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La novena d’impetrazione alla Vergine del Rosario di Pompei

Madonna del Santo Rosario di Pompei

Meditazione

Pubblichiamo l’audio di una meditazione di martedì 28 settembre 2021

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Novena d’Impetrazione alla Vergine del Rosario di Pompei

Scritta dal Beato Bartolo Longo

Scarica il testo della meditazione

La novena d’impetrazione alla Vergine del Rosario di Pompei

Eccoci giunti a martedì 28 settembre 2021. Abbiamo ascoltato il Vangelo della Santa Messa di oggi tratto dal capitolo IX di San Luca, versetti 51-56.

Gesù decide, in modo assolutamente fermo, senza ripensamenti possibili, di incamminarsi verso Gerusalemme. Gesù decide di fare la volontà del Padre, di obbedire alla volontà del Padre, di affidarsi alla volontà del Padre, di abbandonarsi al Padre, che tradotto vuol dire: andare a morire.

Nel momento in cui Gesù si avvia per andare a morire, avviene il grande rifiuto, il grande rifiuto di questo villaggio di Samaritani che dice: “No, non ti voglio”, e il Signore non risponde nulla, non fa nulla. Rimprovera i Boanerghes, i figli del tuono, che subito vogliono far scendere un fuoco dal cielo e bruciarli tutti. Gesù cerca un altro villaggio. Gesù non si mette a fare le lotte, soprattutto quelle inutili. Gesù si riempie di zelo quando si tratta della gloria del Padre, ma quando rifiutano Lui, va oltre.

A noi questo cosa insegna?

Chissà se nella nostra vita abbiamo preso la decisione ferma di incamminarci verso la volontà di Dio, che se ci chiama a morire, va bene, se ci chiama a soffrire, va bene, se ci chiama all’esilio, va bene. 

Vi faccio una domanda: voi non avete l’impressione che noi viviamo un po’ una grande illusione? Mi spiego: come se la nostra fede non fosse vera, come se fosse tutto una pia illusione. Noi sappiamo fare anche atti eroici, sappiamo stare a pregare per lungo tempo, siamo fedeli alla nostra preghiera, facciamo le penitenze e i sacrifici, la Messa tutti i giorni, facciamo tante cose, aiutiamo gli altri, una vita impegnata, una vita cristiana, però poi, quando arrivano le tribolazioni, da cosa e in che modo ci distinguiamo dagli altri che non credono? A me sembra che lì diventiamo improvvisamente tutti uguali, il nostro essere di Gesù non si vede più, ecco perché dico che la fede mi sembra una chimera. 

Questo non vuol dire che io ho preso una ferma decisione. Se io ho preso una ferma decisione di seguire il Signore, allora basta, farò fatica, soffrirò, certo, tutto quello che volete, e invece a me sembra, un po’ come dice il demonio nei confronti di Giobbe:

“Toccalo nell’osso, toccalo nella carne e poi vedrai come ti benedirà in faccia”.

A me sembra che sia un po’ questa la situazione, ed è molto triste. Ti fidi o non ti fidi?

Probabilmente mi sbaglierò — anzi sicuramente mi sbaglierò e sono felicissimo di sbagliarmi — ma nella nostra vita, quella proprio concreta, di tutti i giorni, siamo noi che comandiamo, siamo noi che decidiamo, noi sappiamo cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato e tracciamo noi il sentiero, non Dio.

Chiaramente quando una persona si incammina in modo deciso a compiere la volontà di Dio incontrerà mille rifiuti, è così, va bene, li avremo, tanto quanti anni abbiamo ancora da vivere? Anni? Poi magari sono giorni. Quanto ci rimane ancora da vivere? E noi dobbiamo perdere la vita Eterna per che cosa? Per chi?

 

Quest’oggi vorrei, proprio in funzione di questo che ho appena detto, parlarvi della Novena di impetrazione alla Vergine del Rosario di Pompei, scritta dal Beato Bartolo Longo, poi pubblicheranno tutto, troverete tutto, o hanno già pubblicato tutto, troverete sicuramente i testi che adesso vi leggo, però ve li voglio leggere.

Vediamo un po’ la breve storia di questa Novena di impetrazione che non so quanti di voi conoscano, se non chi vive forse a Pompei o lì vicino, gli altri non so quanti la conoscano questa Novena di impetrazione:

“Tra i numerosi testi e preghiere composti dal Beato Bartolo Longo…”

Se non conoscete la vita del Beato Bartolo Longo, vi prego andate a studiarla, io già un po’ ve ne ho parlato, andate a vederla perché è una storia incredibile, bellissima, una storia totalmente laica, di un laico per i laici.

“Vi è la “Novena d’Impetrazione”, scritta nel luglio del 1879. Colpito da febbre tifoidea..”

Aveva preso il tifo.

“Bartolo Longo la scrisse per impetrare le grazie nei casi più disperati.”

Pensate un po’. Andate a vedere su internet quanti morti ha fatto il tifo e forse li fa ancora, così tanto per darci un’idea e non è che ci fossero grossi rimedi nel 1879 contro il tifo. Quindi questa Novena è per i casi disperati.

 “Ogni giorno si recava davanti al quadro della Vergine del Rosario per trarre l’ispirazione ed effettuare le correzioni (al testo). Ma un giorno, in preda ad un vistoso peggioramento della malattia, pensò che non esistesse altro rimedio che prendere il quadro della Vergine dalla Cappella e porlo nella sua stanza da letto. Rivolgendosi a Santa Caterina da Siena, affinché intercedesse per lui presso la Madonna, guarì improvvisamente. Da allora, la Madre Celeste ha concesso grazie a chiunque la pregasse con la Novena scritta dal suo più profondo devoto.”

