Ciclo di catechesi – “La Santissima Eucarestia nel Magistero della Chiesa e nei Santi” – Lezione 5

Ciclo di catechesi - "La Santissima Eucarestia nel Magistero della Chiesa e nei Santi" - Lezione 5

Catechesi di lunedì 3 ottobre 2016

Ciclo di catechesi “La Santissima Eucarestia nel Magistero della Chiesa e nei Santi”

Relatore: p. Giorgio Maria Faré

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LA SANTISSIMA EUCARESTIA NEL MAGISTERO DELLA CHIESA E NEI SANTI – LEZIONE 5

Prima di andare avanti nel nostro percorso della Memoriale Domini che stavamo leggendo la volta scorsa, volevo finire i Canoni sul Santissimo Sacramento dell’Eucarestia del testo del Concilio di Trento che vi avevo dato e citato. Sono 11 Canoni che almeno vi leggiamo, per sapere esattamente il Concilio di Trento, in definitiva, che cosa ha detto.
CANONI SUL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL’EUCARESTIA DEL CONCILIO DI TRENTO
“1. Se qualcuno negherà che nel santissimo sacramento dell’Eucarestia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il corpo e il sangue di nostro signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità, e, quindi, tutto il Cristo, ma dirà che esso vi è solo come in un simbolo o una figura, o solo con la sua potenza, sia anatema. Anathema sit, cioè sia scomunicato.
2. Se qualcuno dirà che nel santissimo sacramento dell’Eucarestia assieme col corpo e col sangue di nostro signore Gesù Cristo rimane la sostanza del pane e del vino e negherà quella meravigliosa e singolare trasformazione di tutta la sostanza del pane nel corpo, e di tutta la sostanza del vino nel sangue, e che rimangono solamente le specie del pane e del vino, – trasformazione che la chiesa cattolica con termine appropriatissimo chiama transustanziazione, – sia anatema.”
Quindi nell’Eucarestia avviene la Transustanziazione della sostanza del pane nel Corpo di Cristo, della sostanza del vino nel Sangue di Cristo. Tutta la sostanza. Abbiamo visto che restano solo gli accidenti del pane, che sono odore, colore, sapore, la vista, quello che vedo, ma la sostanza è completamente transustanziata.
“3. Se qualcuno dirà che nel venerabile sacramento dell’eucarestia, fatta la separazione, – per esempio quando si spezza l’Ostia – Cristo non è contenuto in ognuna delle due specie e in ognuna delle parti di ciascuna specie, sia anatema.”
In ogni frammento della particola è contenuto il Corpo di Cristo, per questo è sconsigliatissimo prenderlo sulle mani, perché se lo prendo sulle mani e un frammento mi cade sulla mano, non me ne accorgo e giro la mano, cade per terra. Cade a terra Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Cristo.
“4. Se qualcuno dirà che, fatta la consacrazione, nel mirabile sacramento dell’Eucarestia non vi è il corpo e il sangue del signore nostro Gesù Cristo, ma solo nell’uso, mentre si riceve, e non prima o dopo; e che nelle ostie o parti consacrate, che dopo la comunione vengono conservate e rimangono, non rimane il vero corpo del Signore, sia anatema.”
Tutto il tema della riforma, che in realtà è stata una distruzione, uno scisma, è qui dentro contenuto, tutto quello che ha fatto Lutero quando ha spaccato, ha scismato la Chiesa.
“5. Se qualcuno dirà che il frutto principale della santissima Eucarestia è la remissione dei peccati, o che da essa non provengono altri effetti, sia anatema.”
● Perché cosa sta dietro?
Se il frutto principale dell’Eucarestia è la remissione dei peccati, non mi confesso più. Ricevo l’Eucarestia senza confessarmi, perché tanto il frutto principale è la remissione dei peccati.
