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“Condotta per passare santamente la Quaresima”, del p. Avrillon. Parte 15

“Condotta per passare santamente la Quaresima” - p. Avrillon

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 15 marzo 2022

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Scarica il testo della meditazione

“Condotta per passare santamente la Quaresima”, del p. Avrillon. Parte 15

Eccoci giunti a martedì 15 marzo 2022.

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal capitolo XXIII di San Matteo, versetti 1-12.

Continuiamo la lettura del nostro libro del Padre Avrillon sulla preparazione a questa Quaresima.

Martedì dopo la II domenica – Giorno di vita nascosta

“Risolvete sin dal principio del giorno di fare una pratica esatta, ed una seria applicazione di imitare Gesù nella sua vita nascosta”.

Potrebbe essere una preghiera, questa:

“Protestategli che volete gli occhi suoi per testimoni delle vostre opere buone, e oggi, e nel resto di vostra vita nascondetevi agli occhi altrui, cercate la solitudine come Cristo medesimo l’ha cercata, per timore che la vanità, il rispetto umano ed il desiderio di piacere alle creature non vi tolgano tutto il merito delle vostre opere buone, e non abbiate per ricompensa che la stima degli uomini. Vegliate assiduamente sui vostri sensi interiori ed esteriori. Fuggite le compagnie, ed abbiate una gran premura di purificare e di dirizzare la vostra intenzione verso Dio solo”.

Quanto è bello questo programma di vita… quanto è bello!

Una vita nascosta come i trent’anni di Gesù a Nazareth, fatti di vita ordinaria, una vita assolutamente normale, una vita divina, nascosta da una vita ordinaria semplice, una vita speciale vissuta nell’ordinarietà del giorno dopo giorno.

Che bello questo pensiero di nascondersi agli occhi delle creature, di fuggire la vanità, il rispetto umano, il piacere alle altre persone.

Noi possiamo vivere in centro a Milano, a Roma, a Napoli, a New York, ed essere così. Non c’è bisogno di fuggire chissà su quale cima del monte, chiunque può vivere la vita nascosta di Gesù, basta voler portare la sua solitudine con noi sempre, essere soli con Gesù solo, fuggire le compagnie, sì, soprattutto quelle compagnie inutili, se non dannose.

Meditazione sulla vita nascosta, tratta dal Vangelo.

“Gli scribi e i farisei stan seduti sulla cattedra di Mosè, e fanno tutte le loro azioni per esser veduti dagli uomini. Osservate che l’ipocrita fariseo si fa vedere con ostentazione e l’umile cristiano si nasconde con premura, fa uno studio particolare su questa vita nascosta, e non è mai tanto contento se non quando ha avuto gli occhi di Dio per testimoni di quella buona azione che ha fatta, perchè non ha in vista che lui solo”.

La vita nascosta è proprio questo intrecciarsi solo con Dio.

Uno dice: «Ma allora io devo vivere solo, non devo vedere nessuno, non devo stare con nessuno?»

Dunque, il programma della vita nascosta non è formare dei sociopatici, non è questo. Gesù non ha in mente di sfornare psicotici, uno via l’altro, questo non è il programma della vita nascosta.

Il programma della vita nascosta ve lo rendo con un’immagine che traggo dalla natura. Voi sapete che io amo tanto la natura e spesse volte vi faccio esempi e riferimenti a questo libro bellissimo, che è la creazione.

L’immagine che, secondo me, rende meglio questo tema della vita nascosta è quella delle palme, le palme da dattero.

Osservate le palme: alte, altissime, hanno i loro foglioni in alto; le palme, anche se crescono vicine, non si toccano, perché tutto il loro fusto, tutto il loro tronco è liscio, cioè nel senso che non ha nessun ramo, solo in alto hanno il ciuffo con i datteri. Anche se sono vicine non si toccano mai, se non in alto.

Ecco, coloro che vivono una vita nascosta sono come le palme, con ciò che sta in basso non hanno nessuna relazione; le vere relazioni, i veri contatti, li hanno solo con coloro che, come loro, spuntano verso il Cielo.

Questa è la vita nascosta.

Quindi, se tu cammini vicino ad una palma non vedi niente, solo i suoi datteri; non è come la pianta delle more o dei lamponi, che anche un bambino può andare a raccoglierli, perché sono lì. No, no, no, per le palme ci vogliono gli arrampicatori che arrivino fin su in alto, perché se no non riesci a prenderli… e che frutti gustosi, dolcissimi, buonissimi!

