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Padre nostro – Cammino di perfezione, S. Teresa di Gesù pt.83

Gesù tende la mano ad un bambino

Meditazione

Pubblichiamo l’audio della meditazione: Padre nostro – Cammino di perfezione, S. Teresa di Gesù pt.83
Lunedì 22 gennaio 2024

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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VANGELO (Mc 3, 22-30)

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione in formato PDF

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a lunedì 22 gennaio 2024. Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal terzo capitolo del Vangelo di san Marco, versetti 22-30. 

Continuiamo la nostra lettura e meditazione del libro di Santa Teresa di Gesù, Cammino di perfezione. Siamo giunti al capitolo ventisettesimo.

CAPITOLO 27

Grande amore che il Signore ci dimostra con le prime parole del “Pater noster” e quanto importi non tener conto del proprio lignaggio per essere veri figli di Dio.

1 — Padre nostro che sei ne’ cieli!… Come si vede bene, Signor mio, che siete Padre di un tal Figlio, e che vostro Figlio è Figlio di un tal Padre! Siate Voi benedetto per tutti i secoli! Non bastava, Signore, che ci accordaste di chiamarvi nostro Padre alla fine della preghiera? Ma Voi ce ne favorite e ce n’empite le mani fin da principio! Il nostro intelletto dovrebbe andarne così rapito e la nostra volontà così compenetrata da non essere più capaci di pronunciare parola. Oh, figliuole mie, come verrebbe bene qui parlarvi della contemplazione perfetta! Come converrebbe che qui l’anima si raccogliesse per elevarsi al di sopra di sé ed ascoltare ciò che le insegna questo Figlio benedetto intorno al luogo ove abita suo Padre, quando dice che è ne’ cieli! Abbandoniamo la terra, figliuole mie! Non è ragionevole che dopo aver conosciuto l’eccellenza di un tal favore, ne facciamo ancora così poco conto da voler restare quaggiù.

2 — Figliuolo di Dio e mio Signore, quanti beni ci date in questa prima parola! Vi abbassate sino a unirvi con noi nelle nostre domande e a rendervi fratello di creature così miserabili e vili. Volendo che vostro Padre ci ritenga per suoi figli, ci date tutto quello che potete; e siccome la vostra parola non può mancar, obbligate vostro Padre ad esaudirci. E questo non è poco per Lui, perché in tal modo ci deve sopportare, malgrado i nostri gravi peccati; perdonare come al figliuol prodigo tutte le volte che ritorniamo ai suoi piedi; consolarci nei nostri dolori e procurarci di che vivere, come si conviene a un buon Padre; anzi, vincere in bontà tutti i padri del mondo, come Colui che è la perfezione di ogni bene; e infine renderci partecipi ed eredi con Voi di ogni sua ricchezza.

Vediamo questi due paragrafi. “Padre nostro che sei nei cieli”; lei adesso commenta queste prime parole del Pater noster e dice: qui, dopo queste prime parole, noi potremmo parlare e raggiungere la contemplazione perfetta, nel senso che l’anima si dovrebbe raccogliere, e si dovrebbe elevare al di sopra di sé, al di sopra di tutto, per ascoltare Gesù, che ci mostra il luogo ove abita suo Padre, cioè i cieli. 

Dovremmo abbandonare la terra, cioè, dovremmo abbandonare tutte quelle logiche, quegli attaccamenti, quegli stili, tipicamente mondani. Voi vedete come già solo la preghiera: “Padre nostro che sei nei cieli”, già questa, queste prime parole, questo incipit, ci potrebbe e ci dovrebbe portare alla contemplazione perfetta? Già questo sarebbe sufficiente per raccoglierci, intorno alla parola “Padre”, intorno alla parola “nostro”, intorno alla parola “cieli”. Dio padre abita i cieli, quindi lì dovrebbe essere il nostro interesse.

E poi, lei dice, riferendosi a Gesù: «Vi abbassate sino a unirvi con noi nelle nostre domande… Volendo che vostro Padre ci ritenga per suoi figli»; certo, perché lo chiamiamo “Padre nostro”, capite? E, quindi, continua: lo obbligate ad esaudirci (se è padre) e anche a sopportarci. Esaudirci, sopportarci… voi vedete che non sono cose da poco, eh? Noi forse siamo abituati, troppo abituati, a dire certe cose. 

“A perdonarci”… ecco, qui ci fa bene ascoltare questa frase di Santa Teresa. Santa Teresa scrive una cosa che è ovvia, nel senso che è logica, però, sapete, ci sono tempi nella storia, dove ci fa bene dirci che “le foglie sono verdi”, perché ci sono tempi nella storia, quando tutti dicono che le foglie sono blu, in cui dire che le foglie sono verdi è un atto rivoluzionario. Dire, come diceva San Tommaso all’inizio delle sue lezioni: “Chi non è d’accordo che questa è una mela, se ne può andare”, perché vuol dire che manca di capacità logica, realistica, di evidenza. San Tommaso diceva: “Questa è una mela (e mostrava una mela), chi non è d’accordo con questo, se ne può andare dall’aula della lezione, perché non c’è niente da dire, non c’è niente da imparare”. E ci sono tempi nella storia dove dobbiamo ridirci: “Questa è una mela; le foglie sono verdi”; anche se, magari, può sembrare un atto rivoluzionario, però noi non possiamo rinunciare, e non dobbiamo rinunciare all’evidenza, alla realtà, e soprattutto alla logica. 