Non so quanti sono esistiti innamorati e devoti della Vergine Maria come Bartolo Longo.

“Molte altre guarigioni miracolose si sono verificate grazie alla recita di questa Novena, non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, in America, in Africa, in India e in Cina. Molte di questi casi sono stati riportati, autenticati dalla firma di testimoni e da certificati medici, ed approvati da Vescovi con regolari Processi Canonici.

Nel 1894, ad Arpino (FR), Santa Caterina da Siena, rappresentata ai piedi della Vergine nell’Icona pompeiana, apparve ad una giovane moribonda e la invitò a recitare la Novena, pregandola assieme a lei. Al termine della preghiera la giovane fu perfettamente guarita. La Novena,  venne approvata da Papa Leone XIII, il 29 novembre 1887, venne poi tradotta e stampata in varie lingue ed in innumerevoli edizioni.

La Novena può essere detta in qualunque momento dell’anno, gradita assai se la si dice a ridosso della Supplica per maggio (si comincia dal 29 aprile – Festa di Santa Caterina da Siena e si termina il 7 maggio con i Vespri in modo che per l’8 maggio si concluda la Novena con la Supplica), e per ottobre – cioè adesso –  tenendo a mente che, dicendosi la Supplica non in un giorno fisso ma alla prima domenica di ottobre, si faccia annualmente il conto di quando iniziare la Novena.”

Bisogna vedere che data è la prima domenica di ottobre e quindi la Novena bisogna farla nove giorni prima.

 “Volendo…”

E sarà il nostro caso questo, io ho scelto questo secondo caso.

“Volendo si può comunque iniziare la Novena il giorno 28 settembre..”

Oggi.

 “…per concluderla il 7 ottobre, Festa della Madonna del Rosario.”

Io ho scelto questa, non tanto la festa della prima domenica, ma di concluderla proprio in vista della grande festa del 7 ottobre della Madonna del Rosario, anche perché tra pochi giorni inizia il mese di ottobre che, come il mese di maggio, è un mese totalmente mariano. Vi chiedo proprio di recitare insieme con me questa Novena, è un po’ lunghina, sono 5 belle preghiere lunghe, ma ne vale la pena. Perché? Perché ne abbiamo bisogno, ne abbiamo molto bisogno, e io vi chiedo proprio di pregarla insieme per chiedere alla Vergine Maria la grazia di una vera fede, di una vera speranza e di una vera carità. Se noi avremo fede, speranza e carità, le “virtù eroiche”, scusatemi io le chiamo sempre le “virtù eroiche” poi mi dimentico di chiamarle nel modo corretto: le virtù teologali. 

Perché le chiamo le “virtù eroiche”? Perché secondo me queste virtù sono teologali nella misura in cui noi le viviamo in modo eroico, se no non sono un bel niente. Sono quelle in base alle quali si decide la santità di una persona, non è un dettaglio. Il Santo è colui che le ha vissute in modo eroico, se no niente, anche se ha fatto mille miracoli. Noi abbiamo bisogno di viverle in modo eroico le “virtù eroiche” — non dite che si chiamano così perché è sbagliato, sono io che le chiamo impropriamente così, ma è sbagliato, si chiamano virtù teologali — ma queste “virtù eroiche” sono ciò di cui abbiamo bisogno, oggi per una cosa, domani per un’altra, ne abbiamo bisogno per non traballare, per non spaventarci, per non indietreggiare. Ne abbiamo bisogno.

Le preghiere che voi troverete sono cinque, più l’orazione finale, più un’altra preghiera, sono un po’ lunghe, vanno recitate integralmente per nove giorni. Cerchiamo di evitare quelli che poi scrivono e dicono: “Ah ma oggi mi sono dimenticato, vale lo stesso?” Siccome non è l’aspirina che scade, il tema non è “vale lo stesso”, il tema è: perché ti sei dimenticato? Non ti sei dimenticato di bere, mangiare, dormire e vestirti, perché hai dimenticato la Novena? Non ti sei dimenticato degli affari tuoi, delle tue cose, del tuo sacro lavoro, però di questo sì. Ecco, per non dimenticarci mettiamoci qualche promemoria sul cellulare, qualche sveglia, un pezzettino di carta sul letto, da qualche parte che ci ricordi: “Hai detto la Novena?” Perché è importante.

Si fa la Novena e l’ideale sarebbe dopo dire il Rosario, ma se non si riesce va bene, l’importante è dire la Novena e il Rosario quando lo si può dire.

Essere in grazia di Dio, andare a Messa ogni giorno, potendo fare la Comunione Sacramentale, o Spirituale, e poi all’ultimo giorno si recita la Supplica.

Poi, se è possibile, si ponga la prodigiosa immagine in luogo distinto e, se si può, si accendano due candele, simbolo della fede e delle virtù teologali e prima di iniziare la Novena di preghi Santa Caterina da Siena, come ha fatto Bartolo Longo, perché si degni di recitarla insieme con noi, e poi si comincia.

Io vi consiglio proprio tanto caldamente di farla perché ne abbiamo tutti un grande bisogno. Oggi si conclude anche la novena di San Michele Arcangelo, domani sarà la sua festa e di San Gabriele, San Raffaele. Mi sembra che ci siano diverse ragioni per vivere bene questa Novena di impetrazione, in questi ultimi giorni del mese di settembre, chiedendo la grazia a Bartolo Longo, a Santa Caterina di prepararci bene alla festa della Madonna del Rosario, di cuore vi benedico.

Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus. Amen. 

Dio ci benedica e la Vergine ci protegga. 

Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato.

VANGELO (Lc 9, 51-56)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

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