Le palme si toccano, si incrociano, si incontrano, lassù, nel cielo, in alto.

Tu, cos’è che vuoi essere?

Un fagiolo, sul quale ci vanno i bruchi, i topi, i gatti e tutte le bestie possibili ed immaginabili, o vuoi essere una palma, che al massimo viene visitata dagli scoiattoli e da quei begli uccelli che volano alti?

Cosa vuoi essere nella tua vita?

Vuoi essere una pianta di patate, che è lì, tutta piena di terra o vuoi essere questa bellissima pianta, che è la palma, che svetta in alto?

Andate a vedere quanto sono alte!

Questa è la vita nascosta.

Chi passa vicino cosa vede?

Vede questo tronco peloso, e anche un po’ urticante. Non è che ti viene tanto la voglia di toccare il tronco di una palma, poi ti fai male, non è per niente simpatico da toccare. È giusto, perché è là in alto che avviene tutta la sua bellezza vegetativa: le palme hanno in vista il cielo.

“Dimandate a voi stesso, perché faticate quando pregate, quando digiunate e quando fate l’elemosina? Se fate queste cose per gli uomini, fatevi vedere dagli uomini; se per Dio, non vi fate vedere che da Dio”.

Dobbiamo chiederci perché facciamo le cose.

“Qual premio potete voi aspettarvi dalla creatura?”

O per l’amor del Cielo! O per l’amor del Cielo…

“Qualche lode passeggera…”

Mah… neanche si accorgono…

Ma vi è mai capitato che voi andate da qualcuno a dire una cosa, che per voi è importantissima o bellissima o dolorosissima e, o neanche vi guarda, oppure vi guarda e va avanti a fare il suo discorso, e neanche approfondisce, e neanche vi chiede?

Dopo uno dice: «Mah… forse era meglio se stavo zitto».

Eh sì, infatti… infatti… infatti…

Perché gli uomini sono fatti così, sono fatti così…

“…che lusinga l’orgoglio, che guasta il cuore, e tien luogo di tutta la ricompensa che si può sperare da Dio”.

Eh sì, certo, noi, in questa maniera, perdiamo tutto il merito, tutta la presenza, tutta la bellezza di questa partecipazione solo con Dio delle nostre cose più belle.

“Qual pazzia di faticare per essa e di vendere il regno de’ cieli, dice un Padre, per l’aura lusinghiera d’una lode di pochi istanti. Qual ingiusto e rovinoso commercio di dare l’uno per l’altra, e l’oro per la paglia? Applicatevi a ricercare la causa dell’ostentazione per combatterla nel suo principio”.

C’è sempre un motivo per cui noi ostentiamo, c’è sempre un motivo per cui noi aspettiamo come il cagnolino che ci arrivi l’osso. Di solito, è perché non abbiamo un vero rapporto con Gesù, altrimenti godremmo solo di quel consenso e basta.

“È certamente l’orgoglio come l’umiltà il principio della vita nascosta”.

Eh certo…

“Umiliatevi come Gesù vel comanda oggi nel vangelo…”

Capite? Se da una parte l’orgoglio sta al principio di questa vita disordinata, di questa vita tutta sul balcone, così l’umiltà è il principio di questa vita che abita la fenditura sulla roccia. Se noi ci umiliassimo come Gesù ci comanda oggi nel Vangelo, non faremmo fatica ad abbracciare la vita nascosta.

“…e non vi darà fastidio l’abbracciare la vita nascosta. Umiliatevi come Gesù Cristo che si nascondeva per pregare, ora col favor delle tenebre della notte, ora nei deserti lontani dal commercio degli uomini, ora sopra i monti più scoscesi, e si dava premura d’imporre silenzio ai suoi discepoli quando lo aveano veduto fare qualche azione. Seguitate i suoi esempi, nascondete tutte le vostre opere buone: sol vi è la vita nascosta che le metta in sicurezza”.

Noi, assomigliamo a Gesù?

“Per ordinario taluno non è tentato a far conoscere le sue debolezze. La giustizia e l’amor proprio ci impegnano a nasconderle, per timore che non ce ne venga la critica ed il disprezzo”.

Siamo tentati di nascondere che cosa? Le debolezze.