Qual è questa frase, che scrive Santa Teresa, che è un po’ il dire che le foglie sono verdi, che questa è una mela? È questa:

perdonare come al figliuol prodigo tutte le volte che ritorniamo ai suoi piedi…

Vuol dire che Dio ci perdona sempre; certo! Che Dio è un padre buono; certo! Che Dio è pietà infinita; certo! Però, se noi, come il figliol prodigo, ritorniamo ai suoi piedi a chiedere perdono: “Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te”, capite? Riconosco il mio peccato, quindi perdonami. Allora si aprono le viscere della misericordia di Dio, e Dio perdona tutto; non c’è un peccato che Dio non perdoni, se — come scrive Santa Teresa — “come il figliol prodigo, ritorniamo ai suoi piedi tutte le volte”. 

Se non c’è questo ritorno ai piedi di Gesù, consapevoli dei nostri peccati, per chiedere perdono dei nostri peccati, come il figliol prodigo — perché è importante questo riferimento: “perdonare come al figliol prodigo” — non ci può essere perdono, non può esserci un perdono, capite? 

Perché io non posso perdonare chi non chiede perdono, questo è evidente. Non si può perdonare una persona che non è consapevole di aver sbagliato. Che valore ha quel perdono? Non si può forzare qualcuno a ricevere qualcosa, a maggior ragione il perdono. 

Quindi, ecco perché dico che questa frase sta ribadendo l’evidenza, sta ribadendo l’ovvio, perché la Sacra Scrittura è piena di esempi in cui il Signore perdona a seguito di colui che riconosce il suo peccato, certo, però deve riconoscere il suo peccato — l’esempio classico è la parabola del figliol prodigo — altrimenti no. 

Per cui, se vogliamo essere perdonati, come avvenne per il figliol prodigo — andate a leggere la parabola, bellissima! Dove c’è un perdono che è incredibile, proprio un perdono restauratore, che rimette in piedi tutta la bellezza della persona: l’anello al dito, il vitello grasso, l’abito più bello, ricordate? — dobbiamo sapere che questo perdono è vincolato al ritorno del figlio, e al suo battersi il petto; “Ho peccato contro il cielo e contro di te”. Allora si può realizzare il perdono. Ecco, quindi, perché è importantissimo confessarsi di frequente, e confessarsi bene.

Quindi Dio, essendo padre, ci consola, provvede a noi; pensate a quante cose fa Dio Padre: ci consola, provvede a noi e a tutto quello che ci serve, ed è chiamato a: «vincere in bontà tutti i padri del mondo» (questo è molto bello), perché lui è Padre per eccellenza. Gesù lo diceva: “Chi di voi, se un figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe?” Ecco, a maggior ragione Dio Padre; “Dio Padre darà lo Spirito Santo — dice Gesù — a coloro che glielo chiederanno. Questo è il dono supremo per eccellenza che dà Dio Padre ai suoi figli: il dono dello Spirito Santo.

Ecco, allora, quest’oggi potremmo concentrarci su questi due paragrafi bellissimi. Quante volte, in una giornata, diciamo il Padre nostro! Beh, insomma, per i “rosarianti”… Ricordate? Io consiglio a tutti, di andarsi a riprendere quelle catechesi che ho tenuto a ottobre del 2022, mi sembra, per un mese intero, sul Salterio di Gesù e di Maria, sul beato Alano, su San Domenico. Ecco, io vi consiglio di andarle a riprendere per — come dirvi — rimettere al centro, e vivere santamente, la nostra devozione alla Vergine Maria, attraverso il Salterio di Gesù e di Maria.

In più, sapete che vi ho girato su Telegram “Il Piccolo Ufficio dell’Immacolata”, bellissimo, molto breve, che ha su tutte le varie ore: lodi, ora prima, terza, sesta, nona, vespro, compieta. Uno ne sceglie una e ogni giorno la recita, brevissimo, perché poi è un inno, di fatto. È una tradizione antica. Beh, io l’ho messo su Telegram, ma comunque credo che sia stato pubblicato anche sul sito veritatemincaritate.com nella sezione “Vuoi scaricare i libri e i PDF di p. Giorgio Maria Faré?” Io ho un po’ sistemato questo piccolo ufficio, l’ho messo lì; quindi, lo potete prendere anche da lì. Come sempre, come da sempre, non si paga niente, non c’è nessuna cifra da pagare, sono semplicemente messi lì a vostro uso e consumo, per amare la Vergine Maria, per servirla, per farla conoscere, per ringraziarla, per riparare. 

Ecco allora… “Padre nostro che sei nei cieli.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

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