Uno dei frutti della SS Eucarestia è quella di togliere i peccati veniali, ma certamente non quelli mortali, quindi capite quanto è importante andare a ricevere l’Eucarestia in grazia di Dio. E comunque è sempre richiesto che io vada a confessarmi, anche per i peccati veniali.
“6. Se qualcuno dirà che nel santo sacramento dell’Eucarestia Cristo, unigenito figlio di Dio, non debba essere adorato con culto di latria, anche esterno”
● Che adorazione è non fare neanche una genuflessione?
Sono davanti al Santissimo Sacramento abbasso la testa e tiro su il sedere.
Che adorazione è?
Anche i cani sono capaci di fare gli inchini quando vengono addestrati.
“E, quindi, che non debba neppure esser venerato con qualche particolare festività; ed esser portato solennemente nelle processioni, secondo il lodevole ed universale rito e consuetudine della santa chiesa; o che non debba essere esposto alla pubblica venerazione del popolo, perché sia adorato; e che i suoi adoratori sono degli idolatri, sia anatema.”
Sento dire spesso:
“Ma non bisogna più fare la genuflessione davanti al Tabernacolo!”
● Dove è scritta questa cosa?
Da nessuna parte.
“7. Se qualcuno dirà che non è lecito conservare la santa Eucarestia nel tabernacolo; ma che essa subito dopo la consacrazione debba distribuirsi agli astanti; o non esser lecita che essa venga portata solennemente agli ammalati, sia anatema.
8. Se qualcuno dirà che Cristo, dato nell’Eucarestia, si mangia solo spiritualmente, e non anche sacramentalmente e realmente, sia anatema.”
● Quindi capite che senso ha?
Per farvi un esempio, facciamo finta che ho fatto un peccato mortale, ho rubato, ho visto un bel carro pieno di caramelle e bomboloni e mi sono fatto una scorpacciata, poi di nascosto senza farmi vedere me li sono portati via. Sono un ladro, sono in peccato mortale.
Vado in Chiesa, non mi vado a confessare, non voglio andare a confessarmi, perché sono così’ goloso che so già che stasera andrò a rubare nuovamente un altro carro, l’ho già deciso. Posso confessare tutto ma non quel peccato, perché io ho già deciso che voglio andare a rubare un sacco di castagne perché mi piacciono troppo. Quindi non mi posso confessare perché non sono pentito.
Ditemi voi, che senso ha che voi mi veniate a dire:
“Allora fai la Comunione Spirituale”
● La Comunione Spirituale con chi?
Se io non posso fare la Comunione Sacramentale, vuol dire che c’è dentro un peccato che me lo impedisce.
● Non posso fare la Comunione Sacramentale e posso fare la Comunione Spirituale?
Ma ci prendiamo in giro! Ci prendiamo in giro da soli. È una questione di logica.
Se non posso ricevere Gesù Sacramentalmente, mai più lo posso ricevere Spiritualmente!
● Per chi è la Comunione Spirituale?
Bisogna capire la storia.
● Da dove e come nasce la Comunione Spirituale?
● Perché è stata pensata la Comunione Spirituale?
Innanzitutto una volta non si poteva fare la Comunione tutti i giorni come facciamo noi. È stata solo con Papa San Pio X, che è stata introdotta nella Chiesa la possibilità di accostarsi all’Eucarestia tutti i giorni. Prima non si poteva. Si faceva la Comunione magari una volta al mese, dipendeva da quando il confessore te lo permetteva. Una volta ogni 3 settimane. Perché sembrava una cosa impossibile accostarsi tutti i giorni. Allora c’era la Comunione Spirituale, ma ero in Grazia di Dio. Potevo fare la Comunione Sacramentale ma siccome non ci si poteva accostare al Signore tutti i giorni, allora hanno pensato alla Comunione Spirituale.
Tu vai davanti al Tabernacolo e fai la Comunione Spirituale col Signore, perché sei in Grazia di Dio.
● Oggi che senso ha?