“Volete voi far mostra delle vostre virtù? Questo è un bene che non vi appartiene; appartiene a Dio e alla sua grazia, e voi vi avete soltanto una ben piccola parte, vi è il solo peccato che sia tutto vostro. Nascondete dunque le vostre virtù con tanta premura, quanta ne avete per nascondere i vostri vizi”.

Noi siamo bravi, eh? Bravi a nascondere i nostri peccati, bravi a nascondere i nostri pasticci, bravi a nascondere quando facciamo qualcosa di sbagliato, bravi a nasconderci quando facciamo quello che non dovremmo fare, dire quello che non dovremmo dire… eh siamo bravi… siamo furbi…

“I farisei amano i primi posti e le prime cattedre nelle sinagoghe, ambiscono di esser da tutti salutati nelle pubbliche piazze. State attenti che l’orgoglio, il quale ci fa uscire dalla vita nascosta per esser veduti dagli uomini, ci fa ancora amare il mondo e tutti gli onori del mondo, e quest’amore del mondo è il segno più evidente della riprovazione, secondo l’asserzione di Cristo medesimo”.

L’amore del mondo, la stima del mondo, sono pericolosissimi, perché vuol dire che condividiamo lo stesso orgoglio.

Sentite che bello:

“Ma quando si ama la solitudine e la vita nascosta, si ama ancora, dice S. Bernardo, ciò che vi si trova, ed è Gesù Cristo; e quest’amore è il segno più certo della predestinazione”.

Quando si ama la solitudine e la vita nascosta, si ama ciò che vi si trova, cioè Gesù.

Quando noi siamo in pace col Signore, quando noi amiamo il Signore, cos’è che desideriamo?

Desideriamo sempre stare un po’ da soli… perché?

Perché lì troviamo Gesù.

Amiamo Gesù nel silenzio e nella vita nascosta.

Infatti diciamo: «Ah che bello, mi piacerebbe fare un ritiro… Che bello, mi piacerebbe stare un po’…»

Certo…

“Esaminate con ogni diligenza ciò che in voi si oppone a questa vita nascosta. Non è forse una delicatezza ed una viltà a soffrire e combattere i disgusti e le noie che vi s’incontrano? Non è forse la cagione, perchè non vi siete ancora applicato a regolar bene il vostro interno?”

Sì, certo. Certo, perché è vero: la vita nascosta, praticata con quotidianità, con costanza, comporta anche dei momenti di fatica e di disgusto, di noia, perché il nostro cuore è un po’ altalenante, quindi… però, se noi andiamo avanti… oppure è il fatto che noi non abbiamo ancora ordinato bene il nostro interno.

Certo che, se la prima cosa che noi facciamo è sempre quella di chiacchierare, di dover fare le maestrine e i maestrini, i “Piccoli Profeti crescono”…

“Non è forse una vivacità ed una leggerezza nuturale, che non può star tranquilla, e che voi non avete ancor fissata, perché non l’avete ancora combattuta a fondo come avreste potuto, ed avreste dovuto fare?”

È vero, c’è anche questa: una vivacità e una leggerezza naturale. È come se non riuscissimo a stare fermi, e come se avessimo voglia di… Non è che siano cose cattive, no, è una cosa naturale, quella vivacità, quella leggerezza, che però vanno un po’ ordinate per poter vivere una vita nascosta. Vivere una vita nascosta, guardate che è un impegno; ci vuole impegno e determinazione.

“Non è forse una curiosità indiscreta che vi stimola di saper ciò che avviene nel mondo, le nuove che vi sono ed i suoi intrighi, ai quali dovreste aver rinunziato?”

O Cielo! O Cielo!O Cielo!

E quindi, tutti sui social a guardare, tutti a guardare i video dell’ultima “non so cosa”, che mi dice cosa sta per succedere, tutti a guardare le ultime notizie.

E vai con tutti i mille post al giorno, condivisi, inoltrati, su Whatsapp, su Telegram, su Facebook, su questo, su quello e su quell’altro.

Quanta curiosità indiscreta!

E vai con i nostri cinque Telegiornali al giorno, i nostri tre quotidiani da leggere assolutamente, e la vita nascosta è andata completamente, volatilizzata.

Poi devo andare a scoprire… perché c’è quello che vengo a sapere e che tutti sanno, ma quello che tutti sanno non è vero; io posso sapere anche quello che gli altri non sanno, andando a scavare, a cercare ciò che sta dietro a ciò che sta dietro a ciò che sta dietro a ciò che sta dietro…

Immaginatevi il tempo che noi dedichiamo per queste cose… così appariamo più belli, più intelligenti, più à la page, capaci, più saputi, più sul pezzo, più informati.

