Scroll Top

Ossequio e omaggio – L’abbandono dei Tabernacoli accompagnati, S. Manuel González pt.74

L’abbandono dei Tabernacoli accompagnati - San Manuel Gonzales Garcia

Meditazione

Pubblichiamo l’audio della meditazione: Ossequio e omaggio – L’abbandono dei Tabernacoli accompagnati, S. Manuel González pt.74
Domenica 2 giugno 2024 – Solennità del Corpus Domini

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

Per motivi di intenso traffico non ci è possibile rendere disponibile l’ascolto dei file audio direttamente dal nostro sito. Se hai dubbi su come fare, vai alle istruzioni per l’ascolto delle registrazioni.

VANGELO (Mc 14, 12-16. 22-26)

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione in formato PDF

Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!

Eccoci giunti a domenica 2 giugno 2024

Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal quattordicesimo capitolo del Vangelo di san Marco, versetti 12 e seguenti.

Oggi festeggiamo il Corpus Domini, oggi è la solennità del Corpo di nostro Signore Gesù Cristo; oggi è la solennità dell’Eucarestia. Beh, mi sembra che con la meditazione siamo proprio perfettamente in linea con questa solennità.

Continuiamo la nostra lettura e meditazione del libro di san Manuel González. Siamo arrivati al capitolo sedicesimo, pagina 154:

L’ABBANDONO PER MANCANZA DI PRESENZA

La presenza corporale

Parlo di Tabernacoli in cui non mancano Comunioni la mattina e visite al pomeriggio, e anche di quelli in cui ci sono molte Comunioni e visite. E di loro dico che, il più delle volte, il Cuore di Gesù, che vi abita, ha più motivo di lamentarsi per l’abbandono di coloro che non vanno mai o dovrebbero andare, che di rallegrarsi per la compagnia di coloro che lo ossequiano ogni giorno con la loro presenza. Alcune poche domande, senza la necessità di aggiungere la risposta, sono sufficienti per irradiare la luce meridiana sulla questione. In questi Tabernacoli accompagnati, danno l’ossequio e l’omaggio della loro presenza tutti i cattolici che vivono alla sua ombra? La maggior parte di loro, perlomeno? Se non la maggior parte, almeno una percentuale significativa, quale il cinquanta, quaranta, trenta, venti per cento!? E si noti che domando della presenza come ossequio e omaggio al Tabernacolo, non come curiosità per gli oggetti d’arte nel tempio, come devozione a qualche immagine o assistenza a qualche atto della Chiesa. La mia domanda è questa: sono tanti i vicini di un Tabernacolo che si recano alla loro parrocchia, alla loro chiesa a visitare il loro Gesù, per trascorrere un po’ di tempo con Lui? Non è vero che è meno triste rispondere con il silenzio che con nude cifre?

Touché! Io aggiungerei: “Sì, Eccellenza, con il silenzio, prostràti nella polvere, per la vergogna e il rimorso”.

La presenza corporale vuol dire essere lì, ma come? Esserci con il corpo, ma come? 

«Parlo di Tabernacoli in cui non mancano Comunioni la mattina e visite al pomeriggio, e anche di quelli in cui ci sono molte Comunioni e visite»; quindi sta parlando di Tabernacoli frequentati, “accompagnati”, appunto. 

E chiede: ma in questi Tabernacoli accompagnati, viene dato l’ossequio e l’omaggio? Viene data la presenza come ossequio e omaggio al Tabernacolo e non come curiosità? Non lo so, anch’io non voglio rispondere, perché credo che ciascuno di noi debba rispondere. Non serve fare chissà quali stravaganze, no: ossequio e omaggio; è sufficiente. Voler andare da Gesù per trascorrere un po’ di tempo con Lui.

E il 7 giugno faremo questo: voler trascorrere un po’ di tempo con Gesù. A dire il vero, l’intenzione sarebbe: trascorrere un po’ di tempo nella notte. Quante volte abbiamo usato male la notte nella nostra vita? Quante volte la notte è stata sinonimo di peccato? E perché la notte non può essere, invece, sinonimo di grazia? Di stare col Signore. “Ossequio e omaggio: entro in chiesa, segno di croce, saluto il Tabernacolo, subito con lo sguardo, vado nel banco, genuflessione con la gamba destra, entro mi metto in ginocchio e, con molta semplicità, adoro l’Eucaristia. Omaggio, ossequio l’Eucarestia presente nel Tabernacolo, con il mio corpo, in ginocchio, concentrato, interiormente dedicato al Signore.

E poi, l’altra cosa: «Trascorrere un po’di tempo con Lui», visitare Gesù e trascorrere un po’ di tempo con lui. Ecco il significato dell’adorazione notturna: trascorrere un po’ di tempo con Lui.

In questi giorni vi ho detto tante cose belle e tanti motivi per venire, ma mi sono sempre dimenticato di dirvi questo: il diavolo farà di tutto per non farvi venire. Inventerà tutte le ragioni possibili, le più incredibili, per farvi desistere. Colpirà ciascuno di noi nel suo punto debole, così che non si possa venire. E noi dobbiamo andare oltre e dire: “No, io voglio trascorrere un po’ di tempo con Gesù nella notte” — Quanto tempo? — “Ma non lo so; del tempo! Non voglio stare con l’orologio in mano; prendo l’orologio e lo metto via. Voglio stare proprio con Lui, come si sta con un amico, come si sta con una persona amata”.

Quando si sta accanto a una persona amata, se la persona è ammalata, è morente, non può dirti tante cose; non puoi dire tante cose ad una persona che magari sta morendo, una persona che non sta bene. Pensiamo a un padre con un figlio: il figlio non sta accanto al padre facendo grandi discorsi se il padre sta morendo, o sta male, o magari si sta avviando alla morte. Sta lì perché non c’è un altro posto dove stare, sta lì per la bellezza di stare lì, di tenere compagnia a suo padre, di dire: “Io ci sono”. Questa, credo che sia la preghiera di unione! Basta parole, non c’è più niente da dire, ne abbiamo già dette talmente tante… Adesso è il tempo della presenza: “Io sono qua, sto qua perché non c’è un altro posto”. A maggior ragione con Gesù. È uno stare con Lui proprio perché non c’è un altro posto, perché dove c’è Lui, c’è tutto.

E allora lasciamoci interrogare e educare da questo tema della presenza corporale, dell’ossequio e dell’omaggio, del trascorrere un po’ di tempo. Gli altri dicano quel che han voglia: giudizi, critiche, non so, quant’altro — parlavamo ieri dei nemici di Cristo — i nemici di Gesù facciano quello che vogliono, dicano quello che hanno voglia, non fa niente, va bene così, noi andiamo avanti per la nostra strada, sapendo che lì c’è il Cuore di Gesù e allora… tutto il resto non conta. 

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.

Post Correlati