Tu vai a fare una visita al SS Sacramento alle 3 del pomeriggio, non c’è la Messa a quell’ora, passi in una Chiesa e vai a salutare Gesù e fai la Comunione Spirituale. Ma è postulata l’idea che tu debba essere in Grazia di Dio. Se no non c’è nessuna Comunione.
Se io faccio il peccato sono in comunione col diavolo, non con Gesù.
SE GESÙ NON PUÒ ENTRARE SACRAMENTALMENTE NELLA MIA ANIMA, NON PUÒ ENTRARE NEANCHE SPIRITUALMENTE.
Un’altra follia che ho sentito:
“Per questo peccato non ti potrei assolvere, però, dato che sono più misericordioso di Gesù, sapete ci sono in giro tanti Sacerdoti che sono molto più misericordiosi di Gesù, non potrei, però lo faccio lo stesso, ti assolvo, tu però non fare la Comunione”
Ma scusa un momento, cerchiamo di usare la testa, la logica, perché io ovviamente ho detto a questa signora che non potevo assolverla, non è possibile, perché questo peccato impedisce l’assoluzione, o lei lascia il peccato oppure non si può.
E poi, se io l’assolvo, perché le devo dire di non fare la Comunione?
Se ti ho assolto dal peccato, sei in Grazia di Dio, puoi fare la Comunione. Si capisce che qui dentro c’è un inganno.
● A cosa serve il Sacramento della Confessione?
Il Sacramento della Confessione serve per togliere il peccato mortale e poter accedere all’Eucarestia.
“Ma gliela devo dire proprio tutta Padre? La suora invece mi ha detto che la posso fare la Comunione però in un posto dove non mi conoscono.”
Io le ho detto: “Signora, siamo nella logica dell’anonima sequestri?”
Addirittura fare la Comunione è diventato un furto, nell’anonimato assoluto.
Ma se io sono così in pace col mondo ma perché non devono saperlo?
Questo è un modo trasparente, un modo ecclesiale, un modo sereno, gioioso, bello di vivere la Comunione con Dio?
Usiamo la testa. Non prendiamo le vie facili perché sono facili, prendiamo le vie vere.
“9. Se qualcuno negherà che tutti e singoli i fedeli cristiani dell’uno e dell’altro sesso, giunti all’età della ragione, sono tenuti ogni anno, almeno a Pasqua, a comunicarsi, secondo il precetto della santa madre chiesa, sia anatema.
10. Se qualcuno dirà che non è lecito al sacerdote che celebra comunicare se stesso, sia anatema.
11. Se qualcuno dirà che la fede è preparazione sufficiente per ricevere il sacramento della santissima Eucarestia, sia anatema.
E perché un così grande sacramento non sia ricevuto indegnamente e, quindi, a morte e a condanna, lo stesso santo sinodo stabilisce e dichiara che quelli che hanno la consapevolezza di essere in peccato mortale, per quanto essi credano di essere contriti, se vi è un confessore, devono necessariamente premettere la confessione sacramentale. Se poi qualcuno crederà di poter insegnare, predicare o affermare pertinacemente il contrario, o anche difenderlo in pubblica disputa, perciò stesso sia scomunicato.”
E’ scomunicato non momento in cui fa queste cose.
Riprendiamo adesso il nostro testo: “Memoriale Domini”.
Abbiamo visto la volta scorso le votazioni di tutti i Vescovi del mondo: 3 domande, 3 NO solenni.
Le riprendiamo:
“Ecco dunque le tre domande poste ai Vescovi, e le relative risposte da essi pervenute fino al 12 marzo scorso:
● PRIMA DOMANDA:
“Si ritiene opportuno accogliere la petizione che, oltre al modo tradizionale di ricevere la Comunione, sia pure consentito di riceverla in mano?
Sì: 567. No: 1233. Sì con riserva: 315. Schede nulle: 20.”
1233 NO. CONTRO 567 SÌ.
Quindi èNO.
