Il Cuore Eucaristico di Gesù: il nostro presente

Il Cuore Eucaristico di Gesù: il nostro presente

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 23 giugno 2020

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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IL CUORE EUCARISTICO DI GESÙ: IL NOSTRO PRESENTE

Oggi martedì 23 giugno 2020, abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi, tratto dal cap.7° di San Matteo. Dobbiamo imparare a non dare le cose sante ai cani.

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci».

Dobbiamo fare di tutto perché le realtà più preziose che abbiamo, e sono quelle spirituali, sono le bellezze di Gesù, della fede, non vengano scioccamente mostrate, fatte vedere, a coloro che non sanno assolutamente apprezzarle, perché chi non ha questo “s ensus Christi”, c erti ragionamenti non riesce a capirli, certe bellezze non riesce a vederle, è quindi inutile consegnarle, e invece è molto utile consegnare ciò che di più profondo portiamo nel cuore, ciò che di più bello abbiamo contemplato, consegnarlo a coloro che sanno apprezzarlo. Dobbiamo imparare a saper mantenere riservate le nostre cose, come dice l’Arcangelo Raffaele a Tobia a Sara:

“Tenete nascosto il segreto del Re”

Anche se è cosa lodevole mostrare le sue opere, però un conto è mostrare le opere di Dio, e un conto è tenere nascosto il segreto del Re, cioè ciò che di più intimo, di più bello il Signore mi ha fatto comprendere, mi ha fatto capire, perché l’esperienza ci ha insegnato che noi possiamo andare con qualunque testo, e qualunque riflessione bellissima di qualunque Santo, mostrarla a qualcuno e non solo vedere che viene calpestata, che viene disprezzata, insultata, ma che cerchino di sbranare, trattar male, insultare, umiliare, coloro che hanno fatto questa confidenza. Credo che forse noi abbiamo l’abitudine di parlare troppo delle nostre cose, abbiamo l’abitudine di parlare troppo con le persone sbagliate, dentro un’ottica sbagliata della crocerossina dello spirito, vogliamo mostrare la luce agli altri, ma non funzione così, perchè ogni volta che lo facciamo torniamo a casa sbranati, umiliati, maltrattati. Ed è in questa logica di Gesù, dell’entrare dalla porta stretta, questa porta stretta, questa via angusta che conduce alla vita:

«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Pochi sono quelli che la trovano, non che vi entrano. Gesù ha diversificato. E’ difficile trovare la via della Vita, trovarla prima ancora di entrarvi, perché è più facile vie spaziose. Sicuramente “l a Via della Vita ” per eccellenza, è il Cuore Eucaristico di Gesù. Giovedì questo celebreremo la Santa Messa, totalmente in onore del Cuore Eucaristico di Gesù, sarà la Sua festa, vogliamo entrare per questa Porta, percorrere questa Via.

San Pier Giuliano Eymard predicava così:

“Miei buoni signori, non fate nulla di buono per le anime, perché non siete del vostro secolo, siete sempre nel passato, ci parlate sempre di Betlemme, di Nazareth, del Calvario, tutto questo è troppo antico”

Le parole di San Pier Giuliano Eymard sono attualissime, queste parole le scrive uno dei Santi Eucaristici per eccellenza.

“Mi guardano con aria stupita, e allora riprendo:

“Eh sì, dicono che il passato conduce al presente, ma spesso accade di smarrire la strada. Nostro Signore non sta più nel presepio o sulla Croce, perché non lo mostrate alle anime là dove Egli è? Nel Tabernacolo, col suo Cuore pieno di vita e tutto infiammato d’amore. Sì sulla terra tutte le cose grandi e buone non saranno fatte che per mezzo del Sacro Cuore”.

Bisogna imparare a renderci presenti là, nei luoghi dove effettivamente avviene lo scambio degli uomini, bisogna far girare, far conoscere, seminare ovunque, ciò che di bello noi scopriamo. La nostra vita di fede si nutre di Gesù, di Eucarestia, di dottrina.

Tutte le nostre deviazioni, tutte le nostre preghiere, tutti i nostri sentimenti su cosa si fondano se non si fondano sulla conoscenza della nostra fede?

Sapete su cosa si fondano?

Si fondano sull’esperienza, sui sentimenti, sul buon cuore, su tutte queste cose evanescenti, i messaggi di Tizio, di Caio, e di Sempronio, uno parla con la Madonna, un altro con Gesù, un altro ancora con gli Angeli, chi con i Santi. Diffondiamo la dottrina, la conoscenza, basta diffondere l’esperienza! Se diffondiamo la conoscenza poi ciascuno saprà, con la sua coscienza formata, essere testimone.

San Pier Giuliano Eymard parla a noi, noi siamo del nostro secolo?

Invece di diffondere tutti i messaggi sull’Apocalisse e sulla fine del mondo, tutti i complottismi e tutte le supposizioni di ciò che dovrà accadere, diffondiamo la cose di Dio, ma quelle sode, quelle sulle quali si può costruire una vita di fede!

Quali sono?

La dottrina, l’insegnamento, la conoscenza, gli atti morali dell’uomo, il credo, la morale cristiana. O parliamo di cose serie, di cose presenti, urgenti oggi, oppure è inutile.