Questa curiosità indiscreta… per sapere ciò che avviene nel mondo.

Ti dicono: «Eh, ma tu sei fuori dal mondo, che non sai questo, che non sai quello, che non sai… ?»

Veramente, se io sono in Gesù, io sono al centro di ciò che avviene nel mondo.

Gli intrighi, gli intrighi… a noi piacciono gli intrighi, sì, sì, assolutamente. Ci sono quelli che sanno sempre tutto di tutto, i tuttologi.

Tu dici: «Ah ho scoperto che…»

Loro: «Sì certo, figurati… io lo conosco già da vent’anni».

Oppure dici: «Sai, sono stato in quel paese…»

E ti rispondono: «Quel paese? Oh… figurati, io, in quel paese, ci ho mangiato, ci ho dormito, ho persino avuto una casa».

«Sai, ho letto quel libro…»

«Quel libro? Ma figurati… io di quell’autore lì ti dico tutto quello che c’è, e anche quello che non c’è, su quell’autore lì».

E uno dice: «Santa pazienza, ma questo qui sa sempre tutto? Eh sì, tutto… tutto… tutto…»

Questa curiosità indiscreta…

Questa curiosità indiscreta è terribile, è una nemica tremenda della vita nascosta; infatti, queste persone non sanno avere una vita nascosta, non sono capaci. Sono persone che parlano, parlano, parlano… e quando parlano urlano, perché non sono capaci di avere un ordine interiore, e quando parlano gridano, non sanno parlare, non sanno sentire il volume della loro voce, non sanno stare ferme, non sanno stare nascoste, e quindi neppure sanno nascondere. Non sanno nascondere il Segreto del Re e le cose di Dio: è tutto lì, sul balcone. È una vita da balcone, sono dei balconari, tutto è in mostra.

“Disprezzate le sue follie, superate i suoi ostacoli, fate una risoluzione generosa”.

Mentre mi lavo i denti, non so, mi guardo…

E uno dice: «Ma lavati sti denti… e basta, in pace».

“Abbracciate la vita nascosta primieramente per un principio di giustizia, ed in seguito per uno spirito di penitenza. Ciò che avrete così cominciato col sostenere qualche combattimento, si terminerà ben presto coll’amore. Voi amerete questa vita nascosta, vi troverete tutte le vostre delizie, ed il colmo della vostra gloria, perchè ella vi condurrà alla perfezione dello stato che avete intrapreso”.

Bellissimo… bellissimo… Provare, per credere! Si comincia con la fatica, con il combattimento e si finisce con l’amore, e qui troveremo tutto, tutto.

“Dite a voi stesso: devo nascondermi per giustizia, perchè avendo offeso Dio, non merito di comparire; debbo nascondermi, perchè niente guadagnerei e perderei tutto in farmi vedere. Debbo nascondermi, perchè sono sì debole ed imperfetto, ch’è impossibile ch’io non offenda Dio nel trattare coi mondani, e che non dia qualche scandalo al mio prossimo. Debbo nascondermi per cautela, perchè cado alla minima occasione, perchè non ho virtù bastante per conservar la mia innocenza nel mondo e non ne riporterei che dissipazione. Debbo nascondermi, perchè devo acquistar molte virtù, e non posso acquistarle che nella solitudine. Ma in questa vita nascosta devo leggere, pregare, meditare, occuparmi del mio Dio, vincere tulle le tentazioni d’incostanza, di noia, di leggerezza, di scoraggiamento e di curiosità. Se io l’abbraccio con questi motivi, vi troverò il mio Dio, il quale mi darà forza contro i miei nemici e contro me stesso”.

Quindi, non è che vivo la vita nascosta così, come un ebete, ma devo leggere, devo pregare, devo meditare e devo occuparmi delle cose di Dio, vincendo tutte le tentazioni di incostanza, noia, leggerezza, scoraggiamento e curiosità.

E quindi stare lì, nella nostra camera, nella nostra camera della preghiera, nel nostro luogo di preghiera, stare lì.

Adesso questa bellissima preghiera:

“Qual vantaggio hai ricavato, anima mia , dalla conversazione e dalla compagnia delle creature?”