● SECONDA DOMANDA:
“Si è favorevoli a eventuali esperimenti di questo nuovo rito in piccole comunità, con l’assenso dell’ordinario del luogo?
Sì: 751. No: 1215. Schede nulle: 70.”
1215 NO. Quindi NO.
● TERZA DOMANDA:
“Si pensa che i fedeli, dopo una ben condotta catechesi preparatoria, accetteranno volentieri questo nuovo rito?
Sì: 835. No: 1185. Schede nulle: 128.”
1185 NO. Quindi è ancora NO
Tre domande, tre NO solenni.
“Dalle risposte date risulta chiaramente il pensiero della grande maggioranza dei Vescovi: la disciplina attuale (quella della Comunione in bocca) non deve subire mutamenti; anzi un eventuale cambiamento si risolverebbe in un grave disappunto per la sensibilità dell’orientamento spirituale dei Vescovi e di moltissimi fedeli. Tenuti quindi presenti i rilievi e le osservazioni di coloro che «lo Spirito Santo ha posto a reggere come Vescovi le varie Chiese»,12 per l’importanza della cosa e il peso degli argomenti addotti, il Sommo Pontefice (Paolo VI) non ha ritenuto opportuno cambiare il modo tradizionale con cui viene amministrata ai fedeli la santa Comunione.
Pertanto la Sede Apostolica esorta caldamente Vescovi, Sacerdoti e fedeli a osservare con amorosa fedeltà la disciplina in vigore, ora ancora una volta confermata; tengano tutti presente il giudizio espresso dalla maggior parte dell’episcopato cattolico, la formula attualmente in uso nel rito liturgico, il bene comune della Chiesa”.
Chiama all’obbedienza tutti, Vescovi, preti, tutti.
“Se poi in qualche luogo fosse stato già introdotto l’uso contrario, quello cioè di porre la santa Comunione nelle mani dei fedeli, la sede apostolica, nell’intento di aiutare le Conferenze Episcopali a compiere il loro ufficio pastorale, reso non di rado ancor più difficoltoso dall’attuale situazione, affida alle medesime conferenze il compito di vagliare attentamente le eventuali circostanze particolari, purché sia scongiurato ogni pericolo di mancanza di rispetto all’Eucaristia o di deviazioni dottrinali su questo Santissimo Sacramento, e sia eliminato con cura ogni altro inconveniente. In questi casi, per un’opportuna normativa del nuovo uso, le Conferenze Episcopali, esaminata con prudenza la cosa, prenderanno le loro deliberazioni con votazione segreta, a maggioranza di due terzi, e presenteranno poi il tutto alla Santa Sede, per averne la necessaria conferma,13 allegandovi una accurata esposizione dei motivi che le hanno indotte alle deliberazioni stesse. La Santa Sede vaglierà con cura i singoli casi, tenendo anche presenti i rapporti che uniscono le varie Chiese locali tra di loro, e ognuna di esse con la Chiesa universale, per il bene comune, per lo comune edificazione, e per l’incremento di fede e di pietà che il vicendevole esempio reca e promuove.
Questa istruzione, preparata per mandato speciale del sommo pontefice Paolo VI, è stata da lui approvata, in forza della sua autorità apostolica, il 23 maggio 1969. Egli ha inoltre disposto che per il tramite dei presidenti delle Conferenze Episcopali fosse portata a conoscenza di tutti i Vescovi. Nonostante qualunque cosa in contrario.”
A seguire leggiamo la lettera pastorale, una lettera con la quale viene concesso alle Conferenze episcopali che ne fanno richiesta, l’indulto, che non è la norma, viene dato l’indulto, di distribuire ai fedeli la Comunione sulla mano, allorché ci siano tutte le condizioni richieste.
È da notare che l’indulto, cioè la coda di questa Memoriale Domini, è diventata la norma.
Il Papa ha detto: “Non si può”
Tutti i Vescovi del mondo, nella maggioranza hanno detto: “No”
Per una operazione di “magia”, alla fine è diventato tutto Sì, e adesso è la norma.
