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La santità è l’imitazione di Gesù

Padre_perdona_loro

Omelia

Pubblichiamo l’audio di un’omelia sulle letture di giovedì 28 aprile 2016.

Predicatore: p. Giorgio Maria Faré, OCD

Ascolta la registrazione:

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Approfondimenti

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Atto di rassegnazione alla Divina Volontà

Che cosa mi accadrà oggi, o Dio mio?
Io non lo so.
Solamente so che nulla mi accadrà che Voi non abbiate preveduto,
regolato e ordinato da tutta l’eternità.
Ciò mi basta, mio Dio, ciò mi basta;
o adoro i Vostri disegni eterni ed impenetrabili;
io mi ci sottometto con tutto il cuore per amor Vostro,
Io voglio tutto, accetto tutto,
Vi faccio un sacrificio di tutto,
e unisco questo sacrificio a quello di Gesù Cristo,
mio Divin Salvatore.

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Testo della meditazione

Scarica il testo della meditazione

La santità è l’imitazione di Gesù

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia lodato!

Il Signore Gesù ci chiede di osservare i Suoi Comandamenti, ci chiede di rimanere nel Suo amore, ci chiede di obbedire come ha fatto Lui al Padre, tutto questo è fondato sull’amore che Lui ha per noi.

Questa mattina mi sembra bello fare riferimento ad un grande Santo, a tutti molto noto, San Massimiliano Maria Kolbe, uno dei più grandi Santi innamorati della Vergine Maria, di Maria Immacolata, ha fondato la Milizia dell’Immacolata, è morto martire.

Ebbene, alcuni suoi scritti richiamano proprio l’attenzione su questo.

Lui dice: «Devo essere santo, quanto più santo possibile».

In una conferenza, che tenne il 28 agosto del 1933, lui disse: «La santità è l’imitazione di Gesù», esattamente come dice il Vangelo oggi. Noi siamo chiamati ad imitare l’obbedienza di Gesù al Padre.

Prosegue: «L’uomo desidera divenire sempre più grande, sempre più santo, sempre più perfetto, desidera divenire in certo qual modo Dio. Ciò gli è difficile, ma nella persona di Gesù Cristo, Uomo-Dio, ha l’esempio più perfetto. I Santi per divenire tali non hanno fatto altro che riprodurre in sé i lineamenti di Cristo, l’Uomo-Dio».

Echeggia qui tutta la mistica di Santa Teresa di Gesù, l’umanità di Dio, l’umanità di Gesù.

«Quanto più un uomo Lo ricopia, tanto più diviene perfetto e santo. L’imitazione di Gesù è il nostro scopo».

C’è un bellissimo libro, un classico della spiritualità cristiana, che si intitola proprio “L’Imitazione di Cristo”, un libro antichissimo, bellissimo. Dovremmo tutti averlo letto almeno una volta, averlo meditato almeno una volta, questo testo dell’Imitazione di Cristo, che ci insegna proprio, passo dopo passo cosa vuol dire imitare Gesù in tutto, e noi siamo chiamati ad imitare Gesù in tutto, non ad essere fantasiosi, non a creare vie nuove alternative, ma imitare Lui.

«Questa», prosegue San Massimiliano, «è tutta l’essenza della santità, conformare tutta la nostra volontà alla Volontà di Dio», questo lo disse il 2 aprile del 1938. «L’anima che si è proposta come fine di conformare la propria volontà con la Volontà di Dio, si sente indicibilmente felice, vi è in lei pace e serenità, possiede un fondamento incrollabile: Dio. Nessuna cosa è in grado di turbarla, si approfondisce sempre più in questa pace e in questa felicità».

Essere santi vuol dire fare la Volontà di Dio, che non è la nostra.

Io posso sentire, posso desiderare di andare a destra, e Dio invece chiamarmi a sinistra, e devo seguire, devo fidarmi di questa Volontà.

Prosegue: «Non perdiamo la pace, se il sentimento si raffredda».

Quante volte si sente dire: «Non sento più Dio».

«Qui si tratta di volontà, e soltanto di volontà».

Questa espressione ricorda molto il Beato Giovanni Duns Scoto, che già altre volte vi dissi. Lui fa un’analisi molto approfondita sul tema, sulla categoria della volontà rispetto, per esempio, alla conoscenza o all’intelligenza.