Anche questa è una di quelle preghiere da scriverci e da leggere tutti i giorni.

Quale vantaggio dalla conversazione e dalla compagnia delle creature?

“Il gusto del mondo, del suo spirito, dei divertimenti, delle maniere, è la spinta alla rilassatezza che ti ha fatto perdere il gusto di Dio, lo spirito d’orazione e di raccoglimento. Che cosa hai guadagnalo nell’introdurti nel mondo?”

Ecco perché poi diventiamo insipidi, ecco perché poi diciamo: «Non sento più Dio, non percepisco più Dio… non è più come una volta».

Certo, certo, è la conversazione e la compagnia delle creature, il gusto del mondo, il suo spirito, i suoi divertimenti, le sue maniere.

“Dei peccati che prima non avevi commessi: e vi hai forse ancor perduta la carità verso il tuo prossimo. Le virtù che avevi acquistate nella solitudine hai esposte ai ladri che ti hanno rapito questo prezioso tesoro; ed il vento dell’amor proprio al primo soffio le ha fatte svanire”.

Terribile disgrazia questa!

“Nascondetevi dunque da qui innanzi”.

Quindi, non si mandano i messaggi su Whatsapp a mezzanotte, o su Telegram o su dove uno vuole, non si mandano!

E quando sgridi le persone, perché dici: «Scusi eh, ma lei alle 5.30 del mattino mi deve scrivere i messaggi delle sue idee, delle sue riflessioni, o messaggi di non so che cosa? Ma le sembra una cosa giusta, alle 5.00 del mattino, alle 6.00 del mattino, alle 7.00 del mattino, quando quello è il momento nel quale l’anima si deve dedicare di più a Dio?»

«Ma io poi non posso, ma io poi di qui, ma io poi mi dimentico, ma io poi ho il lavoro, ma io…»

Fa niente! Fa niente! La Parola di Dio è già stata scritta, basta! Quella è l’urgenza, fine. La Rivelazione si è conclusa con tutta la Scrittura, basta; quindi, ciò che è necessario alla salvezza dell’anima lo abbiamo già. Smettiamola di dirci missionari, autonominati tali, che hanno il compito, la missione di chissà che cosa, di evangelizzare, di diffondere, di salvare…

Smettiamola per favore! Smettiamola!

Impariamo ad avere una vita ordinata e rispettosa anche degli altri!

Se lo dobbiamo fare, se dobbiamo mandare un articolo, un testo interessante, va bene, ma a tempo e luogo opportuno, quando e dove sappiamo di non disturbare le persone.

Io dico sempre: «Non prima delle 9.00 e non oltre le 17.00», perché poi magari una persona va a Messa, recita il Rosario, esce dal lavoro e la lasciamo un po’ riprendere. Poi è il tempo della preghiera, di andare a casa…

Basta! Che mancanza di rispetto! Che mancanze di rispetto sono queste! Non c’è nessuna ragione valida a giustificarle, non c’è; tranne il caso in cui uno stia morendo, allora va bene, ok, chiede un aiuto. Se sta mordendo, va bene, ma non è che moriamo ogni giorno.

Impariamo a custodire questa vita nascosta, impariamo a vivere nel silenzio!

“Nascondetevi dunque da qui innanzi, questo è il più sicuro partito, voi perderete tutto e niente guadagnerete nel mondo. Voi guadagnerete tutto, e nulla perderete nella vita nascosta, perche voi sarete sempre in compagnia di Dio”.

Che bello! Che bello!

“Andate lontano, nascondetevi a voi stesso, per timore che non urtiate nello scoglio della vanità e non facciate qualche triste ritorno al vostro amor proprio, da perdere il merito di ciò che faceste per Dio”.

Sentite che bello adesso:

“Adorabile Salvatore, divino solitario, datemi gusto per la vita nascosta, che voi stesso avete praticata per lo spazio di trent’anni, voi che non aveste a temere né la vanità, né l’amor proprio, datemi forza bastante e grandezza di animo per non curare la stima e gli applausi degli uomini; ma datemi ancora i vostri lumi e le vostre grazie per facilmente pensar a voi solo per mia vita nascosta, e non disgustarmene”.

Quindi, ecco, chiediamo al Signore questa grazia.

Domani vedremo il giorno di umiltà, della quale abbiamo bisogno tutti.

 

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.

Amen.

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.

Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

VANGELO (Mt 23, 1-12)

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

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