È ancora un indulto, non è stato cambiato niente, è ancora un indulto. Non c’è stato nessun documento che dice che non è più un indulto. Ma questo indulto è diventato una legge normativa.

LETTERA PASTORALE
“Eminenza, Eccellenza,
in risposta alla domanda presentata dalla sua Conferenza Episcopale circa il permesso di distribuire la Comunione deponendo l’Ostia nella mano dei fedeli, sono in grado di trasmetterle la seguente comunicazione:”
All’oggi, che io sappia, solo la Conferenza del Kazakistan, ha tolto la Comunione sulla mano. Solo quella. Ha detto no a questo indulto e ha rimesso la norma, che c’è sempre stata, che è no, solo in bocca. Poi magari ce ne è stata qualcun altra che io non conosco.
“Pur richiamando quanto esposto nella allegata istruzione del 29 maggio 1969, circa il mantenimento in vigore dell’uso tradizionale, il Santo Padre ha preso in considerazione le motivazioni presentate a sostegno della sua domanda e i risultati del voto espresso a tale proposito.”
In Italia è passata per un voto.
“Egli concede che, sul territorio della sua Conferenza Episcopale, ciascun Vescovo, secondo prudenza e coscienza, possa autorizzare – non deve – nella propria Diocesi l’introduzione del nuovo rito per distribuire 1a Comunione, purché sia evitata ogni occasione di meraviglia da parte dei fedeli e ogni pericolo di irriverenza verso l’Eucaristia.”
Irriverenza non sacrilegio.
“Perciò, si terrà conto delle norme seguenti:
1. Il nuovo modo di comunicare non dovrà essere imposto in maniera tale da escludere l’usanza tradizionale.”
IL NUOVO MODO DI COMUNICARE NON DOVRÀ ESSERE IMPOSTO IN MANIERA TALE DA ESCLUDERE L’USANZA TRADIZIONALE
Esattamente quello che accade oggi. Oggi si esclude l’usanza tradizionale.
E se uno dice:
“Ma io veramente la vorrei ricevere in bocca”
Ti chiedono di quale gruppo fai parte e perché vuoi fare diverso dagli altri. Voi non sapete che angoscia, che calvario, certi genitori per poterla avere dal parroco in bocca, i dialoghi, gli incontri, le questioni.
“1. Il nuovo modo di comunicare non dovrà essere imposto in maniera tale da escludere l’usanza tradizionale. Segnatamente bisogna che ciascun fedele abbia la possibilità di ricevere la Comunione sulla lingua, laddove sarà concesso legittimamente il nuovo uso e quando verranno a comunicarsi nello stesso tempo altre persone che riceveranno l’Ostia nella mano.”
A tutti deve essere garantito questo diritto e non si può imporre nulla.
“2. Infatti i due modi di ricevere la Comunione possono coesistere senza difficoltà nella stessa azione liturgica. E questo affinché nessuno trovi nel nuovo rito motivo di turbamento per la propria sensibilità spirituale verso l’Eucaristia e affinché questo Sacramento, per propria natura fonte e causa di unità, non divenga occasione di disaccordo tra i fedeli.”
Sono parole che pesano come macigni, sono parole che gravano sulla coscienza di chi ne ha la responsabilità, come macigni. Questi testi non sono segreti, sono testi pubblici, che tutti nel loro iter di studio avrebbero dovuto studiare, e che tutti dovrebbero conoscere, soprattutto tutti noi sacerdoti, e tutti leggendo questi testi, dovremmo obbedire e dire:
“Questo è il mio compito, io non devo imporre nulla. E devo lasciare scegliere a chi vuole quello che desidera, per la sua sensibilità, perché il testo dice “il rispetto della sensibilità della coscienza”.
