti psicologi (se non sono psicanalisti), ma nessuno, se non pochissimi, sono laureati in psicologia o specialisti in psicanalisi, quindi voglio dire se ciascuno facesse il suo, non sarebbe una brutta cosa. E soprattutto se nessuno usasse strumenti che non è autorizzato ad usare: non mi metto a fare il teologo, se non sono teologo; non mi metto a fare il medico, se non sono medico; non mi metto a fare l’ingegnere, se non sono ingegnere; non mi metto a fare lo psicologo, se non sono psicologo! Non è che tutti possiamo fare tutto! Se vuoi fare lo psicologo, ti fai cinque anni di Università, benissimo! Vuoi fare il teologo? Magari ne devi fare qualcuno di più! Vuoi fare il medico? Ti fai i tuoi sei anni di medicina! Allora sì che puoi parlare con pertinenza: non è che uno si alza al mattino ed è il figlio di Freud: non è così! Non è onesto e, soprattutto, si fanno disastri, si fa il male delle persone e, con molta semplicità, uno deve dire: “Questo non è il mio campo di pertinenza! Non posso studiare tutto a questo mondo, quindi quella cosa non la so fare! Sì, posso intuire qualcosa; posso avere delle idee; posso fare dei ragionamenti, ma non di più”.

Conosco due dottori, che mi sono tanto, tanto cari, veramente due professionisti (sto sul generico e non dico se siano uomini o donne, dico “medici”, così salviamo la privacy), veramente due medici eccezionali che hanno la passione di essere dottori e questo è quello che serve, perché, quando uno ha la passione, poi, è a 360 gradi; non si è “dottori a ore”, come non si è “sacerdoti a ore”, perché quando ci sono di mezzo l’uomo e il servizio all’uomo, non si è “a ore” e si impara molto vedendo questi medici vivere in questo modo così bello, così umano e anche così spirituale.

Ebbene: quando mi viene qualche intuizione su una questione medica, non è che io prendo la tangente e vado siccome sono la quintessenza della medicina no! Ho una intuizione, ho un’idea, quindi chiamo e chiedo: “Guardi, ho fatto questa riflessione, mi è venuto questo pensiero in relazione a un farmaco, in relazione a una patologia, a una situazione di sofferenza. Ho messo insieme A+B e mi viene fuori C: è logico o no?” Alle volte mi rispondono: “Sì, ci sta. Il ragionamento ci sta e quella è la strada da seguire.”; altre volte mi dicono: “No, no ci sta, perché non è solo una questione di ragionamento: ha messo insieme degli elementi e questo va bene, ma non ha messo insieme tutto il complesso, quindi non è quella la strada da seguire.”. 

Ve l’ho già detto: il “professor Google” non è un grande professore! L’Università “googleiana” non funziona molto e dobbiamo smettere di andare a vedere le cose su Google, come se lì ci fosse il pozzo di ogni scienza possibile, come se quello fosse l’albero della conoscenza no! Ci sono delle informazioni, ma il metterle insieme, il correlarle, il fare sintesi di quelle informazioni non ci viene da Google, ma dallo studio, dalla competenza, dall’esperienza, dalla conoscenza, dall’approfondimento! Quindi dovremmo essere molto più umili e smettere di fare quello che non sappiamo fare e che non siamo autorizzati a fare, anche perché questo è un abuso di professione: se mi metto a fare lo psicologo e non lo sono, questo è abuso di professione. Se vado in giro vestito da sacerdote e non lo sono, interviene la Legge perché questo è un abuso di professione: non posso andare in giro vestito da prete, se non sono prete; non puoi farti chiamare “Padre” o “don”, se non lo sei! È un problema serio: non posso mettermi il camice bianco se non sono laureato in medicina!

Domani vedremo e approfondiremo l’opposizione tra realtà spirituale e realtà psichica.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

Post Correlati