Meditazione
Pubblichiamo l’audio della meditazione: Antonietta Meo “Nennolina” pt.3 – I bambini eucaristici pt. 13
Venerdì 12 luglio 2024
Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD
Ascolta la registrazione:
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VANGELO (Mt 10, 16-23)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
Testo della meditazione
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Sia lodato Gesù Cristo! Sempre sia lodato!
Eccoci giunti a venerdì 12 luglio 2024.
Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal decimo capitolo del Vangelo di san Matteo, versetti 16-23.
Continuiamo la nostra lettura dei bambini eucaristici, stiamo vedendo la figura di Antonietta Meo, soprannominata Nennolina.
Malattia senza tregua
La malattia si acuisce, e con essa crescono il dolore e la fatica delle cose anche più semplici. Antonietta è costretta a letto. Chiede la Comunione tutti i giorni, assicurata dal sacerdote che è presente quotidianamente. La malattia non lascia tregua: deve essere nuovamente ricoverata in ospedale dove, tra l’altro, le asportano tre costole potendole praticare solo un’anestesia locale per le sue pessime condizioni cardiache.
Mi fermo un attimo. Adesso Nennolina è allettata, chiede la Comunione tutti i giorni; questa è una grazia che lei riceve e che molti non possono ricevere. Ci sono molte persone ammalate che vorrebbero avere la Comunione tutti i giorni, anche in ospedale, dove ci sono i cappellani, ma non vanno; purtroppo è così. E questo lo dico con cognizione di causa, perché è successo a me. Non è una cosa fantasiosa o esagerata, è successo a me. Ricoverato anni fa, durante il tempo mio ricovero vidi il cappellano una sola volta, e sono stato in ospedale tre settimane. E non ero stato ricoverato in Burundi, piuttosto che in Sudafrica, no no, ero ricoverato qui, nelle nostre zone, però il cappellano è venuto una volta, nonostante gli abbia detto: “Guardi, per favore, ci terrei, sono un sacerdote”. Ma se sai che c’è un sacerdote ricoverato, beh, gli porterai la Comunione! No, niente Comunione…
Quindi, questa è stata sicuramente una grazia che Nennolina ha ricevuto e che, di fatto – mi sono reso conto – molti ammalati non ricevono. Soprattutto in un certo periodo, passato da poco, moltissimi sono morti senza il conforto dei sacramenti! Non dimentichiamo queste cose! Non è che: ormai quel che è stato è stato. Molti di voi hanno perso persone care senza potergli neanche stringere la mano, fargli una carezza ed essergli vicino. Al massimo vedendoli da un iPad, finché era possibile, poi il nulla; non dimentichiamo, eh! Perché, sapete, si fa in fretta: con la pastasciutta e i giochi, uno poi dimentica il passato. No, no, è bene non dimenticare, per tante ragioni.
Poi a Nennolina asportano tre costole con l’anestesia locale. Non so se avete mai rotto una costola e non so se avete mai provato un dolore intercostale. Il dolore intercostale credo che l’abbiamo provato tutti, forse, rompere una costola no. O prendere un trauma forte, una contusione forte alle costole; è un dolore terribile; rompere una costola è un dolore terribile. Non riesci neanche a respirare perché, se fai un respiro un po’ più profondo, senti come se ti mettessero un coltello nel torace. È un dolore terribile! I dolori intercostali, spesse volte, vengono scambiati per infarto, sono talmente lancinanti, che uno dice: mi sta venendo un infarto; invece, se uno sa dov’è il cuore, capisce che non è il cuore che si sta distruggendo, ma è un dolore intercostale, allora si rasserena, perché sennò, altrimenti… E a lei vengono tolte le tre costole con l’anestesia locale, capite, stiamo parlando dell’anestesia locale! Ecco, non lo so, sono cose sulle quali non si può passare così.
Durante la dolorosissima malattia, numerosi sono gli slanci d’amore per Gesù: «Caro Gesù io mi voglio fare santa e voglio fare tanti sacrifici ma tu aiutami perché senza il tuo aiuto non posso fare niente… Ogni passo (fatto con la protesi, che le dava dolori lancinanti, n.d.r.) fa’ che sia una parolina d’amore… Ti ringrazio perché ci hai dato la forza di sopportare con pazienza la nostra croce… Io voglio salvare tante anime per venire in paradiso con te e con queste anime che io ho salvato… Ti raccomando la Spagna e tutti quelli che muoiono… Ti raccomando specialmente quel peccatore che tu sai… Di’ alla Madonnina che l’amo tanto e che voglio stare insieme a lei sul Calvario perché io voglio essere la tua vittima d’amore…››.