“3. Il rito della Comunione dato nella mano del fedele non deve essere applicato senza discrezioni. Infatti, trattandosi di un atteggiamento umano, è legato alla sensibilità e alla preparazione di colui che la prende. Conviene dunque introdurlo gradualmente, cominciando con gruppi e ambienti qualificati e più preparati. E’ necessario soprattutto far precedere questa introduzione da una catechesi adeguata”
● C’è stata una catechesi?
Io non ricordo nessuna catechesi, di nessun genere e specie.
“Affinché i fedeli comprendano esattamente il significato del gesto e lo compiano con il rispetto dovuto al Sacramento.”
Adesso ci sono quelli che vengono a prendere la Comunione, la prendono in mano e dicono: “Grazie”
Ti danno una mano sola. Quelli che vengono con le mani voncie.
● Questa è la preparazione dovuta al Sacramento?
Prendono in mano l’ostia come io prendo in mano un biscotto quando al mattino faccio la colazione, con la stessa devozione. La devozione si vede, non è una cosa occulta.
“Il risultato di questa catechesi deve essere quello di escludere qualunque impressione di cedimento nella coscienza della chiesa circa la fede nella presenza eucaristica, come pure qualunque pericolo o semplicemente apparenza di pericolo di profanazione.”
Tutto questo si è sciolto nel nulla. Parole al vento, oggi questa roba qui non c’è da nessuna parte. Non si vede, è tutto il suo contrario.
Qui dice addirittura “apparenza di pericolo di profanazione”, un’apparenza, un vago sospetto del pericolo di profanare l’Eucarestia.
“Un cedimento della fede nella Presenza reale di Gesù”
Basta vedere come entriamo in Chiesa, e come usciamo dalla Chiesa.
Io mi domando:
● “Ma se sull’altare ci fosse il Crocefisso solamente, quando uno passa davanti, cosa fa?”
Farà un inchino davanti a Gesù in Croce? Almeno come atto di riconoscenza a Gesù che è morto, farà un inchino davanti alla Croce.
● Se faccio un inchino davanti alla Croce, davanti a Gesù nell’Eucarestia cosa devo fare? Se faccio l’inchino, profondo tra l’altro, per baciare la mano di un Vescovo, del Papa, davanti a Gesù Cristo cosa devo fare?
Ci vuole logica. Teniamo bene in conto che noi tutti ci presenteremo davanti al Giudizio di Dio. Poi avremo l’Eternità per spiegare le nostre ragioni.
“4. La possibilità offerta al fedele di ricevere nella mano e di portare alla bocca il pane eucaristico non deve dargli l’occasione di considerarlo un pane ordinario o una cosa sacra qualunque; deve invece accrescere in lui il senso della propria dignità di membro del corpo mistico di Cristo, nel quale è inserito mediante il battesimo e mediante la grazia dell’Eucaristia, e inoltre accrescere lo sua fede nella grande realtà del Corpo e del Sangue del Signore che egli tocca con le proprie mani.
5. Il suo atteggiamento di rispetto sarà proporzionato al gesto che compie.”
● E quale sarebbe questo gesto di rispetto?
Questo è un bell’indovinello. Voi guardate uno quando va a fare la Comunione e chiedetevi:
“Dov’è il gesto di rispetto che ha fatto?”
“Il sorriso al prete?”
No. Il sorriso al prete non è un gesto di rispetto.
“Grazie?”
No. Grazie non è un gesto di rispetto.
● E quindi, qual’è questo gesto di rispetto che queste folle fanno quando vanno a fare la Comunione?
“6. Quanto al modo di agire, si possono seguire le indicazioni della tradizione antica, che metteva in rilievo la funzione ministeriale del Presbitero e del Diacono, facendo deporre l’Ostia da costoro nella mano di chi si comunicava. Tuttavia si potrà adottare anche un modo più semplice, lasciando che il fedele prenda direttamente l’Ostia nel vaso sacro. In ogni caso il fedele dovrà consumare l’Ostia prima di tornare al proprio posto, e l’assistenza del ministro sarà sottolineata dalla formula abituale: «Il Corpo di Cristo» alla quale il fedele risponderà: «Amen».