Cosa facciamo noi per rendere sempre più conoscibili le cose sane di Dio?

Quello che dice San Pier Giuliano Eymard è attualissimo:

“Siete sempre nel passato”

Dobbiamo vivere nel presente, perché i nemici di Dio non sono nel passato, sono assolutamente attuali e perfettamente in sintonia col momento presente, sanno usare benissimo gli strumenti di comunicazione sociale, sanno essere al posto giusto e al momento giusto.

“Dicono che il passato conduce al presente, ma spesso accade di smarrire la strada.”

Quando mi consigliano un link e vedo che è veramente cibo per le anime, la prima cosa che faccio è condividerlo, vi rendete conto quanto bene possiamo fare senza fare niente, con un solo click. Condividendo un post, butti semi ovunque, ne hai buttati mille, ne germina anche solo uno, e magari hai dato una speranza ad un’anima. Se scoprite qualcosa di bello, condividetelo senza neanche pensarci, nulla sia sempre e solo per noi, è un atto di egoismo, trasmettiamo agli altri, i mezzi di comunicazione sociale ci danno questa possibilità, usiamola.

“Perché non lo mostrate alle anime là dove Egli è?”

Ma per mostrarlo bisogna dirlo, bisogna trasmetterlo, diffonderlo, attraverso tutti gli strumenti che abbiamo, perché il male li usa tutti. Diffondete ciò che di buono scoprite, chissà quante anime davanti al Signore vi ringrazieranno, che voi neanche conoscete, per aver fatto vedere, aver scoperto quella riflessione che in quel momento è stata per lui o per lei una luce. Impariamo ad usare bene gli strumenti. Impariamo ad educarci, a regolarci.

“Il Santo combatteva una certa tendenza a ridurre il culto del Sacro Cuore di Gesù al solo culto della sua immagine, desiderava che invece tutti comprendessero la realtà dietro la figura: Gesù nell’Atto di proteggere il Suo Cuore come figura di Gesù che si dà totalmente a ciascuno di noi nell’Eucarestia”

Gesù che mostra il Suo Cuore, che dà il Suo Cuore nelle immagini, di fatto nell’Eucarestia ce lo dà Veramente, Realmente e Sostanzialmente, noi ci nutriamo del Cuore Eucaristico di Gesù, come testimoniano i Miracoli Eucaristici.

“Ecco perché san Pierre-Julien riconosceva come vera devozione al Sacro Cuore solo quella che si traducesse in un’autentica donazione di sé per amore, una vita di immolazione, vale a dire una vita eucaristica, appresa sperimentando su di sé l’amore di Dio nel donarsi a noi qui ed ora nella Santissima Ostia.

L’intuizione teologica di san Pierre-Julien, la necessaria unione tra la devozione eucaristica e quella al Sacro Cuore, ha avuto in tempi recenti una prova scientifica. Le analisi mediche effettuate su diversi miracoli eucaristici in cui l’Ostia si è mutata visibilmente in carne, provano che il tessuto del quale sono composte è effettivamente tessuto di miocardio umano, vale a dire, letteralmente, il Cuore di Gesù.”

C’è un bellissimo libro che si intitola:

Ricerche istologiche, immunologiche e biochimiche sulla carne e sul sangue del Miracolo Eucaristico di Lanciano di Odoardo Linoli, in Quaderni Sclavo di Diagnostica, 7, n. 3, Grafiche Meini, Siena 1971”

Veramente molto bello.

Spero che da oggi, per tutti noi ci sia un pò una svolta, entriamo nel nostro tempo, dobbiamo essere del nostro secolo, non del passato.

“E’ nel Tabernacolo”

E’ lì che ci aspetta, ed è lì che dobbiamo condurre le anime.

Vi auguro di vivere bene questo giorno, pregando il Santo Volto di Gesù, oggi è martedì, dedicato al Santo Volto di Gesù. Il Santo Volto di Gesù ci mostra l’Eucarestia. Noi dovremmo morire parlando dell’Eucarestia, non dovremmo parlare altro che del Cuore Eucaristico di Gesù. Che bello sarebbe se noi morissimo e potessimo dire:

“Gesù non mi hai fatto dire l’ultima omelia, l’ultima predicazione, o l’ultimo discorso al mio amico sul Tuo Cuore Eucaristico”

E Gesù ci dicesse: “Sì, perché volevo che la tua ultima omelia, la tua ultima predicazione, il tuo ultimo discorso sul mio Cuore Eucaristico, tu lo facessi a Me parlami del mio Cuore Eucaristico, fammi sentire tutto l’amore che tu hai per il mio Cuore Eucaristico, fammi inebriare con le tue parole del mio Cuore Eucaristico”

E’ bello pensare a queste cose, ci fa vedere davanti agli occhi una speranza bella, ardente di non sprecare neanche un minuto, neanche uno spazio in niente altro che non sia il Cuore Eucaristico di Gesù.

E la Benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di voi e con voi rimanga sempre. Amen. Sia lodato Gesù Cristo. Sempre sia lodato.

LETTURA

VANGELO (Mt 7,6.12-14)
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».