Una bambina che parla di “vittima d’amore”. E infatti, noi abbiamo fatto l’Atto di Offerta all’Amore Misericordioso di santa Teresina a Rosa Mistica, vi ricordate? Queste vittime di olocausto all’Amore Misericordioso.
Il 12 giugno 1937 si rivolge di nuovo alla mamma: «Io in Paradiso non mi divertirò; voglio lavorare per le anime. Farò scendere una pioggia di gigli» – santa Teresina parla di “pioggia di rose”, lei, invece, parla di “pioggia di gigli”. Ogni santo, ogni beato ha le sue espressioni –. La mattina del 3 luglio 1937, senza aver neppure compiuto sette anni, Antonietta sussurra: «Dio… Mamma, papà…». Fissa lo sguardo davanti a sé e, prima del suo ultimo respiro, sorride.
Perché sorride? Perché sta vedendo qualcuno; non qualcosa, qualcuno; qualcuno che è venuto a prenderla, e quindi sorride. Vediamo il messaggio del papa:
Papa Benedetto XVI, rivolgendosi ai ragazzi dell’Azione Cattolica, con commozione e affetto ha indicato come modello la fede di questa bimba: «Che esempio luminoso ha lasciato questa vostra piccola coetanea! Nennolina, bambina romana, nella sua brevissima vita – solo sei anni e mezzo – ha dimostrato una fede, una speranza, una carità speciali, e così anche le altre virtù cristiane. Pur essendo una fragile fanciulla, è riuscita a dare una testimonianza forte e robusta al Vangelo e ha lasciato un segno profondo nella Comunità diocesana di Roma… La sua esistenza, così semplice e al tempo stesso così importante, dimostra che la santità è per tutte le età: per i bambini e per i giovani, per gli adulti e per gli anziani».
Ecco perché questo corso di esercizi spirituali in atto è per tutti. Ed ecco perché ci sono tutte le età; ed ecco perché vi avevo detto dal principio – quando cominciai a parlarvene ad aprile, maggio, adesso non ricordo più – che questo è un corso per tutti. Qualcuno ha scritto nei commenti: “Eh, sarebbe bello venire, ma io sono troppo lontano”; pensate che son venute persone dalla Sardegna, più lontano di così! Ci sono tanti mezzi per giungere e che non sono così costosi. Quando si intuisce – se si intuisce, se si capisce – che c’è qualcosa di valido, non dobbiamo farci spaventare dai tragitti, dalle distanze. Ma pensate: quante ore di viaggio avrà fatto un giovane sacerdote – Karol Wojtyła – che dalla Polonia andò in pullman fino a San Giovanni Rotondo? Un viaggio lunghissimo… Non perché a Monza ci sia Padre Pio! È solo un paragone per farvi capire che, se c’è qualcosa di valido: coglietelo al volo! Oggi è questo, domani è un’altra cosa.
Nel 1938 furono pubblicate due biografie che già nel 1940 furono tradotte in diverse lingue, persino in cingalese e armeno. Le sue letterine fecero il giro del mondo. Le sue 162 lettere sono pubblicate in due libri: Carissimo Dio Padre, Editrice Vaticana; Le lettere di Nennolina, San Paolo editore.
La fase diocesana del processo di beatificazione si chiuse il 23 marzo 1972. Ma il motivo della tenera età creò non pochi ritardi e difficoltà nello svolgimento della causa e il caso fu affrontato da illustri personalità ecclesiastiche. Solo dopo la dichiarazione della Sacra Congregazione delle cause dei santi nel 1981, con la quale la Chiesa pienamente ha riconosciuto che anche i bambini possono compiere atti eroici di fede, speranza e carità, e possono pertanto essere elevati agli onori degli altari, la causa di Antonietta Meo fu ripresa (da notare che per lo stesso motivo la canonizzazione dei due pastorelli di Fatima Santa Giacinta e San Francesco Marto è giunta a compimento solo di recente). Anche il processo super miro, istruito nella diocesi di Dallas in Texas, per il miracolo di una guarigione straordinaria attribuita all’intercessione di Nennolina, è giunto a buon punto.
Ci fermiamo qua; domani vedremo una cosa molto interessante. Ecco, prima della benedizione, chiedo una preghiera oggi per questo primo giorno di ritiro: per i predicatori, per coloro che sono presenti, per coloro che aiutano, per tutti i sacerdoti; una preghiera fervorosa, perché tutto vada per il meglio.
Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus.
Amen
Dio ci benedica e la Vergine ci protegga.
Sia lodato Gesù Cristo sempre sia lodato.