7. Qualunque sia la forma adottata, si faccia attenzione di non lasciar cadere né disperdere frammenti del pane eucaristico, come pure alla conveniente pulizia delle mani e alla dignità dei gesti secondo le usanze dei vari popoli.”
Se le mani sono sporche, prendila in bocca! Un po’ di decoro per Gesù Cristo.
Se pensiamo al Beato Cardinal Schuster, a come lui dava la Comunione, ad ogni particola sembrava che lui vedesse Gesù, la concentrazione, la devozione, l’amore, il rispetto con cui dava in bocca la particola al comunicando. Ci sono delle bellissime fotografie del Beato Cardinal Shuster che amministrava l’Eucarestia, sembrava che la faceva lui la Comunione.
“8. Nel caso della Comunione sotto le due specie distribuita per intinzione, non è mai permesso di deporre nella mano del fedele l’Ostia intinta nel Sangue del Signore.
9. I Vescovi che avranno permesso l’introduzione del nuovo modo di Comunione sono pregati di mandare a questa Sacra Congregazione, entro sei mesi, un rapporto sul risultato di questa concessione.”
Abbiamo finito la lettura della Memoriale Domini e della Lettera Pastorale, così sapete come è andata la cosa e come è funzionata.
La prossima volta saremo ancora su questo testo, perché useremo il libro che si intitola:
“Comunione sulla mano”, documenti e storia, di S.E.R. Juan Rodolfo Laise, edizione Cantagalli.
● Cosa fa il vescovo?
Il Vescovo riprende questo testo che abbiamo letto e lo affronta passo, passo, e ci spiega un po’ di cosine interessanti che ci apriranno un po’ la testa e ci faranno ragionare un po’.

DOMANDE
1. Non ho capito perché alla fine è stato concesso questo modo di prendere la Comunione
Perché di fatto la Chiesa si è trovata di fronte ad una situazione al mente diffusa e talmente decisa, lo vedremo quando faremo il testo che vi ho citato sopra, e quindi è stata fatta questa scelta.
Cosa è successo poi in quegli anni lo sanno le persone che hanno vissuto.
2. Se un Sacerdote mentre sta dando la Comunione si accorge che uno la prende e la porta via e non fa nulla, e un fedele si accorge, cosa deve fare?
Dovrebbe andare là e dire che cosa sta facendo, si sta portando via il Corpo di Gesù!
3. Un Sacerdote si potrebbe rifiutare di dare la Comunione sulla mano?
Se lui è cosciente che ci sia il pericolo della profanazione. Non si può dire che c’è questo rischio sempre, a meno che non c’è una Messa molto frequentata e tu non stai attento.
*********
Vi leggerò i protocolli della Congregazione per la dottrina per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e vedremo che il caso di negazione dell’Eucarestia a un fedele che la chiede in ginocchio
È UN ABUSO GRAVE, DENUNCIABILE A ROMA, ALLA CONGREGAZIONE
E la Congregazione queste cose le prende molto seriamente. Vedremo dei casi che sono successi in America, la Congregazione immediatamente ha scritto al Vescovo in questione della Diocesi, imponendo di richiamare il sacerdote all’ordine e di dare al fedele la possibilità di riceverla in ginocchio. Perché è un diritto e i diritti vanno rispettati da tutti, dal Vescovo e dal Prete, da tutti.
È UN DIRITTO DEL FEDELE
Se tu mi neghi il diritto, faccio polemica. La polemica nasce quando comincia a sorgere l’ingiustizia, se uno lo garantisce a tutti, non c’è nessuna polemica.
Sia Gloria la Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Vi benedica Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo.

Il Concilio di Trento sulla Santissima Eucarestia

Istruzione Memoriale Domini e lettera pastorale

Congregazione per il Culto Divino

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