«Qui si tratta di volontà, e soltanto di volontà».

Risentiamo qui dentro anche Teresa di Gesù Bambino; anche lei, alla fine della vita, non vedeva, non sentiva più nulla, era in questo buio nella notte della fede, eppure lei diceva: «Io voglio credere».

Anche Madre Teresa di Calcutta, stessa cosa. Per tutta la vita non ebbe mai a sentire Dio, se non un mese solo della sua vita, per il resto fu tutto tenebra.

«Anzi, quanto più la natura si ribellerà, tanto maggiori saranno i meriti che ne raccoglieremo».

Noi dobbiamo amare Dio non perché Lo sentiamo, ma perché Lo vogliamo, e tanto meno Lo sentiamo, tanto più Lo dobbiamo volere.

«L’essenza dell’amore di Dio sarà sempre non il provare la dolcezza, non il ricordare, non il pensare, non l’immaginare, ma esclusivamente l’adempiere la Volontà di Dio in ogni istante della vita e il sottomettersi completamente a tale Volontà».

Accettare quello che Dio ha pensato per noi, accettare la nostra storia, accettare i nostri limiti, non i peccati, ma i limiti della nostra natura. Accettare le nostre sofferenze, le nostre fatiche, accettare le ingiustizie che viviamo.

C’è una bellissima preghiera antica, che si intitola proprio “Atto di rassegnazione alla Volontà di Dio”. Io tutte le mattine recito questa bellissima preghiera, perché è breve ma fa capire che quel giorno, quell’ora, tutto quello che tu vivrai in quella giornata, è tutto pensato dall’eternità da Dio per te.

In quella preghiera si dice: «Io non so quello che succederà oggi, ma so che Tu già lo sai da sempre e so che Tu l’hai pensato per me».

È difficile, difficile, fuori di dubbio è difficile, però questa è la via.

Lui scrive: «Il rilassamento morale di oggi dipende dall’indebolimento della volontà».

Infatti, oggi vediamo in giro persone che non sanno più volere, sono senza spina dorsale.

«Allora si chiede: “Chi è capace di irrobustire la debole volontà umana, se non Colei che è l’Immacolata fin dal primo istante della propria esistenza, la Madre della grazia divina

Allora lui scrive ancora: «Offriti interamente a Lei, che è la nostra ottima Mammina celeste ed in tal modo potrai superare facilmente tutte le difficoltà e diventerai santo, un grande santo: questa è la sola cosa che ti auguro di tutto cuore. Si può dire che tutti i Santi sono opera della Vergine Santissima e la devozione particolare a Lei è una loro caratteristica comune. Ricordiamoci che l’amore vive, si nutre di sacrifici».

Oggi questa cosa qui non si dice più…amore, amore, amore, viviamo nell’amore, con otto “m” e otto “o”, che vuol dire “riempiamoci la pancia” e cominciamo a saltare come tanti imbesuiti, a gridare, a cantare, a gioire, come se l’amore fosse la danza del ventre.

«Ringraziamo l’Immacolata per la pace interiore, per le estasi d’amore; tuttavia, non dimentichiamo che tutto questo, benché buono e bello, non è affatto l’essenza dell’amore; anzi l’amore perfetto può esistere anche senza tutto questo. Il vertice dell’amore è lo stato in cui si è venuto a trovare Gesù sulla croce, quando disse: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” La santità è l’amore fino all’eroismo».

Allora, vi lascio quest’ultima espressione bellissima di San Massimiliano e concludiamo con questa: «Lavorare, soffrire e morire da cavaliere, ma non di una morte comune. Ecco, ricevere una pallottola in testa per sigillare il proprio amore verso l’Immacolata, spargere il proprio sangue fino all’ultima goccia per accelerare la conquista di tutto il mondo alla Vergine Immacolata. Questo auguro a me stesso e a voi. Gesù stesso ha detto: “Non c’è amore più grande che dare la vita per il proprio amico”».

Sia lodato Gesù Cristo!

Sempre sia Lodato!

 

Letture del giorno

Giovedì della V settimana di Pasqua

PRIMA LETTURA (At 15,7-21)

Ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio.

In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede. E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede. Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro».
Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.
Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome. Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: “Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose, note da sempre”. Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe».

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)

Rit: Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)

Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

VANGELO (Gv 15,9-11)

Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

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